mercoledì, dicembre 10, 2008

NUOVE FRONTIERE PER GLI INTERMEDIARI DI AEC GRAZIE ALL'ACCORDO CON MIDAS FRANCHISING SRL

Cross-Selling e Mediazione Creditizia: un business collaterale per gli intermediari di assicurazione, un’esigenza dei Professionisti e delle Imprese clientiIl Gruppo AEC ha concluso un accordo di distribuzione con il network di Mediazione Creditizia MIDAS, network che conta 250 affiliati in Italia. Tramite AEC Master Broker Srl Unipersonale, già iscritta all’Albo dei Mediatori Creditizi con il n. 110867, tutti i collaboratori di AEC SpA, potranno accedere ad una serie di soluzioni messe a punto dagli Specialisti MIDAS.Cresce difatti l’interesse da parte degli Agenti e Broker di assicurazione verso il mercato della mediazione creditizia e verso tutto il mondo dei finanziamenti: un’opportunità di business soprattutto per soddisfare le esigenze dei clienti. Nuovi investimenti del professionista, sostituzione di vecchi finanziamenti, disponibilità immediata di contante, rottamazione del vecchio mutuo, sono esigenze emergenti dei nostri clienti, al quale occorre dare soluzioni mirate, efficaci e rapide. Il servizio di mediazione creditizia, complementare a quello assicurativo, utile a rafforzare la fidelizzazione della clientela, rappresenta un vantaggio competitivo dei più moderni consulenti. E per promuovere questi servizi nulla è più efficace del cross-selling ovvero l’azione di vendita di un servizio aggiuntivo rispetto a quanto già posseduto dal cliente. Le strategie di cross-selling diventano ogni giorno più importanti, in un mercato sempre più competitivo per raggiungere contemporaneamente gli obiettivi di fidelizzazione e crescita del fatturato rendendo gli iscritti al RUI nuovi competitori nella mediazione creditizia; difatti dalle rilevazioni nel primo semestre 2008, emerge che gli agenti di assicurazione hanno mediato circa 250 milioni di euro, rappresentando circa l’1% dell’intero settore incrementano considerevolmente la loro quota di mercato. Questa forte crescita è stata però raggiunta principalmente grazie agli Agenti UGF (Unipol Gruppo Finanziario) e di coloro che si sono attrezzati al proprio interno con figure professionali specializzate; più deboli invece le performances di coloro che non essendo organizzati incontrano difficoltà operative: ad esempio devono recarsi in filiale per portare le pratiche ed attenderne i lunghi tempi di valutazione. AEC attenta alle evoluzioni di mercato, ha concluso un accordo con Midas mettendo a disposizione dei propri partners strumenti all’avanguardia per poter cogliere quest’opportunità mettendoli in condizione di attivare un corner creditizio nel proprio ufficio.Un’opportunità in più per gli intermediari del Gruppo AEC: soluzioni facili, immediate, redditizie, orientate all’efficienza organizzativa e produttiva. “Snella operatività, organizzazione efficiente, risposte rapide, provvigioni ai vertici del settore sono solo alcuni dei punti di forza della nostra proposta – ha dichiarato Fabrizio Callarà Amministratore Unico di AEC master Broker – oltre ad incontri formativi ed informativi previsti ogni due mesi nelle principali città Italiane per garantire a tutti coloro che aderiranno un’accurata e completa formazione”.
Prerogativa dell’offerta è la gestione on line della richiesta, unitamente al supporto di un apposito back office o la gestione diretta tramite della filiale bancaria più vicina. (in convenzione i maggiori Istituti Bancari come Intesa Sanpaolo, Unicredit Group, MPS, Barclays e Ge Money e per il settore corporate anche MPS e Cofidi Puglia). Fiore all’occhiello dell’accordo con MIDAS la possibilità, nel giro di 24 ore, di emissione delle GARANZIE DI FIDEIUSSIONE FINANZIARIA;, attraverso una apposita società specializzata, - ex art. 106 TUB. Un facile ed intuitivo programma gestionale viene messo a disposizione per l’amministrazione delle pratiche, la contabilità, i contatti con i clienti e con gli Istituti.
“Sono fermamente convinto che la professionalità e la propensione all’apprendimento, insita negli assicuratori, unita con i circa 400 prodotti creditizi messi a disposizione dalla MIDAS, creeranno la giusta miscela per numeri di tutto rispetto,a beneficio della clientela dell’intermediario AEC- ha dichiarato Gualtiero Piersanti, Presidente e fondatore del gruppo MIDAS-“

Ufficio Stampa AEC Master BrokerPiazza delle Muse 700197 ROMAstampa@aecbroker.itRUI n. B000082163

giovedì, dicembre 04, 2008

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA" - Le stock option

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

Ora vi starete chiedendo come mai ho fatto una trattazione così approfondita della Borsa valori e dei suoi retroscena. Personalmente penso che per avere successo in Borsa occorre essere competenti. Se decidete di entrare seriamente in Borsa dovete decidere di diventare dei trader, e un buon trader deve avere quanto meno una panoramica generale di quella che è la realtà del mercato, che poi è quella stessa realtà che gli da di che vivere. Ora possedete una conoscenza generale di quella che è la realtà di mercato, ed è in queste condizioni che vi posso dimostrare quanto le stock option siano lo strumento finanziario più potente per creare ricchezza.

Il più potente di tutti. Avrei potuto spiegarvelo in poche righe senza creare un mini-book come questo, ma nel caso trattassi con persone che si affacciano per la prima volta in Borsa, questi ultimi non avrebbero neanche la possibilità di obbiettare, e a me non piace inculcare dei preconcetti a persone che non hanno le basi per elaborare una critica costruttiva nel caso
in cui non gli dovesse andare a genio il mio metodo. Sono un operatore in opzioni su azioni. Lo sono per il fatto che le opzioni su azioni mi permettono di operare in Borsa tagliando i
rischi e le perdite, e allo stesso tempo massimizzando i profitti.

Inoltre con le stock option posso operare nel mercato secondario, ossia il mercato regolamentato più liquido al mondo, e trarre beneficio da qualsiasi attività, dai produttori di materie prime a moderne società tecnologiche. Come già sai non esistono solo le opzioni su azioni, ma anche su valute, indici, materie prime… ma noi useremo solo le stock option, perché sono quelle più facili da gestire e che allo stesso tempo hanno un potenziale profitto illimitato, sono infatti capaci di trasformare la vita finanziaria di ognuno di noi in poco tempo. Perciò dora in poi quando personalmente mi riferisco alle opzioni in generale, sappiate che mi riferisco sempre alle stock option.Prendiamo un caso reale di trading, così posso dimostrarvi senza consistenti sforzi quanto le opzioni siano potenti strumenti per far soldi in fretta.

Giorno 26 settembre 2008 RIMM, a seguito della flessione del NASDAQ e dell’utile deludente, apre perdendo più del 10%, si è trattato di un salto nel vuoto di circa 20 punti. Ora, attraverso una buona analisi fondamentale e tecnica era possibile individuare il ribasso in anticipo. Così il 25 settembre è stato possibile acquistare un’opzione put con strike 75 e scadenza ottobre 2008, pagando il misero premio di 113$. Abbiamo perciò aperto una posizione a ribasso. A seguito del crollo la nostra opzione put si era apprezzata di 681$ da un giorno all’altro, ma dal momento che a seguito di un crollo di solito segue sempre una o più giornate di continuo ribasso abbiamo mantenuto la posizione per un altro giorno di negoziazione, cioè fino al 29 (perché c’è stato il week end).

Infatti il lunedì 29 il titolo ha continuato a scendere, perdendo altri 7 punti. A questo punto la nostra opzione tenuta in portafoglio ha ricominciato ad apprezzarsi di tanto valore intrinseco arrivando in chiusura a venderla per 1350$! Il profitto è stato di 1237$ con un ritorno del 1094%. So che può sembrare una percentuale assurda per chi non conosce o non opera con questi mezzi, ma è andata proprio così. D’altro canto le quotazioni delle opzioni sono di dominio pubblico, infatti ognuno può verificare la variazione con i propri occhi. Che cosa ve ne pare? Ma dove sta il segreto di tanta forza nelle opzioni? Be’, il segreto, signori miei, sta nel loro eccezionale
effetto leva. Mi spiego meglio. Comprando un diritto di opzione, si acquisisce il controllo su 100 azioni. Prendiamo il nostro caso; abbiamo acquistato un’opzione put con strike 75 e scadenza
ottobre.

Essa corrisponde al diritto di vendere 100 azioni al prezzo di 75$. Il titolo è sceso in due giorni di contrattazione ad una chiusura di poco più di 65.50$. Così la ragione del suo apprezzamento è che con quel documento di nostra proprietà un individuo può vendere 100 azioni RIMM a 75$ quando prezzano ufficialmente 62.50$. Quanto è disposto a valutarcelo un contratto del genere il mercato? Beh come si è visto tanto… Prima di proseguire voglio farti capire che si è trattato di un solo contratto,pensa se ne avessimo acquistato più di uno. Già con due avremmo raddoppiato l’utile di altri 1237$, per un guadagno totale di 2474$, a seguito di 226$ investiti!

Ma ora veniamo a un altro punto forte. Il RISCHIO. Ora vi starete chiedendo se con un potenziale guadagno così elevato ci potrebbe essere un’altrettanta potenziale perdita così elevata. NON È COSÌ. Infatti paradossalmente il loro effetto leva fa correre i profitti, ma allo stesso tempo la natura dell’opzione taglia le perdite. Infatti il rischio per l’acquisto di una o più opzioni, si ferma al premio pagato, in RIMM la perdita massima sarebbe stata quindi di 113$, questo anche nel caso in cui il titolo avrebbe stornatouguale e opposto a quanto avvenuto realmente. Perciò negoziare opzioni comporta rischi limitati per profitti teoricamente illimitati! Nessun altro strumento finanziario è in grado di dare questi rendimenti con un altrettanto rischio così limitato.

Il basso rischio è collegato pure al fatto che si acquisisce il diritto, MA NON L’OBBLIGO, di comprare o vendere. Cioè una volta comprata l’opzione possiamo pure dimenticarcela e farla scadere in portafoglio senza alcun onere da rispettare. Non ho mai visto uno strumento così flessibile e sicuro! Un altro importante vantaggio di investire in opzioni, sta sicuramente nel fatto che è possibile trarre profitto sia dai rialzi che dai ribassi, pur non vendendo allo scoperto. Infatti un’opzione call conferisce il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare 100 azioni, quindi acquistandola si prevede un rialzo. Mentre un’opzione put conferisce il diritto, ma non l’obbligo, di vendere 100 azioni, perciò si prevede un prossimo mercato ribassista. Abbiamo così la possibilità di trarre vantaggio dai ribassi di mercato pur non dovendo subire la tensione delle vendite allo scoperto, che sono oggettivamente molto rischiose…

Siete convinti ora della qualità delle opzioni? Bene, il prossimo passo è leggere “Il professionista delle opzioni”, un Ebook che spiega dettagliatamente il funzionamento e come, dove e quali
opzioni acquistare nel momento giusto per massimizzare i tuoi guadagni. Oltre a questo, insieme all’Ebook principale è pubblicato un report che vi insegnerà le più moderne tecniche di
analisi fondamentale e analisi tecnica per prevedere il mercato con molta probabilità a favore.

