sabato, giugno 10, 2006

Come chiedere un mutuo alla banca

Come chiedere un mutuo alla banca

Le parole da sapere

Isc (Indicatore sintetico di costo). Con questa sigla si indica oggi quello che è il Taeg del mutuo. Indica in termini percentuali annui il costo effettivo dell’operazione di mutuo. Tiene conto, oltre che dei tassi di interesse nominali (il Tan), anche della periodicità delle rate, dei costi di accensione e gestione e delle spese accessorie (tipo le spese assicurative obbligatorie). È sulla base dell’Isc che devono essere confrontate le varie offerte di mutuo.
Periodo di ammortamento. È il periodo che serve a ripagare il finanziamento, è quindi l’insieme delle rate, comprensive di quota capitale ed interessi, che servono a pagare l’intero importo finanziato.
Periodo di preammortamento. Se previsto all’inizio del mutuo, è caratterizzato da rate ridotte costituite dalla sola quota interessi. Così facendo le successive rate saranno più alte di quelle che sarebbero state senza il preammortamento. Può essere utile se all’inizio avete problemi di liquidità.
Ipoteca. Tutti i contratti di mutuo sono garantiti da ipoteca sull’immobile da acquistare, che garantisce la banca in caso di insolvenza del cliente: dà infatti la possibilità di espropriare il bene e di rivenderlo nel caso in cui il cliente non rimborsi il suo debito. L’ipoteca ha una durata pari alla durata del piano di ammortamento (non può comunque superare per legge i 20 anni, a meno che non la si rinnovi). L’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari avviene per un valore superiore al finanziamento erogato (viene iscritta per un valore compreso tra il 150% ed il 300% del finanziamento), questo perché serve a coprire oltre che il capitale erogato anche gli interessi (anche eventualmente di mora), i tributi, gli oneri notarili, le spese giudiziali per il recupero del credito da parte della banca.
Fideiussione. È una possibile garanzia aggiuntiva, prestata da una persona diversa da quella che ha chiesto il mutuo (per esempio un genitore), che garantisce il rimborso del debito in caso di mancato pagamento delle rate.
Pegno su titoli. Altra possibile garanzia, costituita da pegno su titoli (per esempio obbligazioni) di cui si può fare a meno per un certo periodo di tempo.
Prefinanziamento. Nella maggior parte dei casi la banca non eroga il mutuo finché non avrà certezza dell’iscrizione dell’ipoteca. Poiché l’ipoteca esiste solo dal momento in cui il notaio la iscrive nell’apposito ufficio, ciò significa dover aspettare due o tre settimane prima di poter disporre del denaro. Se il richiedente ha però bisogno dei soldi al momento del rogito, la banca può concedere una sorta di scoperto di conto corrente a termine (il prefinanziamento, appunto): il cliente paga gli interessi (è bene chiedere a quale tasso). Il prefinanziamento di solito dura fino alla fine del mese in cui il notaio consegna alla banca la relazione sull’iscrizione dell’ipoteca, dal mese successivo inizia l’ammortamento del mutuo.

Fonte: http://salvadanaio.economia.alice.it

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