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lunedì, ottobre 23, 2006

NON SI ferma la crescita del mercato mutui in Italia.

Le famiglie continuano infatti a investire nel mattone. Così, nel primo semestre 2006, il mercato dei mutui è cresciuto del 20,46%, rispetto allo stesso periodo del 2005, conferma l'andamento positivo già registrato nei primi tre mesi di quest'anno. E sono il Lazio (+12,15%) e la Lombardia (+24,12%) a mantengono la leadership nelle erogazioni. L'incremento complessivo equivale a un importo pari a 31.716 milioni euro. È la fotografia dell’«Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie» di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo Unicredit, su dati Bankitalia. In particolare, le consistenze (mutui in essere) rilevate alla fine del secondo trimestre 2006 ammontano a 195.081 milioni di euro, con una crescita del 2,32% rispetto al periodo precedente (primo trimestre 2006). «È prevedibile - sostiene l'amministratore delegato di Banca per la Casa, Pasquale Giamboi - che la crescita del mercato dei mutui a fine anno si assesterà intorno al 15%-17%, soprattutto a fronte di una domanda sempre maggiore da parte di nuove tipologie di clientela come i single, gli immigrati e i lavoratori con contratti a tempo determinato». Dall'indagine emerge, inoltre, che prendendo in considerazione le diverse aree geografiche dello stivale, l'Italia nord-occidentale, nei primi 6 mesi del 2006, rispetto ai primi sei mesi del 2005, ha registrato una crescita del 24,67% (11.293 mln di euro); l'Italia nord-orientale, è cresciuta del 12,49% (6.972 mln euro), mentre l'Italia centrale del 19,07% (7.230 mln euro). Forte crescita anche per l'Italia meridionale e insulare: rispettivamente con un +25,89% (4.148 mln euro) e +21,50% (2.074 mln euro). Relativamente ai pesi percentuali delle singole regioni, la Lombardia (+24,12%) e il Lazio (+12,15%) mantengono la leadership nelle erogazioni, mentre la regione Emilia Romagna conquista la terza posizione con un +9,30%.
FONTE: Il Tempo

Mutui casa, penali di estinzione anticipata nel mirino

Estinguere anticipatamente il mutuo di casa a costo zero? L’Associazione bancaria italiana nega che si possa, ma secondo qualcuno invece lo prevede la legge.
Il decreto Bersani (Dl 223/2006 convertito nella legge 248/2006) ha aperto un dibattito sulla possibilità per i clienti bancari di chiudere anticipatamente i mutui, in tutto o in parte, senza pagare le penali previste dai contratti. E alcune associazioni di consumatori iniziano a muoversi su questo fronte.
Penale sì, penale no. La possibilità di restituire il mutuo anticipatamente è una facoltà che l’articolo 40 del Testo Unico Bancario dà al mutuatario, che può decidere di restituire il capitale ancora dovuto smettendo di pagare gli interessi. In questo caso fino a oggi la banca, se previsto nel contratto, chiedeva una penale. Ma l’articolo 10, secondo comma, del decreto Bersani afferma che «in ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura». Possibilità respinta dall’Abi con la circolare del 3 agosto — commentata dal «Sole-24 Ore» del 22 agosto —: secondo l’Abi questa penale non rientra tra quelle "penalità" e "spese di chiusura" dei "contratti di durata" che il decreto impone di non pretendere dai clienti. Le associazioni dei consumatori sono divise: secondo alcune il decreto esclude la possibilità di chiedere le penali per l’estinzione anticipata dei mutui, in quanto contratti di durata; altre affermano che la soluzione «potrà essere fornita solo da indicazioni ministeriali, giurisprudenziali o da interventi legislativi». C’è già però chi prepara ricorsi all’Ombudsman bancario e anche azioni legali.
Quanto "costa" la penale. Secondo MutuiOnline, il primo broker di credito italiano specializzato nel settore, la penale di estinzione anticipata richiesta in media dalle banche italiane alla clientela varia tra l’1 e il 2% del capitale residuo. Per i contratti a tasso variabile è di solito un po’ più alta, per quelli a tasso fisso un po’ più bassa. Poiché l’importo medio dei mutui erogati nel 2006 è oltre i 120mila euro, prima della restituzione del capitale — che scatta in funzione del periodo previsto del piano di ammortamento — la penale può quindi costare da 1.200 a 2.400 euro. È anche per questo che negli anni la percentuale dei mutui estinti anticipatamente è cresciuta lentamente al 5,5% attuale. Negli ultimi mesi, intanto, sono cominciate da parte di alcuni istituti di credito le offerte di mutui bancari che non prevedono penali per l’estinzione anticipata, mentre altri hanno ridotto l’importo delle penali.
Se il mutuo è cartolarizzato. «Il suo mutuo è stato cartolarizzato. L’abbiamo ceduto alla società Alfa. Per rinegoziarlo o estinguerlo si rivolga a loro». È la risposta che spesso i clienti bancari sentono agli sportelli quando chiedono di estinguerlo anticipatamente o, se previsto dal contratto, di rinegoziarne il tasso o di cancellare un’eventuale ipoteca accessoria. Il mercato italiano delle cartolarizzazioni dei mutui residenziali (Rmbs) è decollato negli ultimi cinque anni, come spiega l’articolo in basso. Perché la cartolarizzazione dei mutui valga nei confronti di terzi, alle banche basta pubblicare una nota sulla Gazzetta Ufficiale, come prevede l’articolo 58 del Tub. Nessuna comunicazione è obbligatoria verso i clienti. Nemmeno il recente decreto Bersani ha modificato questa regola.
Le clausole restano valide. La cartolarizzazione non modifica il contratto: tutto ciò che era stato stabilito alla firma resta valido. Ma il cliente deve chiederlo alla società che ha acquistato il contratto. Una ricerca spesso non facile, visto che spesso si tratta di società "veicolo" dotate di una sola sede.
FONTE: Il Sole 24 Ore

Le agevolazioni fiscali sui mutui

MutuiL'Agenzia delle Entrate ha realizzato la nuova guida "Le agevolazioni fiscali sui mutui".

La guida, dedicata soprattutto a chi è in procinto di accendere un mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale, illustra le modalità per fruire delle agevolazioni fiscali, proponendosi come un pratico aiuto e una ricca fonte d'informazioni.

