lunedì, gennaio 15, 2007

Caro mattone/ Proseguirà nel 2007 il boom del settore. Ferrero: nuova politica per la casa

Il boom del mercato immobiliare italiano è destinato a continuare anche nel 2007. È questa la previsione della Federconsumatori, secondo cui l’aumento medio per l’acquisto di un’abitazione sarà, nel corso di quest’anno, del 5% rispetto al 2006 (4792 euro al metro quadrato contro 4564), a fronte di un costo della locazione che aumenterà meno di quanto cresceranno i prezzi di acquisto. Più prudente è la previsione tracciata da Scenari Immobiliari: il mercato del real estate potrebbe rimanere stabile. Mentre sarà positivo il settore alberghiero, seguito dal commerciale, dalla grande distribuzione e dagli uffici. Nessuno crede però che la corsa del residenziale sia davvero finita.
Non lo credono le famiglie italiane, che possono comunque tirare un sospiro di sollievo dopo la decisione presa giovedì dalla Bce di lasciare invariato il costo del denaro. Un ulteriore aumento dei tassi, dopo quelli già stabiliti nel 2006, avrebbe reso i mutui per l’acquisto dell’abitazione ancora più gravosi.

Negli ultimi sei anni – sottolinea lo studio della Federconsumatori – il valore degli immobili è salito a ritmi vertiginosi: se nel 2001 per comprare 90 metri quadrati in una zona semicentrale di una grande area urbano occorrevano 15,3 annualità di reddito, nel 2006 ne occorrevano 19,6. Un’impennata del 46%.

Mentre sul fronte dei mutui per l’acquisto della prima casa, anche il 2006 si chiude con un segno positivo a due cifre: +14,6% per una consistenza di circa 240 miliardi di euro, secondo il Supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia, “Indicatori monetari e finanziari”. Un dato solo di due punti percentuali più basso di quello registrato negli Stati Uniti, Paese dove il tasso di indebitamento delle famiglie è tra i più alti al mondo e dove sono in molti a sostenere l’imminente esplosione della bolla immobiliare.

“È necessario agire sul fronte degli affitti – sostiene il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, in un’intervista che sarà pubblicata nel prossimo numero di “Anci Rivista”, bimestrale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani – aumentando l’offerta di alloggi a canoni accessibili. Oltre a recuperare e ristrutturare quelle esistenti bisogna inoltre costruire nuove abitazioni. E questo è anche quanto prevede il ddl governativo sul blocco degli sfratti ai più poveri e sulla costruzione di un piano casa”.

Di fatto – è quanto sostengono gli addetti ai lavori – l’assenza di una politica pubblica della casa ha giocato un gran ruolo nell’impennata dei prezzi delle abitazioni che si è verificata in tutta Italia negli ultimi anni. “La nuova politica della casa – secondo il ministro Ferrero – dovrà coinvolgere tutte le istituzioni territoriali, a partire dai Comuni che hanno un ruolo a 360 gradi, ma che, per poter operare in modo concreto, devono ricevere le risorse necessarie”. Quelle stesse risorse che mancano però nella legge Finanziaria appena approvata dal Parlamento.

FONTE: Affari Italiani di Libero

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