Conclusione
Le opzioni fondamentalmente possono essere utilizzate in due modi: o attraverso strategie direzionali per ottenere rendite consistenti e immediate, ma che richiedono più impegno davanti
al PC, oppure attraverso strategie non direzionali per ottenere delle rendite meno consistenti ma periodiche, con quest’ultimo metodo è possibile dare un’occhiata raramente al mercato e
crearsi una rendita extralavorativa, di modo che puoi far soldi automaticamente mentre stai dormendo, o mentre stai viaggiando o mentre stai lavorando. Tutte le migliori strategie funzionali allo stile di vita di ognuno sono riportate nell’Ebook Il professionista delle opzioni.
Nella vita per arrivare a un traguardo o a un semplice miglioramento occorre AGIRE con concretezza, ma soprattutto occorre farlo conoscendo le giuste INFORMAZIONI, perché
solo così è possibile redigere un piano che ci spiana la strada e ci mantenga sulla retta via.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

La "GUIDA IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA - La differenza tra traders e investitori - La negoziazione: domanda e offerta

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

Il mercato in cui operiamo è il così detto “mercato concorrenziale” (opposto al mercato protezionistico,monopolistico e concentrato). In tale mercato le transazioni di scambio dei titoli avvengono quando si raggiunge un prezzo di equilibrio (last), ossia il prezzo in corrispondenza del quale l’offerta del venditore (ASK o LETTERA) eguaglia la domanda del compratore (BID o DENARO). Da un punto di vista geometrico, il prezzo di equilibrio o last, corrisponde al punto nel quale la curva di offerta e quella di domanda si intersecano. La contrattazione del prezzo avviene come in qualunque altro mercato concorrenziale del mondo, ossia esso è influenzato dalla
valutazione del giusto valore intrinseco del bene (valore dei beni tangibili e intangibili), più, o meno, il valore psicologico-emotivo delle controparti e infine la quantità. Quest’ultimo elemento riveste una grande importanza, perchéricordate che una cosa di qualità, più è rara e più aumenta di valore.

Ciò vale pure per gli strumenti finanziari, non a caso infatti uno split diminuisce il valore delle azioni, mentre un reversal split ne aumenta il valore. Oltre a questi parametri base occorre precisare che il mercato è un fenomeno di massa, per cui occorre tenere presente di un
ennesimo elemento, ossia il numero dei negoziatori che svolgono delle determinate azioni.
Alla luce di quanto detto è semplice capire che il prezzo scende quando l’offerta supera la domanda, quindi, poiché vi sono pochi compratori e i venditori sono in maggioranza, questi ultimi per raggiungere il punto di equilibrio con i compratori sono costretti a diminuire il prezzo se vogliono sbarazzarsi dei “polmoni” acquistati. In questo caso siamo in presenza del così detto
“mercato del compratore”, perché favorevole a quest’ultimo.

Graficamente sarà necessario traslare verso il basso la curva di offerta, definendo un nuovo punto di intersezione più basso, quindi un nuovo prezzo di equilibrio più basso. Viceversa il prezzo sale se la domanda supera l’offerta, in questo caso i compratori più numerosi dei venditori fanno molta “pressione d’ acquisto” e i venditori possono permettersi di alzare la quotazione del titolo sino al punto massimo di equilibrio in cui gli ormai pochi compratori rimasti hanno un “prezzo di riserva” (prezzo massimo cui possono o sono disposti a pagare) sufficientemente alto per poter comprare. In questo caso siamo nel così detto “mercato del venditore”, perché favorevole a quest’ultimo.

Graficamente si verificherà una traslazione verso l’ alto della curva di offerta, definendo un nuovo punto di equilibrio più alto.Il prezzo, è formato quindi dall’incontro tra la domanda e
l’offerta, ossia tra colui che vuole comprare e colui che vuole vendere. Come si verifica in qualsiasi transazione, il compratore domanderà di comprare la quantità voluta al minor prezzo possibile, mentre il venditore cercherà a sua volta di massimizzare i profitti vendendo a prezzo più alto possibile, (si,si..proprio come nel mercato ortofrutticolo sotto casa). Ciò determina che sul mercato ci sarà l’ultimo prezzo o prezzo di equilibrio (last) a cui si è verificata la transazione, o meglio lo scambio, e risulta il minimo prezzo al quale il venditore è stato disposto a vendere, e il
massimo prezzo al quale il compratore è stato disposto a comprare. Inoltre le migliori offerte di acquisto e di vendita vengono sintetizzate nel “Book”, ossia un libro telematico delle migliori
domande e offerte messe in ordine di convenienza, riferite agli strumenti finanziari presenti sul mercato in un dato momento, infatti si aggiorna costantemente, e molto rapidamente durante il
corso di una giornata di contrattazione, soprattutto se si tratta di una giornata di prezzo particolarmente oscillante.

Come potrai tu stesso notare facendo trading, è che il bid (domanda) non corrisponde monetariamente all’ask (offerta) per uno o pochi centesimi, ciò da vita allo Spread, ossia la differenza tra bid e ask che deve essere colmata dal venditore o compratore
affinché la transazione abbia luogo. Tutto ciò ha una spiegazione, questa particolare operazione serve ad inserire costantemente liquidità nel mercato, ti faccio capire con una simpatica
similitudine; pensa per un attimo al mercato come ad un grandissimo orologio meccanico, costituito da numerosi ingranaggi, tali ingranaggi devono essere sempre ben lubrificati,
altrimenti l’orologio si inceppa, ecco che ci serviamo dell’olio, che lubrifica gli ingranaggi facendoli scorrere l’uno con l’altro, allo stesso modo agisce la liquidità, facendo scorrere gli “scambi
finanziari” nel mercato, senza di questa il mercato si inceppa; senza liquidità, per il mercato, è come nuotare senza acqua intorno! capisci?

Tu riusciresti a nuotare senza acqua intorno? Per cui occorre un metodo per far sì che la liquidità non venga mai a mancare nel mercato, l’unico modo è lo Spread. È un’idea geniale, in questo modo la liquidità si manterrà costante in maniera del tutto automatica in ogni giornata di negoziazione. Da precisare che più lo Spread è largo e più il mercato è poco liquido e il titolo fa fatica a scambiare. Quando invece lo Spread è piccolo significa che c’è abbastanza liquidità nel mercato. Come si può intuire lo Spread viene incassato dalle banche per permettere ai brokers una certa libertà di azione e flessibilità contrattuale, ed evitare il blocco delle negoziazioni per pochi penny di differenza.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

La "GUIDA IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA - La differenza tra traders e investitori - Gli speculatori e il loro ruolo nel mercato

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni


Come hai già potuto intuire esiste una sostanziale differenza tra traders e investitori, queste due figure che fanno muovere il mercato, se pur nella maggior parte dei casi negoziano con gli stessi mezzi, operano e hanno una prospettiva di mercato totalmente diversa, se non opposta. Il trader investe a breve termine, io a brevissimo da un minimo di 3 ore a un massimo di 1 settimana. Il trader non vuole far parte o essere socio dell’impresa, né gli interessano i dividendi, vuole solo trarre profitto da una situazione particolare del titolo, positiva o negativa che sia, e soprattutto vuole fare soldi in fretta. La prospettiva dell’investitore è diversa, infatti quest’ultimo investe a
lungo termine in un’azienda, partecipa e diventa parte dell’azienda stessa, partecipando attivamente alle decisioni e godendo della spartizione degli utili, ossia dei dividendi.

Gli speculatori e il loro ruolo nel mercato
La figura dello speculatore è sempre stata “mal vista” dalla società, questo è dovuto al fatto che per la mentalità “comune” il suo unico fine è trarre profitto a discapito degli altri. Il fatto che
cerca di trarre profitto da ogni situazione di mercato è vero, altrimenti che speculatore sarebbe, ma non è detto che in Borsa se un soggetto vince la controparte debba per forza perdere, cioè non è detto che lo debba fare per forza a discapito degli altri, anzi mi è capitato di leggere storie fantastiche di speculatori che hanno usato il proprio denaro a scopi di beneficenza, oppure di
speculatori che hanno accontentato e reso felici entrambe le controparti di un affare, storie anche di speculatori immobiliari che hanno salvato dai debiti e dalle Banche numerose famiglie con l’ipoteca aggravata sulla casa, prendendo benefici sia in funzione dei propri interessi, ma anche per gli inquilini. Definirei lo speculatore che piaccia o no, come “l’inerzia del mercato”, o la
“spinta”; gli speculatori sono persone molto intraprendenti e il loro desiderio di trarre profitto spinge il mercato verso soglie sempre superiori e sempre più innovative, questo perché ad
esempio, una buona azienda che si presenta con una buona idea sul mercato, quasi sicuramente sarà abbracciata e condotta dai finanziamenti degli speculatori in poco tempo sulla vetta del
mercato. Senza gli speculatori il mercato stagnerebbe in meno di 24 ore lavorative, facendoci ritornare istantaneamente agli albori del XIX secolo d.c. Secondo me lo dobbiamo grazie alla figura dello speculatore il frenetico progresso tecnologico a cui si è assistito durante il corso di questo secolo e del precedente, per non parlare di quello a cui assisteremo in futuro. Recentemente mi è capitato di vedere il film “Il petroliere”, mi sono reso conto che nonostante tutte le fattorie confiscate con l’inganno e il dolore causato alla povera gente, non saremmo mai
arrivati alla dinamicità del mondo che ci circonda senza la speculazione sul petrolio e l’avidità dei petrolieri che ha interessato la prima metà del 900. Tutto lo sviluppo economico e dei trasporti è nato da quegli antichi pozzi petroliferi, che hanno sì arricchito molto gli speculatori, ma che hanno anche improntato

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

La Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA" - Commissione per il controllo della Borsa e dei titoli

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni


La Commissione per il controllo della Borsa e dei titoli è un organo governativo nazionale di controllo presente in tutte le Borse nazionali e internazionali regolamentate e ufficiali, può
avere sigle diverse, ad esempio CONSOB in Italia, o SEC (securities and exchange commission) negli USA. La Commissione per il controllo della Borsa e dei titoli oggi è un’autorità amministrativa indipendente, dotata pure di una personalità giuridica. Ad ogni modo i membri al vertice di tale istituzione vengono nominati dai capi di governo. La Commissione è stata creata per proteggere il pubblico da faccendieri, affaristi, operatori di Borsa e investitori imprudenti e
privi di scrupoli. Negli USA prima del crollo della Borsa del 1929, venivano venduti al pubblico molti investimenti loschi,ingannevoli e scadenti. Si pubblicavano molte menzogne e disinformazione. Perciò si è resa necessaria la creazione di unorgano nazionale di controllo, che fungesse in qualche modo da garante del mercato. E’ l’organo che contribuisce a fare rispettare
la regole della negoziazione e del mercato, vietando in assoluto la divulgazione di informazioni societarie riservate, l’aggiotaggio(divulgazione di notizie false) falsi rumors e lo spionaggio
industriale. È un organo che effettua delle vere e proprie azioni di controspionaggio. Senza di esso ci sarebbe il caos, possiamodefinirlo il “filtro” del mercato. Comunque a proposito di sicurezza, oltre alle normali ispezioni della CONSOB, a porsi da garante per gli investimenti sono l’obbligatorietà per ogni azienda quotata nei mercati ufficiali, di una revisione e certificazione
periodica dei bilanci da parte di apposite Società di revisione. Ma questo a volte non basta a garantire il ritorno di un investimento, prendi il caso Parmalat…
Le Società di revisione sono state oggetto di corruzioni per falso bilancio, ma ciò è irrisorio in quanto, quando una Società certifica un falso bilancio e il pubblico se ne accorge, spesso è costretta a chiudere i battenti a causa della perdita di fiducia di tutti gli investitori, e poi per legge un’azienda è soggetta a dei controlli rotativi da parte di più Società di revisione, cioè non è sempre la stessa Società a revisionare e certificare il bilancio di un’azienda quotata.