Il mutuo è un contratto di prestito (articolo 1813 del codice civile) che consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto (mutuante che di solito è una banca) ad un altro soggetto (mutuatario), con l'obbligo da parte di quest'ultimo di restituire nel tempo la stessa somma di denaro aumentata degli interessi maturati.

L'opuscolo fa chiarezza sulle tipologie di mutuo più frequenti, tra cui quello stipulato per l'acquisto e per la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale e i requisiti per aver diritto alla detrazione Irpef. All'interno della guida, inoltre, particolare attenzione è dedicata
ai prestiti e ai mutui agrari, alle imposte sul contratto di mutuo e, in particolare, a quella sostitutiva sui finanziamenti.

In chiusura una sezione riservata alle risposte fornite ai quesiti più frequenti e una dedicata alla normativa e alla prassi di riferimento.

FONTE: Portalino


domenica, ottobre 22, 2006

Mutui casa, è boom nel 2006

Confermata la crescita del mercato

20/10/2006


Il governatore di Bankitalia Mario Draghi
Il governatore di Bankitalia Mario Draghi
ROMA. Il primo semestre 2006 conferma la crescita del mercato mutui in Italia, gia' rilevata dall'andamento del primo trimestre del 2006. E', infatti, del +20,46% la percentuale di incremento delle erogazioni nei primi sei mesi 2006 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per un importo pari a 31.716 milioni. Le consistenze (mutui in essere) rilevate alla fine del secondo trimestre 2006 ammontano a 195.081 milioni, con una crescita del 2,32% rispetto al periodo precedente (1 trim 2006). E' quanto rileva l'Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit, su dati Bankitalia.

"Il mercato dei mutui - dichiara Pasquale Giamboi, Ad di Banca per la Casa -continua a mantenersi vivace, con tassi di crescita a doppia cifra principalmente dovuti sia all'alta incidenza degli affitti sui conti delle famiglie, siaper il livello deiprezzi degli immobili che resta alto, sebbenesi stia consolidando, dal mio punto di vista positivamente, una tendenza alla stabilizzazione. Nonostante la previsione di un ultimo rialzo dei tassi a fine anno e di una possibile stabilizzazione per il 2007, il sogno di diventare proprietari di casa resta fra i principali desideri degli italiani. E' prevedibile che la crescita del mercato dei mutui a fine anno si assestera' intorno al 15% - 17%, livelli di poco superiore all'andamento dell'ultimo triennio, soprattutto a fronte di una domanda sempre maggiore da parte di nuove tipologie di clientela come i single, gli immigrati e i lavoratori con contratti a tempo determinato".

FONTE: www.lastampa.it

Mutui: nel 1* sem. mercato Italia +20,46% a/a

MILANO (MF-DJ)--Nel primo semestre 2006 il mercato mutui in Italia ha registrato un incremento del 20,46% delle erogazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per un importo pari a 31,716 mld di euro.

Le consistenze (mutui in essere) rilevate alla fine del secondo trimestre 2006 ammontano a 195,081 mld (+2,32% t/t). E' quanto rileva l'"Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie" di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del gruppo UniCredito, su dati Bankitalia.

E' prevedibile, prosegue lo studio, che la crescita del mercato dei mutui a fine anno si assestera' intorno al 15-17%, livelli di poco superiore all'andamento dell'ultimo triennio. Prendendo in considerazione le macroaree, l'Italia Nord Occidentale, che rappresenta il 35,61% del totale delle erogazioni, ha fatto osservare per il primo semestre una crescita del 24,67% (11,293 mld ), l'Italia Nord Orientale del 12,49% (6,972 mld), l'Italia Centrale del 19,07% (7,230 mld) quella Meridionale del 25,89% (4,148 mld) e quella insulare del 21,50% (2,074 mld). Com/mcn

FONTE: www.borsaitaliana.it

venerdì, ottobre 20, 2006

Affari in volo sulle ali del credito

- È il vero business. Quello verso cui le società d'intermediazione immobiliare si stanno dirigendo in massa, attirate dagli alti rendimenti e dall'affinità "tematica" del settore.
Il mondo della mediazione creditizia in franchising sta vivendo un boom che è solo all'inizio, grazie alla crescente propensione all'indebitamento degli italiani. Basti pensare che oggi, almeno per Tecnocasa, prima realtà a livello europeo nel settore immobiliare, i ricavi provenienti dal credito hanno superato quelli derivanti dell'attività di compravendita di immobili.
L'affare è tale che quasi tutte le società che operano nell'intermediazione del "mattone" hanno attivato un braccio operativo specializzato nella concessione di mutui ai clienti.
Kiron ed Epicas, ad esempio, società creata "ad hoc" da Tecnocasa (e dalla controllata Tecnoreti) per l'erogazione del credito, contano sul territorio nazionale 410 filiali, tutte in franchising. L'obiettivo di crescita, per l'amministratore unico Renato Landoni, è «quello di arrivare a mille affiliati nei prossimi quattro o cinque anni». In pratica, un punto vendita di mutui ogni quattro di immobili.
Una crescita che è resa possibile grazie all'aumento dei volumi erogati. Con 2,5 miliardi di euro, nel 2006 la mediazione creditizia del gruppo Tecnocasa dovrebbe segnare un aumento del 13% rispetto al 2005.
Il costo contenuto del denaro, unito alla passione per gli immobili degli italiani sono il terreno migliore per la crescita del settore. E i margini per migliorare certo non mancano. Basti pensare che in Italia il debito delle famiglie si aggira intorno al 30% del Pil, contro il 55% della media dell'area euro e il 90% del mondo anglosassone.
La strada per lo sviluppo della rete in franchising passa comunque per una maggiore qualificazione del personale. «Cerchiamo neolaureati o promotori finanziari con le doti giuste - aggiunge Landoni - da far crescere nella rete almeno per un anno e mezzo. Solo dopo concediamo, a chi lo desidera, la possibilità di aprire una nuova agenzia».
Dopo i mutui per l'acquisto della prima e seconda casa, l'offerta delle agenzie intanto si allarga: la nuova frontiera si chiama credito al consumo.
«Il nostro core business rimane quello dei mutui - dice Marco Rognini, direttore rete franchising di Rexfin, società di mediazione creditizia di Professionecasa - ma puntiamo anche a fornire prestiti personali, leasing e carte di credito».
Ma quanto costa, per un franchisee, entrare nel mercato dell'intermediazione creditizia? «La nostra commissione di ingresso è di 5 mila euro - aggiunge Rognini - quindi con quindici, ventimila euro al massimo si è in grado di aprire un'agenzia e intraprendere l'attività».
Con quali risultati, però, è difficile da prevedere. «Tutto dipende dall'abilità di chi vende. In media i nostri affiliati raggiungono un fatturato di circa 130 mila euro lordi - conclude il direttore di Rexfin - ma molti riescono a raggiungere quote anche superiori».
Fonte: il Sole 24 Ore - Articolo di Luca Davi

