mercoledì, dicembre 27, 2006

Tassi, sei rialzi nel 2006. Stangata sui mutui

Il costo del denaro è salito al 3,5%. Sono in arrivo nuovi aumenti nei primi mesi del 2007
La Bce è preoccupata per la ripresa dell’inflazione. La strategia pesa sulle tasche del popolo delle rate
È STATO l’anno dei rialzi dei tassi d’interesse. Sei incrementi in 12 mesi. L’ultimo, di un quarto di punto percentuale, deciso dalla Bce ha portato il tasso base al 3,50%. E per il 2007 sono in arrivo nuove strette monetarie, secondo quanto ha lasciato trapelare dalle sue dichiarazioni il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, preoccupato per una ripresa della spirale inflazionistica. Il rischio di un surriscaldamento dei prezzi, secondo Trichet, è dovuto al fatto che Eurolandia si prepara a inaugurare il 2007 con una crescita «solida». E quindi l’inflazione «probabilmente» aumenterà ancora. Per evitare contraccolpi, la Banca centrale europea si dice pronta ad agire «puntualmente» e «con fermezza» per contenere il previsto rialzo dei prezzi, confermando indirettamente così la sua propensione verso un nuovo incremento dei tassi. Per il popolo delle rate, quindi, si preannunciano tempi bui. Soprattutto per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, ma le conseguenze si ripercuoteranno anche su chi ha scelto il tasso fisso. L’ultimo aumento dei tassi dello 0,25%, secondo i calcoli dell’Adusbef, è costato caro alle famiglie italiane. Non solo mutui, ma la stretta riguarda anche l’onere dei prestiti, di quelli accesi per l’acquisto di piccoli elettrodomestici o di auto nuove, e più difficile sarà anche rifinanziare il debito pubblico (oggi già a oltre 27 mila euro a testa). Secondo i calcoli dell’Adusbef, ad esempio, un mutuo di 100 mila euro a 10 anni al 5% comporta una rata mensile di 1.060,66 euro o semestrale di 6.414,71. Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 12,25 euro sulla rata mensile (+147 euro annui) o di 75,99 euro sulla rata semestrale (+151,98 euro l’anno). Per un mutuo di 200 mila euro a 10 anni un tasso al 5% comporta una rata mensile di 2.121,32 euro o semestrale di 12.829,42. Un aumento al 5,25% comporterà un rincaro di 24,50 euro sulla rata mensile (+294,00 annui) o di 151,98 euro sulla rata semestrale (+303,96 euro l’anno). Discorso simile per i prestiti. Ricorrere ad una linea di credito da 6.000 euro per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, sostiene l’Adusbef, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata in 5 anni di circa 93 euro. Per arredare casa o acquistare un'auto con un prestito da 15 mila euro si sborseranno in media 228 euro in più, mentre per affrontare spese di maggiore entità (matrimonio, iniziative commerciali) con un prestito da 30 mila euro, serviranno in 5 anni 453 euro in più. Nei primi mesi del 2007, secondo quanto si attendono gli operatori, arriverà una nuova stretta sui tassi. L’economia in Europa corre e questo scenario però comporta rischi legati soprattutto alla possibilità di un rinnovato aumento dei prezzi del greggio. A questa variabile, poi, bisogna aggiungere ulteriori incrementi delle tariffe e delle imposte indirette. In questo quadro, Trichet ha sottolineato che una «politica monetaria accomodante si tradurrebbe solo in un tasso d’inflazione elevato e inietterebbe volatilità nell’economia».
FONTE: Il TEMPO
Tassi, sei rialzi nel 2006. Stangata sui mutui
Il costo del denaro è salito al 3,5%. Sono in arrivo nuovi aumenti nei primi mesi del 2007
La Bce è preoccupata per la ripresa dell’inflazione. La strategia pesa sulle tasche del popolo delle rate
È STATO l’anno dei rialzi dei tassi d’interesse. Sei incrementi in 12 mesi. L’ultimo, di un quarto di punto percentuale, deciso dalla Bce ha portato il tasso base al 3,50%. E per il 2007 sono in arrivo nuove strette monetarie, secondo quanto ha lasciato trapelare dalle sue dichiarazioni il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, preoccupato per una ripresa della spirale inflazionistica. Il rischio di un surriscaldamento dei prezzi, secondo Trichet, è dovuto al fatto che Eurolandia si prepara a inaugurare il 2007 con una crescita «solida». E quindi l’inflazione «probabilmente» aumenterà ancora. Per evitare contraccolpi, la Banca centrale europea si dice pronta ad agire «puntualmente» e «con fermezza» per contenere il previsto rialzo dei prezzi, confermando indirettamente così la sua propensione verso un nuovo incremento dei tassi. Per il popolo delle rate, quindi, si preannunciano tempi bui. Soprattutto per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, ma le conseguenze si ripercuoteranno anche su chi ha scelto il tasso fisso. L’ultimo aumento dei tassi dello 0,25%, secondo i calcoli dell’Adusbef, è costato caro alle famiglie italiane. Non solo mutui, ma la stretta riguarda anche l’onere dei prestiti, di quelli accesi per l’acquisto di piccoli elettrodomestici o di auto nuove, e più difficile sarà anche rifinanziare il debito pubblico (oggi già a oltre 27 mila euro a testa). Secondo i calcoli dell’Adusbef, ad esempio, un mutuo di 100 mila euro a 10 anni al 5% comporta una rata mensile di 1.060,66 euro o semestrale di 6.414,71. Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 12,25 euro sulla rata mensile (+147 euro annui) o di 75,99 euro sulla rata semestrale (+151,98 euro l’anno). Per un mutuo di 200 mila euro a 10 anni un tasso al 5% comporta una rata mensile di 2.121,32 euro o semestrale di 12.829,42. Un aumento al 5,25% comporterà un rincaro di 24,50 euro sulla rata mensile (+294,00 annui) o di 151,98 euro sulla rata semestrale (+303,96 euro l’anno). Discorso simile per i prestiti. Ricorrere ad una linea di credito da 6.000 euro per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, sostiene l’Adusbef, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata in 5 anni di circa 93 euro. Per arredare casa o acquistare un'auto con un prestito da 15 mila euro si sborseranno in media 228 euro in più, mentre per affrontare spese di maggiore entità (matrimonio, iniziative commerciali) con un prestito da 30 mila euro, serviranno in 5 anni 453 euro in più. Nei primi mesi del 2007, secondo quanto si attendono gli operatori, arriverà una nuova stretta sui tassi. L’economia in Europa corre e questo scenario però comporta rischi legati soprattutto alla possibilità di un rinnovato aumento dei prezzi del greggio. A questa variabile, poi, bisogna aggiungere ulteriori incrementi delle tariffe e delle imposte indirette. In questo quadro, Trichet ha sottolineato che una «politica monetaria accomodante si tradurrebbe solo in un tasso d’inflazione elevato e inietterebbe volatilità nell’economia».
FONTE: Il TEMPO

Mutui agevolati a Vernio con CariPrato

Mutui agevolati a Vernio con CariPrato per restaurare le facciate delle abitazioni
Vernio 26 dicembre 2006 – E’ stato raggiunta nei giorni scorsi una intesa fra il Comune di Vernio e CariPrato per incentivare la sistemazione delle facciate delle abitazioni grazie all’erogazione da parte della banca di una serie di mutui agevolati. Alla conferenza stampa di presentazione di questa iniziativa erano presenti il sindaco di Vernio Paolo Cecconi, Vincenzo Mellace responsabile Carprato Area Pratese, Umberto Mannocci Responsabile Cariprato Enti Locali, Massimo Gioia direttore della fliale Cariprato di Vernio e Alberto Chiaramonti responsabile Cariprato per la Val di Bisenzio. L’intesa riguarda la messa a disposizione da parte di CariPrato un plafond di quattro milioni di euro destinato ai cittadini del Comune di Vernio che intendono rifare la facciata della propria abitazione. L’importo massimo finanziabili di ogni singolo mutuo sarà di 40 mila euro al tasso Euribor 3 mesi aumentato di 1,50 p.p. (attualmente tasso complessivo 5,14). La durata è da un minimo di 18 mesi ad un massimo di 7 anni. Molto semplificata anche la documentazione richiesta a corredo: in pratica basta presentare una copia del documento attestante il reddito del richiedente(busta paga,e/o mod.101 e/o 730), una copia lettera di denuncia inizio attività (DIA) inoltrata al comune e il preventivo di spesa.
“La cura esterna delle singole abitazioni riveste una notevole importanza per la immagine complessiva che si riceve del territorio – ha commentato il sindaco Paolo Cecconi - per un comune come Vernio, che punta alla promozione del yurismo e alla valorizzazione paesaggistica, la sistemazione delle facciate esterne degli immobili assume una rilevanza centrale. La previsione di meccanismi – ha aggiunto - come l’accordo con banche che operano nell’ambito comunale, per incentivare il restauro delle facciate degli immobili con forme di agevolazione finanziaria sui prestiti può divenire per il Comune di Vernio un importante canale di promozione per la qualificazione dei nuclei abitati esistenti ed in particolare per quelli di maggiore rilevanza storico-architettonica”. “Questo accordo ci riempie di soddisfazione – ha poi sottolineato Vincenzo Mellace responsabile Carprato Area Pratese – perché per una banca legata al territorio come la nostra è importante dare contributo alla valorizzazione del territorio. Si tratta di mutui molto semplici da richiedere e ci auguriamo che tanti cittadini aderiscono all’iniziativa e che l’esempio di Vernio possa essere seguito anche dagli altri comuni della vallata”.
FONTE: Firenze.it

venerdì, dicembre 22, 2006

Mutui più cari, ma non c’è panico

La cattiva notizia è che il 7 dicembre la Banca centrale europea ha operato l'ennesimo aumento del tasso di sconto, cioè il valore che farà pagare alle banche sul denaro dato loro in prestito.
In dodici mesi gli istituti di credito hanno così visto crescere il costo del denaro di un punto e mezzo, passando dal 2% del dicembre 2005 all'attuale 3,5%. Con la diretta conseguenza che anche noi utenti finali pagheremo più cari i soldi che le banche ci hanno prestato o ci presteranno.
La buona notizia è che, almeno per il momento, questi aumenti nel Veneziano sono stati ben assorbiti dalla clientela, ma anche ben gestiti dagli istituti di credito.
Quanto lo dice, con buona approssimazione, il settore mutui.
Il dato principale e più confortante è che nessuna delle banche interpellate (Unicredit, Banca Intesa, Bnl, San Paolo Carive) ha ricevuto massicce richieste di rinegoziazione di mutui a tasso variabile contratti qualche anno fa, quando i tassi erano decisamente più bassi.
Qualche domanda è stata presentata, per lo più da clienti a reddito fisso che hanno visto crescere un po' troppo la rata mensile. Per i clienti a reddito variabile invece il consiglio (ascoltato) pressoché unanime è quello di tenersi il mutuo com'è senza cambiarlo.
I dati più precisi vengono dalla Cassa di Risparmio di Venezia che ha deciso di contattare direttamente la clientela ritenuta più a rischio: quella con un mutuo erogato entro il 30 settembre 2005, di importo residuo superiore a 80mila euro e durata residua maggiore di 10 anni.
Fino ad oggi sono state interpellate oltre mille famiglie alle quali è stata offerta la possibilità di allungare la durata del mutuo fino a 30 anni bloccando l'importo della rata senza altri oneri. L'iniziativa ha avuto un tasso di adesione del 10%.
Anche gli altri istituti hanno segnalato che già da alcuni mesi si erano attrezzati per affrontare eventuali momenti di criticità nel settore, da un lato attraverso un'attenta valutazione con la clientela sulla convenienza o meno di una negoziazione, dall'altro offrendo la possibilità di una rinegoziazione agevolata, con sconti su spese notarili o penali, o della trasformazione del mutuo a rata costante ma a periodo variabile.
Altro dato emerso è quello di una sostanziale buona informazione della clientela in relazione a vantaggi e svantaggi delle diverse tipologie di mutuo. Se non è ancora del tutto sconveniente accedere ad un mutuo a tasso variabile, la tendenza è quella di preferire il tasso fisso. Segno che gli aumenti del costo del denaro, almeno a livello psicologico, sono stati ben percepiti e assimilati.
di Roberto Vivian FONTE: GVonline.it

venerdì, dicembre 15, 2006

Intesa studia securitisation mutui casa 3-4 mld in trim1

MILANO, 14 dicembre (Reuters) - Banca Intesa (BIN.MI: Quotazione, Profilo) ha allo studio un'operazione di cartolarizzazione di mutui residenziali (Rmbs) da 3-4 miliardi di euro per il primo trimestre del prossimo anno, riferiscono alcune fonti finanziarie.

L'ultima operazione Rmbs di Intesa risale al febbraio 2003 quando è approdata sul mercato IntesaBci Sec2 per due miliardi di euro.

