mercoledì, dicembre 10, 2008

NUOVE FRONTIERE PER GLI INTERMEDIARI DI AEC GRAZIE ALL'ACCORDO CON MIDAS FRANCHISING SRL

Cross-Selling e Mediazione Creditizia: un business collaterale per gli intermediari di assicurazione, un’esigenza dei Professionisti e delle Imprese clientiIl Gruppo AEC ha concluso un accordo di distribuzione con il network di Mediazione Creditizia MIDAS, network che conta 250 affiliati in Italia. Tramite AEC Master Broker Srl Unipersonale, già iscritta all’Albo dei Mediatori Creditizi con il n. 110867, tutti i collaboratori di AEC SpA, potranno accedere ad una serie di soluzioni messe a punto dagli Specialisti MIDAS.Cresce difatti l’interesse da parte degli Agenti e Broker di assicurazione verso il mercato della mediazione creditizia e verso tutto il mondo dei finanziamenti: un’opportunità di business soprattutto per soddisfare le esigenze dei clienti. Nuovi investimenti del professionista, sostituzione di vecchi finanziamenti, disponibilità immediata di contante, rottamazione del vecchio mutuo, sono esigenze emergenti dei nostri clienti, al quale occorre dare soluzioni mirate, efficaci e rapide. Il servizio di mediazione creditizia, complementare a quello assicurativo, utile a rafforzare la fidelizzazione della clientela, rappresenta un vantaggio competitivo dei più moderni consulenti. E per promuovere questi servizi nulla è più efficace del cross-selling ovvero l’azione di vendita di un servizio aggiuntivo rispetto a quanto già posseduto dal cliente. Le strategie di cross-selling diventano ogni giorno più importanti, in un mercato sempre più competitivo per raggiungere contemporaneamente gli obiettivi di fidelizzazione e crescita del fatturato rendendo gli iscritti al RUI nuovi competitori nella mediazione creditizia; difatti dalle rilevazioni nel primo semestre 2008, emerge che gli agenti di assicurazione hanno mediato circa 250 milioni di euro, rappresentando circa l’1% dell’intero settore incrementano considerevolmente la loro quota di mercato. Questa forte crescita è stata però raggiunta principalmente grazie agli Agenti UGF (Unipol Gruppo Finanziario) e di coloro che si sono attrezzati al proprio interno con figure professionali specializzate; più deboli invece le performances di coloro che non essendo organizzati incontrano difficoltà operative: ad esempio devono recarsi in filiale per portare le pratiche ed attenderne i lunghi tempi di valutazione. AEC attenta alle evoluzioni di mercato, ha concluso un accordo con Midas mettendo a disposizione dei propri partners strumenti all’avanguardia per poter cogliere quest’opportunità mettendoli in condizione di attivare un corner creditizio nel proprio ufficio.Un’opportunità in più per gli intermediari del Gruppo AEC: soluzioni facili, immediate, redditizie, orientate all’efficienza organizzativa e produttiva. “Snella operatività, organizzazione efficiente, risposte rapide, provvigioni ai vertici del settore sono solo alcuni dei punti di forza della nostra proposta – ha dichiarato Fabrizio Callarà Amministratore Unico di AEC master Broker – oltre ad incontri formativi ed informativi previsti ogni due mesi nelle principali città Italiane per garantire a tutti coloro che aderiranno un’accurata e completa formazione”.
Prerogativa dell’offerta è la gestione on line della richiesta, unitamente al supporto di un apposito back office o la gestione diretta tramite della filiale bancaria più vicina. (in convenzione i maggiori Istituti Bancari come Intesa Sanpaolo, Unicredit Group, MPS, Barclays e Ge Money e per il settore corporate anche MPS e Cofidi Puglia). Fiore all’occhiello dell’accordo con MIDAS la possibilità, nel giro di 24 ore, di emissione delle GARANZIE DI FIDEIUSSIONE FINANZIARIA;, attraverso una apposita società specializzata, - ex art. 106 TUB. Un facile ed intuitivo programma gestionale viene messo a disposizione per l’amministrazione delle pratiche, la contabilità, i contatti con i clienti e con gli Istituti.
“Sono fermamente convinto che la professionalità e la propensione all’apprendimento, insita negli assicuratori, unita con i circa 400 prodotti creditizi messi a disposizione dalla MIDAS, creeranno la giusta miscela per numeri di tutto rispetto,a beneficio della clientela dell’intermediario AEC- ha dichiarato Gualtiero Piersanti, Presidente e fondatore del gruppo MIDAS-“