giovedì, ottobre 19, 2006

Agevolazioni mutui per lavoratori precari
Ho un contratto di lavoro a tempo determinato e vorrei comprare la prima casa. Esiste una banca che conceda mutui per la mia situazione? Perché la nostra categoria non è tutelata ed è svantaggiata nel poter fare progetti?

Le categorie dei lavoratori a tempo determinato, a progetto, a collaborazione, ecc. sono ancora esclusi dal sistema del credito, in quanto le banche ritengono che esista il rischio di non avere il rimborso di quanto erogato, a causa della conclusione del contratto di lavoro.
Solo alcune banche hanno iniziato ad “aprire” ai cd. lavoratori atipici. In particolare, per i mutui fondiari, Banca di Roma, Unicredit Banca e Banca Woolwich hanno creato dei prodotti specifici con norme utili anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
L’unica alternativa possibile, altrimenti, è il rilascio di garanzia da parte di un terzo (ad esempio genitore).
Fabio Picciolini - Segretario Nazionale Adiconsum

FONTE: www.miaeconomia.com

I mutui? Costeranno di più

L'aumento del costo del denaro ha un impatto micidiale sulle famiglie che hanno acceso mutui a tasso variabile. Il governo non sta preparando alcuna soluzione per questo problema. Di conseguenza c'è un rischio di bancarotta per molte famiglie e di una caduta dei consumi a seguito del maggiore drenaggio dei mutui crescenti. La situazione peggiorerà nel 2007 se la Banca centrale europea confermerà - come ha già annunciato - l'incremento a dicembre dei tassi dal 3,25% al 3,50. Diventerebbe insostenibile se li alzasse ancora di più.
Il problema è sistemico e non marginale perché il numero di mutui il cui costo è collegato all'andamento dei tassi è elevatissimo e comprende un'alta percentuale di famiglie per cui il pagare ogni anno parecchie centinaia o perfino qualche migliaio di euro in più significa tagliare drammaticamente altre spese oppure, perfino, non farcela ad arrivare alla fine del mese. I tanti cittadini a rischio, che stanno formando associazioni di scopo, si stanno orientando verso la strategia di rinegoziare con le banche prestatrici i contratti di mutuo per renderli sostenibili.
Tale soluzione potrà funzionare in alcuni casi, ma non per tutti. Inoltre, l'allungamento temporale del mutuo, che implica una riduzione dell'interesse da pagare mensilmente, poi peggiora il volume di debito assoluto della famiglia ed aumenta il rischio (implicito) per le banche esposte. Una misura molto più efficace e, soprattutto, che non genera distorsioni, sarebbe quella di mixare la rinegoziazione dei mutui con la riduzione delle tasse alle famiglie con reddito medio/basso in modo da aumentarne le capacità di spesa. Il come ha bisogno di una ricerca dedicata che nessuno ha finora prodotto. Anche perché il governo non ha intenzione di ridurre le tasse in termini di principio. In più non si è accorto che gli aumenti di peso fiscale toccano direttamente o indirettamente anche la fascia di reddito medio bassa che è quella più vulnerabile al rialzo dei mutui. E non si è accorto della scala sistemica dell'impatto dei maggiori costi dei mutui stessi. Ma, persino più colpevolmente, non ha individuato il problema di livello europeo che poi genera i guai a casa nostra.
La Bce ha alzato i tassi ed è propensa a continuare a farlo perché vede un rischio di inflazione da correggere preventivamente con il rialzo del costo denaro. Secondo me sbaglia per eccesso di prevenzione, ma è un'opinione. È un fatto, invece, che il rischio prospettico di inflazione sia elevato in alcune parti dell'eurozona, ma non da noi. Perché, allora, l'Italia deve subire una deflazione dannosa che non si merita? Se fossi io al governo manderei in Europa il seguente messaggio secco: o la Bce impara a calcolare i tassi evitando shock asimmetrici oppure le nazioni che li subiscono devono poter trovare una compensazione.
Non ci crederete, ma i presunti esperti di Europa e Bce, Prodi e TPD, non hanno posto tale questione pur essendo l'Italia il Paese europeo che, per volume dei mutui e del debito pubblico, è il più vulnerabile alle distorsioni della politica monetaria. E tale punto è di rilievo anche per la questione dell'azzardo morale. Uno potrebbe correttamente sostenere che chi ha fatto un mutuo senza calcolare il rischio non deve essere aiutato per educare la società ad essere più responsabile. D'accordo, ma come poteva calcolare il cittadino un sistema così sbilanciato come quello dell'euro?

Cosa doveva pensare quando la sinistra e quasi tutta la stampa confermavano che l'entrata nell'euro avrebbe assicurato un'era di basso costo del denaro? Per questo motivo, e solo in questo caso, ritengo innocenti ed imbrogliati i cittadini che hanno siglato mutui a tasso variabile e li difenderò, invitando l'opposizione a fare lo stesso.
www.carlopelanda.com

FONTE: www.ilgiornale.it - articolo di Carlo Pelanda

Le nuove offerte Woolwich in radio con Wlf

E’ online la campagna radio che Wlf (Brand Portal) ha realizzato per Banca Woolwich, il marchio di Barclays Bank specializzato in mutui immobiliari, per promuovere la promozione lanciata da Woolwich per alcuni mutui della sua gamma.
La campagna sottolinea in modo ironico la reale convenienza dell’offerta di Woolwich che applica spread a partire dallo 0,79%. Protagonista del comunicato radio è un simpatico televenditore che, con un tono di voce incalzante, propone al suo pubblico acquisti bizzarri a prezzi sproporzionati, facendoli passare per offerte strepitose: l’alga dimagrante del dott. Scavazzini a 300 euro o le esclusive ciabatte in pelle di gatto a 150 euro. A seguire, la voce dello speaker presenta la reale superofferta, quella proposta da Banca Woolwich fino al 31 dicembre 2006.
La creatività è stata realizzata da Paolo Chiesa sotto la direzione creativa di Oscar Morisio e Paolo Gorini.
La campagna è stata pianificata da Piano! sui principali network nazionali e su emittenti locali fino al 5 novembre.