Attualmente il primato italiano sulle cartolarizzazioni di mutui casa spetta alla prima operazione della serie Cordusio Rmbs realizzata da Unicredit (CRDI.MI: Quotazione, Profilo) nell'aprile 2005 per circa tre miliardi di euro.

Dal primo gennaio sarà effettiva la fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi (SPI.MI: Quotazione, Profilo) che darà vita al primo gruppo bancario italiano per sportelli e clientela.
FONTE: Borsa Italiana

Chi offre i mutui più convenienti

Nell'osservatorio MutuiOnline-Lamiafinanza, i migliori finanziamenti disponibili on line

Il recente aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea fa sentire i suoi effetti sui mutui immobiliari. Rispetto all'ultima rilevazione dell'Osservatorio MutuiOnline-Lamiafinanza, dello scorso settembre, i mutui più convenienti (vedere la tabella qui sotto) hanno oggi un tasso del 4,55% (mutui a tasso variabile nelle durate da 20 a 30 anni proposti da Bipop Carire), mentre tre mesi fa si potevano spuntare tassi del 4,19%, sempre sul tasso variabile, per durate fino a 30 anni. A dieci e 15 anni le offerte più convenienti sono di Ing Direct, come tre mesi fa, ma il tasso è passato dal 4,19 al 4,60%. Nella durata massima, 40 anni, l'offerta più conveniente è quella degli australiani di Macquarie Bank: 4,98% contro il 4,67% di GE Money Bank di tre mesi fa.

Più stabili i costi dei mutui a tasso fisso. Anzi, rispetto a settembre qui si possono trovare offerte più convenienti. Per esempio, a dieci anni, Popolare italiana offre un finanziamento al 4,74% (contro il 4,77% proposto a suo tempo da Banca di Roma), mentre a 20 anni Cariparma applica un tasso del 4,86%, contro il 5,10% di tre mesi fa di Montepaschi. A 15 e 20 è Cariparma e Piacenza a proporre i migliori mutui, a tassi del 4,81 e 4,86% rispettivamente.

Occorre ricordare che quelli riportati sono soltanto esempi, riferiti - come spiegato qui sotto - a una precisa ipotesi: cambiando l'importo richiesto, e le caratteristiche del richiedente e dell'immobile le condizioni possono mutare.

Fonte: La mia Finanza

Falsi mutui, maxi truffa a due banche

Venezia, gli indagati accedevano finanziamenti a prezzi gonfiati
con danni per gli istituti di credito di decine di milioni di euro
L'operazione della Guardia di Finanza coinvolge alcuni
imprenditori, un notaio e due direttori di istituto di credito

La Guardia di Finanza di Venezia ha scoperto una truffa per 13 milioni di euro
VENEZIA - Maxi truffa ai danni di due banche. Arrestati cinque imprenditori e un direttore di banca veneziano; obbligo di dimora per un notaio. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Venezia ha bloccato una truffa in ambito immobiliare per oltre 13 milioni che durava da circa due anni.

Scopo della truffa, ottenere mutui da due istituti di credito nazionali con sedi in Veneto, al cui interno gli imprenditori potevano contare su alcuni direttori di banca compiacenti (un altro risulta indagato), pronti ad erogare i crediti accettando perizie di stima gonfiate su un'ottantina di immobili di scarso valore nelle province di Venezia e Treviso. Mediamente, il prezzo degli edifici veniva raddoppiato.

Gli imprenditori - U.C. di Treviso, B.A. di Trento, S.S. di Pescara, più un pugliese e un abruzzese -, secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, non eseguivano però in prima persona le compravendite, ma si avvalevano di una rete di falsi acquirenti, per lo più studenti, provenienti in particolare dall'Abruzzo, ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, ai quali veniva corrisposta una cifra esigua rispetto all'ammontare dell'affare, circa mille euro.

Gli atti di compravendita erano poi certificati da un notaio, S.C., della provincia di Venezia. Le Fiamme Gialle, dopo aver notato uno strano traffico di persone nello studio del notaio, per circa un anno hanno eseguito meticolosi accertamenti sui documenti contabili e bancari, relativi in particolare alle società amministrative attraverso le quali gli imprenditori ottenevano il denaro liquido dagli istituti di credito.
Anche la posizione dei falsi acquirenti è stata oggetto di inchiesta: sono risultati tutti senza nessun reddito che potesse giustificare l'acquisto e le garanzie nella concessione del mutuo.

Nel corso dell'operazione - presentata oggi dal procuratore della Repubblica Vittorio Borraccetti presso il Tribunale di Venezia - sono state eseguite una ventina di perquisizioni in sei regioni d'Italia.
FONTE: La Repubblica

I mutui su misura del Credito Cooperativo

Strumento per dare equilibrio e maggiore stabilità al mercato immobiliare
I nostri mutui sono uno strumento per dare equilibrio e maggiore stabilità al mercato immobiliare, nei momenti di fermento come in quelli di riflessione.
Attraverso i nostri finanziamenti vogliamo continuare ad offrire efficacemente un servizio creditizio alle famiglie rapido e completo, con operazioni predisposte su misura per qualsiasi tipo di esigenza, con tassi che continuano ad essere particolarmente vantaggiosi per i privati.
Non è un caso che oggi circa il 90% delle famiglie scelga di acquistare la casa usufruendo di un mutuo: strumento che offre la possibilità di comprare l’immobile investendo nella rata di ammortamento poco più di quanto occorrerebbe spendere in un affitto; il mutuo, inoltre, favorisce i cosiddetti "investimenti immobiliari" (il privato, in questo caso, acquista un immobile mediante un investimento che gli garantirà, attraverso l’affitto, il reddito necessario per il rimborso).
"Bcc casa" è il mutuo su misura del Credito Cooperativo ravennate e imolese. In questo modo è possibile scegliere la formula che meglio si adatta alle singole esigenze, attraverso una pianificazione personalizzata dei costi e la dilazione flessibile nel tempo.
Mutuo protetto: costi assolutamente competitivi e pagamento del debito residuo in caso di decesso dell’assicurato.
Libero: per pianificare e gestire la restituzione del capitale in modo personalizzato e con un mutuo a tasso variabile. La formula si rivolge in particolare ai lavoratori autonomi.
Rata affitto: con l’equivalente di un affitto si diventa proprietari della casa.
Rata costante: il mutuo con la rata costante nel tempo, per affrontare con tranquillità le variazioni di tasso sui mercati finanziari.
Mutuo più: il primo anno ad un minimo tasso fisso ed i rimanenti a tasso variabile.
Mutuo misto: possibilità ogni 3 o 5 anni, di rivedere le condizioni applicate al finanziamento e di scegliere se mantenere il tasso fisso ovvero optare per il tasso variabile.
Mutuo a tasso fisso: per avere la certezza di un tasso che rimane invariato per tutta la durata del mutuo e la conseguente possibilità di calcolare, in ogni momento, l’esatto ammontare del debito residuo.
Alla qualità ed economicità dei nostri servizi, si aggiunge la ’politica di prossimità’ propria del Credito Cooperativo, che è "banca delle comunità locali" anche in termini di politiche di insediamento e nel rapporto con i soci.
Oggi il Credito Cooperativo ravennate e imolese conta su oltre 12.000 Soci, 40 Filiali, nelle quali operano complessivamente quasi 400 dipendenti. La prossima Filiale è quella prevista a gennaio 2007 nel Comune di Ravenna e riguarda l’area di via Trieste adiacente al porto, oggetto di un importante sviluppo produttivo e residenziale.
Il Credito Cooperativo oggi è una banca in grado di favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese, attraverso il sostegno a progetti di innovazione e di crescita; una banca che, al tempo stesso, opera per "proteggere" il risparmio delle famiglie, promuovendo lo sviluppo dell’intera area di insediamento e di operatività e favorendo l’aggregazione sociale, la solidarietà, la sussidiarietà, moltiplicando sempre proficue relazioni con enti, associazioni di categoria e, più in generale, con tutta la comunità locale.

FONTE: Nuovo Diario - articolo di Celso Reali, Credito Cooperativo ravennate

lunedì, dicembre 11, 2006

Mutui più cari di 700/900 euro l'anno

ROMA - Paolo Landi, Adiconsum: "Mutui più cari di 700/900 euro l'anno per il 6° aumento dei tassi d'interesse deciso dalla BCE". Adiconsum chiede alle banche di rispettare il decreto Bersani e di aumentare i tassi attivi dei conti correnti.
Per la sesta volta nell'arco di 12 mesi, la BCE aumenta il tasso di sconto di un ulteriore +0,25%.
La decisione dimostra la preoccupazione della BCE per una ripresa dell'inflazione, ma non tiene conto della necessità di supportare la ripresa economica, generando in tal modo un ulteriore aggravio per le famiglie e per le imprese a seguito dell'aumento del costo del denaro.
Tale aumento si tradurrà, inoltre, per il sistema Italia, nel pagamento di maggiori interessi sul debito pubblico che supera ormai i 1600 miliardi di euro.
Per un mutuo ventennale, il maggior costo, rispetto a novembre 2005, si tradurrà in +63 euro al mese e in 756 euro in più l'anno, e spesa aggiuntiva di circa 9.500,00 alla conclusione del mutuo, tra quindici anni.
Fonte: Arezzo Web

Mutui, tasso fisso per 75 su cento

Scende al 20% l'appeal del variabile

Ormai per i mutui il tasso fisso è decisamente più conveniente del variabile. E infatti tra quelli che il loro mutuo l'hanno aperto negli ultimi mesi la scelta è caduta nella stragrande maggioranza dei casi proprio sul fisso. A dirlo è una ricerca condotta sulle 600 agenzie immobiliari che fanno capo al circuito Big (Beni Immobili Gestiti) nel periodo tra luglio e novembre.

Dallo studio di Big, una delle principali società immobiliare italiane, risulta che 75 nuovi mutui su cento sono a tasso fisso, 20 a tasso variabile, 5 a tasso misto, cioè a tasso variabile ma con un tetto massi di interesse. I mutui a tasso fisso sono cresciuti in sei mesi dal 10 al 75% del totale. La ricerca ha fotografato accuratamente il cambiamento delle scelte degli italiani nel finanziamento dell’acquisto della casa nel periodo luglio-novembre 2006.

Nel primo semestre 2006 la situazione era radicalmente diversa: il 70% erano a tasso variabile, il 10% a tasso fisso e il 20% a tasso misto. "L’aumento del tasso d’interesse di un quarto di punto da parte della Banca centrale europea era ampiamente previsto ed è stato già assorbito dal mercato" spiega Antonio Spina, presidente di Big (Beni immobili gestiti). L’Euribor a tre mesi è già salito negli ultimi giorni al 3,7%.

"Il risultato di questo nuovo aumento è che, per la prima volta dopo tanti anni, è diventato più conveniente contrarre un mutuo a tasso fisso rispetto al tasso variabile" dice Spina. "Il tasso variabile è conveniente fino a quando esiste una differenza di almeno un punto percentuale rispetto al fisso, situazione che si è sempre verificata negli ultimi anni. Nel periodo in cui il tasso di sconto in Europa è rimasto al minimo storico del 2%" continua Spina "il differenziale fra variabile e fisso è stato addirittura di due punti, situazione nella quale era convenientissimo scegliere il variabile e molto penalizzante optare per il fisso".

Con questo nuovo aumento del tasso di sconto, che porta il costo del denaro a Eurolandia al 3,5%, "il differenziale fra tasso fisso e tasso variabile si è assottigliato allo 0,3-0,4%, un spread troppo piccolo per scegliere il variabile e i rischi che comporta tale scelta. Neppure i mutui a rata costante e a durata variabile, cioè i variabili con un tetto di spesa mensile, riescono più convincere gli italiani. Il timore di nuovi rialzi è troppo forte".
Fonte: TGFIN

L’istituto sbarca nel retail, lancia i mutui residenziali

Banca Italease apre al segmento della clientela retail creando una nuova linea di prodotti dedicata ai mutui residenziali. Sono sette le soluzioni di finanziamento per l’acquisto e la ristrutturazione di prime e seconde case fino a 35 anni. Grazie alla partnership con Genworth Financial-Mortgage Insurance è possibile ottenere prestiti per l’acquisto della prima casa fino al 100 per cento del valore dell’immobile.
Fonte: Denaro.it

MUTUI PIU' CARI FINO A 340 EURO

ROMA - Un ritocco di appena lo 0,25% che però costerà alle famiglie italiane che pagano un mutuo tra i 150 e il 340 euro l'anno. E' uno degli effetti del rialzo dei tassi deciso dalla Bce e che ha portato il costo del denaro al 3,5%. Ma ad aumentare sarà anche l'onere dei prestiti, di quelli accesi per l'acquisto di piccoli elettrodomestici o di auto nuove, e più difficile sarà anche rifinanziare il debito pubblico (oggi già ad oltre 27.000 euro a testa).

