Aumenta il periodo e le somme richieste.
Nel terzo trimestre 2006 la crescita del credito ipotecario è stata del 16,31% rispetto al corrispondente trimestre 2005. Lo rileva in una nota Tecnocasa riportando le indicazioni della Banca d'Italia. Il valore dei flussi erogati - si legge - ha raggiunto la cifra di 45,2 miliardi di Euro. Gli andamenti favorevoli dei flussi sono stati determinati dall'andamento dei tassi di interesse di questi ultimi anni ritenuti ancora contenuti.
Tra le regioni è la Basilicata che ha registrato la percentuale di crescita maggiore +35,4% rispetto allo stesso terzo trimestre 2005, seguono la Calabria +29%, la Liguria +27,5% e l'Emilia +23%. Il Lazio è cresciuto di più tra le "grandi" regioni +14,9%, seguito da Campania + 8,9%, Lombardia +5,9% e Piemonte +3,73%. Valori negativi sono stati registrati in Molise -3,8% e nel Veneto -0,3%.
I recenti interventi della Banca Centrale Europea sul tasso di sconto hanno determinato un rialzo del costo delle rate. La crescita dei tassi di interesse ha portato le famiglie a preferire durate di rimborso più lunghe, oltre il 49% dei finanziamenti hanno durate superiori ai 21 anni, di cui il 25% di essi superiore ai 26 anni. Questa tendenza è agevolata anche dall'offerta da parte degli intermediari finanziari specializzati che hanno proposto linee di prodotti con durate fino a 40 anni a costi più competitivi rispetto al passato.
L'andamento dei prezzi degli immobili ha comportato un aumento dell'importo medio erogato: +8,6% rispetto al 2005 portandosi a 126.000 Euro. La previsione per l'anno 2007 sarà ancora positiva per effetto della domanda del mercato immobiliare che continua ad essere considerato per gli italiani un mercato "sicuro" dove investire i propri risparmi. Ulteriore elemento che favorirà la crescita del mercato del credito ipotecario sarà, secondo l'azienda, l'ampliamento dell'offerta da parte degli istituti specializzati. In particolare gli interventi riguarderanno i costi dei prodotti che diventeranno sempre più competitivi e adattabili alle diverse esigenze della famiglie italiane. Molti istituti di credito hanno introdotto linee di prodotti che coprono fino al 100% del valore dell'immobile a costi molto più contenuti rispetto al passato, favorendo in questo modo un numero sempre maggiore di clienti che non hanno un risparmio sufficiente per far fronte alle spese legate alla compravendita.
FONTE: Business Online
mercoledì, gennaio 31, 2007
martedì, gennaio 30, 2007
Mutui:crescono per durata e importo
E' quanto emerge da un'analisi di Kiron per Tecnocasa
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Non si ferma l'aumento del credito ipotecario destinato alle famiglie per l'acquisto di abitazioni. Nel terzo trimestre 2006 l'erogazione di mutui per la casa e' aumentata del 16,31%, e il valore dei flussi erogati ha raggiunto i 45,2 miliardi di euro. E' quanto emerge da un'analisi dell'ufficio studi Kiron per Tecnocasa, che sottolinea come 'la crescita dei tassi d'interesse abbia portato le famiglie a preferire durate di rimborso piu' lunghe.
FONTE: Ansa.it
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Non si ferma l'aumento del credito ipotecario destinato alle famiglie per l'acquisto di abitazioni. Nel terzo trimestre 2006 l'erogazione di mutui per la casa e' aumentata del 16,31%, e il valore dei flussi erogati ha raggiunto i 45,2 miliardi di euro. E' quanto emerge da un'analisi dell'ufficio studi Kiron per Tecnocasa, che sottolinea come 'la crescita dei tassi d'interesse abbia portato le famiglie a preferire durate di rimborso piu' lunghe.
FONTE: Ansa.it
Mutui: crescono in numero e valori
Il record è della Basilicata con le percentuali di crescita maggiore +35,4%. Da analisi di Tecnocasa il mercato del credito alle famiglie in Italia continua ad essere di crescita sostenuta. La previsione per l’anno 2007 è ancora positiva
ROMA – Continua la crescita del credito ipotecario destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni. Il valore dei flussi erogati ha raggiunto la cifra di 45,2 miliardi di Euro.
E' quanto emerge da una analisi dell’ufficio studi di Tecnocasa, curata da Renato Landoni, ufficio studi di Kìron. Per quanto riguarda i valori relativi alle macro aree è l'Italia centrale che fa registrare la maggiore crescita +12,78% rispetto al corrispondente terzo trimestre 2005. Seguono l’Italia orientale +10,49%, l’Italia meridionale +8,50%, l’Italia occidentale +4,80% e l’Italia insulare +3,88%.
Tra le regioni è la Basilicata che ha registrato la percentuale di crescita maggiore +35,4% rispetto allo stesso terzo trimestre 2005, seguono la Calabria +29%, la Liguria +27,5% e l’Emilia +23%. Il Lazio è cresciuto di più tra le «grandi» regioni +14,9%, seguito da Campania + 8,9%, Lombardia +5,9% e Piemonte +3,73%. Valori negativi sono stati registrati in Molise -3,8% e nel Veneto -0,3%.
Gli andamenti favorevoli dei flussi erogati – continua lo studio di Tecnocasa – «sono stati determinati dall’andamento dei tassi di interesse di questi ultimi anni ritenuti ancora contenuti. I recenti interventi della Banca Centrale Europea sul tasso di sconto hanno determinato un rialzo del costo delle rate. Come è indicato nella tabella riportata sopra, il tasso Taeg medio è aumentato di 0,95 punti percentuali dall’inizio del 2006 al 30 settembre 2006. Sarà possibile che la Banca Centrale Europea intervenga ancora sui tassi al fine di contenere il livello del tasso di inflazione. Si ritiene comunque che l’attuale tensione sui tassi non pregiudicherà la crescita dei flussi delle erogazioni nel nostro Paese per l’anno 2007».
La crescita dei tassi di interesse ha portato le famiglie a preferire durate di rimborso più lunghe, oltre il 49% dei finanziamenti hanno durate superiori ai 21 anni, di cui il 25% di essi superiore ai 26 anni. Questa tendenza è agevolata anche dall’offerta da parte degli intermediari finanziari specializzati che hanno proposto linee di prodotti con durate fino a 40 anni a costi più competitivi rispetto al passato.
L'andamento dei prezzi degli immobili ha comportato un aumento dell’importo medio erogato che, secondo i dati dell’Ufficio Studi Kìron, è aumentato dell’8,6% rispetto al 2005 portandosi a 126.000 Euro. Volendo indicare delle previsioni nel breve periodo si può affermare che il mercato del credito alle famiglie in Italia continua ad essere caratterizzato da un andamento di crescita sostenuta. La previsione per l’anno 2007 sarà ancora positiva per effetto della domanda del mercato immobiliare che continua ad essere considerato per gli italiani un mercato «sicuro» dove investire i propri risparmi. Ulteriore elemento che favorirà la crescita del mercato del credito ipotecario sarà l’ampliamento dell’offerta da parte degli istituti specializzati. In particolare – conclude la ricerca - gli interventi riguarderanno i costi dei prodotti che diventeranno sempre più competitivi e adattabili alle diverse esigenze della famiglie italiane. Molti istituti di credito hanno introdotto linee di prodotti che coprono fino al 100% del valore dell’immobile a costi molto più contenuti rispetto al passato, favorendo in questo modo un numero sempre maggiore di clienti che non hanno un risparmio sufficiente per far fronte alle spese legate alla compravendita.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
ROMA – Continua la crescita del credito ipotecario destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni. Il valore dei flussi erogati ha raggiunto la cifra di 45,2 miliardi di Euro.
E' quanto emerge da una analisi dell’ufficio studi di Tecnocasa, curata da Renato Landoni, ufficio studi di Kìron. Per quanto riguarda i valori relativi alle macro aree è l'Italia centrale che fa registrare la maggiore crescita +12,78% rispetto al corrispondente terzo trimestre 2005. Seguono l’Italia orientale +10,49%, l’Italia meridionale +8,50%, l’Italia occidentale +4,80% e l’Italia insulare +3,88%.
Tra le regioni è la Basilicata che ha registrato la percentuale di crescita maggiore +35,4% rispetto allo stesso terzo trimestre 2005, seguono la Calabria +29%, la Liguria +27,5% e l’Emilia +23%. Il Lazio è cresciuto di più tra le «grandi» regioni +14,9%, seguito da Campania + 8,9%, Lombardia +5,9% e Piemonte +3,73%. Valori negativi sono stati registrati in Molise -3,8% e nel Veneto -0,3%.
Gli andamenti favorevoli dei flussi erogati – continua lo studio di Tecnocasa – «sono stati determinati dall’andamento dei tassi di interesse di questi ultimi anni ritenuti ancora contenuti. I recenti interventi della Banca Centrale Europea sul tasso di sconto hanno determinato un rialzo del costo delle rate. Come è indicato nella tabella riportata sopra, il tasso Taeg medio è aumentato di 0,95 punti percentuali dall’inizio del 2006 al 30 settembre 2006. Sarà possibile che la Banca Centrale Europea intervenga ancora sui tassi al fine di contenere il livello del tasso di inflazione. Si ritiene comunque che l’attuale tensione sui tassi non pregiudicherà la crescita dei flussi delle erogazioni nel nostro Paese per l’anno 2007».