Ufficio Stampa AEC Master BrokerPiazza delle Muse 700197 ROMAstampa@aecbroker.itRUI n. B000082163

giovedì, dicembre 04, 2008

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA" - Le stock option

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

Ora vi starete chiedendo come mai ho fatto una trattazione così approfondita della Borsa valori e dei suoi retroscena. Personalmente penso che per avere successo in Borsa occorre essere competenti. Se decidete di entrare seriamente in Borsa dovete decidere di diventare dei trader, e un buon trader deve avere quanto meno una panoramica generale di quella che è la realtà del mercato, che poi è quella stessa realtà che gli da di che vivere. Ora possedete una conoscenza generale di quella che è la realtà di mercato, ed è in queste condizioni che vi posso dimostrare quanto le stock option siano lo strumento finanziario più potente per creare ricchezza.

Il più potente di tutti. Avrei potuto spiegarvelo in poche righe senza creare un mini-book come questo, ma nel caso trattassi con persone che si affacciano per la prima volta in Borsa, questi ultimi non avrebbero neanche la possibilità di obbiettare, e a me non piace inculcare dei preconcetti a persone che non hanno le basi per elaborare una critica costruttiva nel caso
in cui non gli dovesse andare a genio il mio metodo. Sono un operatore in opzioni su azioni. Lo sono per il fatto che le opzioni su azioni mi permettono di operare in Borsa tagliando i
rischi e le perdite, e allo stesso tempo massimizzando i profitti.

Inoltre con le stock option posso operare nel mercato secondario, ossia il mercato regolamentato più liquido al mondo, e trarre beneficio da qualsiasi attività, dai produttori di materie prime a moderne società tecnologiche. Come già sai non esistono solo le opzioni su azioni, ma anche su valute, indici, materie prime… ma noi useremo solo le stock option, perché sono quelle più facili da gestire e che allo stesso tempo hanno un potenziale profitto illimitato, sono infatti capaci di trasformare la vita finanziaria di ognuno di noi in poco tempo. Perciò dora in poi quando personalmente mi riferisco alle opzioni in generale, sappiate che mi riferisco sempre alle stock option.Prendiamo un caso reale di trading, così posso dimostrarvi senza consistenti sforzi quanto le opzioni siano potenti strumenti per far soldi in fretta.

Giorno 26 settembre 2008 RIMM, a seguito della flessione del NASDAQ e dell’utile deludente, apre perdendo più del 10%, si è trattato di un salto nel vuoto di circa 20 punti. Ora, attraverso una buona analisi fondamentale e tecnica era possibile individuare il ribasso in anticipo. Così il 25 settembre è stato possibile acquistare un’opzione put con strike 75 e scadenza ottobre 2008, pagando il misero premio di 113$. Abbiamo perciò aperto una posizione a ribasso. A seguito del crollo la nostra opzione put si era apprezzata di 681$ da un giorno all’altro, ma dal momento che a seguito di un crollo di solito segue sempre una o più giornate di continuo ribasso abbiamo mantenuto la posizione per un altro giorno di negoziazione, cioè fino al 29 (perché c’è stato il week end).

Infatti il lunedì 29 il titolo ha continuato a scendere, perdendo altri 7 punti. A questo punto la nostra opzione tenuta in portafoglio ha ricominciato ad apprezzarsi di tanto valore intrinseco arrivando in chiusura a venderla per 1350$! Il profitto è stato di 1237$ con un ritorno del 1094%. So che può sembrare una percentuale assurda per chi non conosce o non opera con questi mezzi, ma è andata proprio così. D’altro canto le quotazioni delle opzioni sono di dominio pubblico, infatti ognuno può verificare la variazione con i propri occhi. Che cosa ve ne pare? Ma dove sta il segreto di tanta forza nelle opzioni? Be’, il segreto, signori miei, sta nel loro eccezionale
effetto leva. Mi spiego meglio. Comprando un diritto di opzione, si acquisisce il controllo su 100 azioni. Prendiamo il nostro caso; abbiamo acquistato un’opzione put con strike 75 e scadenza
ottobre.