Tutti gli altri enti di controllo
Parliamo ora di tutti gli enti che regolano il corretto funzionamento della Borsa. In primo luogo abbiamo l’ente governativo di controllo , ossia negli USA, la SEC (Securities and Exchange Comminssion) per la Borsa Valori, già vista in precedenza e la CFTC (Commodity Futures TradingCommission) per la Borsa Merci, questi due enti vigilano sulla gestione e sull’operato del mercato, godendo di una consistente autonomia giuridica, amministrativa e penale. Quest’ultimi sonoorgani governativi privatizzati. Gli altri enti preposti al corretto svolgimento dell’attività di
mercato sono la Clearing Corporation (OCC), in Italia la Cassa di compensazione e garanzia, ossia un ente garante e regolatore del corretto svolgimento e rispetto delle transazioni nel mercato degli strumenti finanziari e dei derivati. In ogni Borsa è presente inoltre un Consiglio di Borsa, che ha il compito principale di gestire la liquidità ed aggiornare ufficialmente il Book (listino di Borsa). Entrambe queste istituzioni, cioè la Clearing House e il Consiglio di Borsa fanno parte e sono gestite dall’autorità che gestisce il mercato, si tratta quindi di istituzioni completamente privatizzate (ma costantemente vigilate dalla Commisione di sicurezza) diverse per ogni mercato.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

sabato, novembre 29, 2008

I principali strumenti di negoziazione in BORSA - parte IV

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA"
"Report realizzato da Giovanni Romano"

Un’altra peculiarità importante è che non esistono solo opzioni che hanno come sottostante azioni (Stock Options) o ETF, in realtà quando l'attività sottostante ad una opzione risulta essere un
indice, un’obbligazione, oppure una valuta (contratto forward), tassi di interesse, o anche un altro contratto derivato come un futures, allora parleremo rispettivamente di opzioni su indici, di
opzioni su obbligazioni, di opzioni su valute o su forwards, opzioni su tassi di interesse, e di opzioni su futures. Si tratta in sostanza di derivati di derivati. Le tecniche di valutazione partono
sempre dalle formule utilizzate per le opzioni su azioni. Le opzioni sono strumenti che nella minima parte dei casi vengono utilizzate al fine di esercitarle e al fine di utilizzarle
attraverso strategie di copertura.

Ma come già detto nella maggioranza dei casi sono utilizzate per speculazioni a brevemedio
termine da parte degli operatori. Per rendere completa la vostra formazione è giusto dedicare
qualche parola a un altro strumento finanziario alla portata dei comuni risparmiatori, i Fondi comuni di investimento (OICR), o mutual funds, così definiti perché sono organismi finanziari
che svolgono la funzione di investimento in forma collettiva del risparmio. Si tratta di raggruppare la somma di più risparmiatori e investirle collettivamente, cioè unitariamente come un unicopatrimonio. I fondi comuni di investimento sono nient’altro che un paniere di attività finanziarie scelte nel mercato dei capitali, che raccolgono il denaro di risparmiatori che demandano la gestione dei propririsparmi ad una Società di gestione con personalità giuridica e
capitale distinti da quelli del fondo.

Quest’ultima dividerà l’intero patrimonio in quote di capitale non negoziabili (se non ETF), che varranno distribuite ai sottoscrittori in ragione del montante immobilizzato. I fondi comuni sono
gestiti dalle Società di Gestione del Risparmio (SGR), che si occupano della promozione, istituzione e gestione di fondi comuni di investimento. Le SGR fanno solitamente parte di un
gruppo bancario o assicurativo e devono avere per legge la forma giuridica di Società per Azioni e capitale sociale superiore a 1 milione di Euro. Le SGR hanno inoltre nei confronti degli investitori l’obbligo a operare con diligenza, correttezza e trasparenza riducendo il rischio di conflitti di interesse. I fondi comuni, gestiti dai gestori di fondi incaricati dalle SGR, investono il denaro raccolto presso i sottoscrittori in valori mobiliari che costituiscono il patrimonio indiviso del fondo, di cui ogni risparmiatore detiene un certo numero di quote (la quota è la frazione di patrimonio unitaria del fondo di investimento ed ha un valore che cambia nel tempo in relazione all'andamento dei titoli nei quali il fondo investe).

Indipendentemente dalla tipologia di fondo, tutti i partecipanti hanno gli stessi diritti: i guadagni o le perdite, dal momento che il fondo non garantisce un rendimento certo (a meno di alcune
tipologie particolari di prodotti), sono in proporzione a quanto investito, o meglio, in proporzione al numero di quote in possesso. I fondi comuni, essendo gestiti da professionisti del settore,
permettono ai piccoli investitori, se ben consigliati, di sottoscrivere investimenti aderenti al proprio profilo finanziario, in termini di rischio/rendimento. Inoltre, attraverso i piani di
accumulo, hanno avvicinato al mercato anche coloro che momentaneamente non disponevano di sostanziosi risparmi. In relazione agli obiettivi finanziari, al rischio e al rendimento atteso
il risparmiatore può scegliere tra diversi tipi di fondi: bilanciati, obbligazionari, azionari, monetari o di liquidità e flessibili.

Ogni fondo comune di investimento deve essere regolarmente registrato o iscritto nell’albo degli intermediari finanziari detenuto presso l'organo di vigilanza e controllo della Borsa valori. I fondi comuni di investimento possono essere classificati sulla base di molti parametri. Una prima distinzione riguarda la modalità di distribuzione dei profitti:
- fondi a distribuzione dei proventi, in cui le eventuali plusvalenze
realizzate in un arco temporale predefinito possono essere
accreditate in parte o interamente sul conto corrente del
risparmiatore sotto forma di cedola semestrale o annuale;
- fondi ad accumulazione dei proventi, in cui i guadagni
rimangono all'interno del fondo e il sottoscrittore li realizza (cioè
li trasforma in denaro contante) al momento della vendita delle
quote.

Un’ulteriore distinzione deve essere fatta tra:

- fondi chiusi: spesso sottoscritti da una sola categoria di individui
o gruppo di persone, e prevedono il rimborso delle quote
sottoscritte solo in periodi determinati. Sono caratterizzati da un
numero di quote predeterminato ed invariabile nel tempo.
L’ammontare minimo di ogni singola quota è in genere elevato, in
quanto si tratta di investimenti con un livello di rischio spesso
elevato;
- fondi aperti: sottoscritti da qualsiasi individuo o gruppo di
persone, e sono caratterizzati dalla variabilità del patrimonio (che
può quindi di giorno in giorno aumentare o diminuire in funzione
delle nuove sottoscrizioni o delle domande di rimborso delle
quote in circolazione) e rappresentano la forma più diffusa di
fondo.

In fine l’ultima distinzione e tra:
- PAC (Piano di Accumulo di Capitali): acquisto di quote non con
un unico versamento, bensì con versamenti periodici.
- PIC (Piano di Investimento di Capitale): i versamenti dei
sottoscrittori devono essere effettuati in un’unica soluzione.

Un’ulteriore tipologia di fondi sono gli Index founds, si tratta del tipico investimento in Indici. Gli Index funds sono fondi caratterizzati da una gestione sostanzialmente passiva, cioè una
strategia di gestione che ha come unico obiettivo replicare la performance del mercato, senza cercare di ottenere un extrarendimento. Il vantaggio principale che offrono è il contenimento dei costi, che possono essere anche molto inferiori a quelli legati alla detenzione dei fondi cosiddetti "attivi". Tale differenza è dovuta ai minori costi di gestione. Gli Index funds vengono gestiti
replicando la composizione dell’indice del mercato scelto (ad esempio un Index funds sul mercato americano può replicare l’andamento dell'indice Dow Jones Industrial Average, etc.). L’indicizzazione può essere effettuata detenendo in portafoglio tutte le attività finanziarie appartenenti all’indice nella stessa proporzione (effettuando dunque movimenti solo quando vengono aggiunti o eliminati titoli dall’indice), oppure replicando l’indice con un numero inferiore di titoli utilizzando particolari tecniche di selezione del portafoglio per scegliere i titoli più appropriati. Sono inoltre presenti gli Hedge founds.

Gli Hedge funds sono prodotti simili nella struttura ai fondi comuni di investimento. Rispetto a questi ultimi, si differenziano per la strategia di gestione adottata e per il numero di strumenti e tecniche a disposizione dei gestori. Si distinguono dai fondi comuni tradizionali per i seguenti elementi:
- limitazione all’ingresso: la partecipazione al fondo è in genere
riservata a investitori istituzionali, qualificati, o risparmiatori con
disponibilità patrimoniali consistenti. Inizialmente, la soglia
d'ingresso era stata stabilita in un milione di euro, in seguito
ridotta a 500 mila. Solitamente vi è anche un numero massimo
previsto di partecipanti (in Italia, 200 per fondo);
- limitazione all’uscita: la particolarità delle tecniche di gestione
utilizzate determina la necessità di mantenere stabile il patrimonio
impiegato; spesso quindi gli Hedge funds prevedono dei periodi
di immobilizzo pari anche ad un anno e oltre. In aggiunta a questo
occorre precisare che molti Hedge funds forniscono una
valorizzazione solo a livello mensile;
- strategie di investimento: gli Hedge funds sono caratterizzati da
una maggiore libertà nella scelta delle strategie di investimento da
adottare.
Ad esempio possono utilizzare:
- la leva finanziaria: il controvalore degli strumenti finanziari
detenuti in portafoglio può essere superiore al patrimonio
effettivamente disponibile, utilizzando l’indebitamento o
l’investimento in strumenti derivati;
- le tecniche di arbitraggio, cioè la compravendita simultanea di
titoli collegati per trarre vantaggio da una discrepanza di prezzi;
- vendite allo scoperto, cioè operazioni effettuate con titoli non
posseduti, finalizzate a conseguire profitti o a coprirsi contro i
ribassi del mercato.