La crescita dei tassi di interesse ha portato le famiglie a preferire durate di rimborso più lunghe, oltre il 49% dei finanziamenti hanno durate superiori ai 21 anni, di cui il 25% di essi superiore ai 26 anni. Questa tendenza è agevolata anche dall’offerta da parte degli intermediari finanziari specializzati che hanno proposto linee di prodotti con durate fino a 40 anni a costi più competitivi rispetto al passato.
L'andamento dei prezzi degli immobili ha comportato un aumento dell’importo medio erogato che, secondo i dati dell’Ufficio Studi Kìron, è aumentato dell’8,6% rispetto al 2005 portandosi a 126.000 Euro. Volendo indicare delle previsioni nel breve periodo si può affermare che il mercato del credito alle famiglie in Italia continua ad essere caratterizzato da un andamento di crescita sostenuta. La previsione per l’anno 2007 sarà ancora positiva per effetto della domanda del mercato immobiliare che continua ad essere considerato per gli italiani un mercato «sicuro» dove investire i propri risparmi. Ulteriore elemento che favorirà la crescita del mercato del credito ipotecario sarà l’ampliamento dell’offerta da parte degli istituti specializzati. In particolare – conclude la ricerca - gli interventi riguarderanno i costi dei prodotti che diventeranno sempre più competitivi e adattabili alle diverse esigenze della famiglie italiane. Molti istituti di credito hanno introdotto linee di prodotti che coprono fino al 100% del valore dell’immobile a costi molto più contenuti rispetto al passato, favorendo in questo modo un numero sempre maggiore di clienti che non hanno un risparmio sufficiente per far fronte alle spese legate alla compravendita.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
lunedì, gennaio 22, 2007
FIRENZE,Mutui intestati a Prestanome
Truffa per oltre 800mila euro
14 persone tra cui direttori di banca, agenti immobiliari e periti sono indagati per una maxi truffa ai danni di agenzie bancarie
Firenze, 19 gennaio 2007- 14 persone indagate, 12 perquisizioni effettuate e un'accusa di truffa aggravata. Tre le persone che sarebbero le menti di una organizzazione messa in piedi per truffare degli istituti bancari, presumibilmente due uomini e una donna i cui nomi sarebbero legati ad una nota agenzia immobiliare della provincia di Firenze.
L'accusa è appunto quella di aver truffato le banche facendo ottenere mutui a persone nullatenenti per l'acquisto di immobili valutati più del loro valore grazie all'accordo di periti e direttori di banca compiacenti. Tra gli indagati appunto anche direttori di banca con sede ad Empoli ed a Firenze.
Secondo la ricostruzione dal 2002 al 2004 gli agenti immobiliari avrebbero stipulato almeno nove mutui per l'acquisto di case nelle province di Arezzo, Grosseto, Pisa e Pistoia, facendoli intestare a prestanome nullatenenti,tra cui anche un parcheggiatore abusivo e due persone senza fissa dimora che venivano 'ricompensati' con cifre dai 200 ai 6 mila euro.
Alla base del loro coinvolgimento, comunque, spesso ci sarebbe stata l'assicurazione che il mutuo sarebbe poi stato pagato dall'agenzia immobiliare. Quando si sono accorti che cio' non accadeva, tre dei prestanome hanno sporto denuncia, dando l' avvio all' inchiesta.
Gli inquirenti non escludono che i mutui contratti col raggiro possano essere piu' di quelli scoperti finora e per questo invitano eventuali altri prestanome che ne siano rimasti vittima a denunciare il fatto alla procura.
L'ammontare dei mutui sarebbe stato valutato sulla base delle perizie di due tecnici che sovrastimavano gli immobili. Mentre i proprietari delle case, estranei alla truffa, venivano liquidati con le somme pattuite, le banche si trovavano con mutui intestati a clienti insolventi e garantiti da ipoteche su immobili di valore inferiore ai soldi prestati. Una truffa che in tre anni avrebbe fruttato almeno 800mila euro e che invece è stata scoperta grazie all'inchiesta del pm Gabriele Mazzotta.
FONTE: il Resto del Carlino
14 persone tra cui direttori di banca, agenti immobiliari e periti sono indagati per una maxi truffa ai danni di agenzie bancarie
Firenze, 19 gennaio 2007- 14 persone indagate, 12 perquisizioni effettuate e un'accusa di truffa aggravata. Tre le persone che sarebbero le menti di una organizzazione messa in piedi per truffare degli istituti bancari, presumibilmente due uomini e una donna i cui nomi sarebbero legati ad una nota agenzia immobiliare della provincia di Firenze.
L'accusa è appunto quella di aver truffato le banche facendo ottenere mutui a persone nullatenenti per l'acquisto di immobili valutati più del loro valore grazie all'accordo di periti e direttori di banca compiacenti. Tra gli indagati appunto anche direttori di banca con sede ad Empoli ed a Firenze.
Secondo la ricostruzione dal 2002 al 2004 gli agenti immobiliari avrebbero stipulato almeno nove mutui per l'acquisto di case nelle province di Arezzo, Grosseto, Pisa e Pistoia, facendoli intestare a prestanome nullatenenti,tra cui anche un parcheggiatore abusivo e due persone senza fissa dimora che venivano 'ricompensati' con cifre dai 200 ai 6 mila euro.
Alla base del loro coinvolgimento, comunque, spesso ci sarebbe stata l'assicurazione che il mutuo sarebbe poi stato pagato dall'agenzia immobiliare. Quando si sono accorti che cio' non accadeva, tre dei prestanome hanno sporto denuncia, dando l' avvio all' inchiesta.
Gli inquirenti non escludono che i mutui contratti col raggiro possano essere piu' di quelli scoperti finora e per questo invitano eventuali altri prestanome che ne siano rimasti vittima a denunciare il fatto alla procura.
L'ammontare dei mutui sarebbe stato valutato sulla base delle perizie di due tecnici che sovrastimavano gli immobili. Mentre i proprietari delle case, estranei alla truffa, venivano liquidati con le somme pattuite, le banche si trovavano con mutui intestati a clienti insolventi e garantiti da ipoteche su immobili di valore inferiore ai soldi prestati. Una truffa che in tre anni avrebbe fruttato almeno 800mila euro e che invece è stata scoperta grazie all'inchiesta del pm Gabriele Mazzotta.
FONTE: il Resto del Carlino
Casa, in regione tassi per mutui superiori a media italiana
Per un mutuo fino a 125.000 euro è del 5,4% contro una media italiana del 5,24%, per cifre superiori si abbassa allo 5,15% contro lo 5,03%
Trento, 20 gen. - (Adnkronos) - Secondo il Bollettino statistico della Banca d'Italia relativo a settembre 2006 il tasso per un mutuo casa fino a 125.000 euro nel Trentino Alto Adige e' del 5,4% contro una media italiana del 5,24%. Per cifre superiori si abbassa allo 5,15% contro una media italiana del 5,03%.
Il dato regionale e' piu' alto anche di Lombardia (5 e 4,88%), Emilia Romagna (5,2 e 5,03%), Umbria (5,17 e 4,85%), Abruzzo e Molise (5,33 e 5,02%), Puglia (5,24 e 5%) e Sardegna (5,12 e 4,96%); per non parlare della Toscana, che fa registrare il tasso di interesse piu' basso della penisola: il 4,25%. I piu' penalizzati, invece, sono i piemontesi: il tasso su un mutuo superiore ai 125.000 euro e' pari infatti al 5,33%.
FONTE: ADN Kronos
Trento, 20 gen. - (Adnkronos) - Secondo il Bollettino statistico della Banca d'Italia relativo a settembre 2006 il tasso per un mutuo casa fino a 125.000 euro nel Trentino Alto Adige e' del 5,4% contro una media italiana del 5,24%. Per cifre superiori si abbassa allo 5,15% contro una media italiana del 5,03%.
Il dato regionale e' piu' alto anche di Lombardia (5 e 4,88%), Emilia Romagna (5,2 e 5,03%), Umbria (5,17 e 4,85%), Abruzzo e Molise (5,33 e 5,02%), Puglia (5,24 e 5%) e Sardegna (5,12 e 4,96%); per non parlare della Toscana, che fa registrare il tasso di interesse piu' basso della penisola: il 4,25%. I piu' penalizzati, invece, sono i piemontesi: il tasso su un mutuo superiore ai 125.000 euro e' pari infatti al 5,33%.
FONTE: ADN Kronos
giovedì, gennaio 18, 2007
NASCE DIRECTAFIN NUOVA REALTÀ DEL MERCATO ITALIANO DEL CREDITO
L'azienda propone prodotti e servizi finanziari rivolti a privati attraverso più canali, con particolare attenzione al canale web.