Essa corrisponde al diritto di vendere 100 azioni al prezzo di 75$. Il titolo è sceso in due giorni di contrattazione ad una chiusura di poco più di 65.50$. Così la ragione del suo apprezzamento è che con quel documento di nostra proprietà un individuo può vendere 100 azioni RIMM a 75$ quando prezzano ufficialmente 62.50$. Quanto è disposto a valutarcelo un contratto del genere il mercato? Beh come si è visto tanto… Prima di proseguire voglio farti capire che si è trattato di un solo contratto,pensa se ne avessimo acquistato più di uno. Già con due avremmo raddoppiato l’utile di altri 1237$, per un guadagno totale di 2474$, a seguito di 226$ investiti!

Ma ora veniamo a un altro punto forte. Il RISCHIO. Ora vi starete chiedendo se con un potenziale guadagno così elevato ci potrebbe essere un’altrettanta potenziale perdita così elevata. NON È COSÌ. Infatti paradossalmente il loro effetto leva fa correre i profitti, ma allo stesso tempo la natura dell’opzione taglia le perdite. Infatti il rischio per l’acquisto di una o più opzioni, si ferma al premio pagato, in RIMM la perdita massima sarebbe stata quindi di 113$, questo anche nel caso in cui il titolo avrebbe stornatouguale e opposto a quanto avvenuto realmente. Perciò negoziare opzioni comporta rischi limitati per profitti teoricamente illimitati! Nessun altro strumento finanziario è in grado di dare questi rendimenti con un altrettanto rischio così limitato.

Il basso rischio è collegato pure al fatto che si acquisisce il diritto, MA NON L’OBBLIGO, di comprare o vendere. Cioè una volta comprata l’opzione possiamo pure dimenticarcela e farla scadere in portafoglio senza alcun onere da rispettare. Non ho mai visto uno strumento così flessibile e sicuro! Un altro importante vantaggio di investire in opzioni, sta sicuramente nel fatto che è possibile trarre profitto sia dai rialzi che dai ribassi, pur non vendendo allo scoperto. Infatti un’opzione call conferisce il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare 100 azioni, quindi acquistandola si prevede un rialzo. Mentre un’opzione put conferisce il diritto, ma non l’obbligo, di vendere 100 azioni, perciò si prevede un prossimo mercato ribassista. Abbiamo così la possibilità di trarre vantaggio dai ribassi di mercato pur non dovendo subire la tensione delle vendite allo scoperto, che sono oggettivamente molto rischiose…

Siete convinti ora della qualità delle opzioni? Bene, il prossimo passo è leggere “Il professionista delle opzioni”, un Ebook che spiega dettagliatamente il funzionamento e come, dove e quali
opzioni acquistare nel momento giusto per massimizzare i tuoi guadagni. Oltre a questo, insieme all’Ebook principale è pubblicato un report che vi insegnerà le più moderne tecniche di
analisi fondamentale e analisi tecnica per prevedere il mercato con molta probabilità a favore.

Conclusione
Le opzioni fondamentalmente possono essere utilizzate in due modi: o attraverso strategie direzionali per ottenere rendite consistenti e immediate, ma che richiedono più impegno davanti
al PC, oppure attraverso strategie non direzionali per ottenere delle rendite meno consistenti ma periodiche, con quest’ultimo metodo è possibile dare un’occhiata raramente al mercato e
crearsi una rendita extralavorativa, di modo che puoi far soldi automaticamente mentre stai dormendo, o mentre stai viaggiando o mentre stai lavorando. Tutte le migliori strategie funzionali allo stile di vita di ognuno sono riportate nell’Ebook Il professionista delle opzioni.
Nella vita per arrivare a un traguardo o a un semplice miglioramento occorre AGIRE con concretezza, ma soprattutto occorre farlo conoscendo le giuste INFORMAZIONI, perché
solo così è possibile redigere un piano che ci spiana la strada e ci mantenga sulla retta via.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