A fare i calcoli di quanto il denaro più caro impatterà sulle tasche degli italiani è stata l'Adusbef, che snocciola i rialzi previsti sulle rate dei mutui a tassi variabili ipotizzando vari scenari a seconda della durata dei mutui (10, 15 e 20 anni). Ad esempio, un mutuo di 100.000 euro a 10 anni al 5% comporta una rata mensile di 1.060,66 euro o semestrale di 6.414,71.

Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 12,25 euro sulla rata mensile (+147 euro annui) o di 75,99 euro sulla rata semestrale (+151,98 euro l'anno). Per un mutuo di 200.000 euro a 10 anni un tasso al 5% comporta una rata mensile di 2.121,32 euro o semestrale di 12.829,42. Un aumento al 5,25% comporterà un rincaro di 24,50 euro sulla rata mensile (+294,00 annui) o di 151,98 euro sulla rata semestrale (+303,96 euro l'anno).

Discorso simile per i prestiti. Ricorrere ad una linea di credito da 6.000 euro per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, sostiene l'Adusbef, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata in 5 anni di circa 93 euro. Per arredare casa o acquistare un'auto con un prestito da 15.000 euro si sborseranno in media 228 euro in più, mentre per affrontare spese di maggiore entità (matrimonio, iniziative commerciali) con un prestito da 30.000 euro, serviranno in 5 anni 453 euro in più.

Tornando ai mutui, un importo di 100.000 euro a 15 anni al 5% comporta una rata mensile di 790,79 euro o semestrale di 4.777,76. Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 13,09 euro sulla rata mensile (+151,08 annui) o di 79,99 euro sulla rata semestrale (+159,98 euro l'anno).

Così ancora, per un mutuo di 200.000 euro a 15 anni al 5% che comporta cioé una rata mensile di 1.581,58 euro o semestrale di 9.555,52, un ritocco del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 26,18 euro sulla rata mensile (+314,16 annui) o di 159,98 euro sulla rata semestrale (+319,96 euro l'anno). Infine, nel caso di mutui a 20 anni, quelli di 100.000 euro a al 5% (rata mensile di 659,96 euro o semestrale di 3.983,62) subiranno con l'adeguamento del tasso al 5,25% un aumento di 13,88 euro sulla rata mensile (+166,56 annui) o di 84,31 euro sulla rata semestrale (+168,62 euro l'anno).

Per un mutuo di 200.000 (rata mensile di 1.319,92 euro o semestrale di 7.967,24), il passaggio ad un tasso del 5,25% comporterà invece un aumento di 27,76 euro sulla rata mensile (+333,12 annui) o di 168,62 euro sulla rata semestrale (+337,24 euro l'anno).
Fonte: Ansa

I mutui diventano più cari. Bce: Tassi di interesse al 3,5%.

In linea con le attese di mercati finanziari e analisti, il direttivo dalla Bce riunito ieri vara una stretta da un quarto di punto sui tassi di riferimento della zona euro. Il tasso minimo sul rifinanziamento principale sale così al 3,5 per cento dal precedente 3,25, cui è portato lo scorso 5 ottobre con un'analoga stretta monetaria da 25 centesimi. Si tratta del sesto rialzo dei tassi ufficiali da dicembre scorso, quando la Banca centrale europea procede alla prima stretta sul credito dopo oltre cinque anni. La mediana delle stime degli economisti vede inoltre il riferimento salire a 3,75 per cento per la fine del primo trimestre 2007. Lo staff della Bce rivede al rialzo le sue stime per il Pil 2006 e quelle 2007 della zona euro, mentre abbassa le stime per l'inflazione dello stesso biennio. Per il Pil 2006 la proiezione è ora al 2,5-2,9 per cento rispetto al 2,2-2,8 della stima di tre mesi fa. Per il 2007 si passa all’1,7-2,7 per cento dal 1,6-2,6, mentre per il 2008 la stima è di 1,8-2,8 per cento. In tema di inflazione armonizzata la stima per il 2006 scende al 2,1-2,3 per cento dal 2,3-2,5 precedente, quella 2007 è ora all’1,5-2,5 per cento dall’1,9-2,9, mentre per il 2008 la proiezione si attesta all’1,3-2,5 per cento. Secondo il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, le revisioni su Pil e prezzi beneficiano del calo dei prezzi del greggio. Roberto Anedda, direttore Marketing di MutuiOnline (www.mutuionline.it) ricorda che “con il nuovo aumento la Bce porta i tassi d’interesse ben un punto e mezzo in più di un anno fa”. L’incremento complessivo influisce “notevolmente anche sui mutui, allontanandoli dai minimi storici su cui i tassi erano rimasti fermi praticamente per quasi due anni, prima che la Bce cominciasse a elevare il costo del denaro”, spiega l’esperto, sottolineando che l’aumento porta a un maggior costo dei mutui a tasso variabile. “Un anno fa la rata mensile per un mutuo da 100mila euro andava dai 966 euro per un mutuo a dieci anni ai 422 euro per un mutuo a trenta anni; la rata mensile è ora più alta di 60-90 euro, a seconda della durata totale del mutuo”, osserva Anedda. Il patron di Geox, Mario Moretti Polegato, da Bruxelles afferma che il rialzo "non è positivo, ma neanche preoccupante o catastrofico". E non deve allarmare nemmeno il rafforzamento dell'euro: nessuna nostalgia della lira, quindi. "Certo - aggiunge, annunciando l’ingresso nel nel mercato delle calzature sportive con scarpini da calcio che respirano - se adesso arrivasse una bella svalutazione molti dei nostri problemi sarebbero risolti. Ma il mondo è cambiato e non è più così che si compete sui mercati. Serve piuttosto un salto culturale che ci porti non solo a innovare di più, ma anche ad andare oltre, sperimentando e realizzando progetti". Sul rialzo dei tassi è perplesso Gianni Pittella, presidente della delegazione italiana nel gruppo del Pse al Parlamento europeo: "Questa ulteriore stretta monetaria rischia di compromettere seriamente una ripresa dal carattere ancora esitante".
Fonte: Denaro.it

Abn Amro vende i mutui

Abn Amro si è rivolto alla divisione di investment banking di Lehman Brothers per trovare un potenziale acquirente per la propria unità di finanziamenti sui mutui immobiliari Usa.È quanto riporta il Wall Street Journal, precisando che nessuna conferma è arrivata da Abn Amro Mortgage e dal portavoce di Lehman. Il Wall Street Journal ha precisato che,date le dimensioni del portafoglio di Abn Amro Mortgage, sarà difficile trovare molte società interessate alla sua acquisizione.
Fonte: Il Giornale

giovedì, dicembre 07, 2006

Volano i mutui e cresce l’indebitamento

Boom del debito medio delle famiglie italiane e in particolare dei mutui immobiliari in Italia: tra il 2002 e il 2005 - secondo il Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese - le consistenze dei mutui immobiliari sono passate da 131,7 a 204,2 miliardi di euro, con un aumento del 55%.

Tendenza simili - spiega il Rapporto - sono state riscontrate anche nel credito al consumo con una crescita dei flussi monetari concessi per l’acquisto di beni durevoli o sotto forma di prestiti personali che sono passati dai 18,5 miliardi di euro del 1999 a 47,5 miliardi nel 2005.
In particolare, il primo semestre del 2006 si è chiuso con un incremento dei prestiti concessi del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La parte più consistente del credito al consumo richiesto dalle famiglie riguarda l’acquisto di auto e moto (il 41% dell’ammontare).

Scorrendo gli altri dati, emerge che tra il 1995 e il 2004 il debito medio per nucleo familiare in Italia è aumentato da 14.000 euro a 27.000 euro in termini di mutui e finanziamenti al consumo. Ed è aumentato anche il grado di diffusione dell’indebitamento. Nel 2000 riguardava circa il 19% dei nuclei familiari mentre ha raggiunto il 22% nel 2005. Il Censis sottolinea che è comunque ‘‘remota’’ l’ipotesi di sovraindebitamento delle famiglie e che anche per il credito al consumo non si può parlare di sintomo di disagio economico se non per pochi casi isolati.

Il grado di indebitamento delle famiglie italiane resta comunque molto più contenuto rispetto alla media dell’area euro e degli Stati Uniti: in Italia il rapporto tra debito delle famiglie e Pil è del 30% a fronte del 56% della media dell’area euro e del 90% degli Stati Uniti. ‘‘Siamo lontani da situazioni di rischio diffuso - scrive il Censis - perchè in Italia persistono comportamenti virtuosi, rappresentati in primo luogo da un’apprezzabile propensione al risparmio e da un approccio piuttosto prudenziale con il debito, incluse le forme meno impegnative come il credito al consumo”.
Fonte: MiaEconomia

Nelle tasche dei trevigiani oltre 480 milioni dovuti alla doppia mensilità

Studio di Confesercenti e Confcommercio: rispetto al 2005 qualche soldo in più da destinare ai regali.La tendenza: meno vestiti più tecnologia La tredicesima paga mutui e bollette
TREVISO. Sono 481,5 i milioni di euro che i trevigiani spenderanno durante il mese di dicembre. Anche per quest’anno il destino della tredicesima, attesa da 250.000 famiglie nella Marca, è segnato da tempo. La maggior parte di quel denaro, 332,230 milioni di euro (il 69% del totale) verrà speso per la casa e la famiglia (bollette varie e tasse locali), per pagare i debiti e la tassa del mutuo. Solo il 13% del totale, 62,595 milioni di euro, verrano utilizzati per comprare i regali. Ma il Codacons non la vede così rosea. Secondo l’associazione dei consumatori la tredicesima è già stata interamente spesa a settembre.
Lo studio. Secondo lo studio condotto dalla Confesercenti e dalla Confcommercio, solo il 18% dell’intera quota sarà conservato nel salvadanaio. E’ previsto che le famiglie trevigiane non riusciranno a risparmiare più di 86,670 milioni di euro. Nonostante l’arrivo della tredicesima, i trevigiani hanno poco da ridere. Se rispetto al 2005 non è variata la quota percentuale dedicata ai regali, quest’anno è aumentata quella che comprende il grande calderone delle spese di ogni tipo: spese fisse, rate, mutui, bollette e chi più ne ha più ne metta. I dati della Confesercenti lasciano però lo spazio a qualche speranza. Secondo lo studio ognuna delle 250.000 famiglie trevigiane spenderà da oggi al giorno di Natale 1.926 euro (lo stipendio normale più la tredicesima). A prima vista la cifra totale (481.500.000 euro) è imponente, ma se si considerano le voci di spesa, si capisce che non sarà un Natale rose e fiori. Secondo i calcoli dell’associazione, rielaborati a livello locale, più di 180 milioni verranno impiegati in spese per la famiglia e per la casa. Poi, altri 135 milioni se ne vanno per pagare i conti e una piccola parte, 14 milioni circa, copriranno la rata di chi ha un mutuo.
I consumatori. Anche il Codacons, per bocca del segretario veneto Franco Conte, ha lanciato l’allarme sulla tredicesima. Secondo l’associazione dei consumatori la mensilità era già stata spesa a settembre appena si era tornati dalle vacanze estive. Quello che arriva a dicembre, per il Codacons, non è altro che un rimborso di quello che è già stato sborsato dai trevigiani. Vedono invece segnali di ripresa le associazioni dei commercianti, che stanno per fare i conti con il periodo per loro più ricco. «Siamo convinti che gli affari andranno meglio dell’anno scorso», dicono speranzosi.
I regali. Solo una piccola parte è destinato in gran parte al risparmio e ai regali. E proprio su quest’ultimi si è concentrato lo studio della Confesercenti. Come l’hanno scorso a tirare sono i prodotti tecnologici. Il loro appeal continua a crecsre soprattutto per un pubblico di giovani. E’ previsto che andranno a ruba i-pod, navigatori satellitari, asciugatrici e, naturalmente, telefonini. L’abbigliamento, complice anche il clima non particolarmente freddo, non registrerà grandi impennate, confermandosi comunque sempre l’acquisto più gettonato. Assieme ai giocattoli, dai quali si attendono le stesse performance del 2005. In calo, invece, gli acquisti dei personal computer e dei cd portatili. Nell’alimentare, sempre secondo Confcommercio, si «muoveranno» bene l’«agro» e gli spumanti. Per il cotechino e lo zampone le cose andranno più o meno come lo scorso anno. Meno brillanti le vendite di caviale e salmone, nonché del prestigioso champagne. Fra i regali, bisogna considerare anche i viaggi. Quest’anno in pochi optano per quello esotico. Meglio una meta italiana o la classica trasferta sulla neve. Ma in pole position restano pure le crociere, che stanno conoscendo un successo senza precedenti. Stabili i viaggi nelle capitali europee e i soggiorni nelle seconde case. Dove si spende. Per la spesa natalizia anche quest’anno verranno prese d’assalto soprattutto le grandi strutture. Ma le associazioni dei commercianti sono fiduciose: anche i negozi al dettaglio vivranno un dicembre positivo. Crescono gli acquisti su Internet, che ottiene sempre più successo in un periodo così caotico come Natale. Ma pure i mercatini si confermano molto frequentati e meta prediletta da chi cerca un regalo originale.
Fonte: di Giorgio Barbieri - L'Espresso