Directafin nasce dalla volontà di un gruppo di professionisti di unire le proprie esperienze maturate in diversi ambiti professionali, in particolare nellarea finanziaria, per creare unazienda che possa operare e svilupparsi in modo rapido e moderno nel mercato dei prodotti e servizi finanziari.
Obbiettivo principale di directafin è quello di proporre una gamma completa e accessibile di prodotti e servizi finanziari (Prestiti - Mutui - Cessione del Quinto) attraverso diversi canali, ovvero integrare il canale tradizionale, quale può essere lagenzia, con quello telefonico ed il canale internet.
Particolare attenzione verrà rivolta allevoluzione ed alle novità del mercato finanziario in modo da poter proporre sempre prodotti innovativi ed alle migliori condizioni di mercato.
FONTE: Comunicati Stampa
Directafin nasce dalla volontà di un gruppo di professionisti di unire le proprie esperienze maturate in diversi ambiti professionali, in particolare nellarea finanziaria, per creare unazienda che possa operare e svilupparsi in modo rapido e moderno nel mercato dei prodotti e servizi finanziari.
Obbiettivo principale di directafin è quello di proporre una gamma completa e accessibile di prodotti e servizi finanziari (Prestiti - Mutui - Cessione del Quinto) attraverso diversi canali, ovvero integrare il canale tradizionale, quale può essere lagenzia, con quello telefonico ed il canale internet.
Particolare attenzione verrà rivolta allevoluzione ed alle novità del mercato finanziario in modo da poter proporre sempre prodotti innovativi ed alle migliori condizioni di mercato.
FONTE: Comunicati Stampa
USA: indice mutui-casa -0,6%; rifinanziamenti +6,3%
NEW YORK - Segnano un calo le richieste di finanziamento ipotecario negli Stati Uniti, con l'indice generale in flessione dello 0,6% la scorsa settimana dopo la forte crescita registrata nella settimana precedente.
L'indice delle domande di mutuo destinate all'effettivo acquisto di una casa è risultato in ribasso del 7%, risentendo del rialzo del tasso medio su un mutuo trentennale al 6,19% dal 6,13% precedente.
In crescita, invece, le richieste di rifinanziamento con cui gli americani alimentano la propria liquidità: l'indice è salito la scorsa settimana del 6,3%.
FONTE: Swiss Politics
L'indice delle domande di mutuo destinate all'effettivo acquisto di una casa è risultato in ribasso del 7%, risentendo del rialzo del tasso medio su un mutuo trentennale al 6,19% dal 6,13% precedente.
In crescita, invece, le richieste di rifinanziamento con cui gli americani alimentano la propria liquidità: l'indice è salito la scorsa settimana del 6,3%.
FONTE: Swiss Politics
lunedì, gennaio 15, 2007
Caro mattone/ Proseguirà nel 2007 il boom del settore. Ferrero: nuova politica per la casa
Il boom del mercato immobiliare italiano è destinato a continuare anche nel 2007. È questa la previsione della Federconsumatori, secondo cui l’aumento medio per l’acquisto di un’abitazione sarà, nel corso di quest’anno, del 5% rispetto al 2006 (4792 euro al metro quadrato contro 4564), a fronte di un costo della locazione che aumenterà meno di quanto cresceranno i prezzi di acquisto. Più prudente è la previsione tracciata da Scenari Immobiliari: il mercato del real estate potrebbe rimanere stabile. Mentre sarà positivo il settore alberghiero, seguito dal commerciale, dalla grande distribuzione e dagli uffici. Nessuno crede però che la corsa del residenziale sia davvero finita.
Non lo credono le famiglie italiane, che possono comunque tirare un sospiro di sollievo dopo la decisione presa giovedì dalla Bce di lasciare invariato il costo del denaro. Un ulteriore aumento dei tassi, dopo quelli già stabiliti nel 2006, avrebbe reso i mutui per l’acquisto dell’abitazione ancora più gravosi.
Negli ultimi sei anni – sottolinea lo studio della Federconsumatori – il valore degli immobili è salito a ritmi vertiginosi: se nel 2001 per comprare 90 metri quadrati in una zona semicentrale di una grande area urbano occorrevano 15,3 annualità di reddito, nel 2006 ne occorrevano 19,6. Un’impennata del 46%.
Mentre sul fronte dei mutui per l’acquisto della prima casa, anche il 2006 si chiude con un segno positivo a due cifre: +14,6% per una consistenza di circa 240 miliardi di euro, secondo il Supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia, “Indicatori monetari e finanziari”. Un dato solo di due punti percentuali più basso di quello registrato negli Stati Uniti, Paese dove il tasso di indebitamento delle famiglie è tra i più alti al mondo e dove sono in molti a sostenere l’imminente esplosione della bolla immobiliare.
“È necessario agire sul fronte degli affitti – sostiene il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, in un’intervista che sarà pubblicata nel prossimo numero di “Anci Rivista”, bimestrale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani – aumentando l’offerta di alloggi a canoni accessibili. Oltre a recuperare e ristrutturare quelle esistenti bisogna inoltre costruire nuove abitazioni. E questo è anche quanto prevede il ddl governativo sul blocco degli sfratti ai più poveri e sulla costruzione di un piano casa”.
Di fatto – è quanto sostengono gli addetti ai lavori – l’assenza di una politica pubblica della casa ha giocato un gran ruolo nell’impennata dei prezzi delle abitazioni che si è verificata in tutta Italia negli ultimi anni. “La nuova politica della casa – secondo il ministro Ferrero – dovrà coinvolgere tutte le istituzioni territoriali, a partire dai Comuni che hanno un ruolo a 360 gradi, ma che, per poter operare in modo concreto, devono ricevere le risorse necessarie”. Quelle stesse risorse che mancano però nella legge Finanziaria appena approvata dal Parlamento.
FONTE: Affari Italiani di Libero
Non lo credono le famiglie italiane, che possono comunque tirare un sospiro di sollievo dopo la decisione presa giovedì dalla Bce di lasciare invariato il costo del denaro. Un ulteriore aumento dei tassi, dopo quelli già stabiliti nel 2006, avrebbe reso i mutui per l’acquisto dell’abitazione ancora più gravosi.
Negli ultimi sei anni – sottolinea lo studio della Federconsumatori – il valore degli immobili è salito a ritmi vertiginosi: se nel 2001 per comprare 90 metri quadrati in una zona semicentrale di una grande area urbano occorrevano 15,3 annualità di reddito, nel 2006 ne occorrevano 19,6. Un’impennata del 46%.
Mentre sul fronte dei mutui per l’acquisto della prima casa, anche il 2006 si chiude con un segno positivo a due cifre: +14,6% per una consistenza di circa 240 miliardi di euro, secondo il Supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia, “Indicatori monetari e finanziari”. Un dato solo di due punti percentuali più basso di quello registrato negli Stati Uniti, Paese dove il tasso di indebitamento delle famiglie è tra i più alti al mondo e dove sono in molti a sostenere l’imminente esplosione della bolla immobiliare.
“È necessario agire sul fronte degli affitti – sostiene il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, in un’intervista che sarà pubblicata nel prossimo numero di “Anci Rivista”, bimestrale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani – aumentando l’offerta di alloggi a canoni accessibili. Oltre a recuperare e ristrutturare quelle esistenti bisogna inoltre costruire nuove abitazioni. E questo è anche quanto prevede il ddl governativo sul blocco degli sfratti ai più poveri e sulla costruzione di un piano casa”.
Di fatto – è quanto sostengono gli addetti ai lavori – l’assenza di una politica pubblica della casa ha giocato un gran ruolo nell’impennata dei prezzi delle abitazioni che si è verificata in tutta Italia negli ultimi anni. “La nuova politica della casa – secondo il ministro Ferrero – dovrà coinvolgere tutte le istituzioni territoriali, a partire dai Comuni che hanno un ruolo a 360 gradi, ma che, per poter operare in modo concreto, devono ricevere le risorse necessarie”. Quelle stesse risorse che mancano però nella legge Finanziaria appena approvata dal Parlamento.
FONTE: Affari Italiani di Libero
venerdì, gennaio 12, 2007
Liberalizzazioni, Bersani: chiusura dei rapporti di durata con le banche
Spese di chiusura dei rapporti di durata con le banche
Finalmente un po’ di chiarezza riguardo alle spese di chiusura dei rapporti di durata (conti correnti e altro). Il Governo emanerà una circolare interpretativa che, in base alle anticipazioni del ministro, dirà che sono abolite le spese di chiusura per i conti correnti, per i conti titoli, ma non per i mutui. La circolare è più che opportuna, perché elimina le interpretazioni tendenziose delle banche (una loro circolare era già stata bloccata dall´Antitrust qualche mese fa).
Tutto bene, dunque, sul fronte “banche”? No, e il contenzioso riguarda l’interpretazione dell´articolo 10 della legge 248/06, che recita "In ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura ".
