martedì, giugno 06, 2006

Istat, allarme credito al consumo

Istat, allarme credito al consumo
Il 14,4% degli italiani in difficoltà

ROMA - Il ricorso al credito al consumo è aumentato in misura rilevante negli ultimi anni in Italia, ma non sempre rappresenta un vantaggio. Le famiglie italiane, rileva l'Istat nell'ultimo rapporto, si indebitano per comprare mobili o altri beni, ma spesso non riescono a far fronte all'onere delle rate. E così il 14,4% dei nuclei familiari si ritrova, almeno una volta nell'anno, in difficoltà alla scadenza dei pagamenti. Il fenomeno più incisivo al Sud e nelle isole, dove la percentuale di famiglie che non riescono a saldare il debito rateizzato sfiora il il 25%. E se le difficoltà riguardano le rate per il cosiddetto 'credito al consumo', non va molto meglio neanche la situazione per quanto riguarda altri pagamenti periodici. Primo tra tutti quello per le bollette della luce, del gas e dell'acqua che vede quasi una famiglia su dieci (il 9% la media nazionale) non riuscire, almeno una volta nel corso dell'anno, a saldare il conto. Sono invece quasi il 4% le famiglie che dichiarano di non essere riuscite a pagare l'affitto o la rata del mutuo. Una fotografia, quella scattata dalle tabelle dell'annuario dell'Istituto di Statistica, che nel Mezzogiorno assume dimensioni più preoccupanti: nelle regioni del Sud sono infatti il 15,3% (15,8% nelle isole) le famiglie che non riescono, a volte, a fare fronte al pagamento delle bollette, mentre per l'affitto e il mutuo sono in difficoltà il 5% dei nuclei (il 5,6% in Sicilia e Sardegna). "E' la società consumista che tende a far indebitare le famiglie perché ci induce a spendere, non i soldi che abbiamo, ma quelli che pensiamo di avere in futuro - commenta il sociologo Domenico De Masi - Ma per rinviare i pagamenti nel tempo, dobbiamo sperare che il nostro reddito resti quello che è attualmente. E purtroppo non è sempre così"
Ma se il fenomeno delle rate sembra destinato ad assumere il carattere dell'emergenza (anche a fronte del trend in crescita del credito al consumo che - secondo gli ultimi dati disponibili di Bankitalia - ha registrato nell'ultimo anno un +36,5% per i prestiti a più di cinque anni), è solo la punta dell'iceberg delle difficoltà delle famiglie a far quadrare i conti. Se, infatti, il 14,4% dichiara di trovarsi in difficoltà avendo "arretrati nel pagamento" di rate, affitti, mutui e bollette, percentuali a due cifre si ritrovano anche tra le famiglie che non riescono a fare i conti con altre voci dei propri bilanci. Prima tra tutte quelle per i "vestiti necessari" (il 17,6% dice di non avere i soldi) o, ancor peggio, per le spese mediche (il 12,2%). Il 5,3% delle famiglie italiane afferma, inoltre, di "non avere i soldi", almeno una volta l'anno, per l'acquisto del cibo: un dato che si riduce al 4,1% al Nord mentre sale al 7,7% al Sud. E, ancora, l'8% delle famiglie ha problemi con le spese per il trasporto ed oltre il 13% per le tasse. Il 10% afferma, invece, di non potersi permettere un riscaldamento adeguato nell'abitazione. Analizzando i dati Istat, sono poi quasi 4 su 10 le famiglie italiane che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie l'anno. Con punte che sfiorano il 50% tra i pensionati o i nuclei numerosi, da cinque componenti o più. L'abitazione, invece, "brucia" il 15% del reddito medio: una spesa media mensile di 302 euro contro un reddito di 2.079 euro, che sale a 473 euro in caso di affitto e scende a 232 in caso di casa di proprietà.

Fonte: www.repubblica.it

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