mercoledì, dicembre 06, 2006

E' corsa ai mutui in Puglia. +35% nel Tarantino

Secondo i dati del Bollettino statistico della Banca d'Italia dello scorso 19 ottobre, nel primo semestre 2006 in Puglia la richiesta è aumentata del +27,3%. Lo riporta una nota dell'Osservatorio mutui Banca per la casa (gruppo Unicredit). Taranto è la provincia che ha mostrato il maggiore incremento in percentuale rispetto allo stesso periodo del 2005; seguono Brindisi (+34,5%) e Foggia (+30,2%)
BARI - Secondo i dati del Bollettino statistico della Banca d’Italia dello scorso 19 ottobre, nel primo semestre 2006 in Puglia è aumentata del +27,3% la richiesta di mutui. Lo riporta una nota dell’Osservatorio mutui Banca per la casa (gruppo Unicredit).
“La provincia che ha erogato di più – è detto – è stata Bari con 647 milioni di euro e un incremento del +28,3% rispetto allo stesso periodo del 2005. Taranto è la provincia che ha mostrato il maggiore incremento in percentuale rispetto allo stesso periodo del 2005 con +35% (214 milioni di euro di erogato). Seguono Brindisi con +34,5% (117 milioni di euro di erogato), Foggia con +30,2% (195 milioni di euro di erogato), Lecce con +8,1% (158 milioni di euro di erogato)”.
“A livello nazionale – continua il comunicato – nel primo semestre 2006 si è registrata una crescita delle erogazioni mutui del +20,46% raggiungendo un valore totale pari a 31.716 milioni di euro, rispetto ai 26.330 milioni di euro del primo semestre 2005. In riferimento all’Italia Meridionale, che oltre alla Puglia comprende le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Calabria, va detto che la Puglia si colloca ad oggi al secondo posto per valore dell’erogato con 1.332 milioni di euro, confermando il trend di crescita dell’anno precedente”.
Per quanto riguarda il gruppo Unicredit – prosegue la nota – in Puglia “il 26,5% dei clienti ha un’età compresa fra i 30 e i 40 anni. Il 57% sceglie di sottoscrivere mutui per importi compresi tra i 100.000 e i 200.000 euro e il 44,6% con durate fra i 26 e i 30 anni”.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

lunedì, dicembre 04, 2006

CONSUMATORI cauti per questo Natale 2006.

Spenderanno meno in regali, più per cenoni e pranzi delle Feste. Senza rinunciare alla qualità ma abbassando il budget complessivo delle spese: tra -10 e -15 per cento a famiglia, rispetto allo scorso anno, secondo le prime stime delle associazioni dei consumatori, per una spesa media, calcolando soltanto i regali, che si aggira intorno ai 100-130 euro. Unica eccezione per giovani e single, disposti a «sborsare», mediamente, fino a 300 euro. Non sarà dunque un Natale dalle spese folli per la maggior parte dei romani alle prese con rate della macchina, mutui per la casa, buste paga assottigliate dall'euro nonostante le «tredicesime» in vista. «Le spese quest’anno si orienteranno maggiormente sull’acquisto di cibo e bevande», spiega Salvatore Carluccio, presidente Federconsumatori Lazio.
Fonte: Il Tempo

lunedì, novembre 27, 2006

Mutui: come scegliere con i tassi al 3,5 per cento

L'ulteriore aumento da parte della Bce è ormai scontato: il 7 dicembre avremo un nuovo rialzo dello 0,25%. Il tasso fisso è ormai richiesto dalla maggior parte degli italiani. Ma il risparmio vero si ottiene selezionando bene la banca, meglio on line


E’ ormai prossimo quello che sembra l’ormai scontato, ulteriore aumento dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea: il 7 dicembre la BCE dovrebbe alzare i tassi di un altro 0,25 per cento. Si tratterebbe del sesto aumento in 12 mesi, che porterebbe il livello ufficiale dei tassi al 3,5 per cento.

L’aumento è ormai considerato certo dalla gran parte degli operatori, e i mercati si sono da diverso tempo posizionati su un livello dei tassi che incorpora già per buona parte l’aumento previsto. Gli indici Euribor, che esprimono il costo del denaro nel breve periodo (fino a 12 mesi), si sono riposizionati sui probabili nuovi valori già da quasi un mese.

Inoltre, comincia ad apparire più probabile che anche nel 2007 potranno verificarsi alcuni incrementi di tasso, con una soglia di equilibrio indicativamente identificabile intorno al 4 per cento. La curva dei tassi a lungo termine esprime peraltro proprio tali aspettative, con una differenza di appena lo 0,20 per cento tra il costo del capitale a un anno e quello a 30 anni.

Di conseguenza, la distanza tra tassi variabili e tassi fissi dei mutui si mantiene quanto mai ridotta, con un differenziale che resta compreso tra lo 0,40 e lo 0,70 per cento nel confronto tra le migliori offerte disponibili per le due tipologie di tasso.

Tale situazione ha portato a un forte e veloce incremento delle richieste di mutuo a tasso fisso, che negli ultimi due mesi risulta essere preferito in oltre il 55 per cento dei casi. Si tratta di un vero e proprio capovolgimento del mercato, che fino a metà anno prediligeva ancora il variabile, anche se non più con la grande maggioranza di due anni fa. Tasso variabile che rimane comunque ampiamente scelto, con il 40 per cento circa delle richieste totali.

In realtà, proprio la vicinanza tra i due tassi rende abbastanza equivalente la scelta per un nuovo mutuo, dato che la differenza di partenza tra fissi e variabili corrisponde più o meno allo spazio residuale di aumento ancora ipotizzabile per i tassi.

Scegliendo un tasso o l’altro ci si dovrebbe quindi garantire un costo complessivo abbastanza simile. Si è quindi più liberi di optare per il fisso o il variabile a seconda delle proprie preferenze, anche emotive, o delle proprie esigenze finanziarie di breve e di lungo periodo.

Va comunque detto che la corsa al tasso fisso potrebbe rischiare di diventare l’ennesima tendenza generale ma poco razionale. La gran parte dell’aumento dei tassi è infatti ormai alle spalle, e dopo l’incremento di dicembre lo spazio verso l’alto sarà alquanto limitato.

Man mano che si delineerà l’orizzonte futuro dei tassi potrebbe quindi tornare già ragionevole considerare il tasso variabile come quello più conveniente in termini di costi complessivi, mentre il fisso potrebbe cominciare a rappresentare un costo eccessivo rispetto all’effettiva protezione offerta dall’aumento dei tassi.

Questa situazione stimola del resto la competitività del mercato, che può offrire tante soluzioni alternative a chi cerca un mutuo. Sia per i fissi sia per i variabili sono ormai parecchie le offerte a tassi sempre più ridotti, e diventa fondamentale non tanto decidere il tipo di tasso o la durata del mutuo quanto la banca alla quale richiederlo.

La vera differenza tra i tassi e il risparmio più significativo si ottengono infatti scegliendo l’offerta di volta in volta più conveniente, dato che da una banca all’altra il tasso può variare anche di oltre l’1 per cento, ovvero una media di 600 euro all’anno in più (o in meno) per un mutuo da 100 mila euro.

Sempre più protagoniste di questo scenario sono le banche che offrono i mutui online: non solo banche virtuali, ma anche un numero sempre più vasto di gruppi bancari tradizionali si confrontano sul web, offrendo mutui a tassi ridotti rispetto alle condizioni di filiale. E, approfittando dei broker online, l’utente può richiedere il mutuo comodamente via internet, ottenendo condizioni esclusive sul mutuo e una consulenza professionale e personalizzata, preziosa per scegliere il mutuo più adatto anche per chi volesse poi “contrattare” anche con la propria banca.

* Direttore marketing di MutuiOnline (www.mutuionline.it)
a cura del Direttore marketing di MutuiOnline
Fonte: La Mia Finanza

domenica, novembre 26, 2006

TREDICESIMA RICCA, MA L'80% SE NE VA PER TASSE E MUTUI

ROMA - Ancora un Natale non ricco per gli italiani che si preparano ad affrontare le festività di fine anno con pochi soldi da spendere per le strenne da mettere sotto l'albero. Neppure l'atteso arrivo della tredicesima sarà sufficiente per potersi finalmente concedere quelle spese per scopi più piacevoli che si rinviano nel corso dell'anno: oltre l'83% delle gratifiche natalizie, infatti, volerà via in una sequela di tasse, bolli, Ici, rate e canoni che i contribuenti sono chiamati a pagare a dicembre.
Secondo i calcoli fatti dall'Adusbef, infatti, dopo aver fatto fronte a tutte le scadenze di fine anno, alle famiglie italiane resterà da spendere in regali e svaghi poco meno del 17% del monte tredicesime, pari 5,4 miliardi su un totale di 32,5 miliardi. Le tredicesime saranno pagate da venerdì 15 dicembre: quest'anno saranno di 900 milioni superiori al 2005 e i 32,5 miliardi totali saranno così ripartiti: 9,8 miliardi ai pensionati, 8,10 miliardi ai lavoratori pubblici e 14,60 ai dipendenti privati. "Ma dopo un anno durissimo di rincari ed aumenti che hanno falcidiato i redditi delle famiglie resterà ben poco per festeggiare: sarà un Natale tra i più difficili, con una tredicesima più che falcidiata per gli aumenti infiniti iniziati a gennaio 2006 con le tariffe autostradali, di luce, gas e benzina, e per i nuovi balzelli introdotti in finanziaria: Ici, bollo auto e moto, ticket, addizionali Irpef ed altri rincari", dice il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti. A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, arrivano infatti anche le consuete scadenze: il 59% del totale, pari a 19,2 mld di euro, verrà speso per pagare tasse, imposte, bolli, mutui e assicurazioni. In particolare a bruciare un' ampia fetta delle tredicesime sarà l'Ici, l'imposta comunale sugli immobili, che dovrà essere versata entro il 20 dicembre e per la quale verranno versati in totale 5,6 mld di euro, il 17,2 % del monte tredicesime totale. Anche l'RCAuto si mangerà 4,5 miliardi di euro, il 13,85% delle tredicesime, mentre 4,1 miliardi di euro, serviranno per pagare le rate dei mutui per la casa, (200 milioni in più rispetto al 2005).
Altri 3,5 miliardi di euro se ne andranno per pagare le tasse di auto e moto (il 10,77%), mentre 1,5 miliardi (il 4,62%) spariranno per il canone Rai. Dopo aver 'ipotecato' la tredicesima per pagare tasse, ratei e bollette delle utenze domestiche, un ulteriore 24,3%, pari a 7,9 miliardi di euro, servirà per pagare i prestiti contratti con banche e finanziarie. Per scopi più piacevoli restano quindi solo 5,4 miliardi di euro, meno del 17% del monte tredicesime che potranno essere utilizzati per cenone, regali, qualche viaggio e "qualcosa da mettere da parte per future esigenze". Adusbef non vede infatti con ottimismo la congiuntura economica e si attende "una crisi ancor più profonda dei consumi legata anche alle minori disponibilità finanziarie delle famiglie, costrette ad indebitarsi anche per acquistare i beni essenziali e ad acquistare i libri a rate, per mandare i figli a scuola". Ecco, di seguito, una tabella elaborata da Adusbef su come verranno spesi i 32,5 miliardi di tredicesime 2006 (gli importi sono in miliardi di euro e in percentuale sul totale):

RC Auto 4,5 13,85 %
ICI 5,6 17,23 %
Canone Rai 1,5 4,62 %
Mutui casa 4,1 12,61 %
Bolli auto/moto 3,5 10,77 %
Bollette/Ratei e Prestiti 7,9 24,30 %
----------------------------------------------------------------
TOTALE SPESO 27,1 83,38 %
RIMANENZA 5,4 16,62 %

Fonte: ANSA

mercoledì, novembre 22, 2006

Venti di crac: il rischio sistemico della bolla immobiliare

Le ultime cifre rese disponibili sul settore abitativo USA indicano come il crac sia ormai iniziato. Le nuove costruzioni di ottobre sono al minimo storico in più di sei anni. La costruzione di nuove case monofamiliari e di appartamenti è scesa del 14,6% rispetto al mese precedente e del 27,4% rispetto all'anno precedente. La flessione più alta da 15 anni, nell'arco di 12 mesi. I permessi di costruzione sono al minimo da 9 anni. Continuano a scendere ininterrottamente da nove mesi, cosa mai registrata prima. L'invenduto, sia di case nuove che usate, sta raggiungendo nuovi record.