Ora, può una legge azzerare una clausola come quella che penalizza il cliente in caso di estinzione anticipata del mutuo contratto con la banca? A nostro parere no: potrà intervenire sui nuovi mutui, quelli stipulati successivamente all’entrata in vigore FONTE: www.voceditalia.it
Finalmente un po’ di chiarezza riguardo alle spese di chiusura dei rapporti di durata (conti correnti e altro). Il Governo emanerà una circolare interpretativa che, in base alle anticipazioni del ministro, dirà che sono abolite le spese di chiusura per i conti correnti, per i conti titoli, ma non per i mutui. La circolare è più che opportuna, perché elimina le interpretazioni tendenziose delle banche (una loro circolare era già stata bloccata dall´Antitrust qualche mese fa).
Tutto bene, dunque, sul fronte “banche”? No, e il contenzioso riguarda l’interpretazione dell´articolo 10 della legge 248/06, che recita "In ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura ".
Ora, può una legge azzerare una clausola come quella che penalizza il cliente in caso di estinzione anticipata del mutuo contratto con la banca? A nostro parere no: potrà intervenire sui nuovi mutui, quelli stipulati successivamente all’entrata in vigore FONTE: www.voceditalia.it
Si velocizzano i tempi per l'erogazione dei mutui regionali per acquisto prima casa
Tra gli oggetti in discussione in Consiglio regionale ieri è stata approvata all'unanimità una proposta di regolamento presentata dai consiglieri Ds Giovanni Sandri e Carmela Fontana sulle modificazioni al regolamento regionale relativo alle norme per la concessione di mutui a interesse agevolato. Il nuovo testo, al fine di ridurre i tempi di erogazione in modo da permettere la detraibilità fiscale degli interessi, prevede la trasformazione del procedimento da bando annuale a sportello, cioè dall'avvio della pratica, in qualunque giorno dell'anno, a partire dalla presentazione da parte dei cittadini della documentazione necessaria. Il risultato della modifica sarà testato per gli anni 2007-2008 in forma sperimentale.
FONTE: Piùpress - Moreno Vignolini
FONTE: Piùpress - Moreno Vignolini
giovedì, gennaio 11, 2007
Conti titoli, Bersani: anche Bankitalia favorevole a mobilità
ROMA - Le norme di chiusura dei conti correnti senza spese, richieste dal decreto Bersani-Visco dell'estate scorsa, si dovrebbe poter applicare anche ai conti titoli, ma non ai mutui. Lo ha detto il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, rispondendo alle domande dei giornalisti durante una conferenza stampa.
"Siamo in attesa della risposta di Banca d'Italia. Credo che l'esito sarà favorevole per i depositi titoli, anche Bankitalkia sembra orientata a considerarli accessori rispetto ai conti correnti e quindi assoggettabili alle nuove norme. Mentre il parere sarà negativo per i mutui", ha risposto Bersani ai cronisti che gli chiedevano se la chiusura dei conti senza spese possa essere estesa anche ai depositi titoli e ai mutui.
FONTE: Reuters
"Siamo in attesa della risposta di Banca d'Italia. Credo che l'esito sarà favorevole per i depositi titoli, anche Bankitalkia sembra orientata a considerarli accessori rispetto ai conti correnti e quindi assoggettabili alle nuove norme. Mentre il parere sarà negativo per i mutui", ha risposto Bersani ai cronisti che gli chiedevano se la chiusura dei conti senza spese possa essere estesa anche ai depositi titoli e ai mutui.
FONTE: Reuters
mercoledì, gennaio 03, 2007
CASA: VDA; NUOVO REGOLAMENTO PER I MUTUI PRIMA CASA
(ANSA) - AOSTA, 28 DIC - Le domande riguardanti i mutui per la prima casa erogati dalla Regione autonoma Valle d'Aosta saranno ammesse per gli anni 2007/2008 secondo l'ordine cronologico e non più con un bando a scadenza.
E' quanto è previsto dal nuovo testo del regolamento approvato oggi all'unanimità dalla Terza commissione del Consiglio regionale 'Assetto del territorio'', presieduta da Fedele Borre, sulla base di una proposta di modifica presentata dai consiglieri Giovanni Sandri e Carmela Fontana.
"Questo meccanismo, proposto dall'Assessorato, - ha spiegato il consigliere Sandri - consentirà di ridurre i tempi di erogazione dei finanziamenti, che era l'obiettivo della nostra proposta". (ANSA).
FONTE: ANSA Valle d'Aosta
E' quanto è previsto dal nuovo testo del regolamento approvato oggi all'unanimità dalla Terza commissione del Consiglio regionale 'Assetto del territorio'', presieduta da Fedele Borre, sulla base di una proposta di modifica presentata dai consiglieri Giovanni Sandri e Carmela Fontana.
"Questo meccanismo, proposto dall'Assessorato, - ha spiegato il consigliere Sandri - consentirà di ridurre i tempi di erogazione dei finanziamenti, che era l'obiettivo della nostra proposta". (ANSA).
FONTE: ANSA Valle d'Aosta
mercoledì, dicembre 27, 2006
Tassi, sei rialzi nel 2006. Stangata sui mutui
Il costo del denaro è salito al 3,5%. Sono in arrivo nuovi aumenti nei primi mesi del 2007
La Bce è preoccupata per la ripresa dell’inflazione. La strategia pesa sulle tasche del popolo delle rate
È STATO l’anno dei rialzi dei tassi d’interesse. Sei incrementi in 12 mesi. L’ultimo, di un quarto di punto percentuale, deciso dalla Bce ha portato il tasso base al 3,50%. E per il 2007 sono in arrivo nuove strette monetarie, secondo quanto ha lasciato trapelare dalle sue dichiarazioni il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, preoccupato per una ripresa della spirale inflazionistica. Il rischio di un surriscaldamento dei prezzi, secondo Trichet, è dovuto al fatto che Eurolandia si prepara a inaugurare il 2007 con una crescita «solida». E quindi l’inflazione «probabilmente» aumenterà ancora. Per evitare contraccolpi, la Banca centrale europea si dice pronta ad agire «puntualmente» e «con fermezza» per contenere il previsto rialzo dei prezzi, confermando indirettamente così la sua propensione verso un nuovo incremento dei tassi. Per il popolo delle rate, quindi, si preannunciano tempi bui. Soprattutto per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, ma le conseguenze si ripercuoteranno anche su chi ha scelto il tasso fisso. L’ultimo aumento dei tassi dello 0,25%, secondo i calcoli dell’Adusbef, è costato caro alle famiglie italiane. Non solo mutui, ma la stretta riguarda anche l’onere dei prestiti, di quelli accesi per l’acquisto di piccoli elettrodomestici o di auto nuove, e più difficile sarà anche rifinanziare il debito pubblico (oggi già a oltre 27 mila euro a testa). Secondo i calcoli dell’Adusbef, ad esempio, un mutuo di 100 mila euro a 10 anni al 5% comporta una rata mensile di 1.060,66 euro o semestrale di 6.414,71. Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 12,25 euro sulla rata mensile (+147 euro annui) o di 75,99 euro sulla rata semestrale (+151,98 euro l’anno). Per un mutuo di 200 mila euro a 10 anni un tasso al 5% comporta una rata mensile di 2.121,32 euro o semestrale di 12.829,42. Un aumento al 5,25% comporterà un rincaro di 24,50 euro sulla rata mensile (+294,00 annui) o di 151,98 euro sulla rata semestrale (+303,96 euro l’anno). Discorso simile per i prestiti. Ricorrere ad una linea di credito da 6.000 euro per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, sostiene l’Adusbef, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata in 5 anni di circa 93 euro. Per arredare casa o acquistare un'auto con un prestito da 15 mila euro si sborseranno in media 228 euro in più, mentre per affrontare spese di maggiore entità (matrimonio, iniziative commerciali) con un prestito da 30 mila euro, serviranno in 5 anni 453 euro in più. Nei primi mesi del 2007, secondo quanto si attendono gli operatori, arriverà una nuova stretta sui tassi. L’economia in Europa corre e questo scenario però comporta rischi legati soprattutto alla possibilità di un rinnovato aumento dei prezzi del greggio. A questa variabile, poi, bisogna aggiungere ulteriori incrementi delle tariffe e delle imposte indirette. In questo quadro, Trichet ha sottolineato che una «politica monetaria accomodante si tradurrebbe solo in un tasso d’inflazione elevato e inietterebbe volatilità nell’economia».
