sabato, novembre 29, 2008

I principali strumenti di negoziazione in BORSA - parte IV

Guida "IMPARIAMO A CONOSCERE LA BORSA"
"Report realizzato da Giovanni Romano"

Un’altra peculiarità importante è che non esistono solo opzioni che hanno come sottostante azioni (Stock Options) o ETF, in realtà quando l'attività sottostante ad una opzione risulta essere un
indice, un’obbligazione, oppure una valuta (contratto forward), tassi di interesse, o anche un altro contratto derivato come un futures, allora parleremo rispettivamente di opzioni su indici, di
opzioni su obbligazioni, di opzioni su valute o su forwards, opzioni su tassi di interesse, e di opzioni su futures. Si tratta in sostanza di derivati di derivati. Le tecniche di valutazione partono
sempre dalle formule utilizzate per le opzioni su azioni. Le opzioni sono strumenti che nella minima parte dei casi vengono utilizzate al fine di esercitarle e al fine di utilizzarle
attraverso strategie di copertura.

Ma come già detto nella maggioranza dei casi sono utilizzate per speculazioni a brevemedio
termine da parte degli operatori. Per rendere completa la vostra formazione è giusto dedicare
qualche parola a un altro strumento finanziario alla portata dei comuni risparmiatori, i Fondi comuni di investimento (OICR), o mutual funds, così definiti perché sono organismi finanziari
che svolgono la funzione di investimento in forma collettiva del risparmio. Si tratta di raggruppare la somma di più risparmiatori e investirle collettivamente, cioè unitariamente come un unicopatrimonio. I fondi comuni di investimento sono nient’altro che un paniere di attività finanziarie scelte nel mercato dei capitali, che raccolgono il denaro di risparmiatori che demandano la gestione dei propririsparmi ad una Società di gestione con personalità giuridica e
capitale distinti da quelli del fondo.

Quest’ultima dividerà l’intero patrimonio in quote di capitale non negoziabili (se non ETF), che varranno distribuite ai sottoscrittori in ragione del montante immobilizzato. I fondi comuni sono
gestiti dalle Società di Gestione del Risparmio (SGR), che si occupano della promozione, istituzione e gestione di fondi comuni di investimento. Le SGR fanno solitamente parte di un
gruppo bancario o assicurativo e devono avere per legge la forma giuridica di Società per Azioni e capitale sociale superiore a 1 milione di Euro. Le SGR hanno inoltre nei confronti degli investitori l’obbligo a operare con diligenza, correttezza e trasparenza riducendo il rischio di conflitti di interesse. I fondi comuni, gestiti dai gestori di fondi incaricati dalle SGR, investono il denaro raccolto presso i sottoscrittori in valori mobiliari che costituiscono il patrimonio indiviso del fondo, di cui ogni risparmiatore detiene un certo numero di quote (la quota è la frazione di patrimonio unitaria del fondo di investimento ed ha un valore che cambia nel tempo in relazione all'andamento dei titoli nei quali il fondo investe).

Indipendentemente dalla tipologia di fondo, tutti i partecipanti hanno gli stessi diritti: i guadagni o le perdite, dal momento che il fondo non garantisce un rendimento certo (a meno di alcune
tipologie particolari di prodotti), sono in proporzione a quanto investito, o meglio, in proporzione al numero di quote in possesso. I fondi comuni, essendo gestiti da professionisti del settore,
permettono ai piccoli investitori, se ben consigliati, di sottoscrivere investimenti aderenti al proprio profilo finanziario, in termini di rischio/rendimento. Inoltre, attraverso i piani di
accumulo, hanno avvicinato al mercato anche coloro che momentaneamente non disponevano di sostanziosi risparmi. In relazione agli obiettivi finanziari, al rischio e al rendimento atteso
il risparmiatore può scegliere tra diversi tipi di fondi: bilanciati, obbligazionari, azionari, monetari o di liquidità e flessibili.

Ogni fondo comune di investimento deve essere regolarmente registrato o iscritto nell’albo degli intermediari finanziari detenuto presso l'organo di vigilanza e controllo della Borsa valori. I fondi comuni di investimento possono essere classificati sulla base di molti parametri. Una prima distinzione riguarda la modalità di distribuzione dei profitti:
- fondi a distribuzione dei proventi, in cui le eventuali plusvalenze
realizzate in un arco temporale predefinito possono essere
accreditate in parte o interamente sul conto corrente del
risparmiatore sotto forma di cedola semestrale o annuale;
- fondi ad accumulazione dei proventi, in cui i guadagni
rimangono all'interno del fondo e il sottoscrittore li realizza (cioè
li trasforma in denaro contante) al momento della vendita delle
quote.

Un’ulteriore distinzione deve essere fatta tra:

- fondi chiusi: spesso sottoscritti da una sola categoria di individui
o gruppo di persone, e prevedono il rimborso delle quote
sottoscritte solo in periodi determinati. Sono caratterizzati da un
numero di quote predeterminato ed invariabile nel tempo.
L’ammontare minimo di ogni singola quota è in genere elevato, in
quanto si tratta di investimenti con un livello di rischio spesso
elevato;
- fondi aperti: sottoscritti da qualsiasi individuo o gruppo di
persone, e sono caratterizzati dalla variabilità del patrimonio (che
può quindi di giorno in giorno aumentare o diminuire in funzione
delle nuove sottoscrizioni o delle domande di rimborso delle
quote in circolazione) e rappresentano la forma più diffusa di
fondo.

In fine l’ultima distinzione e tra:
- PAC (Piano di Accumulo di Capitali): acquisto di quote non con
un unico versamento, bensì con versamenti periodici.
- PIC (Piano di Investimento di Capitale): i versamenti dei
sottoscrittori devono essere effettuati in un’unica soluzione.

Un’ulteriore tipologia di fondi sono gli Index founds, si tratta del tipico investimento in Indici. Gli Index funds sono fondi caratterizzati da una gestione sostanzialmente passiva, cioè una
strategia di gestione che ha come unico obiettivo replicare la performance del mercato, senza cercare di ottenere un extrarendimento. Il vantaggio principale che offrono è il contenimento dei costi, che possono essere anche molto inferiori a quelli legati alla detenzione dei fondi cosiddetti "attivi". Tale differenza è dovuta ai minori costi di gestione. Gli Index funds vengono gestiti
replicando la composizione dell’indice del mercato scelto (ad esempio un Index funds sul mercato americano può replicare l’andamento dell'indice Dow Jones Industrial Average, etc.). L’indicizzazione può essere effettuata detenendo in portafoglio tutte le attività finanziarie appartenenti all’indice nella stessa proporzione (effettuando dunque movimenti solo quando vengono aggiunti o eliminati titoli dall’indice), oppure replicando l’indice con un numero inferiore di titoli utilizzando particolari tecniche di selezione del portafoglio per scegliere i titoli più appropriati. Sono inoltre presenti gli Hedge founds.

Gli Hedge funds sono prodotti simili nella struttura ai fondi comuni di investimento. Rispetto a questi ultimi, si differenziano per la strategia di gestione adottata e per il numero di strumenti e tecniche a disposizione dei gestori. Si distinguono dai fondi comuni tradizionali per i seguenti elementi:
- limitazione all’ingresso: la partecipazione al fondo è in genere
riservata a investitori istituzionali, qualificati, o risparmiatori con
disponibilità patrimoniali consistenti. Inizialmente, la soglia
d'ingresso era stata stabilita in un milione di euro, in seguito
ridotta a 500 mila. Solitamente vi è anche un numero massimo
previsto di partecipanti (in Italia, 200 per fondo);
- limitazione all’uscita: la particolarità delle tecniche di gestione
utilizzate determina la necessità di mantenere stabile il patrimonio
impiegato; spesso quindi gli Hedge funds prevedono dei periodi
di immobilizzo pari anche ad un anno e oltre. In aggiunta a questo
occorre precisare che molti Hedge funds forniscono una
valorizzazione solo a livello mensile;
- strategie di investimento: gli Hedge funds sono caratterizzati da
una maggiore libertà nella scelta delle strategie di investimento da
adottare.
Ad esempio possono utilizzare:
- la leva finanziaria: il controvalore degli strumenti finanziari
detenuti in portafoglio può essere superiore al patrimonio
effettivamente disponibile, utilizzando l’indebitamento o
l’investimento in strumenti derivati;
- le tecniche di arbitraggio, cioè la compravendita simultanea di
titoli collegati per trarre vantaggio da una discrepanza di prezzi;
- vendite allo scoperto, cioè operazioni effettuate con titoli non
posseduti, finalizzate a conseguire profitti o a coprirsi contro i
ribassi del mercato.

In pratica, la scommessa del gestore è che, dopo aver venduto i titoli, questi perdano valore. In questo modo, quando per concludere l'operazione dovrà riacquistarli, lo farà a un prezzo inferiore, incassando quindi una plusvalenza. Sono disponibili inoltre i fondi di fondo, ossia fondi comuni il cui portafoglio è costituito non da titoli, ma da quote di altri fondi. La diversificazione è la caratteristica principale di questa tipologia di fondi la cui gestione è incentrata sulla scelta dei fondi da inserire in portafoglio (di solito 25-30). Potendo investire anche in quote
di Hedge funds, i fondi di fondi costituiscono per il piccolo risparmiatore un accesso diretto a questi ultimi, spesso loro preclusi a causa dell'elevata soglia di patrimonio in entrata. Sono presenti inoltre le SICAV (Società di investimento a capitale variabile), ossia Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio. Può essere paragonata a un fondo comune d'investimento, dal quale si differenzia perché, mentre nel Fondo d'investimento l’investitore è titolare di una quota del fondo stesso, che viene amministrato da una Società di gestione distinta,
nella SICAV l'investitore assume la qualifica di socio della Società gerente, il cui patrimonio coincide con il patrimonio amministrato.

Altra tipologia di fondi comuni sono i fondi immobiliari. Cioè si affida il proprio risparmio a una SGR che si occupa di investimenti immobiliari. Si dividono in aperti e chiusi. Per valutare un fondo comune di investimento si usa il benchmark. Il benchmark è un parametro oggettivo di riferimento con cui confrontare l'andamento del fondo comune e valutare il profilo di rischio. È costituito da uno o più indici di mercato,elaborati da soggetti terzi, che sintetizzano l'andamento dei mercati in cui investe il fondo. Oggi i fondi comuni di investimento rivestono una grande
importanza socio-economica, in quanto risultano l’unica fonte alla portata dei risparmiatori garante di una previdenza pensionistica (fondi pensione e fondi per l’ accantonamento e maturazione dei TFR) e sanitaria (fondi fiduciari) complementare a quellacontributiva ordinaria.

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

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