Fonte: http://www.pubblicitaitalia.it

venerdì, ottobre 06, 2006

Web: prestito o mutuo, sono 5 milioni i clienti on line


Nel primo semestre 2006 gli utenti dei siti specializzati in consumer credits rappresentano il 20% dei 24 milioni di italiani su Internet. I siti specializzati in prestiti personali e in mutui intercettano rispettivamente poco meno di un terzo e un quinto del mercato online del credito al consumo. Le società che offrono prestiti personali e mutui utilizzano Internet per la comunicazione e come strumento di contatto qualificato, con crescite a due cifre nella domanda. Internet si dimostra un mezzo molto potente per generare attenzione su alcuni target.
FONTE: (Ign/ITnews)

Mutui, aspettando il prossimo rialzo

Mutui, aspettando il prossimo rialzo
di Roberto Anedda *

La decisione della Banca centrale europea sui tassi di interesse è attesa per il 5 ottobre. Intanto la differenza tra fisso e variabile si è ridotta all’1 per cento, e molte banche hanno ridotto gli spread


La Bce è alla vigilia del suo quinto rialzo dei tassi d’interesse dal novembre del 2005, che porterebbe l’aumento totale all’1,25 per cento, con inevitabili effetti anche sul mercato dei mutui.

Ogni 0,25 per cento di aumento comporta, per un mutuo da 100 mila euro euro, un incremento della rata mensile dai 10 ai 15 euro, a seconda della durata del mutuo.

Considerando che nell’ultimo anno l’importo medio dei mutui è stato di circa 120 mila euro, l’aumento complessivo di rata, da novembre a oggi, per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile ammonterà a 63 – 88 euro al mese.

Va peraltro ricordato che un anno fa la differenza di partenza tra un tasso fisso e un tasso variabile era di almeno dell’1,5 per cento a favore del variabile, e che negli anni precedenti tale differenza era ancora maggiore (fino a oltre 3 punti percentuali).

Quindi, chi ha acceso un mutuo a tasso variabile ha potuto finora risparmiare rispetto a quanto avrebbe pagato con un tasso fisso, e conserva ancora un certo margine di vantaggio anche in caso di ulteriori aumenti dei tassi.

La tendenza al rialzo ha comunque condizionato fortemente le scelte per i nuovi mutui, tanto che le erogazioni di mutui a tasso fisso sono passate dal 15 per cento di due anni fa a oltre il 40 per cento degli ultimi mesi. Si è così notevolmente riequilibrata la situazione di mercato, con il variabile che resta preferito ma “solo” nel 53 per cento dei casi (dal 70 per cento del 2004).

Si è anche assestata la durata dei mutui, i due terzi dei quali vengono comunque ormai erogati per durate dai 20 anni in su.

Cosa ci si deve aspettare ora sul fronte dei tassi? Il mercato dà ormai per scontato un altro rialzo dello 0,25 per cento il 5 ottobre, tanto è vero che, da giugno ad oggi, gli indici Euribor sono già gradualmente saliti di tale misura, adeguandosi al nuovo livello atteso dei tassi.

Trichet ha definito la politica della Bce ancora “accomodante”, il che lascia intendere che ulteriori aumenti potrebbero aversi in futuro. È probabile che i tassi europei salgano fino al 3,5 per cento entro il 2006, e che arrivino nel 2007 intorno al 4 per cento, livello indicativo più volte citato nei recenti discorsi di diversi esponenti della Bce.

Ovviamente, tale prospettiva presuppone che la ripresa economica si mantenga sostenuta, accompagnata da un’inflazione oltre i livelli di tolleranza. È però anche vero che il potenziale di crescita dell’economia europea non dà ancora segnali definitivi di solidità e costanza, lasciando quindi dubbi sulla sostenibilità di un livello di tassi d’interesse troppo elevato.

È quindi probabile che la Bce, una volta operati gli aumenti di tasso previsti per il 2006, rallenti la propria manovra sui tassi, per valutare con maggiore calma l’opportunità di altri interventi. La Bce ha quindi un margine di ulteriore rialzo dei tassi tutto sommato limitato, se non si vuole correre il rischio di un arresto sul nascere della ripresa economica in atto.

Le prospettive per i tassi d’interesse restano quindi buone, con valori comunque contenuti e, soprattutto, la situazione attuale rende più ampie le possibilità di scelta per chi deve accendere un mutuo.

La differenza tra fissi e variabili si è infatti ridotta circa all’1 per cento (anche meno per le durate brevi), il che, alla luce degli aumenti ancora attesi entro un anno, rende al momento le due alternative di tasso abbastanza equivalenti come convenienza.

Il mercato del credito non è comunque rimasto a guardare, e diverse banche hanno addirittura ridotto gli spread offerti, aiutando i clienti a mitigare almeno in parte l’aumento dei tassi. La concorrenza, animata anche dai mutui online, pare destinata a continuare, e ci si può aspettare anche per il resto dell’anno condizioni di mutuo sempre più differenziate e vantaggiose.

Ciò nonostante, il mercato immobiliare e dei mutui ha mostrato negli ultimi mesi un andamento più riflessivo, anche per la concomitanza di diversi elementi di cambiamento e incertezza per chi si appresta a comprare casa: oltre all’aumento dei tassi, infatti, l’insediamento del nuovo governo, l’incertezza sugli interventi economici legati anche alla casa e le prospettive ancora incerte sull’andamento dell’economia hanno allungato i tempo delle compravendite e reso più attendisti molti potenziali acquirenti.
FONTE: MutuiOnline (www.mutuionline.it)

Prestiti e mutui si cercano online

Finanza personale: la scelta si fa online
Prestiti e mutui si cercano sempre più spesso online, e chi ha effettuato investimenti pubblicitari sul web, non è di certo rimasto deluso.