In pratica, la scommessa del gestore è che, dopo aver venduto i titoli, questi perdano valore. In questo modo, quando per concludere l'operazione dovrà riacquistarli, lo farà a un prezzo inferiore, incassando quindi una plusvalenza. Sono disponibili inoltre i fondi di fondo, ossia fondi comuni il cui portafoglio è costituito non da titoli, ma da quote di altri fondi. La diversificazione è la caratteristica principale di questa tipologia di fondi la cui gestione è incentrata sulla scelta dei fondi da inserire in portafoglio (di solito 25-30). Potendo investire anche in quote
di Hedge funds, i fondi di fondi costituiscono per il piccolo risparmiatore un accesso diretto a questi ultimi, spesso loro preclusi a causa dell'elevata soglia di patrimonio in entrata. Sono presenti inoltre le SICAV (Società di investimento a capitale variabile), ossia Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio. Può essere paragonata a un fondo comune d'investimento, dal quale si differenzia perché, mentre nel Fondo d'investimento l’investitore è titolare di una quota del fondo stesso, che viene amministrato da una Società di gestione distinta,
nella SICAV l'investitore assume la qualifica di socio della Società gerente, il cui patrimonio coincide con il patrimonio amministrato.

Altra tipologia di fondi comuni sono i fondi immobiliari. Cioè si affida il proprio risparmio a una SGR che si occupa di investimenti immobiliari. Si dividono in aperti e chiusi. Per valutare un fondo comune di investimento si usa il benchmark. Il benchmark è un parametro oggettivo di riferimento con cui confrontare l'andamento del fondo comune e valutare il profilo di rischio. È costituito da uno o più indici di mercato,elaborati da soggetti terzi, che sintetizzano l'andamento dei mercati in cui investe il fondo. Oggi i fondi comuni di investimento rivestono una grande
importanza socio-economica, in quanto risultano l’unica fonte alla portata dei risparmiatori garante di una previdenza pensionistica (fondi pensione e fondi per l’ accantonamento e maturazione dei TFR) e sanitaria (fondi fiduciari) complementare a quellacontributiva ordinaria.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

I principali strumenti di negoziazione in BORSA - parte III

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA"
"Report realizzato da Giovanni Romano"

Poi ci sono le obbligazioni (bonds) o titoli corporatet (obbligazioni societarie private). Sono una cosa nettamente diversa dalle azioni, infatti rappresentano titoli di credito. Si definiscono di credito perché l’acquirente dell’obbligazione comprandola finanzia la società che ha emesso quella data obbligazione, diventa in sostanza creditore della Società, ossia un finanziatore esterno, e la Società si trova in posizione di debito verso il compratore e per quest’ultima in realtà sono titoli di debito, infatti essa dovrà entro una certa scadenza restituire il capitale conferito dall’acquirente completamente rivalutato dell’ammontare di una percentuale di interessi a tasso fisso o variabile, stabilita precontrattualmente e conferita tramite o una cedola periodica (tagliandino che permette la riscossione del dividendo, nel caso delle azioni, e degli interessi, nel caso di obbligazioni a distribuzione degli interessi) o a scadenza contratto.

Le obbligazioni sono negoziate nel mercato delle obbligazioni e dei Titoli di Stato. Comunque è possibile distinguere più tipologie di obbligazioni, ognuna con clausole contrattuali diverse, le più importanti sono: obbligazioni ordinarie, obbligazioni convertibili (in azioni), obbligazioni in valuta, obbligazioni cum warrant, obbligazioni indicizzate, obbligazioni Zero-coupon ( prive di cedola periodica ), obbligazioni Drop-lock ( cadi e blocca ) e obbligazioni in ECU, quest’ultimi emessi da organismi istituzionali pubblici come Governi nazionali e altre pubbliche amministrazioni, si parla in tal caso di Titoli di Stato ( negli USA Treasuries, il più comune T-Bonds ), BOT, cioè Buoni Ordinari del Tesoro, BTP, CCT, CTS, CTO, CTE, CTR e BTE. Infine i derivati. Sono strumenti a contratto più particolari negoziati in Borsa, precisamente nel mercato dei derivati.

Tali strumenti derivati legano due controparti. Sono così denominati perché il loro valore dipende o deriva dal valore di mercato di altri strumenti finanziari, o sottostanti (azioni, ETF, indici, valute, tassi ecc..), a cui il contratto stesso si riferisce. I principali derivati negoziati nella Borsa valori sono i financialfutures, i warrants, i covered warrants, gli swaps e le opzioni. Il financial futures è un contratto a termine standardizzato (quelli prossimi alla scadenza possono essere definiti a pronto termine) su strumenti finanziari, con il quale le parti si obbligano a scambiarsi alla scadenza un certo quantitativo di determinate attività finanziarie (azioni, obbligazioni, indici azionari…) ad unprezzo stabilito.

Possono essere negoziati nel mercato regolamentato prima della scadenza, con la differenza che implicano prima o poi l’obbligo di esercizio da parte dell’ultimo compratore.
Comunque la peculiarità di essere standardizzati, rende questi contratti interscambiabili tra loro. Ciò rende possibile annullare impegni di acquisto o di vendita tramite compensazione, stipulando in tempo e prima della scadenza un contratto di segno opposto all'originale. In questo modo, verrà evitata la consegna dall'attività sottostante il contratto. Come per le opzioni anche i
financial futures vengono creati da organi che hanno i requisiti finanziari per farlo e preposti dalla Commissione di Borsa, e solo quelli possono essere contrattualizzati. Essendo strumenti di contrattualizzazione a margine, è necessaria l’esistenza di una Cassa di Compensazione e Garanzia (CCG), ne vedremo più approfonditamente la sua funzione in seguito.

L'acquisto di financial futures corrisponde ad una aspettativa di rialzo dell'attività sottostante, la vendita, invece, sottende una aspettativa al ribasso. Se le intenzioni fossero speculative la vendita del financial futures dovrà essere effettuata prima della scadenza contrattuale. Se invece le intenzioni sono di coprire un futuro acquisto/vendita dell’attività sottostante è sufficiente esercitare il contratto a scadenza. Inoltre in Borsa è stipulabile un altro tipo di contratto future, ossia il currency future; è un contratto uguale al financial futures (sempre creato da organi preposti a farlo), solo che ci si obbliga a scambiare una valuta per un'altra ad una data specifica e al prezzo (cambio) fissato alla data della contrattazione.

Questo strumento fa leva perciò sul mercato Forex. Si definisce warrant uno strumento finanziario derivato e quotato in Borsa. E’ un contratto a premio molto simile ad un’opzione e può essere negoziato nel mercato regolamentato, solo che a differenza delle opzioni non può essere venduto allo scoperto, cioè non lo si può vendere se non posseduto, non avendo così la facoltà di prendere beneficio dalla diminuzione di volatilità e daltrascorrere del tempo.

Questo compromette seriamente la flessibilità dello strumento e insabbia a sua volta molte strategie di trading che con le opzioni sarebbero possibili; per questi motivi è uno strumento in via di estinzione, completamente rimpiazzato dalle opzioni. Un warrant consiste in un contratto a premio che conferisce il diritto, ma non l’obbligo, di sottoscrivere l'acquisto (detti Warrant Call) o la vendita (detti Warrant Put) di una certa attività finanziaria sottostante a un prezzo e a una scadenza stabilita. Come per le opzioni Il prezzo d'acquisto del warrant prende il nome di premio. A seconda dell’attività sottostante si distinguono due tipologie di warrants:

1. Warrants: hanno come attività sottostante esclusivamente
azioni.
2. Covered warrants: possono avere come attività sottostante
azioni, obbligazioni, indici azionari o obbligazionari o anche
panieri di titoli, valute o tassi di interesse.

Il valore di un warrant è dato dagli stessi parametri che definiscono il valore delle opzioni: valore intrinseco ( si articolano infatti in ITM, ATM e OTM ), valore tempo e volatilità implicita.
Lo swaps è sempre un contratto a termine tra due controparti appartenente alla categoria dei derivati. Sono cioè stipulati tra due controparti privatamente su misura delle esigenze dei
sottoscrittori. È un derivato dei tassi di interesse o di valute, ha un periodo di durata obbligatoria e prestabilita precontrattualmente, e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. Ad esempio A può acquistare un bond a tasso variabile e corrispondere gli interessi che percepisce per un arco di tempo a B. B, a sua volta, acquista un bond a tasso fisso, percepisce gli interessi variabili di A e gli gira gli interessi a tasso fisso.

Questa struttura può essere utile per immunizzarsi da fluttuazioni di mercato o gestire fondi comuni. Nell'accordo di swap vengono stabilite le date in cui i pagamenti verranno effettuati ed il modo in cui saranno calcolati. È possibile distinguere due tipologie di operazioni di swap sulla base dei flussi finanziari scambiati:
- swap di interessi (interest rate swap, irs);
- swap di valute (currency swap, cs). Sono molto simili, se non
concettualmente uguali, ai contratti forward, solo che non sono interscambiabili nel mercato telematico come lo sono questi ultimi.

In ultima analisi ci sono le opzioni. Le opzioni sono dei contratti a premio negoziati in Borsa, e precisamente nei mercati preposti allo scambio dei derivati come CBOE, BOX e PHLX. Corrispondono a dei contratti in base al quale si acquisisce il diritto ma non l’obbligo di acquistare (call option) o vendere (putoption) una predeterminata quantità di unità sottostanti. Sono contratti molto elastici, che possono essere sia acquistati che venduti allo scoperto. Le opzioni più utilizzate e negoziate sono senza dubbio le stock option. Le stock option hanno come sottostante le azioni, e sono lo strumento più speculativo in assoluto, ciò è dovuto al fatto che possono far leva su uno dei mercati più liquidi al mondo, quello azionario, in particolar modo quello USA, e poi perché raccolgono molti operatori, per cui sono molto utilizzate e facili da scambiare. Si tratta dello strumento più remunerativo e allo stesso tempo sicuro del mercato. Ma di questo ne parleremo dopo, ora terminiamo con la panoramica generale dei mercati borsistici.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

I principali strumenti di negoziazione in BORSA - parte II

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA"
"Report realizzato da Giovanni Romano"

Quasi sempre gli individui che ricoprono una carica nel consiglio di amministrazione sono anche azionisti attivi della Società stessa(active share holder). Oltre all’elezione del gruppo manageriale al timone dell’azienda,in assemblea si vota anche per il collegio sindacale, che ha il compito di monitorare la modalità gestionale della top management per confermare la legittimità e la trasparenza della gestione stessa, tutto ciò allo scopo di tutelare anche e soprattutto i diritti dei dipendenti. Concludiamo con l’esame delle due restanti tipologie di azioni, ossia quelle privilegiate e di risparmio.Le azioni privilegiate differiscono da quelle ordinarie per il fatto che hanno il diritto di partecipare al riparto degli utili e delle attività residue in caso di liquidazione societaria prima di quelle ordinarie, ma in cambio non possono partecipare alle decisioni aziendali caratteristiche, ma solo a quelle di natura straordinaria.