FONTE: Il TEMPO
La Bce è preoccupata per la ripresa dell’inflazione. La strategia pesa sulle tasche del popolo delle rate
È STATO l’anno dei rialzi dei tassi d’interesse. Sei incrementi in 12 mesi. L’ultimo, di un quarto di punto percentuale, deciso dalla Bce ha portato il tasso base al 3,50%. E per il 2007 sono in arrivo nuove strette monetarie, secondo quanto ha lasciato trapelare dalle sue dichiarazioni il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, preoccupato per una ripresa della spirale inflazionistica. Il rischio di un surriscaldamento dei prezzi, secondo Trichet, è dovuto al fatto che Eurolandia si prepara a inaugurare il 2007 con una crescita «solida». E quindi l’inflazione «probabilmente» aumenterà ancora. Per evitare contraccolpi, la Banca centrale europea si dice pronta ad agire «puntualmente» e «con fermezza» per contenere il previsto rialzo dei prezzi, confermando indirettamente così la sua propensione verso un nuovo incremento dei tassi. Per il popolo delle rate, quindi, si preannunciano tempi bui. Soprattutto per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, ma le conseguenze si ripercuoteranno anche su chi ha scelto il tasso fisso. L’ultimo aumento dei tassi dello 0,25%, secondo i calcoli dell’Adusbef, è costato caro alle famiglie italiane. Non solo mutui, ma la stretta riguarda anche l’onere dei prestiti, di quelli accesi per l’acquisto di piccoli elettrodomestici o di auto nuove, e più difficile sarà anche rifinanziare il debito pubblico (oggi già a oltre 27 mila euro a testa). Secondo i calcoli dell’Adusbef, ad esempio, un mutuo di 100 mila euro a 10 anni al 5% comporta una rata mensile di 1.060,66 euro o semestrale di 6.414,71. Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 12,25 euro sulla rata mensile (+147 euro annui) o di 75,99 euro sulla rata semestrale (+151,98 euro l’anno). Per un mutuo di 200 mila euro a 10 anni un tasso al 5% comporta una rata mensile di 2.121,32 euro o semestrale di 12.829,42. Un aumento al 5,25% comporterà un rincaro di 24,50 euro sulla rata mensile (+294,00 annui) o di 151,98 euro sulla rata semestrale (+303,96 euro l’anno). Discorso simile per i prestiti. Ricorrere ad una linea di credito da 6.000 euro per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, sostiene l’Adusbef, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata in 5 anni di circa 93 euro. Per arredare casa o acquistare un'auto con un prestito da 15 mila euro si sborseranno in media 228 euro in più, mentre per affrontare spese di maggiore entità (matrimonio, iniziative commerciali) con un prestito da 30 mila euro, serviranno in 5 anni 453 euro in più. Nei primi mesi del 2007, secondo quanto si attendono gli operatori, arriverà una nuova stretta sui tassi. L’economia in Europa corre e questo scenario però comporta rischi legati soprattutto alla possibilità di un rinnovato aumento dei prezzi del greggio. A questa variabile, poi, bisogna aggiungere ulteriori incrementi delle tariffe e delle imposte indirette. In questo quadro, Trichet ha sottolineato che una «politica monetaria accomodante si tradurrebbe solo in un tasso d’inflazione elevato e inietterebbe volatilità nell’economia».
FONTE: Il TEMPO
Tassi, sei rialzi nel 2006. Stangata sui mutui
Il costo del denaro è salito al 3,5%. Sono in arrivo nuovi aumenti nei primi mesi del 2007
La Bce è preoccupata per la ripresa dell’inflazione. La strategia pesa sulle tasche del popolo delle rate
È STATO l’anno dei rialzi dei tassi d’interesse. Sei incrementi in 12 mesi. L’ultimo, di un quarto di punto percentuale, deciso dalla Bce ha portato il tasso base al 3,50%. E per il 2007 sono in arrivo nuove strette monetarie, secondo quanto ha lasciato trapelare dalle sue dichiarazioni il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, preoccupato per una ripresa della spirale inflazionistica. Il rischio di un surriscaldamento dei prezzi, secondo Trichet, è dovuto al fatto che Eurolandia si prepara a inaugurare il 2007 con una crescita «solida». E quindi l’inflazione «probabilmente» aumenterà ancora. Per evitare contraccolpi, la Banca centrale europea si dice pronta ad agire «puntualmente» e «con fermezza» per contenere il previsto rialzo dei prezzi, confermando indirettamente così la sua propensione verso un nuovo incremento dei tassi. Per il popolo delle rate, quindi, si preannunciano tempi bui. Soprattutto per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, ma le conseguenze si ripercuoteranno anche su chi ha scelto il tasso fisso. L’ultimo aumento dei tassi dello 0,25%, secondo i calcoli dell’Adusbef, è costato caro alle famiglie italiane. Non solo mutui, ma la stretta riguarda anche l’onere dei prestiti, di quelli accesi per l’acquisto di piccoli elettrodomestici o di auto nuove, e più difficile sarà anche rifinanziare il debito pubblico (oggi già a oltre 27 mila euro a testa). Secondo i calcoli dell’Adusbef, ad esempio, un mutuo di 100 mila euro a 10 anni al 5% comporta una rata mensile di 1.060,66 euro o semestrale di 6.414,71. Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 12,25 euro sulla rata mensile (+147 euro annui) o di 75,99 euro sulla rata semestrale (+151,98 euro l’anno). Per un mutuo di 200 mila euro a 10 anni un tasso al 5% comporta una rata mensile di 2.121,32 euro o semestrale di 12.829,42. Un aumento al 5,25% comporterà un rincaro di 24,50 euro sulla rata mensile (+294,00 annui) o di 151,98 euro sulla rata semestrale (+303,96 euro l’anno). Discorso simile per i prestiti. Ricorrere ad una linea di credito da 6.000 euro per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, sostiene l’Adusbef, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata in 5 anni di circa 93 euro. Per arredare casa o acquistare un'auto con un prestito da 15 mila euro si sborseranno in media 228 euro in più, mentre per affrontare spese di maggiore entità (matrimonio, iniziative commerciali) con un prestito da 30 mila euro, serviranno in 5 anni 453 euro in più. Nei primi mesi del 2007, secondo quanto si attendono gli operatori, arriverà una nuova stretta sui tassi. L’economia in Europa corre e questo scenario però comporta rischi legati soprattutto alla possibilità di un rinnovato aumento dei prezzi del greggio. A questa variabile, poi, bisogna aggiungere ulteriori incrementi delle tariffe e delle imposte indirette. In questo quadro, Trichet ha sottolineato che una «politica monetaria accomodante si tradurrebbe solo in un tasso d’inflazione elevato e inietterebbe volatilità nell’economia».
FONTE: Il TEMPO
Il costo del denaro è salito al 3,5%. Sono in arrivo nuovi aumenti nei primi mesi del 2007
La Bce è preoccupata per la ripresa dell’inflazione. La strategia pesa sulle tasche del popolo delle rate
È STATO l’anno dei rialzi dei tassi d’interesse. Sei incrementi in 12 mesi. L’ultimo, di un quarto di punto percentuale, deciso dalla Bce ha portato il tasso base al 3,50%. E per il 2007 sono in arrivo nuove strette monetarie, secondo quanto ha lasciato trapelare dalle sue dichiarazioni il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, preoccupato per una ripresa della spirale inflazionistica. Il rischio di un surriscaldamento dei prezzi, secondo Trichet, è dovuto al fatto che Eurolandia si prepara a inaugurare il 2007 con una crescita «solida». E quindi l’inflazione «probabilmente» aumenterà ancora. Per evitare contraccolpi, la Banca centrale europea si dice pronta ad agire «puntualmente» e «con fermezza» per contenere il previsto rialzo dei prezzi, confermando indirettamente così la sua propensione verso un nuovo incremento dei tassi. Per il popolo delle rate, quindi, si preannunciano tempi bui. Soprattutto per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, ma le conseguenze si ripercuoteranno anche su chi ha scelto il tasso fisso. L’ultimo aumento dei tassi dello 0,25%, secondo i calcoli dell’Adusbef, è costato caro alle famiglie italiane. Non solo mutui, ma la stretta riguarda anche l’onere dei prestiti, di quelli accesi per l’acquisto di piccoli elettrodomestici o di auto nuove, e più difficile sarà anche rifinanziare il debito pubblico (oggi già a oltre 27 mila euro a testa). Secondo i calcoli dell’Adusbef, ad esempio, un mutuo di 100 mila euro a 10 anni al 5% comporta una rata mensile di 1.060,66 euro o semestrale di 6.414,71. Un aumento del tasso al 5,25% comporterà un aumento di 12,25 euro sulla rata mensile (+147 euro annui) o di 75,99 euro sulla rata semestrale (+151,98 euro l’anno). Per un mutuo di 200 mila euro a 10 anni un tasso al 5% comporta una rata mensile di 2.121,32 euro o semestrale di 12.829,42. Un aumento al 5,25% comporterà un rincaro di 24,50 euro sulla rata mensile (+294,00 annui) o di 151,98 euro sulla rata semestrale (+303,96 euro l’anno). Discorso simile per i prestiti. Ricorrere ad una linea di credito da 6.000 euro per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, sostiene l’Adusbef, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata in 5 anni di circa 93 euro. Per arredare casa o acquistare un'auto con un prestito da 15 mila euro si sborseranno in media 228 euro in più, mentre per affrontare spese di maggiore entità (matrimonio, iniziative commerciali) con un prestito da 30 mila euro, serviranno in 5 anni 453 euro in più. Nei primi mesi del 2007, secondo quanto si attendono gli operatori, arriverà una nuova stretta sui tassi. L’economia in Europa corre e questo scenario però comporta rischi legati soprattutto alla possibilità di un rinnovato aumento dei prezzi del greggio. A questa variabile, poi, bisogna aggiungere ulteriori incrementi delle tariffe e delle imposte indirette. In questo quadro, Trichet ha sottolineato che una «politica monetaria accomodante si tradurrebbe solo in un tasso d’inflazione elevato e inietterebbe volatilità nell’economia».