Nel primo semestre 2006, stando ai dati DigitalFinance di Nielsen//NetRatings e Commstrategy, gli utenti italiani sui siti specializzati in consumer credits rappresentano il 20% dei 24 milioni su Internet.

Internet domostra così estremamente efficace su alcuni tipi di target. E chi ha investito ha potuto coglierne i frutti.

Il leader per share of voice, all’interno della categoria finance, è Agos che, nel secondo trimestre del 2006, ha visto crescere i suoi utenti del 280% rispetto allo stesso periodo del 2005, avendo effettuato investimenti in pubblicità pari a circa il 12% sul totale di settore, nel primo semestre 2006.

Anche American Express ha registrato una share of voice simile ad Agos e ha ottenuto le migliori performance nelle carte di credito registrando un +55% nell'utenza, con una quota di utilizzo dei servizi riservati ai titolari superiore al 50%.

ING Direct, con una share of voice pari a circa il 9% del totale investimenti nel finance nel periodo di riferimento, ha visto comunque crescere la propria utenza sull'area mutui del 60% in un anno.

Tuttavia, nel segmento dei mutui, ha un ruolo di rilievo anche Mutuionline.it, dal momento che funge da aggregatore delle varie offerte presenti sul mercato, consentendo agli utenti di confrontarle. Un sito che attire un utente su 10 del mercato credits e cioè quasi la metà di coloro che sono interessati ai mutui.

Il bacino degli individui che scelgono di informarsi su internet per il finanziamento di una casa nel primo semestre del 2006 arriva a 1 milione di individui, che equivale a circa due persone per ogni mutuo erogato in Italia in 12 mesi.
FONTE: www.i-dome.com

Rutelli: accesso ai mutui per il rilancio alberghiero

Le problematiche relative al mondo alberghiero sono state affrontate dalla Commissione Attività produttive della Camera insieme al vicepremier Francesco Rutelli. Nel futuro del comparto bisognerà favorire le proprietà alberghiere attraverso l'accesso ai mutui in un'ottica di rilancio del turismo. Il vicepresidente del Consiglio ha infatti sostenuto che "i dissidi tra gestori e proprietari non consentono o provocano il mancato adeguamento delle strutture". Rutelli ha parlato anche di esigenza di standard omogenei quando si parla di categorie alberghiere, sottolineando come la prima catena alberghiera italiana sia addirittura collocata al 131mo posto nella classifica mondiale, a conferma dei problemi del settore.
FONTE: www.ttgitalia.com

MUTUI Restare in Sella ai Tassi

Restare in sella a i tassi


Obbligazioni, fondi, mutui e prestiti personali sono sensibili all'andamento dei saggi d'interesse, che entro la fine dell'anno saliranno dello 0,5%. Ma la strada per difendersi c'è.

Le autorità monetarie europee, compreso il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, lo hanno detto a chiare lettere: i tassi d'interesse nel Vecchio continente, che da un po' di mesi a questa parte hanno imboccato un trend all'insù, sono ancora troppo bassi e cresceranno ulteriormente. Di quanto? Dello 0,25% nelle prossime settimane e di almeno mezzo punto percentuale entro la fine dell'anno, dicono gli esperti delle case d'affari. E il costo del denaro, oggi fissato al 3%, si avvicinerà alla soglia del 4% nel corso del 2007.
Niente di male, se tutto ciò serve a fermare le spinte inflazionistiche innescate dai rincari delle materie prime e dalla crescita economica. Certo è che i risparmiatori non possono rallegrarsi. È il caso di chi, durante gli anni passati, ha puntato sul settore obbligazionario e oggi vede i prezzi dei bond battere la ritirata. Oppure di chi si è indebitato ed è costretto a veder salire il peso delle rate. Quali sono le vie d'uscita per sfuggire alla morsa del caro-denaro? Economy lo ha chiesto agli esperti, prendendo in esame quattro categorie di strumenti d'investimento e di risparmio.



GLI EFFETTI SUI MUTUI


Se la Bce portera' il costo del denaro al 3,25%, decidendo domani un nuovo aumento dei tassi, ed interverra' con un ulteriore rialzo dello 0,25% prima della fine dell'anno, per i mutui a tasso variabile l'operazione costera' ''da un minimo di 146 euro (per un decennale di 100mila euro) ad un massimo di 670 euro (per un ventennale di 200mila euro).


Lo calcola l'Adusbef, indicando anche che ''si profila una ulteriore tegola su titoli del debito pubblico, mutui e prestiti''. Per prestiti personali e credito al consumo l'associazione di consumatori stima un aumento ''da 93 a 453 euro''.
Per lo Stato, sempre ipotizzando ''un tasso di riferimento che a fine 2006 si attestera' probabilmente al 3,50%'', l'Adusbef prevede ''un conto salatissimo'': ''Finanziare il debito pubblico italiano costera' a regime 16 miliardi di euro, 3,3 miliardi ogni aumento di 25 punti base''.



MUTUI. Secondo le simulazioni Adusbef, un mutuo di 100.000 euro a 10 anni al 4,75 per cento comporta una rata mensile di 1.048,48 euro o semestrale di 6.339,21. Un aumento del tasso al 5,00 comportera' un aumento di 12,18 euro sulla rata mensile (+146,16 annui) o di 75,50 euro sulla rata semestrale (+151,00 euro l'anno). Se dal 4,75 per cento il tasso dovesse passare al 5,25 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,43 euro (293,16 l'anno) o di 151,49 euro sulla rata semestrale (+ 302,04 l'anno).



Un mutuo di 200.000 euro a 20 anni al 4,75 per cento comporta una rata mensile di 1.292,45 euro o semestrale di 7.800,44. Un aumento del tasso al 5,00 comportera' un aumento di 27,48 euro sulla rata mensile (+329,76 annui) o di 166,80 euro sulla rata semestrale (+333,60 euro l'anno). Se dal 4,75 per cento il tasso dovesse passare al 5,25 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 55,23 euro (+662,76 l'anno) o di 335,42 euro sulla rata semestrale (+ 670,84 l'anno).