Le azioni di risparmio sono le azioni che conferiscono un privilegio ai possessori nella distribuzione dei dividendi azionari. Ciò significa che vengono pagati prima i dividendi agli azionisti di risparmio e dopo nel caso l’ utile del periodo lo consenta vi è il riparto dei dividendi alle azioni privilegiate e ordinarie. Tuttavia le aziende che emettono queste tipologie di azioni sono molto residuali. Inoltre sul volere del proprietario le azioni privilegiate o di risparmio possono essere convertibili in azioni ordinarie.

Idealmente le azioni possono essere divise in: value stocks,growth stocks e bet stocks. Le value stock sono azioni emesse da una società con bilanci solidi, e che producono utili e li distribuiscono tra i soci. Le growth stock sono società altrettanto solide, ma non distribuiscono alcun dividendo, cioè l’utile viene completamente reinvestito in funzione del massimo sviluppo. Tali aziende infatti
sono quelle che hanno il costo unitario azionario più elevato in quanto permettono una maggiore possibilità di crescita del capitale. Infine le bet stock sono azioni di società molto giovani o momentaneamente in crisi, e pertanto risultano poco solide. Sono una vera e propria scommessa. Un’ulteriore distinzione può essere fatta osservando il prezzo: ossia le Blue Chips e le Penny stock. Le Blue Chips sono società che possiedono azioni a valore unitario elevato (intorno o superiore a 100$ ), le Penny stock al contrario sono società che hanno il valore unitario di un’ azione inferiore a un dollaro. Questi ultimi dopo un certo periodo, di norma 3 mesi, vengono cancellati dal listino (delisted) e verranno esclusivamente trattate fuori Borsa (Over the counter).

Un’azienda può essere tolta dal listino di Borsa non solo per la bassa capitalizzazione, ma anche per il basso volume di contrattazione, cioè i titoli che non interessano più agli investitori
dopo un certo periodo di stallo vengono tolti. Gli ETF (Exchange traded found), sono fondi comuni di investimento o panieri di titoli prescelti, divisi per singole quote e negoziati in Borsa come azioni. Gli ETF infatti sono giuridicamente nient’ altro che delle Società per azioni normalmente quotate. Gli ETF investono in valori mobiliari prescelti suddividendo successivamente il capitale in quote molto simili ad azioni. Pur trattandosi di fondi comuni di investimento,gli ETF vengono scambiati di continuo, proprio come titoli azionari, e come quest’ultimi pagano dei dividendi ai possessori. Un ETF è caratterizzato da un paniere di titoli quotati in un particolare mercato o indice di riferimento, il più famoso è l’ETF del NASDAQ, il QQQQ.

L’andamento di un’ETF dipende dall’andamento complessivo dei titoli scelti per costituirlo e facenti parte di un mercato di riferimento, nel caso del QQQQ il NASDAQ. Possiamo distinguere tra Index ETF e ETF gestiti. Gli Index ETF replicano semplicemente e in maniera del tutto automatica l’andamento di un paniere di titoli prescelti in un indice di riferimento. Gli ETF gestiti investono invece in panieri di titoli scelti in un settore di mercato e che a seconda della strategia gestionale possono pure cambiare in funzione del massimo rendimento, hanno infatti dei veri e propri manager che si occupano della gestione. Altri strumenti molto interessanti sono i REIT. REIT significa Real Estate Investment Trust, letteralmente: società fiduciaria per l'investimento in beni immobili. Sono normali società per azioni quotate in Borsa, che effettuano e gestiscono investimenti immobiliari e impartiscono regolarmente gli utili degli
investimenti effettuati.

A cura di GIOVANNI ROMANO
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I principali strumenti di negoziazione in BORSA - parte I

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA"
"Report realizzato da Giovanni Romano"

In Borsa si compra e si vende di tutto (attività finanziarie ovviamente), tale compravendita è regolata da determinate norme,fatte rispettare da un organo di controllo e di vigilanza nazionale atutela degli investitori (CONSOB in Italia). Non sono ammessistrumenti di negoziazione al di fuori dei contratti approvatiufficialmente e standardizzati. Esistono molti contratti che regolano i rapporti di compravenditatra due controparti, le principali sono:

Le azioni (stocks o shares) o titoli di capitale. Sono sicuramentegli strumenti finanziari più conosciuti e negoziati nel mercato secondario. Sono ottenute dividendo l'intera capitalizzazione per il numero di azioni emesse (flottante). L’operazione che serve a immettere nuove azioni sul mercato viene chiamata split azionario. L’operazione inversa allo split è il reversal split, ossia
non i più emissione di nuove azioni sul mercato, bensì il riacquisto e l’estinzione. Le azioni possono essere di più tipi: ordinarie, privilegiate, e di risparmio.

Le principali, ossia le più conosciute e negoziate sono le azioni ordinarie (common stocks).Queste corrispondono a unità elementari del patrimonio aziendaledi una Società. In pratica è come se la Società venisse fatta in tanti piccoli pezzi (finanziariamente) e venduta nel mercato ai compratori, che divengono dopo l’acquisto soci dell’impresa ocomproprietari e finanziatori interni, acquisendo così parte delcapitale sociale (equity). Gli azionisti sono responsabili dell’operato aziendale e degli oneri ricorrenti nei limiti del capitale conferito. La proprietà conferisce determinati diritti agli azionisti (shareholders), come il diritto alla divisione degli utili (dividendi) in ragione delle quote possedute, il diritto alla partecipazione della divisione del capitale sociale in caso di liquidazione (dopo aver pagato tutti i debiti verso i finanziatori esterni), sempre in ragione delle quote possedute, e di partecipare alle decisioni di “governance” dell’azienda.

Infatti ogni qual volta vi sia da prendere delle decisioni relative alle attività sia caratteristiche che straordinarie, viene convocata l’assemblea degli azionisti. Nelle assemblee si giunge al verdetto di importanti decisioni con il voto espresso da ogni singolo azionista, decisioni e scelte che influiscono sul futuro dell’azienda. L’influenza decisionale di ogni azionista è determinata in relazione al montante delle quotazioni in suo possesso, più azioni si posseggono e più flottante si controlla, e maggiore è il potere all’interno dell’assemblea, infatti paradossalmente nella maggior parte dei casi vale più il voto di un singolo grande azionista (azionista di maggioranza) che i voti di tanti piccoli azionisti. Il principale evento che richiede la convocazione dell’assemblea degli azionisti è l’elezione del consiglio di amministrazione (top management), che può essere in qualsiasi momento revocato qualora non abbia a suo favore la maggioranza degli azionisti.

I membri del consiglio di amministrazione (senior manager) responsabili illimitatamente dell’operato e degli oneri finanziari aziendali, a sua volta eleggono sia un presidente del consiglio di amministrazione, che rappresenta e fa le veci in pubblico e in assemblea degli amministratori, e sia un amministratore delegato al fine di ottimizzare la gestione. Quest’ultimo, sempre con i consensi e le adeguate valutazioni del consiglio di amministrazione (in quanto gli amministratori sono tutti ugualmente responsabili della gestione aziendale), organizza, amministra, assume e nomina il direttore generale e altri general manager a capo della direzione generale, e gestisce l’azienda con aspettative di maggior ricavi ed efficienza produttiva, in maniera tale da aumentarne il più possibile il valore.

A cura di GIOVANNI ROMANO
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Differenza tra Borsa valori e Borsa merci

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"Report realizzato da Giovanni Romano"

Il termine Borsa in generale mira a indicare un mercato secondario organizzato all’interno del quale sono negoziati valori, merci e servizi. È possibile operare una distinzione tra Borsa valori e Borsa merci, principalmente sulla base dei prodotti e servizi scambiati e della particolare tipologia di affari commerciali che ivi hanno luogo. La Borsa merci è il mercato organizzato all’interno del quale avviene lo scambio di merci di vario tipo (quali, ad esempio,bestiame, lana ecc.).

Le merci sono depositate in appositi magazzini; la Borsa merci è il luogo deputato allo scambio di denaro e polizze di deposito, le quali attestano la disponibilità in

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L’offerta pubblica societaria

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"Report realizzato da Giovanni Romano"

Come ho già accennato, non tutte le Società possono essere quotate in Borsa, ma solo quelle che hanno raggiunto determinati volumi societari e finanziari. Un’azienda si accresce e si sviluppa
nel mercato primario, quando la crescita finanziaria e produttiva è sufficientemente elevata può presentare la richiesta di ammissione alla quotazione in Borsa, la società responsabile dopo le adeguate verifiche, dichiarerà la possibilità o meno di effettuare un’offerta pubblica di vendita (OPV, in inglese IPO, ossia initial pubblic offer) da proporre agli investitori del mercato da parte della società emittente e la successiva e adeguata divisione in azioni del capitale sociale stesso.

Quest’ultima infatti collocherà sul mercato una quantità stabilita di azioni ed ad un prezzo prefissato. Solitamente, per allargare la proprietà della società e trovare più finanziamenti, in maniera tale da renderla idonea alla quotazione, spesso si decide di costituire delle PRE-IPO, ossia la divisione del capitale aziendale tra una ristretta cerchia di soci (venture capitalists), ancor prima della presentazione dell’offerta pubblica iniziale, oppure si decide di porre l’offerta inizialmente nel cosiddetto Borsino, ossia come un’anticamera della Borsa dove si quotano le aziende più piccole ma in “rampa di lancio” per la Borsa vera e propria.

A questo punto siamo entrati nei più profondi “ingranaggi” del capitalismo moderno. Inoltre durante il corso della vita di un’azienda quotata, è sempre possibile emettere delle nuove azioni tramite l’offerta pubblica di sottoscrizione (OPS). Consiste nel collocamento sul mercato di una prefissata quantità di nuove azioni a prezzo stabilito nel caso di un aumento del capitale sociale.
Concludiamo il paragrafo con un’altra offerta pubblica non più fatta da una società, ma bensì da un soggetto giuridico potenziale azionista-acquirente, sto parlando dell’offerta pubblica d’acquisto.

È un’operazione il cui fine è di acquistare una partecipazione azionaria molto rilevante, infatti si può parlare in questi frangenti addirittura di acquisizione; è necessaria ogni qual volta si intende
comprare più del 25% del capitale sociale di una Società. L’offerta pubblica d’acquisto può essere:

- consensuale: quando il consiglio di amministrazione della società oggetto di scalata si pronuncia favorevole all'offerta stessa;

- ostile: quando il consiglio di amministrazione della società
oggetto della scalata si pronuncia contrario all’offerta stessa.