FONTE: Il TEMPO
Mutui agevolati a Vernio con CariPrato
Mutui agevolati a Vernio con CariPrato per restaurare le facciate delle abitazioni
Vernio 26 dicembre 2006 – E’ stato raggiunta nei giorni scorsi una intesa fra il Comune di Vernio e CariPrato per incentivare la sistemazione delle facciate delle abitazioni grazie all’erogazione da parte della banca di una serie di mutui agevolati. Alla conferenza stampa di presentazione di questa iniziativa erano presenti il sindaco di Vernio Paolo Cecconi, Vincenzo Mellace responsabile Carprato Area Pratese, Umberto Mannocci Responsabile Cariprato Enti Locali, Massimo Gioia direttore della fliale Cariprato di Vernio e Alberto Chiaramonti responsabile Cariprato per la Val di Bisenzio. L’intesa riguarda la messa a disposizione da parte di CariPrato un plafond di quattro milioni di euro destinato ai cittadini del Comune di Vernio che intendono rifare la facciata della propria abitazione. L’importo massimo finanziabili di ogni singolo mutuo sarà di 40 mila euro al tasso Euribor 3 mesi aumentato di 1,50 p.p. (attualmente tasso complessivo 5,14). La durata è da un minimo di 18 mesi ad un massimo di 7 anni. Molto semplificata anche la documentazione richiesta a corredo: in pratica basta presentare una copia del documento attestante il reddito del richiedente(busta paga,e/o mod.101 e/o 730), una copia lettera di denuncia inizio attività (DIA) inoltrata al comune e il preventivo di spesa.
“La cura esterna delle singole abitazioni riveste una notevole importanza per la immagine complessiva che si riceve del territorio – ha commentato il sindaco Paolo Cecconi - per un comune come Vernio, che punta alla promozione del yurismo e alla valorizzazione paesaggistica, la sistemazione delle facciate esterne degli immobili assume una rilevanza centrale. La previsione di meccanismi – ha aggiunto - come l’accordo con banche che operano nell’ambito comunale, per incentivare il restauro delle facciate degli immobili con forme di agevolazione finanziaria sui prestiti può divenire per il Comune di Vernio un importante canale di promozione per la qualificazione dei nuclei abitati esistenti ed in particolare per quelli di maggiore rilevanza storico-architettonica”. “Questo accordo ci riempie di soddisfazione – ha poi sottolineato Vincenzo Mellace responsabile Carprato Area Pratese – perché per una banca legata al territorio come la nostra è importante dare contributo alla valorizzazione del territorio. Si tratta di mutui molto semplici da richiedere e ci auguriamo che tanti cittadini aderiscono all’iniziativa e che l’esempio di Vernio possa essere seguito anche dagli altri comuni della vallata”.
FONTE: Firenze.it
Vernio 26 dicembre 2006 – E’ stato raggiunta nei giorni scorsi una intesa fra il Comune di Vernio e CariPrato per incentivare la sistemazione delle facciate delle abitazioni grazie all’erogazione da parte della banca di una serie di mutui agevolati. Alla conferenza stampa di presentazione di questa iniziativa erano presenti il sindaco di Vernio Paolo Cecconi, Vincenzo Mellace responsabile Carprato Area Pratese, Umberto Mannocci Responsabile Cariprato Enti Locali, Massimo Gioia direttore della fliale Cariprato di Vernio e Alberto Chiaramonti responsabile Cariprato per la Val di Bisenzio. L’intesa riguarda la messa a disposizione da parte di CariPrato un plafond di quattro milioni di euro destinato ai cittadini del Comune di Vernio che intendono rifare la facciata della propria abitazione. L’importo massimo finanziabili di ogni singolo mutuo sarà di 40 mila euro al tasso Euribor 3 mesi aumentato di 1,50 p.p. (attualmente tasso complessivo 5,14). La durata è da un minimo di 18 mesi ad un massimo di 7 anni. Molto semplificata anche la documentazione richiesta a corredo: in pratica basta presentare una copia del documento attestante il reddito del richiedente(busta paga,e/o mod.101 e/o 730), una copia lettera di denuncia inizio attività (DIA) inoltrata al comune e il preventivo di spesa.
“La cura esterna delle singole abitazioni riveste una notevole importanza per la immagine complessiva che si riceve del territorio – ha commentato il sindaco Paolo Cecconi - per un comune come Vernio, che punta alla promozione del yurismo e alla valorizzazione paesaggistica, la sistemazione delle facciate esterne degli immobili assume una rilevanza centrale. La previsione di meccanismi – ha aggiunto - come l’accordo con banche che operano nell’ambito comunale, per incentivare il restauro delle facciate degli immobili con forme di agevolazione finanziaria sui prestiti può divenire per il Comune di Vernio un importante canale di promozione per la qualificazione dei nuclei abitati esistenti ed in particolare per quelli di maggiore rilevanza storico-architettonica”. “Questo accordo ci riempie di soddisfazione – ha poi sottolineato Vincenzo Mellace responsabile Carprato Area Pratese – perché per una banca legata al territorio come la nostra è importante dare contributo alla valorizzazione del territorio. Si tratta di mutui molto semplici da richiedere e ci auguriamo che tanti cittadini aderiscono all’iniziativa e che l’esempio di Vernio possa essere seguito anche dagli altri comuni della vallata”.
FONTE: Firenze.it
venerdì, dicembre 22, 2006
Mutui più cari, ma non c’è panico
La cattiva notizia è che il 7 dicembre la Banca centrale europea ha operato l'ennesimo aumento del tasso di sconto, cioè il valore che farà pagare alle banche sul denaro dato loro in prestito.
In dodici mesi gli istituti di credito hanno così visto crescere il costo del denaro di un punto e mezzo, passando dal 2% del dicembre 2005 all'attuale 3,5%. Con la diretta conseguenza che anche noi utenti finali pagheremo più cari i soldi che le banche ci hanno prestato o ci presteranno.
La buona notizia è che, almeno per il momento, questi aumenti nel Veneziano sono stati ben assorbiti dalla clientela, ma anche ben gestiti dagli istituti di credito.
Quanto lo dice, con buona approssimazione, il settore mutui.
Il dato principale e più confortante è che nessuna delle banche interpellate (Unicredit, Banca Intesa, Bnl, San Paolo Carive) ha ricevuto massicce richieste di rinegoziazione di mutui a tasso variabile contratti qualche anno fa, quando i tassi erano decisamente più bassi.
Qualche domanda è stata presentata, per lo più da clienti a reddito fisso che hanno visto crescere un po' troppo la rata mensile. Per i clienti a reddito variabile invece il consiglio (ascoltato) pressoché unanime è quello di tenersi il mutuo com'è senza cambiarlo.
I dati più precisi vengono dalla Cassa di Risparmio di Venezia che ha deciso di contattare direttamente la clientela ritenuta più a rischio: quella con un mutuo erogato entro il 30 settembre 2005, di importo residuo superiore a 80mila euro e durata residua maggiore di 10 anni.
Fino ad oggi sono state interpellate oltre mille famiglie alle quali è stata offerta la possibilità di allungare la durata del mutuo fino a 30 anni bloccando l'importo della rata senza altri oneri. L'iniziativa ha avuto un tasso di adesione del 10%.
Anche gli altri istituti hanno segnalato che già da alcuni mesi si erano attrezzati per affrontare eventuali momenti di criticità nel settore, da un lato attraverso un'attenta valutazione con la clientela sulla convenienza o meno di una negoziazione, dall'altro offrendo la possibilità di una rinegoziazione agevolata, con sconti su spese notarili o penali, o della trasformazione del mutuo a rata costante ma a periodo variabile.
Altro dato emerso è quello di una sostanziale buona informazione della clientela in relazione a vantaggi e svantaggi delle diverse tipologie di mutuo. Se non è ancora del tutto sconveniente accedere ad un mutuo a tasso variabile, la tendenza è quella di preferire il tasso fisso. Segno che gli aumenti del costo del denaro, almeno a livello psicologico, sono stati ben percepiti e assimilati.
di Roberto Vivian FONTE: GVonline.it
In dodici mesi gli istituti di credito hanno così visto crescere il costo del denaro di un punto e mezzo, passando dal 2% del dicembre 2005 all'attuale 3,5%. Con la diretta conseguenza che anche noi utenti finali pagheremo più cari i soldi che le banche ci hanno prestato o ci presteranno.
La buona notizia è che, almeno per il momento, questi aumenti nel Veneziano sono stati ben assorbiti dalla clientela, ma anche ben gestiti dagli istituti di credito.
Quanto lo dice, con buona approssimazione, il settore mutui.
Il dato principale e più confortante è che nessuna delle banche interpellate (Unicredit, Banca Intesa, Bnl, San Paolo Carive) ha ricevuto massicce richieste di rinegoziazione di mutui a tasso variabile contratti qualche anno fa, quando i tassi erano decisamente più bassi.