Il 9 novembre James Lockhart, il nuovo direttore dell'ente di supervisione del settore abitativo OFHEO, ha lanciato un monito sui rischi derivanti al settore bancario da un crollo del settore abitativo. Parlando alla New York Bankers Association, Lockhart ha chiesto poteri analoghi a quelli di supervisione bancaria per poter intervenire sulle conseguenze “significative” su mercati e istituti finanziari derivanti dalle “gravi difficiltà finanziarie” che potrebbero nascere dai due istituti del mercato ipotecario secondario Fannie Mae e Freddie Mac, di cui ha riconosciuto “la forte leva”, cioè gli elevati rapporti d'indebitamento. Questi enti sostenuti dal governo, ha spiegato Lockhart, dominano il mercato ipotecario, tanto che alla fine del 2005 possedevano o garantivano più del 40% dei mutui casa, con un debito di 4 mila miliardi di dollari, soprattutto titoli emessi sulla base di mutui. La rapida crescita dei portafogli di Fannie e Freddie ha aumentato “la possibilità che esse provochino eventi sistemici”. Le banche incorrono in rischi a motivo del debito di Fannie e Freddie: “In particolare le banche molto esposte al debito dei due enti potrebbero subire perdite e problemi di liquidità tali da condurre a una riduzione del prestito bancario o anche a fallimenti bancari”, ha detto Lockhart. Alla fine del 2005 le banche detentrici di debito di Fannie e Freddie e di titoli emessi sui mutui che insieme ammontavano a più del 50% del patrimonio di base erano più del 60% del totale. Molti mutuatari “avranno difficoltà nel mantenere i propri modelli di attività”.
In un discorso tenuto il 15 novembre all'Associazione bancaria britannica Clive Briault, un direttore dell'ente di supervisione finanziaria britannica FSA, ha riferito di aver controllato la possibilità che hanno le banche di resistere ad un crollo del settore abitativo ed ha concluso che le procedure previste non sono sufficientemente serie. La FSA ha di conseguenza emesso una circolare che ordina alle banche di condurre dei test presupponendo un'emergenza che vede crollare prezzi delle abitazioni del 40% e l'esproprio e la rivendita del 35% delle abitazioni in cui il mutuatario è insolvente. In un'altra circolare ai dirigenti di banca il mese scorso, la FSA asseriva che alcuni amministratori delegati non hanno voluto considerare gli scenari in cui essi potrebbero subire perdite, riduzione dei dividendi e mancanza di capitale. Nel periodo 1989-1992 i prezzi immobiliari in Inghilterra sono crollati del 15%, con punte del 40%, portando al riacquisto degli immobili e a riduzioni dei mutui.

Fonte: www.movisol.org

martedì, novembre 21, 2006

Stipulato accordo di partnership tra MANPOWER ITALIA e BANCA PER LA CASA

PowerMutui: la prima risposta concreta che riconosce la flessibilità nel lavoro e permette la realizzazione del progetto casa
PowerMutui è un progetto unico in Italia.
E’ la prima linea di mutui nata dalla collaborazione tra la più grande banca specializzata in mutui in Italia e l’azienda leader mondiale nel campo delle risorse umane per offrire eguali opportunità di accesso al mutuo per l’acquisto della casa anche ai lavoratori che hanno scelto l’opportunità della flessibilità.

Manpower e Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del gruppo UniCredit, hanno oggi presentato i contenuti del nuovo accordo di partnership stipulato nei giorni scorsi tra le più grandi realtà italiane nell’ambito dei finanziamenti immobiliari residenziali e del lavoro temporaneo. Con questo accordo nasce, infatti, PowerMutui, un innovativo progetto, unico in Italia, che offre l’accesso all’offerta esclusiva e dedicata di mutui per la casa, per i lavoratori che hanno scelto l’opportunità della flessibilità attraverso i servizi di Manpower.

PowerMutui è il primo progetto che vede la concreta collaborazione di due leader nei rispettivi settori, lavoro e mutui, per la creazione di uno strumento che vuole scardinare l’equazione “flessibilità = precarietà”. Uno strumento che riconosce e valorizza la flessibilità nel lavoro come leva di sviluppo dell'intero sistema economico.

“In un’economia che richiede alle imprese di gestire la variabilità della domanda e la concorrenza a livello globale, il “posto fisso” che è stato alla base del sistema industriale, non è più in grado di rispondere alle esigenze del mutato contesto economico” ha dichiarato Stefano Scabbio, Amministratore Delegato di Manpower Italia. “La flessibilità è oggi irrinunciabile per garantire la competitività delle aziende e del sistema paese. Dobbiamo quindi porci come obiettivo quello della flessibilità sicura. Grazie a Banca per la Casa, siamo in grado di presentare oggi la prima risposta concreta a questa necessità”.

L’atteggiamento di insicurezza che oggi ammanta il termine “flessibile” non trova riscontro nelle statistiche: in Italia gli impieghi a tempo determinato sono pari al 12,3% contro il 13% di Francia e Germania e una media europea del 13,7%. Questa percezione deriva piuttosto dall’assenza di un sistema di tutele e di ammortizzatori sociali che riconosca eguali diritti a tutti i lavoratori.

PowerMutui nasce come prima risposta di sistema per colmare questo vuoto.
“Abbiamo deciso di dare ai lavoratori flessibili di Manpower, un’opportunità unica – ha dichiarato Patrizia Monzeglio, Vice Direttore Generale di Banca per la Casa - realizzando una linea di mutui dedicata a questa tipologia di lavoratori, offrendo condizioni economiche e di accessibilità tra le migliori del mercato che consentono ai dipendenti Manpower di realizzare fin da subito il loro “progetto casa”.
La linea PowerMutui
La Linea PowerMutui è stata realizzata in esclusiva per tutti i dipendenti Manpower con contratti di somministrazione, che abbiano un’anzianità di lavoro pari ad almeno 24 mesi consecutivi, 4 mesi di rapporto con Manpower anche non continuativi e un minimo di 180 giorni lavorati per anno, anche presso datori di lavoro diversi.
Fonte: Ufficio stampa Intarget - Ufficio stampa Manpower: Weber Shandwick - Ufficio stampa Banca per la Casa-Gruppo UniCredit: SEC Relazioni pubbliche e istituzionali .
Sito: www.npmagazine.it

domenica, novembre 19, 2006

Liguria: cresce il valore dei mutui erogati in regione

I valore dei mutui per la casa erogati in Liguria nel primo semestre dell'anno, secondo i dati diffusi da Banca per la Casa Gruppo UniCredit, è cresciuto del +25,9% rispetto allo stesso periodo del 2005 (fonte Bankitalia).
La provincia che ha erogato di più è stata Genova con 579 milioni di euro e un incremento del 23,8% rispetto allo stesso periodo del 2005. La Spezia è la provincia che ha mostrato il maggiore incremento in percentuale rispetto al 2005 con +60,2% (148 milioni di euro di erogato). Seguono Imperia con +30,3% (119 milioni di euro di erogato) e Savona con +11,3% (202 milioni di euro di erogato).
Sul lato del mercato immobiliare il primo semestre 2006 fa registrare un calo sia del mercato delle compravendite immobiliari come numero sia come fatturato. Il numero delle compravendite in Liguria nel primo semestre dell'anno (fonte Scenari Immobiliari) è stato di 9.000 (-11,8% rispetto al primo semestre 2005) e il fatturato di 1.400 milioni di euro (-15,2% rispetto al primo semestre 2005).

Fonte: Savona News

Banca Italease, acquista 51% Kevios per 6 milioni di euro

MILANO, 14 novenbre (Reuters) - Banca Italease (BIL.MI: Quotazione, Profilo) ha siglato un contratto per l'acquisto del 51% di Kevios, società attiva nei mutui casa per la clientela retail, per 6 milioni di euro nel triennio 2007-09.

Lo dice una nota dell'istituto aggiungendo che l'acquizisione dovrebbe concludersi entro febbraio 2007 dopo le autorizzazioni da parte di Banca d'Italia e dell'Antitrust.

L'operazione, ricorda Italease, rientra nella politica di diversificazione delle attività del gruppo come già annunciato nella presentazione del piano industriale la scorsa estate.
Fonte: REUTERS

martedì, novembre 14, 2006

Mutui. Ctcu: “La riaccensione? Non sempre conveniene”

Con la riaccensione di un mutuo non si perdono i benefici fiscali. A ricordarlo è il Ctcu (Centro tutela consumatori utenti) che ha elaborato una serie di criteri per valutare la convenienza dell’estinzione e riaccensione di un mutuo a diverse condizioni.
Infatti, prima di eseguire tale operazione, secondo il Ctcu, bisogna considerarne anche i costi. I maggiori oneri potrebbero derivare da: il costo di cancellazione dell’ipoteca (circa 700 euro); le spese notarili di stipula del nuovo mutuo (fra i 1000 e i 2000 euro); il prezzo di istruttoria del nuovo mutuo (circa 300 euro). Si deve, inoltre, considerare il costo della penale di estinzione anticipata del vecchio mutuo, qualora prevista dal vecchio contratto.
In ogni caso, sottolinea il Ctcu, l’estinzione del vecchio mutuo e la sostituzione con uno nuovo può essere di interesse solo se non si è oltrepassata la metà della durata del primo. Allo stesso modo, il passaggio attuale da un tasso variabile ad uno a tasso fisso può essere più una questione di tranquillità psicologica per il futuro che non un risparmio di spesa certo e sicuro sin dall’inizio.

Fonte: Ctcu

giovedì, novembre 09, 2006

Cordusio 3 prezza titoli Rmbs da 2,5 mld euro - lead



MILANO, 9 novembre (Reuters) - Le banche capofila della
securitisation di mutui casa Cordusio 3, targata Unicredit
(CRDI.MI: Quotazione, Profilo), hanno fissato il prezzo ufficiale per le tre tranche
di titoli.

Ubm è sole arranger dell'operazione che coinvolge la stessa
Ubm accanto a Citigroup, Rbs and Hvb come joint lead manager e
bookrunner.
L'operazione cartolarizza un portafoglio di mutui ipotecari
in bonis concessi da Unicredit Banca per la Casa e Unicredit
Banca.

Di seguito il dettaglio delle diverse tranche con la cedola

che corrisponde alla price giudance anticipata da una fonte a
Reuters per tutte le tranche tranne la D, per cui il cupon è
stato precisato a 3m Euribor +73 pb rispetto a 3mE +73-74 pb
della price guidance:


Classe Importo Vita media Cedola ufficiale

(mln euro) (anni)

A1 600 1,88 3mE + 7 pb
A2 1.735 8,9 3mE + 16 pb
B 75 17,12 3mE + 26 pb
C 25 17,12 3mE + 40 pb
D 48 17,12 3mE + 73 pb

I titoli floater sono parametrati al tasso Euribor a tre

mesi che stamane quota 3,577% .

Le prime due tranche hanno rating preliminare tripla A dalle

tre agenzie. La tranche B ha rating AA da Fitch e S&P's e Aa1 da
Moody's. La tranche C ha rating A+ da Fitch e S&P's e A1 da
Moody's. La tranche D è stata valutata BBB+ da Fitch e S&P's e
Baa2 da Moody's.

Una sesta tranche E, priva di rating e pari a circa 13

milioni, viene trattenuta dall'emittente.

Fonte: Borsa Italiana

lunedì, novembre 06, 2006

PRC: CASA; VALLEISE, MUTUI REGIONALI ANCHE A PRECARI

PARTITO ELABORA PROPOSTA DI LEGGE PER FAVORIRE ACCESSO A CREDITO
Rifondazione comunista chiede oggi una riforma regionale del credito per consentire a Finaosta di erogare muti per l'acquisto prima casa anche ai residenti in Valle d'Aosta con contratto di lavoro precario o a tempo determinato che lo desiderano.

"Con l'onorevole Marilde Provera - spiega il segretario regionale, Piero Valleise - stiamo elaborando una proposta di legge che sottoporremo all'Arcobaleno e poi all'Alleanza autonomista progressista".

Commentando poi la partecipazione alla manifestazione nazionale contro la precarietà, svoltasi ieri a Roma, Valleise e Provera definiscono "profondamente ingiusto tenere una generazione al guinzaglio di contratti senza garanzie, ben sapendo che chi sulla busta paga ha le sigle del precariato non può accedere al credito, quindi non può acquistare casa né ristrutturarla, non può costruire una famiglia".
Fonte: Ansa

sabato, novembre 04, 2006

Macquarie Bank Italia lancia nuova struttura pricing mutui

Macquarie Bank Italia ha lanciato una nuova struttura di pricing per mutui che offriranno uno spread diversificato.
Lo comunica la banca specializzata nei mutui residenziali in una nota precisando che lo spread è variabile inbase alla percentuale di finanziamento richiesto, allafinalità del mutuo e alla durata.
In particolare lo spread offerto parte dall'1%, previsto per richieste di finanziamento sino al 50% del valore dell'immobile e durata sino a 40 anni e può arrivare all'1,80% per richieste sino al 100% del valore dell'immobile e durata a 20 anni.
Fonte: Finanzaonline

Area euro, domanda netta per mutui casa negativa in trim3 - Bce

FRANCOFORTE, 3 novembre (Reuters) - La domanda netta da parte delle famiglie per i mutui casa è scivolata in territorio negativo nel terzo trimestre, emerge dal sondaggio della Banca centrale europea sui prestiti bancari.