Comunque la costituzione di una società per azioni preclude due prerogative:una è il versamento minimo di quote in denaro, e l’altra è il conferimento, non obbligatorio, di quote in natura, ossia di beni patrimoniali. Le quote in natura possono essere trasferite solo dopo il controllo dell’autentica valutazione da parte di enti preposti dal tribunale, dopo di che immesse nel valore nominale delle azioni come parte integrante della quota oltre al denaro depositato. Le azioni verranno depositate in una banca depositaria per il loro intero valore nominale.


A cura di GIOVANNI ROMANO
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La privatizzazione dei mercati mobiliari

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"Report realizzato da Giovanni Romano"

Oggi i mercati Borsistici sono tutti privati, cioè ogni mercato è gestito e amministrato da società fondatrici del mercato stesso. Si tratta di società comunque in grado di gestire, e in alcuni casi
immettere liquidità, nominare e amministrare gli enti funzionali quali la Clearing House e il Consiglio di Borsa, nonché l’assunzione di floor broker specializzati, e nel caso si tratti di un
mercato totalmente telematico, l’approvvigionamento di sofisticatissimi terminali per la negoziazione.

Comunque ogni mercato per essere ufficializzato ed essere sottoposto al controllo
della Commissione di Borsa, deve essere iscritto a un apposito albo. Ovviamente i requisiti all’ufficializzazione richiedono determinati parametri preordinati in termini di capitalizzazione,
liquidità e numero di operatori. Il NYSE è il mercato più grande del mondo in termini di capitalizzazione. Se pur sia difficile comunque far concorrenza a questo colosso di mercato alla quale tutte le aziende del mondo aspirano, con l’estinzione dei vecchi mercati “trading room”, cioè alle grida, e il passaggio ai circuiti telematici privati, ossia gli Exchange network comunication
(ECN), la concorrenza tra mercati è molto più ferrata, questo perché sono venuti alla ribalta molti mercati nuovi, e che possono intimorire le vecchie istituzioni borsistiche, il NASDAQ ne è un limpido esempio.

Oltre ai mercati ufficiali esistono comunque dei mercati non soggetti a una regolamentazione precisa e ne tantomeno all’ufficializzazione. Sono i mercati Over the counter ( OTC ), riconosciuti pure come terzo mercato. Si tratta di mercati privati in cui avvengono le contrattazioni di strumenti finanziari non standardizzati e al di fuori di quelli regolamentati. Tali mercati sono il complesso delle operazioni di compravendita di titoli che non figurano nei listini di Borsa. Si tratta spesso di mercati rischiosi in termini di solvibilità delle controparti e poco liquidi
per il ridotto numero degli operatori.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

mercoledì, novembre 26, 2008

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA" Corporation,Incorporation,Beni e Settori

"Report realizzato da Giovanni Romano"

Differenza tra Corporation e Incorporation
Operando nel mercato USA troveremo spesso imprese di natura Corp. e Inc. La differenza sostanziale tra una Corporation (Corp.)e una Incorporation (Inc.) è nel sistema di governance. Una Corporation non riconosce una marcata differenziazione tra proprietà e managment. Infatti spesso l’azionista di maggioranza (vedi Bill Gates) è primo proprietario e presidente del consiglio di amministrazione, cioè svolge ruoli di management alla pari degli altri amministratori, in modo che la responsabilità ed eventuali oneri finanziari verso terzi creditori risultano essere legati anche alla proprietà, non solo ai managers.

L’Incorporation invece riconosce una marcata distinzione tra proprietà e management, infatti la responsabilità amministrativa e gli oneri finanziari verso terzi creditori è completamente delegata ai manager che compongono il consiglio di amministrazione, e non agli azionisti di maggioranza.


Che genere di beni sono scambiati in Borsa
Come ho già detto, la Borsa può essere considerata come un grande mercato in cui vengono scambiati ogni genere di beni; badate che si tratta di beni cartacei, che sono una rappresentanza finanziaria del bene a cui si riferiscono. Tali attività finanziarie possono essere di diversa natura e conferiscono al beneficiario dei diritti legati al possesso di una determinata attività finanziaria, emessa direttamente sul mercato dalle aziende quotate, ossia aziende di produzione diretta o indiretta di beni economici o servizi, o grandi imprese commerciali di semplice erogazione e distribuzione, oppure può essere emessa da soggetti ed enti preposti. La Borsa è fantastica, si può trarre profitto da titoli finanziari che rappresentano qualsiasi attività imprenditoriale, dai beni di consumo quotidiani come alimentari ed elettricità, a beni comepetrolio, oro e tecnologie militari.

I settori
Gli investitori istituzionali solitamente classificano i titoli azionari in base alla loro attività produttiva in due grandi settori: beni di consumo “ciclici” e beni di consumo “non ciclici”. La differenza sostanziale tra i due sta nella “reattività” della domanda ad essi legata rispetto all’andamento complessivo dell’economia. La reattività è una grandezza che esprime la sensibilità della domanda di una data attività finanziaria rispetto alle variazioni economiche, tra cui il prezzo; gli studiosi di microeconomia la definiscono elasticità. I beni di consumo “ciclici” sono quei beni “elastici”, che risentono fortemente dell’andamento dei consumi e quindi dall’andamento economico di un contesto socio-politico in cui le aziende sono ubicate o i cui prodotti sono distribuiti. La loro domanda, infatti, dipende molto dai periodi di “espansione” o “recessione” dell’economia in generale, cioè dalla ciclicità di quest’ultima.

I beni di consumo “non ciclici” sono quei beni “anelastici”, così detti “difensivi”, poiché non seguono gli alti e bassi dell’economia (riconosciuti sotto il nome di commodities); questa
loro caratteristica è dovuta principalmente al fatto che si tratta di beni di prima necessità che non risentono in maniera particolare delle variazioni economiche, e sono utilizzati in qualunque
contesto socio-economico e politico, come alimentari, farmaceutici, utilities, energetici ecc.
Conoscere tali settori è importantissimo perché ti consentono di trarre vantaggio da qualsiasi scenario politico, sociale ed economico. Ritengo sia una cosa fondamentale capire i settori, perché ciò può portare a grossi guadagni, e poi perché è bello fare soldi con consapevolezza. Inoltre penso che fare trading sia un METODO, e ognuno sviluppa il proprio in maniera estremamente soggettiva, uno degli obbiettivi di questo Ebook è fornirti le informazioni necessarie per creare il tuo “trading system” (modo di fare trading). Per trading system si intende sia le modalità e le strategie di previsione e profitto, che il paniere di aziende “predilette” dall’operatore stesso, ossia dal trader. Per esempio a me piacemolto investire in tre settori che amo tanto, e sono: i tecnologici, le materie prime e gli energetici. Adesso vi fornisco una tabella dove classificherò i settori di mercato in base alle due categoriesopra citate, vi sarà certamente utile:


BENI DI CONSUMO CICLICI

MATERIE PRIME
INDUSTRIALI
TECNOLOGICI
BENI DI LARGO CONSUMO

BENI DI CONSUMO NON CICLICI
ALIMENTARI
TELECOM
UTILITIES
FARMACEUTICI

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA" A che cosa serve la Borsa?

"Report realizzato da Giovanni Romano"

La Borsa ha una funzione essenziale in uno scenario industrializzato, è come il “motore” dell’economia, un luogo in cui aziende e consumatori possono vincere insieme; questo perché
in Borsa le aziende trovano i finanziamenti necessari per accrescere la loro attività e la loro dimensione. L’alto grado di tecnologia e sviluppo industriale cui abbiamo assistito nell’occidente dalla seconda metà del ’900 coincide con la diffusione della Borsa valori.

In Borsa le aziende trovano i finanziamenti necessari per crescere e arricchirsi, creando nuovi posti di lavoro. Arricchendosi, si valorizza l’azienda stessa e di conseguenza l’intero apparato economico del conteso sociale in cui è ubicata. Ma a trarne vantaggio non sono solo le aziende, ma come ho già detto anche i consumatori, dando loro l’opportunità di partecipare alla ricchezza prodotta dall’azienda che loro stessi finanziano operando in Borsa. A mio avviso è un modo perfetto per rendere più “democratico” il mondo finanziario, perché le aziende in questo modo non si chiudono in una “brutta” governance a proprietà ristretta, facendo in tal modo solo gli affari dei Proprietari, ma si aprono al pubblico.

Non è un piacere diventare azionista, e quindi socio, di una casa farmaceutica che propone un nuovo farmaco guaritore frutto di ricerche finanziate dalla tua stessa partecipazione? Io sono un accanito procacciatore d’affari, ma se quest’ultimi si possono fare con una cosa utile, ancora meglio !

La lettura del Report prosegue sul prossimo post ;-)

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

martedì, novembre 25, 2008

Guida "IMPARIAMO a CONOSCERE la BORSA" La Borsa Valori

"Report realizzato da Giovanni Romano"

La Borsa valori è un mercato ufficiale, organizzato e regolamentato per la negoziazione di valori mobiliari, ovvero di strumenti finanziari che sono rappresentativi di quote di capitale di un’impresa (azioni), di debiti (obbligazioni) o sono da questi derivati (opzioni e futures). In realtà la Borsa è definita “mercato secondario” in quanto è contrapposta al “mercato primario”, cioè il mercato dove un’azienda nasce e si sviluppa solo dopo aver raggiunto una certa dimensione e determinati parametri finanziari può essere ammessa al mercato secondario, ossia alla quotazione in Borsa.

Per questo motivo la dimensione del mercato secondario è decisamente maggiore in termini di capitalizzazione. La Borsa valori nasce ufficialmente nel lontano 1719 a Parigi (la Bourse de
Paris), ma divenne un fenomeno di “massa” solo nella seconda metà del ’900 con l’era post-industriale. In economia per 7 “mercato” si intende il complesso degli atti di scambio che si
manifestano, o che potrebbero manifestarsi, in rapporto ad un determinato prodotto. Dal 18 luglio 1994 gli strumenti finanziari scambiati in Borsa vengono negoziati attraverso il sistema
telematico della Borsa valori, costituito da una rete di elaboratori e terminali, che permette di gestire automaticamente l'incrocio tra la domanda e l’offerta di strumenti finanziari.

In precedenza il sistema di negoziazione era alle “grida”, era appunto un mercato “fisico”, determinato da persone che negoziavano fisicamente in una grande sala; la contrattazione di
un titolo avveniva, e ancora oggi avviene, in un determinato arco orario, durante il quale gli intermediari gridavano i prezzi ai quali erano disposti a vendere o ad acquistare fin che non si perveniva a un prezzo ultimo (last price) con il quale avveniva la transazione, o meglio lo scambio. Ma attenzione: io sto parlando di Borsa in senso lato per descrivere il concetto stesso di Borsa. In realtà la Borsa non è una sola, esistono una molteplicità di Borse valori, così come una molteplicità di mercati finanziari in esse contenuti. Ogni paese industrializzato che si rispetti ha uno o più mercati regolamentati in cui sono quotate le aziende nazionali più capitalizzate, cioè Corporation (Corp.) e Incorporation (Inc.), ossia Public Company (Co.), in Italia riconosciute come Società per azioni (S.p.A). Oltre a queste negli USA sono quotate pure le Public Limited Company (Plc.). Questi ultimi corrispondono rispettivamente alle classiche Società in accomandita per azioni italiane (S.a.p.a).