La "GUIDA IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA - La differenza tra traders e investitori - La negoziazione: domanda e offerta

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

Il mercato in cui operiamo è il così detto “mercato concorrenziale” (opposto al mercato protezionistico,monopolistico e concentrato). In tale mercato le transazioni di scambio dei titoli avvengono quando si raggiunge un prezzo di equilibrio (last), ossia il prezzo in corrispondenza del quale l’offerta del venditore (ASK o LETTERA) eguaglia la domanda del compratore (BID o DENARO). Da un punto di vista geometrico, il prezzo di equilibrio o last, corrisponde al punto nel quale la curva di offerta e quella di domanda si intersecano. La contrattazione del prezzo avviene come in qualunque altro mercato concorrenziale del mondo, ossia esso è influenzato dalla
valutazione del giusto valore intrinseco del bene (valore dei beni tangibili e intangibili), più, o meno, il valore psicologico-emotivo delle controparti e infine la quantità. Quest’ultimo elemento riveste una grande importanza, perchéricordate che una cosa di qualità, più è rara e più aumenta di valore.

Ciò vale pure per gli strumenti finanziari, non a caso infatti uno split diminuisce il valore delle azioni, mentre un reversal split ne aumenta il valore. Oltre a questi parametri base occorre precisare che il mercato è un fenomeno di massa, per cui occorre tenere presente di un
ennesimo elemento, ossia il numero dei negoziatori che svolgono delle determinate azioni.
Alla luce di quanto detto è semplice capire che il prezzo scende quando l’offerta supera la domanda, quindi, poiché vi sono pochi compratori e i venditori sono in maggioranza, questi ultimi per raggiungere il punto di equilibrio con i compratori sono costretti a diminuire il prezzo se vogliono sbarazzarsi dei “polmoni” acquistati. In questo caso siamo in presenza del così detto
“mercato del compratore”, perché favorevole a quest’ultimo.

Graficamente sarà necessario traslare verso il basso la curva di offerta, definendo un nuovo punto di intersezione più basso, quindi un nuovo prezzo di equilibrio più basso. Viceversa il prezzo sale se la domanda supera l’offerta, in questo caso i compratori più numerosi dei venditori fanno molta “pressione d’ acquisto” e i venditori possono permettersi di alzare la quotazione del titolo sino al punto massimo di equilibrio in cui gli ormai pochi compratori rimasti hanno un “prezzo di riserva” (prezzo massimo cui possono o sono disposti a pagare) sufficientemente alto per poter comprare. In questo caso siamo nel così detto “mercato del venditore”, perché favorevole a quest’ultimo.

Graficamente si verificherà una traslazione verso l’ alto della curva di offerta, definendo un nuovo punto di equilibrio più alto.Il prezzo, è formato quindi dall’incontro tra la domanda e
l’offerta, ossia tra colui che vuole comprare e colui che vuole vendere. Come si verifica in qualsiasi transazione, il compratore domanderà di comprare la quantità voluta al minor prezzo possibile, mentre il venditore cercherà a sua volta di massimizzare i profitti vendendo a prezzo più alto possibile, (si,si..proprio come nel mercato ortofrutticolo sotto casa). Ciò determina che sul mercato ci sarà l’ultimo prezzo o prezzo di equilibrio (last) a cui si è verificata la transazione, o meglio lo scambio, e risulta il minimo prezzo al quale il venditore è stato disposto a vendere, e il
massimo prezzo al quale il compratore è stato disposto a comprare. Inoltre le migliori offerte di acquisto e di vendita vengono sintetizzate nel “Book”, ossia un libro telematico delle migliori
domande e offerte messe in ordine di convenienza, riferite agli strumenti finanziari presenti sul mercato in un dato momento, infatti si aggiorna costantemente, e molto rapidamente durante il
corso di una giornata di contrattazione, soprattutto se si tratta di una giornata di prezzo particolarmente oscillante.