La domanda di finanziamenti per la casa al netto dei rimborsi è passata da +4% nel secondo trimestre a -6% nel terzo proseguendo una protratta flessione dagli alti livelli osservati negli ultimi trimestri del 2005.

"Un significativo indebolimento nelle prospettive del mercato immobiliare ... ha contributo a questa flessione dei prestiti netti. E' la pima volta da quando si pubblicano i risultati del sondaggio che - secondo le banche interpellate - le prospettive del mercato immobiliare non contribuiscono positivamente a un aumento netto della domanda di prestiti", scrive la Bce.

Nei tre mesi a settembre i prestiti alle imprese e i finanziamenti per l'acquisto di casa alle famiglie sono rimasti sostanzialmente invariati, precisa la Bce aggiungendo che le banche hanno abbassato gli standard creditizi verso le famiglie per il credito al consumo e altri tipi di prestito.

Nel complesso gli standard creditizi nel terzo trimestre sono rimasti sostanzialmente stabili.
Fonte: www.borsaitaliana.it

venerdì, novembre 03, 2006

LE BANCHE HANNO CONCESSO 530 MILIONI DI EURO AGLI EXTRACOMUNITARI

LO STUDIO IN UN ANNO LE BANCHE HANNO CONCESSO 530 MILIONI DI EURO AGLI EXTRACOMUNITARI
L’immigrato compra casa
Boom di mutui trentennali
«Guadagniamo troppo poco per sprecare soldi negli affitti»
Ovvio che volessi comprare casa: con uno stipendio da 900 euro non posso mica permettermi di gettarne dalla finestra 350 per l’affitto, anche perché ogni mese mando 150 euro alla mia famiglia per far studiare due fratelli all’università». Fatima Ben Sassi versa il profumatissimo tè alla menta nel bicchierino di vetro filettato d’oro. Il tinello dalle pareti verde acqua è ingombro di scatoloni, pentole, un materasso in terra a mo’ di divano davanti alla tv sintonizzata su Al Jazeera. Si è appena trasferita nel nuovo appartamento, 50 metri quadrati ma tutti suoi. Per sei anni, da quando ha lasciato la Tunisia alla volta di Torino, ha condiviso un paio di stanze con una connazionale, poi un’altra, abitazioni dignitose in palazzi di ringhiera, sistemazioni transitorie per lei che sognava di acquistare le mura come si usa al suo paese, Sousse, dove «nessuno sta in affitto, appena nasce il figlio maschio il padre si mette a costruire una seconda casa».

«L’affitto? Meglio il mutuo»
Fatima, 30 anni, laurea in architettura e master in tutela dei beni culturali, permesso di soggiorno regolare da rinnovare ogni biennio, infermiera con contratto a tempo indeterminato, ha chiesto un mutuo quando è stata definitivamente assunta in ospedale, una decina di mesi fa. Lo estinguerà nel 2036, dopo trent’anni, come il 78% degli immigrati che acquista casa in Italia, secondo l’ultimo studio di Kiron Tecnocasa.

Sempre più stranieri scelgono di comprare un appartamento, sia pur piccolo (circa 50/60 metri quadri), appena il posto fisso concede loro accesso in banca. Lo scorso anno hanno chiesto per questo 530 milioni di euro, la cifra più alta tra i finanziamenti concessi agli immigrati, che nel 2005 hanno raggiunto un volume complessivo di 6,5 miliardi di euro tra prestiti finalizzati (54,2%), personali (37,7%) e mutui casa (8,1%).

Al pari di Fatima, che versa ogni mese 400 euro, «il corrispettivo di quanto fino a ieri pagavo in affitto», i neocittadini accedono a prestiti che coprono tra l’80 e il 100% del costo dell’abitazione e domandano in media 127 mila euro, poco di più degli italiani (124 mila euro) ma con notevoli differenze tra una comunità e l’altra. Si va dai 107 mila euro di romeni e marocchini, primi nella classifica dei nuovi proprietari (rispettivamente 6,02% e 5,66% del totale), ai 158 mila dei filippini.

Un’assicurazione
Fatima conta di restare a Torino, la città le piace, sua sorella l’ha appena raggiunta da Sousse con un visto turistico e se le confermano il lavoro da badante si presenterà alla sanatoria. Ma se pure domani dovesse decidere di andar via, dice, non rimpiangerebbe l'acquisto del trilocale con il balconcino da cui vede, in lontananza, la Mole Antonelliana: «Qui dentro ho messo da parte un capitale, un’assicurazione sulla vecchiaia, non sono soldi gettati dalla finestra come quelli che davo ai miei padroni, ma risparmi». E’ la ragione che spinge tanti come lei, ospiti in un Paese non sempre accogliente, a comprare, a costo d’indebitarsi a lungo.

«Gli stranieri appaiono più “ottimisti” degli italiani e denotano un approccio al prestito meno restrittivo, anche nel caso di tipologie un po’ rischiose», osserva Renato Landoni, amministratore di Kiron. L’87,2% richiede mutui a tasso variabile, il 6,9% sceglie quelli a tasso misto o flessibile.

I conti e la banca
«Prima d’essere assunta 100 mila euro mi sembravano una cifra astronomica. Invece, contratto alla mano, è stato semplice presentarsi in banca», continua Fatima, mostrando orgogliosa i lavoretti fatti da sola, le pareti tinteggiate nei giorni di riposo, la tenda Ikea montata intorno alla doccia, un paio di prese elettriche aggiunte accanto al letto da Karim, un connazionale che vive al piano di sotto. «Soldi per la ristrutturazione non ne avevo, ma in Tunisia siamo abituati al fai-da-te, l’importante sono i muri». La proprietà, il nido dove tornare, il territorio privato per chi è costretto a identità apolidi.

Certo, ammette Fatima, gli istituti di credito restano un tabù per molti: «Sono luoghi che inibiscono, parlano una lingua complicata. Pur avendo il posto fisso ero intimorita a domandare un prestito, eppure ho uno stipendio regolare, il permesso a posto». Ignora che il mutuo è una chimera anche per i trentenni italiani con contratti atipici, esclusi dalla fiducia concessa alla busta paga a meno d’un intervento di mamma e papà. Fatima è garanzia di sé stessa, lo è diventata, cittadina residente. Magari ora che l’economia e il mercato si sono accorti di lei, le sarà più facile sentirsi italiana, nonostante il velo sul capo.

Fonte: www.lastampa.it/paci.asp - di Francesca Paci

giovedì, novembre 02, 2006

Il primo semestre 2006 conferma la crescita del mercato dei mutui in Italia: la percentuale di incremento delle erogazioni sale del 20,46 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un importo pari a 31.716 milioni. Il dato conferma l’andamento positivo già registrato nei primi tre mesi di quest’anno. E’ quanto rileva l’Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit, su dati Bankitalia. A livello regionale si registra una forte crescita per l’Italia meridionale e insulare: rispettivamente con un più 25,89 per cento e più 21,50 per cento.

Accesso ai finanziamenti,
Cosvig al servizio delle Pmi
Grazie al Consorzio nazionale di sostegno e sviluppo delle garanzie dei Confidi è possibile favorire l'accesso alle fonti di finanziamento delle Pmi con la concessione di una garanzia pubblica che copre fino all'80 per cento del finanziamento per un importo massimo garantito per ciascuna impresa di 500mila euro. “La novità - spiega in una nota la Confesercenti, che partecipa al Consorzio - consiste nella possibilità di rivolgersi al Cosvig per espletare le formalità verso le banche".

Credito d’imposta alle imprese:
in campo la Regione Campania
La Regione Campania corre in aiuto delle imprese escluse, per esaurimento delle risorse, dall’ultimo bando sul credito d’imposta, varato lo scorso febbraio dal ministero per le Attività produttive.
La Giunta regionale della Campania, infatti, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, delibera lo stanziamento di 50 milioni di euro per il co-finanziamento del credito d’imposta. Queste risorse saranno destinate alle aziende campane che nel 2006 avevano presentato domanda per la legge 388/2000 rimaste escluse dalla graduatoria per l’esaurimento dei fondi. “Con il cofinanziamento del credito d’imposta — afferma l’assessore Cozzolino — riattiviamo la possibilità per le imprese campane di accedere a un’importante strumento di agevolazione fiscale”.

Investimenti in Cina:
in vista un piano di riforme
Sempre più spalancate le porte d’accesso dei capitali esteri verso la Cina. Un esponente del ramo finanziario della National Development and Reform Commission’s, dichiara che entro due settimane sarà approvato un nuovo piano di riforme che, utilizzando la leva fiscale, agevolerà in modo più incisivo i fondi di Private Equity ed i Venture Capital.
Scopo della riforma fiscale è quello di incentivare l’entrata dei grandi investitori nelle piccole medie imprese cinesi che, soprattutto nel settore tecnologico, hanno bisogno di espandersi e di reperire risorse finanziarie.
Chi vorrà investire in pratica in start up cinesi — che in media offrono rendimenti del 20 per cento - pagherà meno tasse. Solo nei primi nove mesi dell’anno i Venture Capital hanno portato nel mercato cinese 1.21 miliardi di dollari rispetto ai 775 milioni di dollari nello stesso periodo dello scorso anno. L’economia totale nel terzo trimestre è cresciuta del 10,4 per cento e si espande a un tasso annuo del 6 per cento oltrepassando Usa ed Europa. Secondo Credit Suiss si avrà una crescita del mercato azionario cinese in termini di capitalizzazione, dal livello di 402 miliardi di dollari alla fine del 2005 al più ragguardevole tetto di 1.9 trilioni di dollari nel 2010.

Sempre più immigrati
tra i clienti delle banche
Immigrati sempre di più clienti delle banche per richiedere prestiti, e finanziamenti di mutuo per comprare casa. Uno studio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, citato dall’Abi, rileva che” il volume di credito erogato agli immigrati nel 2004 è stato pari a 4,85 miliardi di euro”. Dato ancora più interessante, si tratta di numeri in crescita del 43 per cento rispetto all’anno precedente e soprattutto di ben cinque volte superiori al 2000: in altre parole, il tasso di variazione medio annuo nel quinquennio è stato del più 51,6 per cento. Lo studio registra anche le potenzialità del microcredito, inteso come l’erogazione di piccoli prestiti a persone normalmente escluse dal sistema del credito tradizionale.

Banca della Campania: Ok Consob
all’aumento di capitale
La Consob, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, dà il suo “nulla osta” alla pubblicazione del prospetto informativo relativo all’offerta in opzione agli azionisti di Banca della Campania di azioni di nuova emissione. L’offerta consiste in un aumento di capitale sociale scindibile a pagamento per un valore complessivo massimo di 63,3 milioni di euro, con emissione di 15.844.640 azioni ordinarie della banca. ogni azione ha un valore nominale di 3 euro ed è offerta in opzione dal 23 ottobre al 23 novembre ai soci in ragione di 2 nuove azioni ogni azione posseduta, al prezzo di 4 euro ciascuna.
L’aumento di capitale è finalizzato dalla necessità di rafforzare la struttura patrimoniale dell’emittente in considerazione dell’acquisizione del pacchetto azionario del 98,52% della Banca del Monte di Foggia detenuto dalla capogruppo

Il Btp settembre 2008 cala a 99,67
Gennaio 2010 scivola a 97,56
Il Btp settembre 2008 cala a 99,67 raggiungendo il -0,06%, mentre il gennaio 2010 scivola a 97,56 con un -0,07%; in rosso anche il Btp agosto 2021, a 94,56 ,-0,12%, mentre il trentennale febbraio 2037 scivola a quota 93,85 , -0,11% proseguendo nel suo calo.

Bene i Bot a sei mesi:
rendimenti in forte aumento
Rendimenti in aumento per i Bot a sei mesi. Il rendimento lordo semplice sale infatti al 3,532% (+0,154 pb), mentre quello composto si attesta al 3,563%. Nell'asta sono richiesti circa 14 mld di euro, a fronte di un'importo offerto di 9,5 mld di euro interamente assegnato, con una percentuale di riparto del 59,552%. Il prezzo medio ponderato di aggiudicazione è pari a 98,255 euro.
FONTE: Denaro.it

mercoledì, novembre 01, 2006

Mutui casa agli stranieri

Nel 2005 530 mil di € in mutui casa agli stranieri
Primi i romeni, preferiti i mutui trentennali e a tasso variabile.

ROMA - L'immigrato che compra casa? Ha un permesso di soggiorno in tasca da almeno due o tre anni, è un lavoratore dipendente o un piccolo imprenditore, ha tra i 25 e i 35 anni, nel 60% dei casi è sposato e il più delle volte è romeno o marocchino.