La Borsa è un mercato regolamentato. Si definisce regolamentato perché ogni Borsa ha le proprie regole (fatte rispettare da un organo di controllo), e stabilisce i requisiti di ingresso alla quotazione in base al potenziale sviluppo industriale e macroeconomico del proprio paese.
Vivendo in piena era di globalizzazione ogni impresa ha la libertà di scegliere il mercato in cui farsi quotare, indipendentemente dalla locazione di origine e delle sedi centrali di produzione e
amministrazione. Badate che non tutte le Società possono essere quotate in Borsa, ma solo le Società di capitali che hanno un capitale sociale adeguato ai requisiti di ingresso, cioè che
soddisfano determinati requisiti in termini di dimensioni (economici, tecnico-produttivi, patrimoniali e organizzativi), in termini di “economie di scala” (grossi volumi di produzione a
costi unitari molto competitivi) sia a monte (volume di approvvigionamento elevato presso i fornitori e costi unitari ridotti), che a valle (volume di produzione elevato e costi unitari ridotti per i consumatori), e in termini di capitalizzazione (market cap).

Infatti tali requisiti sono spesso molto ferrei e poco flessibili (comunque variano da mercato a mercato) tanto che a volte possono compromettere i sani principi di una solida concorrenza.
Sono escluse dalla quotazione sia le imprese individuali che le semplici Società di persone. Inoltre, ricordate che la Borsa in generale è vista come un unico e singolo grande mercato, ma in realtà una Borsa contiene più mercati quotati al suo interno, a sua volta ognuno ordinato al suo interno in settori di contrattazione un tempo delineati dai così detti “recinti” (pit), ossia spazi riservati
alle contrattazioni alle grida di specifici beni economici o servizi appartenenti a uno specifico settore di mercato; ad esempio c’era il recinto dove si negoziavano i tecnologici, gli energetici, i
farmaceutici… Ma oggi, trattandosi di una gestione del tutto telematica, la divisione in settori è del tutto ideale, comunque tali mercati in Borsa sono tra loro divisi e ordinati in settori e a ogni
settore spettava il proprio recinto, dove avvenivano le negoziazioni dei beni in questione.

Purtroppo con l’avvento del sistema telematico i recinti sono spariti, questo perché praticamente non esiste più alcun luogo “fisico” in cui esercitare le contrattazioni. Le dimensioni della Borsa Valori sono legate soprattutto al numero e alle dimensioni delle aziende quotate, al numero degli
operatori e dei risparmiatori, e infine dalle varie tipologie degli strumenti finanziari contrattualizzabili.
DIMENSIONI DI BORSA:

CORPORATE MARKET CAP FINANZIARI
N. DI UTENTI
STRUMENTI

Molto importante prima di procedere è capire la differenza tra mercati cash o spot, e mercati dei derivati e dei futures. Nel mercato cash o spot si negoziano contratti a contanti o a pronti (azioni, obbligazioni, indici…), nel mercato dei derivati e dei futures invece si negoziano contratti a termine e a premio, il cui valore preclude l’esistenza di uno specifico sottostante.

La lettura del Report prosegue sul prossimo post ;-)

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

Guida "IMPARIAMO a CONOSCERE la BORSA" Introduzione

"Report realizzato da Giovanni Romano"

Questo ebook ha origine dalla mia più profonda passione per la Borsa e ha lo scopo di rendere questo affascinante, ma pur complicatissimo mondo alla portata di tutti.

Investire può essere molto disorientante per i non studiosi del settore, e penso che questo sia un problemino da risolvere. Se si vuol migliorare la propria vita finanziaria è giusto apprendere delle nozioni base, in quanto l’investimento mobiliare resta sempre e comunque una grossa fonte di ricchezza che non può mancare in un bilancio familiare ben amministrato.

Proprio per questo ritengo che non sia opportuno e corretto affidare la propria gestione finanziaria mobiliare esclusivamente a un consulente finanziario esterno, ma affidarsi a lui solo dopo aver redatto un proprio piano personale di investimento. Quello che sto dicendo è che ogni investitore dovrebbe andare dal consulente con un piano già fatto e prestabilito a tavolino per sé e per i propri interessi, a quel punto il lavoro del consulente è quello di esaminare il piano e eventualmente correggere determinate azioni e rendere il tutto operativamente possibile.

Quello che voglio dire e che soltanto noi possiamo pianificare al meglio per noi stessi, e trovo sia ridicolo affidare a un altro tale compito. Perciò che tu investa a breve, medio o lungo termine hai comunque bisogno di un piano strategico ben definito e solido, che ti protegga dai rischi della “follia” del mercato. L’Ebook è una semplice guida alle nozioni base della Borsa valori, tutto questo per renderla più orientante e agiata per qualsiasi individuo, che esso sia trader, investitore o un emerito incompetente in materia. E con immensa soddisfazione vi presenterò alla fine lo strumento che mi ha fatto diventare un trader di professione e ha cambiato la mia vita finanziaria.

La lettura del Report prosegue sul prossimo post ;-)

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

Ebook Consigliati da Prestiti & Mutui

IL CONSULENTE FINANZIARIO
I Segreti e le Tecniche del Perfetto Promotore Finanziario
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AUTOCONSULENZA FINANZIARIA
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MIGLIORA LE TUE FINANZE
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INVESTIRE IN BORSA
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VINCERE IN BORSA (Video Corso)
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giovedì, ottobre 16, 2008

Gli annunci sui prestiti

Con questo articolo vogliamo parlare delle pubblicità di prestiti e mutui che molto spesso leggiamo sui quotidiani e riviste.

In prima analisi notiamo che la frequenza di questo tipo di pubblicità è molto alta, notiamo, infatti, a volte che all'interno di un solo quotidiano vi sono diverse finanziarie che occupano a volte intere pagine. Tutte legate da un comune modus operandi, infatti, vi è quasi sempre per quanto riguarda proposte di mutui, una bella famiglia magari seduta al divano con fare rilassato e felice, mentre per quanto riguarda proposte di prestiti vengono usualmente pubblicate foto con persone in uniforme da lavoro.

Oltre alle immagini viene fornito un esempio di piano di ammortamento con relativi (taeg)(taeg mutuo)(tasso taeg)-(tan mutuo)(tan tasso annuo nominale)-(tan e taeg)(tan taeg); generalmente vengono proposte esempi con tre importi differenti con l'importo della rata da restituire nell'arco di 3 durate. Ad esempio leggevo non poco tempo fa una pubblicità che riportava l'importo richiesto di 8000 euro, con rata per 60 mesi a 167 euro, per 84 mesi a 129 euro e per 120 mesi a 99 euro. Tutte questi esempi di piani di restituzione sono accompagnati da una dicitura che evidenzia con quale tipologia di persona è stato creato l'esempio di sopra. Infatti, leggevo che l'esempio è stato formulato per un dipendente pubblico di.
45 anni di età e con 25 anni di servizio. Rimborso con trattenuta in busta paga Tan del 4,75% Taeg min 7,99, isc ecc. in casi diversi per dipendenti di azienda privata e per pensionati la rata sarà di poco superiore.

Da notare che viene sempre usata quale tipologia di persona per il calcolo del taeg, quella a cui viene la proposta più vantaggiosa, per i finanziamenti per la casa uno spread appetitoso.

Inoltre all'interno di queste pubblicità notiamo molto spesso la parola zero, sinonimo psicologico di poche spese, la parola zero viene spesso affiancata a mediazione, e spese. Troviamo inoltre la dicitura in neretto bella marcata "Finanziamo tutti" ma proprio tutti? Chi lo sa.

Ovviamente non all'interno di queste pubblicità non mancano riportati a caratteri cubitali riferimenti telefonici per contatti, indirizzi ed e-mail.

Non molto tempo fa vi fu un avvertimento delle associazioni dei consumatori che a seguito di indagini e raccolte testimonianze poterono dire che dietro a molti annunci di prestiti sui giornali si nascondono molti usurai. Sopratutto in quelle pubblicità annunci ove vengono garantite prestiti ha protestati, disoccupati e casalinghe, si consiglia di evitare sopratutto quei tipi di annunci ove vengono riportate per contatto solo un numero di telefono cellulare.

E' doveroso dire inoltre che all'inizio di questo articolo abbiamo detto che le pubblicità sui vari quotidiani vengono fatte dalle finanziarie, ma molto spesso tali annunci a volte fuorvianti vengono fatti da dei mediatori che si attivano dietro compenso a cercare il finanziamento per conto del richiedente.

Cosa sono e perché si è censiti nelle centrali rischi

Innanzi tutto vogliamo che questo articolo sia uno strumento utile sia per chi ha già affrontato la "problematica" delle centrale rischi ed per chi proprio non ha mai sentito parlare di loro.

In primis giova ricordare e puntualizzare che le centrali rischi sono delle banche dati gestite da delle società private ove vengono contenuti i dati inerente qualsiasi attività legata al mondo dei finanziamenti o mutui, o meglio in esse vengono contenuti informazioni tipo dati anagrafici, tipo di finanziamento richiesto, relativo importo, durata, garanti.

Visto sotto questa ottica le banche dati conosciute anche come centrali rischi finanziari, rappresentano un potentissimo strumento, ai quali oramai nessuna banca o finanziaria possa rinunciare.

Infatti, grazie appunto ai dati contenuti negli archivi della centrale rischi finanziari, le banche a seguito di domande di prestito o mutuo una volta consultate le centrale dei rischi, possono in misura alquanto precisa stabilire se quel tipo di prodotto finanziario possa essere concesso o no.

Questo proprio perché oltre ai dati menzionati sopra nei centrali rischi viene per cui dire "custodita" la reputazione finanziarla di ognuno di noi. Guai però a pensare che siano queste banche dati a decidere se il finanziamento possa essere concesso o no, esse contengono informazioni finanziarie del cliente riguardo anche la condotta finanziaria (eventuali prestiti insoluti in passato, ritardo dei pagamenti, elenco cattivi pagatori) tutte queste informazioni vengono raccolte dalle banche o finanziarie che in seguito decidono anche valutando i dati delle centrali rischi, nel concedere il prestito, quindi nelle sistemi di informazioni creditizie non vengono raccolti i dati dei soli cattivi pagatori, ma di tutti indifferentemente.

Tuttavia è consueto pensare che essere registrati nelle centrali rischi finanziarie è un problema, ma questo è falso perché non è detto che essere censiti è sinonimo di brutta reputazione, in quanto vengono registrate in esse tutte le azioni finanziarie tra cui quindi anche quelle positive. Ad esempio se in passato abbiamo chiesto un prestito e questo è stato restituito in maniera ottimale, nella banca dati viene registrato che la nostra condotta è stata perfetta, quindi ad una nostra eventuale richiesta di prestito in futuro, la nostra buona reputazione creditizia non fa altro che agevolare l'erogazione del finanziamento da parte delle banche.