Qualche domanda è stata presentata, per lo più da clienti a reddito fisso che hanno visto crescere un po' troppo la rata mensile. Per i clienti a reddito variabile invece il consiglio (ascoltato) pressoché unanime è quello di tenersi il mutuo com'è senza cambiarlo.
I dati più precisi vengono dalla Cassa di Risparmio di Venezia che ha deciso di contattare direttamente la clientela ritenuta più a rischio: quella con un mutuo erogato entro il 30 settembre 2005, di importo residuo superiore a 80mila euro e durata residua maggiore di 10 anni.
Fino ad oggi sono state interpellate oltre mille famiglie alle quali è stata offerta la possibilità di allungare la durata del mutuo fino a 30 anni bloccando l'importo della rata senza altri oneri. L'iniziativa ha avuto un tasso di adesione del 10%.
Anche gli altri istituti hanno segnalato che già da alcuni mesi si erano attrezzati per affrontare eventuali momenti di criticità nel settore, da un lato attraverso un'attenta valutazione con la clientela sulla convenienza o meno di una negoziazione, dall'altro offrendo la possibilità di una rinegoziazione agevolata, con sconti su spese notarili o penali, o della trasformazione del mutuo a rata costante ma a periodo variabile.
Altro dato emerso è quello di una sostanziale buona informazione della clientela in relazione a vantaggi e svantaggi delle diverse tipologie di mutuo. Se non è ancora del tutto sconveniente accedere ad un mutuo a tasso variabile, la tendenza è quella di preferire il tasso fisso. Segno che gli aumenti del costo del denaro, almeno a livello psicologico, sono stati ben percepiti e assimilati.
di Roberto Vivian FONTE: GVonline.it
venerdì, dicembre 15, 2006
Intesa studia securitisation mutui casa 3-4 mld in trim1
MILANO, 14 dicembre (Reuters) - Banca Intesa (BIN.MI: Quotazione, Profilo) ha allo studio un'operazione di cartolarizzazione di mutui residenziali (Rmbs) da 3-4 miliardi di euro per il primo trimestre del prossimo anno, riferiscono alcune fonti finanziarie.
L'ultima operazione Rmbs di Intesa risale al febbraio 2003 quando è approdata sul mercato IntesaBci Sec2 per due miliardi di euro.
Attualmente il primato italiano sulle cartolarizzazioni di mutui casa spetta alla prima operazione della serie Cordusio Rmbs realizzata da Unicredit (CRDI.MI: Quotazione, Profilo) nell'aprile 2005 per circa tre miliardi di euro.
Dal primo gennaio sarà effettiva la fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi (SPI.MI: Quotazione, Profilo) che darà vita al primo gruppo bancario italiano per sportelli e clientela.
FONTE: Borsa Italiana
L'ultima operazione Rmbs di Intesa risale al febbraio 2003 quando è approdata sul mercato IntesaBci Sec2 per due miliardi di euro.
Attualmente il primato italiano sulle cartolarizzazioni di mutui casa spetta alla prima operazione della serie Cordusio Rmbs realizzata da Unicredit (CRDI.MI: Quotazione, Profilo) nell'aprile 2005 per circa tre miliardi di euro.
Dal primo gennaio sarà effettiva la fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi (SPI.MI: Quotazione, Profilo) che darà vita al primo gruppo bancario italiano per sportelli e clientela.
FONTE: Borsa Italiana
Chi offre i mutui più convenienti
Nell'osservatorio MutuiOnline-Lamiafinanza, i migliori finanziamenti disponibili on line
Il recente aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea fa sentire i suoi effetti sui mutui immobiliari. Rispetto all'ultima rilevazione dell'Osservatorio MutuiOnline-Lamiafinanza, dello scorso settembre, i mutui più convenienti (vedere la tabella qui sotto) hanno oggi un tasso del 4,55% (mutui a tasso variabile nelle durate da 20 a 30 anni proposti da Bipop Carire), mentre tre mesi fa si potevano spuntare tassi del 4,19%, sempre sul tasso variabile, per durate fino a 30 anni. A dieci e 15 anni le offerte più convenienti sono di Ing Direct, come tre mesi fa, ma il tasso è passato dal 4,19 al 4,60%. Nella durata massima, 40 anni, l'offerta più conveniente è quella degli australiani di Macquarie Bank: 4,98% contro il 4,67% di GE Money Bank di tre mesi fa.
Più stabili i costi dei mutui a tasso fisso. Anzi, rispetto a settembre qui si possono trovare offerte più convenienti. Per esempio, a dieci anni, Popolare italiana offre un finanziamento al 4,74% (contro il 4,77% proposto a suo tempo da Banca di Roma), mentre a 20 anni Cariparma applica un tasso del 4,86%, contro il 5,10% di tre mesi fa di Montepaschi. A 15 e 20 è Cariparma e Piacenza a proporre i migliori mutui, a tassi del 4,81 e 4,86% rispettivamente.
Occorre ricordare che quelli riportati sono soltanto esempi, riferiti - come spiegato qui sotto - a una precisa ipotesi: cambiando l'importo richiesto, e le caratteristiche del richiedente e dell'immobile le condizioni possono mutare.
Fonte: La mia Finanza
Il recente aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea fa sentire i suoi effetti sui mutui immobiliari. Rispetto all'ultima rilevazione dell'Osservatorio MutuiOnline-Lamiafinanza, dello scorso settembre, i mutui più convenienti (vedere la tabella qui sotto) hanno oggi un tasso del 4,55% (mutui a tasso variabile nelle durate da 20 a 30 anni proposti da Bipop Carire), mentre tre mesi fa si potevano spuntare tassi del 4,19%, sempre sul tasso variabile, per durate fino a 30 anni. A dieci e 15 anni le offerte più convenienti sono di Ing Direct, come tre mesi fa, ma il tasso è passato dal 4,19 al 4,60%. Nella durata massima, 40 anni, l'offerta più conveniente è quella degli australiani di Macquarie Bank: 4,98% contro il 4,67% di GE Money Bank di tre mesi fa.
Più stabili i costi dei mutui a tasso fisso. Anzi, rispetto a settembre qui si possono trovare offerte più convenienti. Per esempio, a dieci anni, Popolare italiana offre un finanziamento al 4,74% (contro il 4,77% proposto a suo tempo da Banca di Roma), mentre a 20 anni Cariparma applica un tasso del 4,86%, contro il 5,10% di tre mesi fa di Montepaschi. A 15 e 20 è Cariparma e Piacenza a proporre i migliori mutui, a tassi del 4,81 e 4,86% rispettivamente.
Occorre ricordare che quelli riportati sono soltanto esempi, riferiti - come spiegato qui sotto - a una precisa ipotesi: cambiando l'importo richiesto, e le caratteristiche del richiedente e dell'immobile le condizioni possono mutare.
Fonte: La mia Finanza
Falsi mutui, maxi truffa a due banche
Venezia, gli indagati accedevano finanziamenti a prezzi gonfiati
con danni per gli istituti di credito di decine di milioni di euro
L'operazione della Guardia di Finanza coinvolge alcuni
imprenditori, un notaio e due direttori di istituto di credito
La Guardia di Finanza di Venezia ha scoperto una truffa per 13 milioni di euro
VENEZIA - Maxi truffa ai danni di due banche. Arrestati cinque imprenditori e un direttore di banca veneziano; obbligo di dimora per un notaio. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Venezia ha bloccato una truffa in ambito immobiliare per oltre 13 milioni che durava da circa due anni.
Scopo della truffa, ottenere mutui da due istituti di credito nazionali con sedi in Veneto, al cui interno gli imprenditori potevano contare su alcuni direttori di banca compiacenti (un altro risulta indagato), pronti ad erogare i crediti accettando perizie di stima gonfiate su un'ottantina di immobili di scarso valore nelle province di Venezia e Treviso. Mediamente, il prezzo degli edifici veniva raddoppiato.
Gli imprenditori - U.C. di Treviso, B.A. di Trento, S.S. di Pescara, più un pugliese e un abruzzese -, secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, non eseguivano però in prima persona le compravendite, ma si avvalevano di una rete di falsi acquirenti, per lo più studenti, provenienti in particolare dall'Abruzzo, ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, ai quali veniva corrisposta una cifra esigua rispetto all'ammontare dell'affare, circa mille euro.
Gli atti di compravendita erano poi certificati da un notaio, S.C., della provincia di Venezia. Le Fiamme Gialle, dopo aver notato uno strano traffico di persone nello studio del notaio, per circa un anno hanno eseguito meticolosi accertamenti sui documenti contabili e bancari, relativi in particolare alle società amministrative attraverso le quali gli imprenditori ottenevano il denaro liquido dagli istituti di credito.
Anche la posizione dei falsi acquirenti è stata oggetto di inchiesta: sono risultati tutti senza nessun reddito che potesse giustificare l'acquisto e le garanzie nella concessione del mutuo.
Nel corso dell'operazione - presentata oggi dal procuratore della Repubblica Vittorio Borraccetti presso il Tribunale di Venezia - sono state eseguite una ventina di perquisizioni in sei regioni d'Italia.