A tracciare l'identikit è Kìron, franchising di mediazione creditizia che fa capo al gruppo Tecnocasa, in uno studio sui mutui accesi dai cittadini stranieri per acquistare un'abitazione in Italia.

L'anno scorso agli immigrati sono stati concessi quasi 530milioni di euro in mutui casa. Secondo Kìron è il settore che sta crescendo di più tra i finanziamenti erogati ai cittadini stranieri, che nel 2005 ha raggiunto un volume complessivo di 6,5 miliardi di euro tra prestiti finalizzati (54,2%), prestiti personali (37,7%) e mutui casa (8,1%).

Proporzionalmente al numero di presenze in Italia, i più propensi ad indebitarsi risultano gli africani, seguiti da sudamericani e asiatici, mentre i più resti sono i cittadini di Paesi europei che non fanno parte dell'Ue. Quanto però a volume dei crediti erogati, i primi in classifica sono i Romeni (6,02% del totale), seguiti da Marocchini (5,66), Albanesi 2,58) ed Egiziani (1,52).

Prevalentemente gli i immigrati si orientano su immobili di piccole dimensioni (50-60 mq), situati nelle periferie delle città o nei paesi. Risultano più propensi a chiedere mutui quelli residenti al nord, "a causa -si legge nello studio - di una condizione economica e sociale più stabile". Il 71% dei cittadini stranieri accende mutui che coprono tra l'80% ed il 100% del prezzo dell'abitazione. Chiedono in media 127mila €, poco di più rispetto agli italiani (la media nazionale è di 124mila €), ma con notevoli differenze tra una comunità e l'altra: si va dai 107mila € erogati in media ai cittadini marocchini, ai 158mila dei filippini.

Gli immigrati scelgono mutui molto lunghi e tipologie più rischiose rispetto agli italiani. Il 95% salderà il debito in più di 21 anni, in 30 anni il 78% delle volte. A farla da padrone sono i mutui a tasso variabile (87,2%), la richiesta dei quali sta salendo, seguiti da quelli a tasso misto o flessibile (6,9%). "Rispetto agli italiani - nota Kìron - si evidenzia una certa scelta dei prodotti verso tipologie più rischiose. I cittadini stranieri sono infatti più "ottimisti" dei cittadini italiani e denotano un approccio al debito meno inibente e restrittivo".

Il mercato è importante e in espansione, ma richiede subito degli interventi da parte degli istituti di credito. "L'offerta dovrà essere differenziata per costi e idonea alle specifiche esigenze e caratteristiche economiche e si dovranno modificare i parametri relativi alla valutazione del merito creditizio" dice l'amministratore unico di Kìron Renato Landoni. "È necessaria - aggiunge - una attività di implementazione delle banche dati, che attualmente si basano su parametri e dati che si riferiscono ai cittadini italiani, che come è evidente , non corrispondono alle diverse caratteristiche proprie dei cittadini stranieri".
Fonte: Lo studio di Kiron (Tecnocasa)

martedì, ottobre 31, 2006

Usa, le case frenano i consumi

Nelle ultime settimane si sta intensificando il dibattito sull’andamento del settore immobiliare Usa che è divenuto il principale arbitro dell’economia Usa in seguito al notevole supporto offerto ai consumi. Nella seconda parte dell’anno i segnali di rallentamento sono stati molti. Perché mai il settore è tanto temuto? A ben vendere i timori nascono soprattutto per gli effetti indiretti sui consumi. Nell’ultimo anno e mezzo infatti i consumatori Usa hanno contratto un enorme ammontare di mutui offrendo come garanzia il valore incrementale della propria abitazione, ossia, come si suol dire in gergo, hanno estratto valore dalla propria abitazione sfruttando i vertiginosi aumenti dei prezzi. Tale valore estratto ha raggiunto cifre notevoli nel 2005 e presumibilmente anche nel 2006, pari a circa 250Mld (fonte Freddie Mac), ossia circa il 2% del Pil Usa. In questo modo i consumatori Usa hanno potuto anche fare meno ricorso alle più tradizionali carte di credito il cui utilizzo infatti è nettamente diminuito fino al semestre scorso. A partire da maggio si è cominciato invece a registrare un ritorno alla vecchia carta di credito che presenta però un costo notevolmente superiore: circa 14% rispetto al 6% dei mutui trentennali ed inoltre gli interessi non sono deducibili fiscalmente come invece nel caso dei mutui. I consumatori sono stati costretti ad abbandonare il molto più conveniente strumento dei mutui dal momento che i prezzi delle case hanno prima cominciato a crescere molto lentamente e poi addirittura a calare. A quel punto non vi era più garanzia ulteriore da offrire alle banche per chiedere ulteriori mutui e di conseguenza si è ripiegato sulla carta di credito. Visto il maggior costo di quest’ultimo strumento ed in considerazione anche del fatto che i tassi di mercato a breve sono nel frattempo aumentati incrementando anche le rate dei mutui a tasso variabile, è lecito immaginare un impatto sui consumi nei prossimi mesi. Si tratta però di un fenomeno che potrebbe essere molto graduale in quanto vi sono diversi fattori che potrebbero attenuarlo (spesa per investimenti delle imprese, spesa per costruzione nel settore non residenziale, livello del greggio più basso rispetto agli ultimi mesi). Nel frattempo la Fed potrebbe mantenere i tassi fermi per tutto il prossimo semestre nell’attesa che gradualmente si attenuino anche le spinte inflattive.
Fonte: Affari&Finanza (la Repubblica)

In Emilia cresce il mercato dei mutui

Il dato piacentino spiegato con il fatto che la città è più vicina agli insediamenti lombardi con un alto livello di mobilità
In Emilia cresce il mercato dei mutui
La provincia di Piacenza in controtendenza fa segnare un -6,1%

BOLOGNA - Il mercato dei mutui in Emilia-Romagna continua a crescere: nel primo semestre ha registrato un valore di 2.949 milioni, con un incremento del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2005.
In controtendenza la provincia di Piacenza che fa segnare un -6,1% con 141 milioni di erogato.
Il dato è stato reso noto da Banca per la Casa del gruppo Unicredit il cui amministratore delegato, Pasquale Giamboi, in una conferenza stampa ha sottolineato che la crescita è dovuta "sia all'alta incidenza degli affitti sui conti delle famiglie sia al livello dei prezzi degli immobili, che resta alto". Secondo Giamboi, l'espansione del mercato a fine 2006 dovrebbe arrivare al 15-17%, con livelli di poco superiori all' andamento dell' ultimo triennio. L'incremento del mercato dei mutui è avvenuto però in presenza di un rallentamento delle transazioni immobiliari, -2,3% rispetto al primo semestre 2005, con domande per importi medi tra 100.000 e 200.000 euro e durate tra 26 e 30 anni. Il cliente tipo ha un' età di 30-34 anni ed è un lavoratore dipendente. Nella classifica di Banca per la Casa, l'Emilia-Romagna continua ad essere uno dei mercati più dinamici a livello nazionale: è infatti al terzo posto dopo Lombardia e Lazio e prima di regioni-locomotive dello sviluppo come Veneto e Piemonte. La provincia che, sempre nel primo semestre, ha erogato di più, è Bologna con 746 milioni (+13,6%), seguono Modena (521 milioni, +18,3) e Reggio Emilia (434, +24,5%). A trainare il mercato, soprattutto nel Modenese e nel Reggiano - ha spiegato Giamboi - è soprattutto il lavoro con i nuovi occupati (e una buona quota di immigrati) che allargano l'insediamento urbano (fenomeno particolarmente significativo a Sassuolo, Carpi, Maranello). Ma incidono pure separazioni e divorzi e il costo molto alto degli affitti che, spesso nel caso di studenti, spingono all' acquisto della casa. Tra le varie province, quella che ha mostrato il maggiore incremento rispetto al 2005 è stata Rimini (163 milioni di erogato pari al +27,9%). Forlì ha registrato un incremento del 13,2% (199 milioni), Parma +9,1 (266), Ferrara +8,6% (192), Ravenna +1,7% (286). In calo Piacenza con un -6,1% (141 milioni). Il dato piacentino - è stato detto - si può spiegare in parte con il fatto che si tratta di una città "eccentrica" rispetto al resto della regione, più vicina agli insediamenti lombardi e con un alto livello di mobilità, al contrario di quanto avviene per l' emiliano medio che ha abitudini più stanziali.
Quest' anno per la prima volta Banca per la Casa ha realizzato in collaborazione con Sda Bocconi una indagine centrata sull' atteggiamento del cliente emiliano-romagnolo rispetto al mutuo. Il dato sorprendente è che chi intende sottoscrivere un mutuo, nel 77% dei casi non sa cosa sia e nel 61% sente che qualcosa gli sfugge. Per informazioni, il 90% degli interessati si rivolge allo sportello bancario, il 24% ad amici e conoscenti, il 19% all' agenzia immobiliare e il 14% si informa su internet (c'è già un 3% di mutui erogati attraverso contatti on-line).

Fonte: Libertà

sabato, ottobre 28, 2006

UniCredit prepara securitisation mutui Cordusio da 2,5 mld euro

MILANO, 27 ottobre (Reuters) - UniCredit (CRDI.MI: Quotazione, Profilo) prepara una cartolarizzazione di mutui residenziali performing da 2,5 miliardi di euro che dovrebbe debuttare sul mercato a breve dopo il roadshow previsto la prossima settimana, riferisce una fonte di mercato.

Ubm è sole arranger dell'operazione che coinvolge lo stesso Ubm accanto a Citigroup, Rbs and Hvb come joint lead manager e bookrunner.

Il portafoglio cartolarizzato attraverso l'emissione, ibattezzata Cordusio 3, è costituito da mutui ipotecari performing originati da Unicredit Banca per la Casa.

Fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it

venerdì, ottobre 27, 2006

Italia, S&P's vede nuove operazioni Rmbs in arrivo per 5-7 mld

MILANO, 26 ottobre (Reuters) - Standard & Poor's ritiene che nei prossimi mesi da quattro a sei nuove operazioni di cartolarizzazione di mutui residenziali potrebbero debuttare sul mercato italiano per un totale di 5-7 miliardi di euro.

In un rapporto trimestrale sul settore italiano dei titoli 'residential mortgage backed' (Rmbs), l'agenzia sottolinea la buona performance di questa classe di attivi in termini di collaterale delle operazioni.

"I volumi collocati sul mercato sono ora pari a circa 11 miliardi di euro, 12% più del totale dei titoli Rmbs cui S&P's ha dato rating nel 2005", si legge in un comunicato.

"In termini di emissioni attese, da circa quattro a sei operazioni, per un totale variabile tra i 5 e i 7 miliardi di euro, potrebbero arrivare sul mercato nei prossimi mesi",

Secondo l'analista di S&P's Giorgio Frascella il ciclo di stretta monetaria inaugurato dalla Banca centrale europea a dicembre scorso non dovrebbe avere un impatto significativo sulla capacità di rimborso dei mutui, a dispetto della prevalenza di mutui a tasso variabile in Italia.

Frascella prevede che il settore degli Rmbs confermi la sua relativa forza nel resto del 2006.

S&P's nota poi come i rimborsi sui mutui in anticipo rispetto alla scadenza nelle transazioni Rmbs italiane continuino ad aumentare gradualmente. Il tasso medio di rimborso anticipato sui mutui è ora leggermente superiore al 6%.

Per quanto riguarda le azioni di rating, S&P's segnala due updgrade, un CreditWatch positivo e uno negativo, quest'ultimo non legato alla performance degli attivi cartolarizzati.
Fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it/

Elsa di Gati e Fabrizio Frizzi discutono di mutui

“Cominciamo bene”: la puntata di domani

(AGM-LSP) Nella prossima puntata di “Cominciamo bene”, in onda venerdì 27 ottobre alle 9.50 su Raitre, Fabrizio Frizzi ed Elsa Di Gati si occuperanno di un tema di grande interesse: mutui-casa, una scelta difficile? Ospiti in studio Roberto Anedda, Direttore Marketing Mutui On Line, Gianfranco Terriero, Direttore Centrale ABI, Fabio Picciolini, Segretario Nazionale Adiconsum.
Alle 11.00 la parola passerà a Licia Colò con il suo “Animali e animali..e”. In apertura di puntata spazio all'attualità: dopo la graduatoria delle città più inquinate d’Italia, Licia Colò cercherà di capire con l’aiuto di un pneumologo l'effetto dell'inquinamento sul nostro respiro.
A seguire uno spazio dedicato ai colombi presenti in massa in tante città: i numeri di questa invasione e i consigli su come difendersi.
Fonte: http://tv.lospettacolo.it/

Mutui, avanti tutta

Nonostante i cinque ritocchi all’insù dei tassi d’interesse - che hanno toccato quota 3,25% - e il monito della Banca centrale europea - che ha annunciato una nuova stretta sul costo del denaro entro fine anno -, gli italiani continuano ad investire nel mattone.