PRESTITI. Tra le diverse simulazioni dell'Adusbef, indica una nota del presidente Elio Lannutti, ''ricorrere a prestiti per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa (con un prestito di 6mila euro in 5 anni) comportera' un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro''. ''Per arredare casa, o acquistare una vettura di piccola cilindrata (prestito di 15mila euro in 5 anni) si sborseranno mediamente 228 euro in piu'.
''Per affrontare spese di maggiore entita' (30mila euro in 5 anni) occorrera' provvedere con 453 euro in piu'''.



RISPARMI. ''Per le famiglie (sempre meno) che invece di dover ricorrere al credito, possono risparmiare, cresceranno sia i rendimenti dei titoli di Stato (20.000 euro investiti in BoT annuali al 3 per cento - ultime assegnazioni - in crescita dal 2,5%) renderanno 525 euro netti, 87,5 euro in piu' dei precedenti. Ma tale guadagno minimo - indica l'Adusbef - e' destinato ad essere quasi totalmente azzerato dall'armonizzazione prevista delle rendite finanziarie con l'aliquota unica al 20 per cento). Mentre il decreto Bersani sulla reciprocita' dei tassi - se correttamente applicato, portera' circa 2 miliardi di euro, su base annua sui depositi bancari e postali e la minore tassazione sugli stessi (dal 27 al 20 per cento)''.

DOPPIO EFFETTO.
Il caro-tassi avrà un duplice effetto sul mercato dei titoli di Stato: renderà attraenti le prossime aste del Tesoro, che saranno sempre più generose nei rendimenti, e sarà invece una zavorra per le quotazioni dei bond già collocati sul mercato, assai poco competitivi in termini di cedole rispetto a quelli ancora da emettere.
Ormai da quasi un anno a questa parte, tra i gestori prevale una raccomandazione: quella di giocare in difesa, cioè di posizionarsi soprattutto sulle scadenze brevi, in particolare sui Buoni ordinari del Tesoro (Bot) trimestrali, semestrali e annuali, oltre che sui titoli a tasso variabile come i Cct. Per Massimo Lucco Borlera, direttore investimenti di Sella Gestioni, vi sono opportunità di acquisto anche tra le emissioni con vita residua tra i 18 e i 24 mesi.
Da alleggerire, invece, le posizioni sui Btp di durata intermedia, cioè tra 3 e 10 anni, secondo Alex Ricchebuono, co-head financial institutions di Janus International. Abbastanza limitati saranno i contraccolpi per le scadenze lunghissime, cioè i Btp fino a 30 anni, "i cui rendimenti dovrebbero stabilizzarsi, nei prossimi mesi, attorno alla soglia del 4%" dice a Economy Adam Cordery, strategist del fondo Sisf Fixed Income di Schroders.
Il rischio aumenta sulle obbligazioni societarie. Tuttavia, il segmento dei corporate bond ha retto bene di fronte agli ultimi rincari del costo del denaro. Il merito va soprattutto ai processi di ristrutturazione messi in atto da molte imprese, che sono riuscite a tenere sotto controllo l'esposizione finanziaria e a migliorare il proprio merito di credito.
Sarà così anche in futuro?
È difficile rispondere di sì, secondo i gestori, anche perché l'economia mondiale, benché in salute, si avvicina a un rallentamento che lascerà un segno negativo sugli utili societari. Risultato: per i corporate bond non si preannuncia una fase particolarmente brillante. Per Lucco Borlera bisogna scegliere con attenzione gli emittenti guardando a un merito di credito intermedio, cioè con un livello di indebitamento non troppo elevato e un rating attorno alla singola B o la tripla C.

FONDI PESANTI.
Come da copione, la crescita dei tassi d'interesse e il conseguente ribasso dei bond già collocati sul mercato rappresentano una zavorra per la performance dei fondi obbligazionari. Gli investitori devono mettere in conto il rischio di ottenere rendimenti negativi, evitando però di fare di ogni erba un fascio. Perché non tutti i fondi sono destinati a muoversi nella stessa direzione.
"In questo momento" dice Ricchebuono "vedo favoriti gli obbligazionari globali, che sono meno condizionati dalla dinamica dei tassi in Europa ed esposti su diverse aree geografiche, come i mercati emergenti o gli Usa, dove il rialzo del costo del denaro è ormai quasi al termine". Inoltre, secondo i gestori, le quotazioni dei bond soffriranno soltanto nel breve periodo.
Chi ha sottoscritto prestiti personali durante gli anni scorsi può stare tranquillo: il caro-denaro non avrà conseguenze sulle rate, perché questa categoria di finanziamenti, nella grande maggioranza dei casi, è a tasso fisso.
"Nel recente passato il settore del credito al consumo è divenuto sempre più competitivo e alcuni operatori hanno cercato addirittura di andare controcorrente, cioè di abbassare i costi dei prestiti per catturare nuovi clienti, mentre i tassi di mercato continuavano invece a salire" dice Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.

ADEGUAMENTI IN VISTA.
Ma sarà difficile che la storia si ripeta. Di fronte a ulteriori manovre rialziste della Banca centrale europea, molti intermediari si adegueranno al trend in atto. Dunque, chi ha intenzione di indebitarsi nel prossimo futuro è meglio che anticipi i tempi, per non rischiare di imbattersi in una rata un po' più pesante del previsto.
La soluzione non è altrettanto facile per i mutui. I finanziamenti immobiliari, in particolare quelli erogati negli ultimi anni, sono in gran parte a tasso variabile. Va da sé che il caro-denaro farà sentire il proprio peso sulle tasche dei debitori. Deve preoccuparsi chi non ha ancora acceso un mutuo, ma si appresta a farlo nei prossimi mesi. "Per non rischiare, si può optare per i prestiti a tasso fisso" dice Anedda "senza dimenticare, però, che i finanziamenti di questo tipo costano l'1% in più all'anno di quelli a interesse variabile".
La sicurezza ha dunque un prezzo, benché il differenziale citato da Anedda oggi sia molto ridotto rispetto al 2004, quando sfiorava addirittura il 3%. L'offerta sul mercato è articolata e, negli ultimi anni, sono arrivate sul mercato nuove categorie di prodotti studiati dalle banche proprio in vista del rialzo del costo del denaro: meglio scegliere con attenzione, magari con l'ausilio di un consulente.

