mercoledì, agosto 09, 2006

MILANO - Tremano i debitori, ci guadagnano le banche, il ministero del Tesoro deve mettere mano al portafogli, il popolo dei Bot incassa qualche euro in più. Che cosa succede quando la Banca centrale europea (Bce) alza il tasso di sconto, cioè il costo del denaro? Le conseguenze sono tante e, a volte, anche pesanti. E coinvolgono davvero tutti, da chi ha un conto corrente a chi ha un piccolo deposito, da chi compra il televisore a rate a chi ha acceso un mutuo per comprare la casa. Davanti a questo scenario, ieri è scesa in campo l'Adusbef (una delle associazioni di consumatori) per attaccare le banche: sarebbero «colpevoli» di aver indirizzato milioni di italiani a sottoscrivere mutui a tasso variabile che adesso, con il rialzo dei tassi, vedono aumentare la rata mensile. Vediamo, comunque, alcuni casi più significativi.I mutui alle stelle - Il tasso ufficiale è al 3% ma i mutui variabili hanno tassi fra il 4,25% e il 4,75%. E adesso aumenta l'importo della rata mensile. L'Adusbef calcola che per un mutuo ventennale da 100 mila euro, le rate aumenteranno di 163 euro l'anno mentre per un mutuo di 200 mila si arriverà a pagare, in più, anche 656 euro l'anno. L'associazione dei consumatori punta il dito contro le banche. «Per speculare - dicono all'Abusbef - hanno consigliato i tassi variabili anzichè gli irripetibili tassi fissi. Per mutui di 20 o 30 anni, visto che il trend dei tassi era rialzista, dovevano consigliare i tassi fissi». Secondo i dati di Bankitalia, gli italiani hanno fatto un massiccio ricorso ai mutui per la casa: nel 2004 ne sono stati erogati per 184 miliardi di euro mentre nei primi sei mesi del 2006 siamo già arrivati a 225 miliardi. Inoltre le banche richiedono, quasi sempre, l'apertura di un conto corrente e, ad ogni rata, chiedono anche 6 o 7 euro.I depositi - Per la prima volta, dopo il decreto Bersani, le banche che adegueranno i tassi per il denaro prestato, dovranno fare altrettanto per il denaro che hanno in deposito. Quindi sui conti correnti o sui libretti al risparmio dovranno aumentare gli interessi dello 0,25% e questo porterà circa 2 miliardi di euro nelle tasche dei depositanti.Il popolo dei Bot - I milioni di italiani che hanno sottoscritto titoli di Stato (Bot, Certificati del Tesoro, ecc...) oppure hanno messo i soldi nei depositi postali, si vedranno riconoscere maggiori interessi. Questo, naturalmente, penalizza il debitore (cioè le casse dello Stato). In 8 mesi i tassi sono aumentati dell'1% e nuovi aumenti si profilano per ottobre e dicembre. A questi livelli lo Stato dovrà sborsare 19 miliardi di euro in più all'anno per pagare i maggiori interessi.Il popolo delle rate - Gli italiani ricorrono sempre più agli acquisti a rate. Siamo meno indebitati di americani e inglesi, ma negli ultimi anni abbiamo "recuperato" posizioni in classifica. Ormai gli elettrodomestici, le automobili e le motociclette, i computer, i mobili e tanti accessori, si comprano a rate. Però bisogna fare attenzione. Il rialzo dei tassi provoca l'aumento delle rate. Molti hanno le "carte revolving" che forniscono un credito rimborsabile a rate (l'importo speso viene automaticamente diluito in più mesi). Su questo denaro prestato si arrivano a pagare interessi fra il 15% e il 20%. Altri cedono un quinto dello stipendio. In cinque anni (dal 2000 al 2005) molti si sono fatti "ipotecare" parte dello stipendio (soprattutto lavoratori dipendenti pubblici o privati e pensionati) e adesso, su quei 3 miliardi di euro erogati dalle finanziarie (dietro ci sono sempre le banche) aumenteranno le rate di rimborso. «E' una speculazione - dice l'Adusbef - sulla pelle di milioni di famiglie in difficoltà».
Fonte: www.liberta.it (Gigi Furini)

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