bilancia_728p90_MOL
Visualizzazione post con etichetta 2009. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2009. Mostra tutti i post

sabato, agosto 01, 2009

I mutui ipotecari crescono nel 1° semestre 2009. Crescita dovuta in buona parte alle sostituzioni

Più domande di mutui nel primo semestre dell’ anno, esattamente il 4% a parità di giorni lavorativi. Un dato apparentemente soddisfacente su cui però pesano le richieste di sostituzione. Del resto il calo del 17% delle compravendite nel primo trimestre del 2009 lascia poco spazio all’ ottimismo.

In giugno, secondo i dati Eurisc - Crif, la domanda di mutui delle famiglie è risultata positiva per il quinto mese consecutivo: +8%, a parità di giorni lavorativi, rispetto allo stesso mese del 2008. Il sistema di informazioni creditizie Eurisc - Crif raccoglie i dati di oltre 70 milioni di linee di credito, la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail.

Nello specifico, maggio e giugno del 2008 sono stati i primi mesi di consolidamento del trend negativo della domanda di mutui, seguito dal crollo di fine anno. Da febbraio del 2009 l’ inversione di tendenza: la domanda di mutui, sostenuta dalle operazioni di rinegoziazione di mutui esistenti, è tornata in terreno positivo. A marzo ha toccato il top, +21%, per poi assestarsi all’ 8% a maggio e giugno.

“L’ uscita dal tunnel e il ritorno della fiducia - commenta Enrico Lodi, general manager di Credit bureau services Crif - trova ulteriore riscontro nell’ analisi aggregata della domanda del primo semestre dell’ anno: la crescita è stata complessivamente del 4%, su valori analoghi a quelli del 2007″.

Ma quanto pesano le richieste per l’ acquisto di case? L’ ultimo dato è relativo al primo trimestre e rappresentavano poco più del 40% del totale, in netto calo rispetto al passato; le sostituzioni, in grande crescita, pesavano per il 30% (dal 25% del trimestre precedente), mentre ristrutturazioni e liquidità incidevano ciascuna per il 15.

“Pur tenendo conto delle rinegoziazione - conclude Lodi - il trend positivo della domanda di nuovi mutui, specie se confrontato con le richieste di prestiti, trova spiegazione nella logica dell’ investimento. Inoltre, nell’ ultimo semestre, ha contribuito il calo dei tassi”.

Infine, nel primo semestre sono calate sia le classi di importo più elevate (oltre i 300 mila euro e tra 150 e 300 mila) sia i mutui superiori ai 25 anni.

Via: www.ilsole24ore.com

mercoledì, luglio 29, 2009

Mutui: continua la crescita della domanda nel 2009

Cresce per il quinto mese consecutivo la domanda di mutui richiesti dalle famiglie italiane. A giugno 2009 si è registrato un incremento dell'8% su base annua a parità di giorni lavorativi, rispetto allo stesso mese del 2008. È quanto emerge dalla consueta indagine di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito (la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail).

Nello specifico, maggio e giugno dello scorso anno furono i primi mesi di consolidamento del trend negativo della domanda di mutui (rispetto al pari periodo dell'anno precedente) che si è poi concretizzato nella forte contrazione di fine 2008 e di gennaio 2009. Da febbraio di quest'anno, invece, la domanda di mutui, sostenuta anche dalle operazioni di rinegoziazione, è ritornata a un indice positivo, che ha toccato l'apice a marzo (+21%) per poi assestarsi appena sotto la doppia cifra di crescita nei mesi di maggio e giugno 2009 (8% entrambi i mesi).

«L'uscita dal tunnel e il ritorno della fiducia - commenta Enrico Lodi, general manager Credit Bureau Services di Crif - trova ulteriore riscontro nell'analisi aggregata della domanda nel primo semestre dell'anno, in cui la crescita è stata complessivamente pari al 4% rispetto al primo semestre 2008, assestandosi su valori analoghi a quelli del 2007» . Rinegoziazione di mutui esistenti e il calo repentino dei tassi di interesse che hanno toccato i minimi storici da diversi anni a questa parte (l'Euribor a 3 mesi a fine giugno era di poco superiore all'1%).

Il confronto tra il primo semestre 2009 e il medesimo periodo del 2008 evidenzia un calo delle classi di importo più elevate (oltre i 300mila euro e tra 150 e 300mila euro) a fronte della crescita della classe di importo fino a 75mila euro, che sale da una quota del 20,5% al 22,1.
Si segnala inoltre il significativo calo di quelli superiori ai 25 anni (dal 41% del primo semestre 2008 al 34% del primo semestre 2009), pur continuando a rimanere la classe maggiormente preferita dalle famiglie italiane. Le preferenze si sono poi concentrate rispettivamente sui mutui di durata fino a 15 anni (27% del totale) seguiti da quelli tra i 15 e 20 anni (22%) e da quelli tra i 20 e i 25 anni (16%).