di Andrea Telara
Panorama Economy
4/10/2006

Usa: Balzo (+11,9%) Indice Mutui-Casa

Le richieste di mutuo-casa negli Usa hanno registrato la scorsa settimana un balzo dell'11,9%, a 633,9 punti. Si tratta del secondo maggiore incremento nell'anno. Boom anche per i rifinanziamenti (+17,5%), ovvero la rivalutazione di mutui già in essere cui ricorrono i consumatori americani per sostenere il proprio tenore di vita.
Quanto alle richieste di mutuo per l'effettivo acquisto di un immobile, sono salite del 7,6%.
FONTE: investireoggi.it

Banca Europea Più Cari Mutui e Prestiti

BANCA CENTRALE EUROPEA

Ecco la prima stangata
Più cari mutui e prestiti

La Bce ha ritoccato i tassi d'interesse dello 0,25%. Con questo provvedimento il costo del denaro raggiunge così il 3,25% e, entro la fine dell'anno, salirà al 3,5%.

BRUXELLES (5 ottobre) _ La Bce ha ritoccato i tassi d'interesse dello 0,25%. Con questo provvedimento il costo del denaro raggiunge così il 3,25%. La decisione farà salire ancora le rate dei mutui, che saranno immediatamente adeguate dalle banche al nuovo livello del costo del denaro. Sembra comunque che entro fine anno ci aspetti un altro rialzo, che dovrebbe portare i tassi al 3,5%. Se Trichet ribadirà la necessità, a fronte di una crescita economica in linea con le previsioni, di "una graduale rimozione della posizione accomodante della politica monetaria", questo sarebbe un chiaro segnale, dicono gli esperti, che la Bce sta pensando di non fermarsi al 3,5% di dicembre. Questo è il quinto intervento della Bce sui tassi di interesse da quando è partita la stretta, nel dicembre scorso, e riporta il tasso di riferimento al livello del novembre 2002. Il 3,5% che dovrebbe essere raggiunto in dicembre si collocherebbe, secondo gli esperti, nella parte bassa di una gamma "neutrale" di tassi che viene considerata la più adeguata alla luce dei rischi per crescita e inflazione del 2007 e che potrebbe rappresentare il picco della stretta. "Il ciclo restrittivo" prevede Peter Vanden Houte di Ing "riprenderà soltanto dopo che il temporaneo rallentamento della crescita previsto per il 2007, si sarà concluso, probabilmente verso fine 2007".
FONTE: Il Resto del Carlino

La Bce alza i tassi e i Mutui

Il costo del denaro sale al 3,25%

La Bce ha rispettato le previsioni: i tassi d'interesse sono stati ritoccati al rialzo dello 0,25%, con il costo del denaro che raggiunge così il 3,25%. La decisione farà salire ancora le rate dei mutui, che saranno immediatamente adeguate dalle banche al nuovo livello del costo del denaro. Sembra comunque che entro fine anno ci aspetti un altro rialzo, che dovrebbe portare i tassi al 3,5%.

E se sul rialzo odierno gli analisti erano tutti d'accordo da giorni, restano i dubbi sull'orientamento per il 2007 della Banca centrale europea. Su un pool di 30 economisti interpellati dalle agenzie di stampa Afx News e France Presse, 28 ritengono che la Bce continuerà la stretta con un secondo aumento da un quarto di punto al 3,5% a inizio novembre.

Nelle scorse settimane Jean-Claude Trichet aveva parlato di un atteggiamento "molto vigile" per preparare l'attuale aumento. E se ora dovesse annunciare l'intenzione di "monitorare con molta attenzione" tutti i rischi inflazionistici, questa frase, secondo molti analisti, segnalerebbe l'intenzione di aumentare nuovamente i tassi di interesse fra due mesi, in dicembre.

Anche un lieve cambiamento di tono potrebbe essere indicativo: "un'espressione alternativa" dice Julian Callow di Barclays Capital "potrebbe essere 'monitorare con attenzione', il che suggerirebbe che la Bce non è sicura se aumentare nuovamente i tassi in dicembre".

Inoltre, se Trichet ribadirà la necessità, a fronte di una crescita economica in linea con le previsioni, di "una graduale rimozione della posizione accomodante della politica monetaria", questo sarebbe un chiaro segnale, dicono gli esperti, che la Bce sta pensando di non fermarsi al 3,5% di dicembre.

Questo è il quinto intervento della Bce sui tassi di interesse da quando è partita la stretta, nel dicembre scorso, e riporta il tasso di riferimento al livello del novembre 2002. Il 3,5% che dovrebbe essere raggiunto in dicembre si collocherebbe, secondo gli esperti, nella parte bassa di una gamma "neutrale" di tassi che viene considerata la più adeguata alla luce dei rischi per crescita e inflazione del 2007 e che potrebbe rappresentare il picco della stretta. "Il ciclo restrittivo" prevede Peter Vanden Houte di Ing "riprenderà soltanto dopo che il temporaneo rallentamento della crescita previsto per il 2007, si sarà concluso, probabilmente verso fine 2007".

Di recente, diversi esponenti della Bce hanno, comunque, ipotizzato la possibilità di nuovi aumenti dei tassi l'anno prossimo se la crescita continuerà a mostrarsi solida e anche a fronte di prezzi del petrolio meno elevati. Gli ultimi dati sull'economia e la fiducia dell'Eurozona confermano il quadro di robustezza congiunturale, in particolare l'indice sulla fiducia di imprese e consumatori che in settembre è balzato a 109,3, un nuovo massimo dal febbraio 2001, contro previsioni di un calo.

La crescita europea è sempre più trainata da forze interne e potrebbe ricevere una nuova spinta da una stabilizzazione del petrolio a livelli più ragionevoli. Attualmente la stima della Bce è di una crescita del 2,5% quest'anno e del 2,1% nel 2007 e previsioni aggiornate saranno diffuse nella riunione di inizio dicembre.

FONTE: TGCOM.it

sabato, settembre 16, 2006

Assicurazione MUTUI

MUTUI. Quando (e con chi) conviene assicurarli.
Il mutuo è un prestito che si allunga oltre i 30 anni e si allarga fino al 100% del valore dell'immobile. Cresce quindi l'ansia della rata, soprattutto di fronte a un mercato del lavoro sempre meno sicuro, a tutti i livelli e fasce di età. Meglio pagare qualche decina di euro in più al mese per stare tranquilli?