Come potrai tu stesso notare facendo trading, è che il bid (domanda) non corrisponde monetariamente all’ask (offerta) per uno o pochi centesimi, ciò da vita allo Spread, ossia la differenza tra bid e ask che deve essere colmata dal venditore o compratore
affinché la transazione abbia luogo. Tutto ciò ha una spiegazione, questa particolare operazione serve ad inserire costantemente liquidità nel mercato, ti faccio capire con una simpatica
similitudine; pensa per un attimo al mercato come ad un grandissimo orologio meccanico, costituito da numerosi ingranaggi, tali ingranaggi devono essere sempre ben lubrificati,
altrimenti l’orologio si inceppa, ecco che ci serviamo dell’olio, che lubrifica gli ingranaggi facendoli scorrere l’uno con l’altro, allo stesso modo agisce la liquidità, facendo scorrere gli “scambi
finanziari” nel mercato, senza di questa il mercato si inceppa; senza liquidità, per il mercato, è come nuotare senza acqua intorno! capisci?

Tu riusciresti a nuotare senza acqua intorno? Per cui occorre un metodo per far sì che la liquidità non venga mai a mancare nel mercato, l’unico modo è lo Spread. È un’idea geniale, in questo modo la liquidità si manterrà costante in maniera del tutto automatica in ogni giornata di negoziazione. Da precisare che più lo Spread è largo e più il mercato è poco liquido e il titolo fa fatica a scambiare. Quando invece lo Spread è piccolo significa che c’è abbastanza liquidità nel mercato. Come si può intuire lo Spread viene incassato dalle banche per permettere ai brokers una certa libertà di azione e flessibilità contrattuale, ed evitare il blocco delle negoziazioni per pochi penny di differenza.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

La "GUIDA IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA - La differenza tra traders e investitori - Gli speculatori e il loro ruolo nel mercato

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni


Come hai già potuto intuire esiste una sostanziale differenza tra traders e investitori, queste due figure che fanno muovere il mercato, se pur nella maggior parte dei casi negoziano con gli stessi mezzi, operano e hanno una prospettiva di mercato totalmente diversa, se non opposta. Il trader investe a breve termine, io a brevissimo da un minimo di 3 ore a un massimo di 1 settimana. Il trader non vuole far parte o essere socio dell’impresa, né gli interessano i dividendi, vuole solo trarre profitto da una situazione particolare del titolo, positiva o negativa che sia, e soprattutto vuole fare soldi in fretta. La prospettiva dell’investitore è diversa, infatti quest’ultimo investe a
lungo termine in un’azienda, partecipa e diventa parte dell’azienda stessa, partecipando attivamente alle decisioni e godendo della spartizione degli utili, ossia dei dividendi.

Gli speculatori e il loro ruolo nel mercato
La figura dello speculatore è sempre stata “mal vista” dalla società, questo è dovuto al fatto che per la mentalità “comune” il suo unico fine è trarre profitto a discapito degli altri. Il fatto che
cerca di trarre profitto da ogni situazione di mercato è vero, altrimenti che speculatore sarebbe, ma non è detto che in Borsa se un soggetto vince la controparte debba per forza perdere, cioè non è detto che lo debba fare per forza a discapito degli altri, anzi mi è capitato di leggere storie fantastiche di speculatori che hanno usato il proprio denaro a scopi di beneficenza, oppure di
speculatori che hanno accontentato e reso felici entrambe le controparti di un affare, storie anche di speculatori immobiliari che hanno salvato dai debiti e dalle Banche numerose famiglie con l’ipoteca aggravata sulla casa, prendendo benefici sia in funzione dei propri interessi, ma anche per gli inquilini. Definirei lo speculatore che piaccia o no, come “l’inerzia del mercato”, o la
“spinta”; gli speculatori sono persone molto intraprendenti e il loro desiderio di trarre profitto spinge il mercato verso soglie sempre superiori e sempre più innovative, questo perché ad
esempio, una buona azienda che si presenta con una buona idea sul mercato, quasi sicuramente sarà abbracciata e condotta dai finanziamenti degli speculatori in poco tempo sulla vetta del
mercato. Senza gli speculatori il mercato stagnerebbe in meno di 24 ore lavorative, facendoci ritornare istantaneamente agli albori del XIX secolo d.c. Secondo me lo dobbiamo grazie alla figura dello speculatore il frenetico progresso tecnologico a cui si è assistito durante il corso di questo secolo e del precedente, per non parlare di quello a cui assisteremo in futuro. Recentemente mi è capitato di vedere il film “Il petroliere”, mi sono reso conto che nonostante tutte le fattorie confiscate con l’inganno e il dolore causato alla povera gente, non saremmo mai
arrivati alla dinamicità del mondo che ci circonda senza la speculazione sul petrolio e l’avidità dei petrolieri che ha interessato la prima metà del 900. Tutto lo sviluppo economico e dei trasporti è nato da quegli antichi pozzi petroliferi, che hanno sì arricchito molto gli speculatori, ma che hanno anche improntato