In Italia le maggiori centrali rischi sono tre le citiamo: CRIF, CTC, EXPERIAN.
Tra le citate crif detiene la più grande banca dati conosciuta come Eurisc.
Tecnicamente e per legge le centrali rischi devono per cui dire sottostare a delle norme che ne regolano il comportamento e l'operatività. Ad esempio esiste un limite massimo di tempo per la registrazione dei dati, per la consultazione, e per la.

Ricordiamo solo a mero titolo di cronaca che una domanda di mutuo o prestito può essere tenuta registrata nei SIC per un massimo di sei mesi, oppure qualora abbiamo finito di pagare le rate di un eventuale prestito rispettando scadenza ecc. insomma dopo avere restituito il prestito senza particolari patemi, questa informazione verrà conservata per 36 mesi.

Capita a volte che le finanziarie o le banche sbaglino nel comunicare questi dati alle centrali rischi tanto quindi da far registrare informazioni sbagliate con tutte le conseguenze che possono causare. Quindi è logico pensare che i diretti interessati dopo una visura possano richiedere la cancellazione dei dati errati o l'aggiornamento o l'integrazione.

Speriamo che questo articolo sia stato di interesse e considerato come uno spunto per proseguire nell'approfondire questa tematica così delicata. Ultimo consiglio che giova dare e che qualora si sia costretti a richiedere un prestito o simile è consigliabile procedere di prima persona alle visure crif perché magari si è iscritti con la segnalazione di cattivi pagatori a nostra insaputa.

lunedì, ottobre 13, 2008

Consolidamento debiti

Consolidamento debiti: possono accedere a questa tipologia di finanziamento tutti coloro che sono titolari di un bene immobile utile per l’ipoteca, o tutti i dipendenti che hanno la possibilità di ottenere liquidità finanziaria tramite la cessione del quinto dello stipendio.
Il consolidamento debiti permette una semplicità e una elasticità delle prestazioni, favorendo il raggruppamento di più rate di finanziamento un unico comodo piano d’adempimento volto al soggetto richiedente, pronto così ad estinguere più debiti contemporaneamente.

Maggiori informazioni: consolidamento debiti

martedì, settembre 30, 2008

Prestiti dipendenti privati

Prestiti dipendenti privati
È essenziale che i prestiti ditta individuale siano erogati dalla banca di fiducia o da altre, e dopo aver accertato il possibile contratto bisogna rilasciare particolari requisiti che consentano la sottoscrizione stessa; l’erogazione si sostanzia nella comprova di non meno di tre dipendenti che lavorano per dei bilanci che risultano essere in utile, entro un’azienda che ha almeno due anni di servizio. Inoltre i prestiti ditta individuale operano entro un rapporto massimo tra trattamento di fine rapporto e montante, che non superi l’1/3 dell’intero complessivo.

Maggiori informazioni per prestiti dipendenti privati

mercoledì, settembre 17, 2008

Cenni sugli interessi usurari e anatocistici

Con quest’ articolo cercheremo di fornire indicazioni sull'usura in genere, ed in particolare in ambito bancario, cercando di essere esaustivi ma senza nessuna pretesa di specificità, ricordando che questo tema, per quanto sensibile e delicato va affrontato con la dovuta serietà.
In ambito più generale l'usura rappresenta un male della società con origini molto antiche, in sostanza si caratterizza con lo sfruttamento della necessità di denaro delle persone al fine di ricavare un guadagno.

In ambito finanziario l'usura bancaria si configura qualora sia concesso un prestito a dei tassi superiori rispetto a dei tassi soglia determinati. Il tasso soglia è ricavato dall'aumento della metà del TEGM rispetto ai prodotti finanziari interessati. Il TEGM (tasso effettivo globale medio) è ufficializzato ogni tre mesi l'anno a cura del Ministero del Tesoro.
Prima del 1996 con una Legge ad hoc antiusura, questo problema molto radicato e importante, non era visto per la sua reale pericolosità. Basta ricordare solo che il codice penale non prevedeva l'arresto in caso di flagranza di reato.

Nel 1996 si è dovuto correre ai ripari visto l'allargarsi di questo fenomeno negativo, è stata introdotta le Legge nr. 108 che hanno afferrato per mano tale problematica affrontando definitivamente e concretamente il reato di usura, inasprendo le leggi in materia.
Anche le banche che concedono dei prestiti oltre il tasso di usura incorrono al reato di usura, è previsto tra l'altro in taluni casi, anche la rescissione del contratto in favore del cliente.

Per ogni prodotto di credito che va dal leasing, al mutuo, alla cessione del quinto o al semplice prestito personale esiste una diversa soglia usura. Basti pensare che un mutuo a tasso variabile abbia una soglia di usura diversa rispetto al tasso fisso.
Questi tassi di usura, sono comunicati e decisi dal Ministero del Tesoro e pubblicati a cura della Banca d'Italia, con cadenza trimestrale.

Da non molto tempo si sente parlare di anatocismo bancario, interessi anatocistici. Di cosa si tratta?
Si tratta di una pratica applicata in passato dagli istituti di credito che consisteva nel far pagare interessi sugli interessi, la cosiddetta capitalizzazione degli interessi. La giurisprudenza si espressa in tale ambito vietando appunto tale pratica. In passato era facile trovare nelle proprie spese di conto corrente degli interessi sugli interessi a causa della presenza di clausole per la capitalizzazione trimestrale degli impieghi.

Ricordiamo ad esempio che la cassazione si è pronunciata diverse volte sulla legge antiusura, tra cui interessa anche l'anatocismo, per la tutela degli interessi di tutti i cittadini.

martedì, settembre 02, 2008

Il protesto, cosa fare e come agire

Con questo articolo si cerca di fornire informazioni sui protesti e consigli a coloro che risultano nello stato di protestato. Innanzi tutto è bene sottolineare il fatto che quando nel web si sente dire o meglio si legge che è possibile ricevere prestiti anche quando si è protestati bisogna perlomeno drizzare le antenne, perché nessuna banca o società che eroga credito si prende il rischio fondato di dare del denaro in prestito a persone che in passato hanno avuto problemi e difficoltà a restituire il denaro o che hanno emesso assegni a vuoto o non hanno saputo onorare le cambiali, a ragion di causa è possibile ricevere un prestito ad esempio nella forma della cessione del quinto, ove la rata da restituire viene addebitata direttamente sulla busta paga del richiedente, quindi solo in questi casi è possibile ricevere del denaro in prestito anche se ci si ritrova nelle vesti di protestato.

Eppure molte persone ci cascano come dire, colpiti da eccezionali pubblicità o per disperazione o fiducia iniziano ad affidarsi a queste società che come dire, l'unico scopo o ultimo fine è il guadagno, tali società o presunte tali pur sapendo bene che molte delle persone che risultano iscritte negli elenchi dei protesti non potranno mai ricevere il denaro, illudendo i clienti per iniziare una pratica di prestito, che molte volte si chiude in niente di fatto. Va specificato però che chi promette denaro, al momento dell'inizio della pratica si fa pagare in anticipo le spese di istruttoria ed altri spesucce che ha prestito non concesso, non vengono più restituite in quanto fanno parte delle spese per l'apertura della pratica, e poco importa se il prestito non è stato erogato.

Da queste poche righe si comprende che qualora ci si ritrovi nell'elenco dei protesti, o meglio segnalati nel bollettino dei protesti e bene prima di tutto verificare tale situazione per poi magari, anche avvalendosi della consulenza di esperti del settore, procedere alla cancellazione protesti.

Tecnicamente è protestato colui che ho ha emesso un assegno senza copertura finanziaria, parleremo in questo caso di assegno protestato o colui che non ha onorato la cambiale in questo caso avremmo i protesti cambiari, va ricordato che nel primo caso oltre alla levata del protesto per assegno protesti avremmo inoltre che la banca provvederà alla segnalazione del soggetto presso il CAI centro allarme interbancario, banca dati tenuta presso la Banca d'Italia.

Per tutte le operazioni riguardanti la visura protesto o la sua cancellazione bisogna sempre rivolgersi alla Camera di Commercio di zona. Presso le camere di commercio esiste o meglio è stato istituto un ufficio apposito denominato appunto ufficio protesti, ove è possibile rivolgersi per avere tutte le informazioni necessarie sulla materia del protesto. Capita anche a volte che ci si ritrovi nell' elenco dei protestati per sbaglio o per errore dell'ufficiale che si è occupato della levata del protesto, in questo caso è possibile rivolgersi direttamente al presidente della camera di Commercio, il quale una volta accertato lo sbaglio provvederà immediatamente alla cancellazione sul registro dei protesti della persona "innocente".Va ricordato inoltre che su disposizione del Presidente del tribunale è possibile procedere alla cancellazione per riabilitazione del protesto, ottenendo appunto la riabilitazione.

Sempre presso gli uffici della Camera di Commercio è possibile reperire la modulistica protesti per tutto ciò che concerne i protesti ed i riferimenti normativi e leggi sui protesti.

Chi usufruisce dei servizi della Camera di commercio per la consultazione dell' registro informatico dei protesti, non sono solo le finanziarie o le banche, ma utenza quali imprenditori o manager che prima di procedere ad una partnership con qualsiasi soggetto è usanza (consigliata) procedere al controllo dei soggetti interessati anche sul loro stato riguardante la salute finanziaria, quindi se si è iscritti come protestati e magari per quale motivo, ricordando sempre che i dati verranno mantenuti sempre per 5 anni, sempre se non si è intervenuti per la cancellazione.

A cura di Zani Cotesta, per maggiori info sulla cancellazione protesti, visita prestito-personale.net

lunedì, agosto 18, 2008

Prestiti rapidi e veloci

Sempre più persone cercano prestiti veloci.
Tutte le classi lavorative italiane a partire dalla classe operaia fino ai dirigenti, si rivolgono al credito veloce per assolvere a tutti gli obblighi di pagamento che sono sempre più incalzanti.
Nasce quindi la necessità di trovare agenzie finanziarie che eroghino velocemente un capitale, sempre mantenendo la sicurezza e la trasparenza necessaria in caso di transazione economica.
Sul sito prestitiprotestationline.com troverete la possibilità di trovare un contatto rapido con una delle migliori agenzia finanziarie italiane, che erogherà la somma richiesta entro 24 ore successive dalla approvazione della domanda.
Le rate sono anch’esse semplici e vantaggiose, con tassi di interesse fissi, avanzando l’ipotesi di adempimento dell’intero in un unico versamento qualora il metodo risulti consono alle possibilità del contraente.
Il prestito potrà essere restituito tramite la cessione del quinto oppure tramite il consolidamento debiti, ed è inoltrabile anche da tutti quei soggetti segnalati dalla centrale rischi, poiché protesati o ritardatari nei pagamenti.


Maggiori informazioni sul sito: http://www.prestitiprotestationline.com