FONTE: La Repubblica
con danni per gli istituti di credito di decine di milioni di euro
L'operazione della Guardia di Finanza coinvolge alcuni
imprenditori, un notaio e due direttori di istituto di credito
La Guardia di Finanza di Venezia ha scoperto una truffa per 13 milioni di euro
VENEZIA - Maxi truffa ai danni di due banche. Arrestati cinque imprenditori e un direttore di banca veneziano; obbligo di dimora per un notaio. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Venezia ha bloccato una truffa in ambito immobiliare per oltre 13 milioni che durava da circa due anni.
Scopo della truffa, ottenere mutui da due istituti di credito nazionali con sedi in Veneto, al cui interno gli imprenditori potevano contare su alcuni direttori di banca compiacenti (un altro risulta indagato), pronti ad erogare i crediti accettando perizie di stima gonfiate su un'ottantina di immobili di scarso valore nelle province di Venezia e Treviso. Mediamente, il prezzo degli edifici veniva raddoppiato.
Gli imprenditori - U.C. di Treviso, B.A. di Trento, S.S. di Pescara, più un pugliese e un abruzzese -, secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, non eseguivano però in prima persona le compravendite, ma si avvalevano di una rete di falsi acquirenti, per lo più studenti, provenienti in particolare dall'Abruzzo, ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, ai quali veniva corrisposta una cifra esigua rispetto all'ammontare dell'affare, circa mille euro.
Gli atti di compravendita erano poi certificati da un notaio, S.C., della provincia di Venezia. Le Fiamme Gialle, dopo aver notato uno strano traffico di persone nello studio del notaio, per circa un anno hanno eseguito meticolosi accertamenti sui documenti contabili e bancari, relativi in particolare alle società amministrative attraverso le quali gli imprenditori ottenevano il denaro liquido dagli istituti di credito.
Anche la posizione dei falsi acquirenti è stata oggetto di inchiesta: sono risultati tutti senza nessun reddito che potesse giustificare l'acquisto e le garanzie nella concessione del mutuo.
Nel corso dell'operazione - presentata oggi dal procuratore della Repubblica Vittorio Borraccetti presso il Tribunale di Venezia - sono state eseguite una ventina di perquisizioni in sei regioni d'Italia.
FONTE: La Repubblica
I mutui su misura del Credito Cooperativo
Strumento per dare equilibrio e maggiore stabilità al mercato immobiliare
I nostri mutui sono uno strumento per dare equilibrio e maggiore stabilità al mercato immobiliare, nei momenti di fermento come in quelli di riflessione.
Attraverso i nostri finanziamenti vogliamo continuare ad offrire efficacemente un servizio creditizio alle famiglie rapido e completo, con operazioni predisposte su misura per qualsiasi tipo di esigenza, con tassi che continuano ad essere particolarmente vantaggiosi per i privati.
Non è un caso che oggi circa il 90% delle famiglie scelga di acquistare la casa usufruendo di un mutuo: strumento che offre la possibilità di comprare l’immobile investendo nella rata di ammortamento poco più di quanto occorrerebbe spendere in un affitto; il mutuo, inoltre, favorisce i cosiddetti "investimenti immobiliari" (il privato, in questo caso, acquista un immobile mediante un investimento che gli garantirà, attraverso l’affitto, il reddito necessario per il rimborso).
"Bcc casa" è il mutuo su misura del Credito Cooperativo ravennate e imolese. In questo modo è possibile scegliere la formula che meglio si adatta alle singole esigenze, attraverso una pianificazione personalizzata dei costi e la dilazione flessibile nel tempo.
Mutuo protetto: costi assolutamente competitivi e pagamento del debito residuo in caso di decesso dell’assicurato.
Libero: per pianificare e gestire la restituzione del capitale in modo personalizzato e con un mutuo a tasso variabile. La formula si rivolge in particolare ai lavoratori autonomi.
Rata affitto: con l’equivalente di un affitto si diventa proprietari della casa.
Rata costante: il mutuo con la rata costante nel tempo, per affrontare con tranquillità le variazioni di tasso sui mercati finanziari.
Mutuo più: il primo anno ad un minimo tasso fisso ed i rimanenti a tasso variabile.
Mutuo misto: possibilità ogni 3 o 5 anni, di rivedere le condizioni applicate al finanziamento e di scegliere se mantenere il tasso fisso ovvero optare per il tasso variabile.
Mutuo a tasso fisso: per avere la certezza di un tasso che rimane invariato per tutta la durata del mutuo e la conseguente possibilità di calcolare, in ogni momento, l’esatto ammontare del debito residuo.
Alla qualità ed economicità dei nostri servizi, si aggiunge la ’politica di prossimità’ propria del Credito Cooperativo, che è "banca delle comunità locali" anche in termini di politiche di insediamento e nel rapporto con i soci.
Oggi il Credito Cooperativo ravennate e imolese conta su oltre 12.000 Soci, 40 Filiali, nelle quali operano complessivamente quasi 400 dipendenti. La prossima Filiale è quella prevista a gennaio 2007 nel Comune di Ravenna e riguarda l’area di via Trieste adiacente al porto, oggetto di un importante sviluppo produttivo e residenziale.
Il Credito Cooperativo oggi è una banca in grado di favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese, attraverso il sostegno a progetti di innovazione e di crescita; una banca che, al tempo stesso, opera per "proteggere" il risparmio delle famiglie, promuovendo lo sviluppo dell’intera area di insediamento e di operatività e favorendo l’aggregazione sociale, la solidarietà, la sussidiarietà, moltiplicando sempre proficue relazioni con enti, associazioni di categoria e, più in generale, con tutta la comunità locale.
FONTE: Nuovo Diario - articolo di Celso Reali, Credito Cooperativo ravennate
I nostri mutui sono uno strumento per dare equilibrio e maggiore stabilità al mercato immobiliare, nei momenti di fermento come in quelli di riflessione.
Attraverso i nostri finanziamenti vogliamo continuare ad offrire efficacemente un servizio creditizio alle famiglie rapido e completo, con operazioni predisposte su misura per qualsiasi tipo di esigenza, con tassi che continuano ad essere particolarmente vantaggiosi per i privati.
Non è un caso che oggi circa il 90% delle famiglie scelga di acquistare la casa usufruendo di un mutuo: strumento che offre la possibilità di comprare l’immobile investendo nella rata di ammortamento poco più di quanto occorrerebbe spendere in un affitto; il mutuo, inoltre, favorisce i cosiddetti "investimenti immobiliari" (il privato, in questo caso, acquista un immobile mediante un investimento che gli garantirà, attraverso l’affitto, il reddito necessario per il rimborso).
"Bcc casa" è il mutuo su misura del Credito Cooperativo ravennate e imolese. In questo modo è possibile scegliere la formula che meglio si adatta alle singole esigenze, attraverso una pianificazione personalizzata dei costi e la dilazione flessibile nel tempo.
Mutuo protetto: costi assolutamente competitivi e pagamento del debito residuo in caso di decesso dell’assicurato.
Libero: per pianificare e gestire la restituzione del capitale in modo personalizzato e con un mutuo a tasso variabile. La formula si rivolge in particolare ai lavoratori autonomi.
Rata affitto: con l’equivalente di un affitto si diventa proprietari della casa.
Rata costante: il mutuo con la rata costante nel tempo, per affrontare con tranquillità le variazioni di tasso sui mercati finanziari.
Mutuo più: il primo anno ad un minimo tasso fisso ed i rimanenti a tasso variabile.
Mutuo misto: possibilità ogni 3 o 5 anni, di rivedere le condizioni applicate al finanziamento e di scegliere se mantenere il tasso fisso ovvero optare per il tasso variabile.
Mutuo a tasso fisso: per avere la certezza di un tasso che rimane invariato per tutta la durata del mutuo e la conseguente possibilità di calcolare, in ogni momento, l’esatto ammontare del debito residuo.
Alla qualità ed economicità dei nostri servizi, si aggiunge la ’politica di prossimità’ propria del Credito Cooperativo, che è "banca delle comunità locali" anche in termini di politiche di insediamento e nel rapporto con i soci.
Oggi il Credito Cooperativo ravennate e imolese conta su oltre 12.000 Soci, 40 Filiali, nelle quali operano complessivamente quasi 400 dipendenti. La prossima Filiale è quella prevista a gennaio 2007 nel Comune di Ravenna e riguarda l’area di via Trieste adiacente al porto, oggetto di un importante sviluppo produttivo e residenziale.
Il Credito Cooperativo oggi è una banca in grado di favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese, attraverso il sostegno a progetti di innovazione e di crescita; una banca che, al tempo stesso, opera per "proteggere" il risparmio delle famiglie, promuovendo lo sviluppo dell’intera area di insediamento e di operatività e favorendo l’aggregazione sociale, la solidarietà, la sussidiarietà, moltiplicando sempre proficue relazioni con enti, associazioni di categoria e, più in generale, con tutta la comunità locale.
FONTE: Nuovo Diario - articolo di Celso Reali, Credito Cooperativo ravennate
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