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

La Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA" - Commissione per il controllo della Borsa e dei titoli

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni


La Commissione per il controllo della Borsa e dei titoli è un organo governativo nazionale di controllo presente in tutte le Borse nazionali e internazionali regolamentate e ufficiali, può
avere sigle diverse, ad esempio CONSOB in Italia, o SEC (securities and exchange commission) negli USA. La Commissione per il controllo della Borsa e dei titoli oggi è un’autorità amministrativa indipendente, dotata pure di una personalità giuridica. Ad ogni modo i membri al vertice di tale istituzione vengono nominati dai capi di governo. La Commissione è stata creata per proteggere il pubblico da faccendieri, affaristi, operatori di Borsa e investitori imprudenti e
privi di scrupoli. Negli USA prima del crollo della Borsa del 1929, venivano venduti al pubblico molti investimenti loschi,ingannevoli e scadenti. Si pubblicavano molte menzogne e disinformazione. Perciò si è resa necessaria la creazione di unorgano nazionale di controllo, che fungesse in qualche modo da garante del mercato. E’ l’organo che contribuisce a fare rispettare
la regole della negoziazione e del mercato, vietando in assoluto la divulgazione di informazioni societarie riservate, l’aggiotaggio(divulgazione di notizie false) falsi rumors e lo spionaggio
industriale. È un organo che effettua delle vere e proprie azioni di controspionaggio. Senza di esso ci sarebbe il caos, possiamodefinirlo il “filtro” del mercato. Comunque a proposito di sicurezza, oltre alle normali ispezioni della CONSOB, a porsi da garante per gli investimenti sono l’obbligatorietà per ogni azienda quotata nei mercati ufficiali, di una revisione e certificazione
periodica dei bilanci da parte di apposite Società di revisione. Ma questo a volte non basta a garantire il ritorno di un investimento, prendi il caso Parmalat…
Le Società di revisione sono state oggetto di corruzioni per falso bilancio, ma ciò è irrisorio in quanto, quando una Società certifica un falso bilancio e il pubblico se ne accorge, spesso è costretta a chiudere i battenti a causa della perdita di fiducia di tutti gli investitori, e poi per legge un’azienda è soggetta a dei controlli rotativi da parte di più Società di revisione, cioè non è sempre la stessa Società a revisionare e certificare il bilancio di un’azienda quotata.

Tutti gli altri enti di controllo
Parliamo ora di tutti gli enti che regolano il corretto funzionamento della Borsa. In primo luogo abbiamo l’ente governativo di controllo , ossia negli USA, la SEC (Securities and Exchange Comminssion) per la Borsa Valori, già vista in precedenza e la CFTC (Commodity Futures TradingCommission) per la Borsa Merci, questi due enti vigilano sulla gestione e sull’operato del mercato, godendo di una consistente autonomia giuridica, amministrativa e penale. Quest’ultimi sonoorgani governativi privatizzati. Gli altri enti preposti al corretto svolgimento dell’attività di
mercato sono la Clearing Corporation (OCC), in Italia la Cassa di compensazione e garanzia, ossia un ente garante e regolatore del corretto svolgimento e rispetto delle transazioni nel mercato degli strumenti finanziari e dei derivati. In ogni Borsa è presente inoltre un Consiglio di Borsa, che ha il compito principale di gestire la liquidità ed aggiornare ufficialmente il Book (listino di Borsa). Entrambe queste istituzioni, cioè la Clearing House e il Consiglio di Borsa fanno parte e sono gestite dall’autorità che gestisce il mercato, si tratta quindi di istituzioni completamente privatizzate (ma costantemente vigilate dalla Commisione di sicurezza) diverse per ogni mercato.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni