martedì, novembre 25, 2008

Guida "IMPARIAMO a CONOSCERE la BORSA" La Borsa Valori

"Report realizzato da Giovanni Romano"

La Borsa valori è un mercato ufficiale, organizzato e regolamentato per la negoziazione di valori mobiliari, ovvero di strumenti finanziari che sono rappresentativi di quote di capitale di un’impresa (azioni), di debiti (obbligazioni) o sono da questi derivati (opzioni e futures). In realtà la Borsa è definita “mercato secondario” in quanto è contrapposta al “mercato primario”, cioè il mercato dove un’azienda nasce e si sviluppa solo dopo aver raggiunto una certa dimensione e determinati parametri finanziari può essere ammessa al mercato secondario, ossia alla quotazione in Borsa.

Per questo motivo la dimensione del mercato secondario è decisamente maggiore in termini di capitalizzazione. La Borsa valori nasce ufficialmente nel lontano 1719 a Parigi (la Bourse de
Paris), ma divenne un fenomeno di “massa” solo nella seconda metà del ’900 con l’era post-industriale. In economia per 7 “mercato” si intende il complesso degli atti di scambio che si
manifestano, o che potrebbero manifestarsi, in rapporto ad un determinato prodotto. Dal 18 luglio 1994 gli strumenti finanziari scambiati in Borsa vengono negoziati attraverso il sistema
telematico della Borsa valori, costituito da una rete di elaboratori e terminali, che permette di gestire automaticamente l'incrocio tra la domanda e l’offerta di strumenti finanziari.

In precedenza il sistema di negoziazione era alle “grida”, era appunto un mercato “fisico”, determinato da persone che negoziavano fisicamente in una grande sala; la contrattazione di
un titolo avveniva, e ancora oggi avviene, in un determinato arco orario, durante il quale gli intermediari gridavano i prezzi ai quali erano disposti a vendere o ad acquistare fin che non si perveniva a un prezzo ultimo (last price) con il quale avveniva la transazione, o meglio lo scambio. Ma attenzione: io sto parlando di Borsa in senso lato per descrivere il concetto stesso di Borsa. In realtà la Borsa non è una sola, esistono una molteplicità di Borse valori, così come una molteplicità di mercati finanziari in esse contenuti. Ogni paese industrializzato che si rispetti ha uno o più mercati regolamentati in cui sono quotate le aziende nazionali più capitalizzate, cioè Corporation (Corp.) e Incorporation (Inc.), ossia Public Company (Co.), in Italia riconosciute come Società per azioni (S.p.A). Oltre a queste negli USA sono quotate pure le Public Limited Company (Plc.). Questi ultimi corrispondono rispettivamente alle classiche Società in accomandita per azioni italiane (S.a.p.a).

La Borsa è un mercato regolamentato. Si definisce regolamentato perché ogni Borsa ha le proprie regole (fatte rispettare da un organo di controllo), e stabilisce i requisiti di ingresso alla quotazione in base al potenziale sviluppo industriale e macroeconomico del proprio paese.
Vivendo in piena era di globalizzazione ogni impresa ha la libertà di scegliere il mercato in cui farsi quotare, indipendentemente dalla locazione di origine e delle sedi centrali di produzione e
amministrazione. Badate che non tutte le Società possono essere quotate in Borsa, ma solo le Società di capitali che hanno un capitale sociale adeguato ai requisiti di ingresso, cioè che
soddisfano determinati requisiti in termini di dimensioni (economici, tecnico-produttivi, patrimoniali e organizzativi), in termini di “economie di scala” (grossi volumi di produzione a
costi unitari molto competitivi) sia a monte (volume di approvvigionamento elevato presso i fornitori e costi unitari ridotti), che a valle (volume di produzione elevato e costi unitari ridotti per i consumatori), e in termini di capitalizzazione (market cap).

Infatti tali requisiti sono spesso molto ferrei e poco flessibili (comunque variano da mercato a mercato) tanto che a volte possono compromettere i sani principi di una solida concorrenza.
Sono escluse dalla quotazione sia le imprese individuali che le semplici Società di persone. Inoltre, ricordate che la Borsa in generale è vista come un unico e singolo grande mercato, ma in realtà una Borsa contiene più mercati quotati al suo interno, a sua volta ognuno ordinato al suo interno in settori di contrattazione un tempo delineati dai così detti “recinti” (pit), ossia spazi riservati
alle contrattazioni alle grida di specifici beni economici o servizi appartenenti a uno specifico settore di mercato; ad esempio c’era il recinto dove si negoziavano i tecnologici, gli energetici, i
farmaceutici… Ma oggi, trattandosi di una gestione del tutto telematica, la divisione in settori è del tutto ideale, comunque tali mercati in Borsa sono tra loro divisi e ordinati in settori e a ogni
settore spettava il proprio recinto, dove avvenivano le negoziazioni dei beni in questione.

Purtroppo con l’avvento del sistema telematico i recinti sono spariti, questo perché praticamente non esiste più alcun luogo “fisico” in cui esercitare le contrattazioni. Le dimensioni della Borsa Valori sono legate soprattutto al numero e alle dimensioni delle aziende quotate, al numero degli
operatori e dei risparmiatori, e infine dalle varie tipologie degli strumenti finanziari contrattualizzabili.
DIMENSIONI DI BORSA:

CORPORATE MARKET CAP FINANZIARI
N. DI UTENTI
STRUMENTI

Molto importante prima di procedere è capire la differenza tra mercati cash o spot, e mercati dei derivati e dei futures. Nel mercato cash o spot si negoziano contratti a contanti o a pronti (azioni, obbligazioni, indici…), nel mercato dei derivati e dei futures invece si negoziano contratti a termine e a premio, il cui valore preclude l’esistenza di uno specifico sottostante.

La lettura del Report prosegue sul prossimo post ;-)

A cura di GIOVANNI ROMANO
Autore de “Il professionista delle opzioni

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