E per coronare il sogno della casa si rivolgono alle banche che alla fine di agosto hanno concesso alle famiglie prestiti per acquistare immobili residenziali per oltre 236 miliardi di euro, 19 miliardi in più rispetto alla fine del 2005.

La fotografia sui prestiti richiesti alle banche è stata scattata dalla CSEI (Centro Studi sull’Economia Immobiliare).

In particolare, il tasso di variazione a un anno è prossimo al 15%, un valore nettamente superiore a quello medio dell’area dell’euro (11%) ma inferiore a quello registrato nei mesi precedenti (a dicembre 2004 era quasi del 20%).

La vivacità del mercato trova conferma nei dati relativi alle erogazioni. Nei primi sei mesi del 2006 sono stati concessi nuovi mutui per un ammontare pari a 31.700 miliardi di euro, il valore più elevato registrato in un singolo semestre.

Analizzandola distribuzione geografica dei prestiti, rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente, la crescita è stata sostenuta con una media nazionale del 20,5%, in particolare nelle Regioni del Nord Ovest (24,7%) e del Mezzogiorno (24,4%); nel Centro la crescita è stata del 19,1%, mentre nel Nord Est è stata solo del 12,5%.

Dati positivi che secondo le previsioni rimarranno elevati anche per il 2007, seppur in flessione in termini percentuali dal momento che varierà l’andamento dei prezzi degli immobili, l’inflazione, i redditi delle famiglie che in questi ultimi anni sono rimasti sostanzialmente stabili e un’offerta, sempre più ampia di prodotti specifici e caratterizzata da una notevole concorrenza tra gli istituti di credito specializzati nel settore.
Fonte: Miaeconomia

mercoledì, ottobre 25, 2006

Isi Financial: stipula accordo commerciale con B.P.E.Romagna

MILANO (MF-DJ)--Isi Financial, societa' di intermediazione finanziaria per il target "subprime" nata a luglio 2006 dal Gruppo Angelo Costa, ha stipulato un accordo commerciale con la Divisione Consumer (Gruppo B.P.E.Romagna) per offrire il servizio della cessione del quinto dello stipendio a quella fascia della propria clientela costituita da extracomunitari in regola, con un contratto di lavoro dipendente.

La copertura assicurativa dell'istituto mutuante per il caso di interruzione del rapporto di lavoro del debitore, per qualsiasi causa, prima dell'estinzione del finanziamento sara' fornita da Net Insurance, societa' partecipata da Swiss Re e dal gruppo Capitalia, che detiene una quota di mercato vicina al 45% delle coperture assicurative per la cessione del quinto.

"La cessione del quinto e' il prodotto di credito piu' conveniente tra i prestiti personali perche' presenta una minore rischiosita' e puo' essere concesso a tassi molto piu' vicini a quelli dei mutui che a quelli dei prestiti classici" ha dichiarato Alessandro Voglino, d.g. di Isi Financial. "Si tratta del primo accordo di Isi Financial con il gruppo Bper", ha continuato Voglino, "ma stiamo approfondendo la possibilita' di stipularne a breve altri per la fornitura di nuovi prodotti e servizi per il nostro target, come carte di credito, prestiti personali e mutui". Com/pl

Fonte: Borsa Italiana

Cresce in regione il mercato dei mutui per la casa

Gli ultimi dati diffusi da Bankitalia, confermano che in Emilia Romagna cresce il trend del mercato dei mutui sottoscritti per l'acquisto di un immobile, nonostante siano diminuite le compravendite.

Secondo le cifre diffuse da 'Banca per la Casa', la banca immobiliare del gruppo Unicredit, nei primi sei mesi dell'anno la cifra erogata per mutui dagli istituti di credito della regione, è cresciuta del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2005.
Ammonta a 2 miliardi e 949 milioni di euro la somma che gli sportelli regionali hanno distribuito da gennaio a giugno, circa un decimo del totale nazionale pari a 31 miliardi e 716 milioni di euro.

Sempre considerando il primo semestre 2006, in regione la crescita dei mutui non va di pari passo con il numero delle transazioni immobiliari (38mila), che se in Italia sono più o meno stabili con un + 0,4%, in Emilia Romagna sono scese del 2,3% rispetto al 2005. Cresce invece del 3,8% il fatturato delle compravendite, attestandosi a 5 miliardi e 500 milioni di euro.
Fonte: Modena 2000

martedì, ottobre 24, 2006

La dinamica del debito americano

MILANO - Nel gergo anglofilo della pubblicistica economica un trilione sta per mille miliardi. Il valore in dollari del prodotto interno lordo degli Stati Uniti è stato pari a 12,4 trilioni di dollari nel 2005. Il valore in dollari raggiunto a metà del 2006 dall’indebitamento delle famiglie americane si è attestato a 12,4 trilioni di dollari. Il numero è stato recentemente aggiornato dalla Federal Reserve nella pubblicazione periodica sul flusso di fondi tra i settori istituzionali. Tenendo conto della sfasatura di un semestre tra i due dati, ad ogni dollaro di prodotto degli Stati Uniti corrisponde oggi poco meno di un dollaro di debito delle famiglie americane. Non è poco.

Guardando all’Italia, i dati ci dicono che il PIL del 2005 è stato pari 1,4 trilioni di euro mentre l’indebitamento delle famiglie italiane alla fine dello scorso anno si è attestato intorno agli 0,4 trilioni di euro. Per un euro di prodotto lordo da noi ci sono meno di 30 centesimi di debito familiare. Meno di un terzo rispetto a quanto accade in America. La peculiarità delle famiglie USA vale anche nel confronto rispetto a paesi del Vecchio Continente finanziariamente più sofisticati del nostro. In Francia, ad esempio, il rapporto tra debiti finanziari delle famiglie e prodotto interno lordo si è attestato nel 2004 intorno al 40%. In Germania è pari al 70%. In Spagna è del 63%. Nella media dell’area dell’euro ci si colloca intorno al 55%, ben al di sotto del grado di indebitamento raggiunto ora negli USA.
Ciò che colpisce del debito delle famiglie americane, oltre al livello, è la dinamica. Alla metà degli anni Novanta il rapporto tra i debiti finanziari delle cosiddette “household” e il PIL era pari al 66% negli USA. Saliva al 72% nel 2000. Oggi ci avviciniamo al 100%. E dall’inizio del nuovo millennio la progressione annuale di crescita dei debiti delle famiglie americane non è mai scesa al di sotto del 9% con punte reiterate dell’ordine del 12%. Nell’ultimo quinquennio il debito degli americani è salito a ritmi esattamente analoghi a quelli della crescita del prodotto non negli USA, ma in Cina. E’ questa l’impressione che coglie chi legge i numeri pubblicati nella prima delle 85 tabelle riportate nel bel documento della Fed sul flusso dei fondi. Andando avanti nella pubblicazione, si scopre che il grosso del debito delle famiglie americane è fatto di mutui sulla casa. Parliamo di 9,3 trilioni di dollari. Con un cambio di 1,25 dollari per euro, si tratta di un ordine di grandezza non molto inferiore al valore del PIL dell’intera area euro nel 2005.

Per parecchi anni la crescita dell’economia americana ha tratto vantaggio da un poker di elementi: la continua ascesa dei prezzi e delle quantità scambiate sul mercato degli immobili, il vivace andamento degli investimenti in costruzioni, i bassi tassi di interesse, la capacità tutta americana di estrarre liquidità spendibile dalla rivalutazione delle case attraverso un aumento dell’indebitamento familiare. Tra la fine del 2000 e la metà del 2006 la ricchezza immobiliare delle famiglie americane è quasi raddoppiata passando da 11,4 trilioni a 20,3 trilioni di dollari. Negli stessi anni un aumento speculare è stato segnato dalla consistenza dei mutui residenziali in capo alle “household” che in cinque anni e mezzo è pressocché duplicata rispetto ai 4,8 trilioni di dollari del 2000. La Fed ha stimato che una parte maggioritaria degli aumenti dei mutui degli anni recenti sia legata a operazioni di rifinanziamento rese possibili dalla concomitanza tra i bassi tassi di interesse e il costante apprezzamento delle quotazioni immobiliari. E tra il 2000 e la metà del 2006, oltre ai mutui, è aumentato anche il credito al consumo. L’ammontare in questione è salito del 33%, da 1,7 a 2,3 trilioni di dollari. Tradotto in euro, il credito al consumo di cui godono le famiglie americane equivale al PIL della Francia.

Negli USA, debiti e mattone hanno prodotto molta crescita, ma anche crescenti squilibri. La propensione al risparmio delle famiglie americane è divenuta negativa nel 2005: dal +2% sul reddito disponibile registrato ancora nel 2004 si è scesi al -0,4% dello scorso anno e al -0,7% stimato per quest’anno. Facendo i conti in dollari, nella prima metà del 2006 il deficit di risparmi rispetto al reddito disponibile degli americani, una volta proiettato sul base annua, supera i 60 miliardi rispetto ai 35 del 2005. L’eccedenza dei consumi sul reddito delle famiglie si riflette sul disavanzo di parte corrente degli USA che si avvia quest’anno ad avvicinare la soglia del 7 per cento sul PIL. I risparmi negativi degli americani premono sulla capacità produttiva del paese e creano spinte inflattive di origine interna che si leggono negli aumenti effettivi della cosiddetta “core inflation”. Dal lato del cambio, le pressioni verso un maggiore deprezzamento del dollaro sono state contenute dalla corrente di acquisti di titoli americani da parte degli investitori stranieri, soprattutto asiatici. Ma i dati sul flusso dei fondi aggiornati dalla Riserva federale segnalano che l’appetito del resto del mondo per la carta del tesoro americano sta diminuendo. Negli ultimi due anni il peso crescente del debito delle famiglie e la delicata situazione del mercato immobiliare hanno indotto la Fed ad usare prudenza nella manovra di rialzo dei tassi di interesse. Oggi le cose appaiono complicarsi ulteriormente. Si osservano i segni di rallentamento dei consumi privati che decelerano nel II trimestre ad un tasso annuo di incremento del 2,6%. Si tratta di movimenti attesi, considerando gli effetti ritardati di un biennio di aumenti dei tassi di “policy”. Ciò che attira maggiormente l’attenzione è la netta correzione di rotta del mercato immobiliare e dell’industria delle costruzioni. Il “Beige book” pubblicato dalla Fed lo scorso 12 ottobre parla di un diffuso raffreddamento del settore degli immobili residenziali. L’ultimo bollettino mensile della NAR, l’associazione degli agenti immobiliari americani, segnala ad agosto un calo dei prezzi registrati nelle vendite di case esistenti pari a poco meno del 2% su base annua. Con riferimento allo stesso periodo del 2005, il prezzo medio di una casa scende da 229mila a 225mila dollari. Il numero delle vendite diminuisce di circa il 13% rispetto ad un anno fa. Gli immobili non nuovi che risultano invenduti salgono di più di un milione di unità in un anno, dai 2,8 milioni di agosto 2005 ai 3,9 milioni di agosto 2006. Riguardo alle case nuove, sui conti del secondo trimestre del PIL americano il contributo degli investimenti in costruzioni residenziali è stato negativo ed ha sottratto quasi ¿ di punto ad una crescita annualizzata complessiva di 2,6 punti percentuali. Di fronte alla flessione dell’immobiliare qualcuno ha paventato il rischio che l’economia americana possa entrare in recessione. Si tratta di apprensioni eccessive. Secondo Philippe d’Arvisenet, global chief economist di BNP Paribas, è ragionevole prevedere un netto rallentamento, ma non ci sono fondati motivi per attendersi una recessione negli Stati Uniti. Nelle previsioni compiute dagli economisti del gruppo transalpino la crescita degli USA potrà calare dal 3,3% stimato per il 2006 all’1,6% previsto per il 2007. Il calo dipenderà, soprattutto, dalla correzione del mercato immobiliare e dagli effetti depressivi che saranno mediati dalla pesante situazione debitoria delle famiglie americane. Una condizione dei mercati finanziari internazionali certamente migliore di quella della fine degli anni Novanta e la possibilità di un ammorbidimento della politica monetaria della Fed contribuiranno a contenere la misura del rallentamento americano. La decelerazione dell’economia USA non sarà di aiuto per le economie europee. L’ultimo Rapporto di Previsione edito da Prometeia stima che lo “shock” di una riduzione del 20% del prezzo delle abitazioni degli USA potrebbe ribassare di circa mezzo punto percentuale la crescita europea nel giro di tre anni. Il rischio dovrà essere mutato in opportunità. All’Italia, che colloca sul mercato statunitense l’otto per cento delle proprie esportazioni, la prospettiva di un rallentamento americano servirà di ulteriore stimolo per mettere le cose in ordine in casa nostra. E diversificare le fonti interne ed esterne di una crescita più solida.
Fonte: Repubblica