Il mutuo è un prestito che si allunga oltre i 30 anni e si allarga fino al 100% del valore dell'immobile. Cresce quindi l'ansia della rata, soprattutto di fronte a un mercato del lavoro sempre meno sicuro, a tutti i livelli e fasce di età. Il 14,4% delle famiglie italiane si ritrova almeno una volta l'anno in serie difficoltà per pagare la rata di un prestito e la percentuale sale al 25% per le famiglie al Sud. E se è vero che il tasso diminuisce al 4% (il 5% al Sud) se si tratta del mutuo (gli italiani ci pensano molto bene prima di decidere per l'acquisto di una casa), è anche vero che l'aumento del credito personale e al consumo (+36,5% nel 2005 secondo stime della Banca d'Italia) sta generando una nuova forma di ansia. Quella della rata saltata, della mora e del pignoramento. I quotidiani aumentano la foliazione per inseire annunci di aste immobiliari che stanno andando molto bene. Molto male quindi per le famiglie. Se si aggiunge poi il rischio dei tassi in aumento (si parla di quota 3% a fine 2006), su una popolazione che al 75% ha preferito un mutuo con il tasso variabile, allora si può parlare di vera e propria angoscia.

Voglia di sicurezza
La voglia di sicurezza si chiama assicurazione, ma non tutte le banche la propongono e spesso non con tassi congrui alle necessità delle persone. «E se mi ammalassi? E se perdessi il lavoro? E se morissi, come farebbero i miei familiari a continuare a pagare il mutuo?» Le domande angosciose sono riportate dal sito di Banca Woolwich. Che propone, tra le prime specializzate a farlo, la protezione della rata e quello della famiglia. In un caso come nell'altro si tratta di prodotti assicurativi di partner: nel caso della protezione della rata si tratta solo di Helvetia Assicurazioni, nel caso della protezione famiglia invece oltre ad Helvetia c'è il prodotto di Vittoria Assicurazioni, “Futuro Azzurro”: “Andiamo bene addirittura meglio di Francia e Germania”, spiega Paolo Turni, responsabile della divisione grandi clienti della Vittoria Assicurazioni. Forse perché questo prodotto garantisce anche chi perde il lavoro con un outplacement e con il pagamento della rata fino a quando non si è tornati a lavorare in modo conituativo. Ma quanto costa il premio per un vantaggio così interessante? Nel caso ad esempio si sia richiesto 100 mila euro per 15 anni per la polizza temporanea, facoltativa, che tutela in caso di morte, si pagherà 1.682 euro e nel caso si opti anche per quella disoccupazione il premio sale a 2.172 euro. Ben lontane da cifre piuttosto elevate (circa 9000 euro) richieste ad esempio dall'assicurazione di Banca Intesa (che solo da poco ha concluso un accordo con Generali per assicurare tutti i prodotti di finanziamento).

Passo, passo
Primo passo: quando si chiede un mutuo o un prestito, oltre al tasso e al piano di ammortamento, è bene domandare anche se, a garanzia, è prevista una polizza assicurativa vita. Meglio se inclusa nel pacchetto mutuo o prestito, in modo da risparmiare, ad esempio, su spese d'istruttoria e anche sul tasso applicato per pagare il premio. Perché, ad esempio, una polizza a tutela del mutuo che garantisce prima di tutto, in caso di premorienza per malattia o incidente, il riborso di quanto dovuto alla banca o alla finanziaria si attiva solo a fronte di un premio unico versato al momento della firma. Una somma che può diventare sostenibile se, prima di tutto, è considerata come parte del capitale del mutuo con tassi quindi inferiori di un prestito personale. Se ad esempio si richiede un mutuo di 120 mila euro in 20 anni con tasso variabile al 3,8% la rata mensile iniziale sarà di 714,69 euro. Se il mutuo viene assicurato con una polizza che la banca include nella quota capitale del mutuo, la rata mensile aumenta a 768,19 euro. Poco più di 50 euro al mese. E si sta tranquilli. La famiglia sarà tutelata in caso di premorte del capofamiglia o di un incidente che lo invalidasse mettendolo in condizioni di non fare più fronte al debito. Diverso è il caso in cui la banca chieda di affrontare, per pagare il premio all'assicurazione, un nuovo prestito personale, con tassi più elevati. In questo caso, infatti, la rata può salire (calcolando una media dell'8%) fino a 789,97 euro.

Attenzione: nel caso si richiesta oltre l'80% del valore dell'immobile dato in garanzia, quasi sempre la banca o la finanziaria calcolano nell'indice sintetico di costo (Isc) anche le spese di una polizza fidejussoria o di una polizza vita. Banca Popolare di Milano, che ha allungato al 100% le disponibilità di finanziamento dei suoi mutui, ad esempio, lo ha fatto solo a fronte di una spesa in più (pari a uno spread dello 0,10%) da corrispondere al partner assicurativo Genworth (Gruppo General Electric). Così come già avviene in altri istituti o specializzate, come Banca Woolwich. E ancora: il premio unico non viene mai restituito, nemmeno se si restituisce anticipatamente il debito, se la polizza firmata è di tipo pluriennale. Non vale la pena quindi sottoscrivere una poliza di questo tipo se si pensa di chiudere l'ipoteca in anticipo sul previsto. E al momento della richiesta quindi è bene anche informarsi se si tratta di una polizza con durata annuale o pluriennale e poliennale. Secondo passo: una volta deciso per la tranquillità, bisogna anche valutare se sia il caso di pagare un premio abbastanza elevato (anche se spalmabile sull'intera durata del mutuo o del prestito) selezionando tutte le caselle di una polizza multirischi: morte, malattia grave e invalidità, perdita del posto di lavoro. In alcuni casi si tratta di tre diverse polizze, come nel caso di Banca di Roma che propone, come facoltative, tre polizze: la prima, "Futuro vita mutuo unico"garantisce una somma per l'estinzione del mutuo in caso di decesso dell'assicurato; la seconda, "Protezione mutuo" per un periodo massimo di dieci anni, garantisce un capitale pari all'importo finanziato, per infortunio che abbia come conseguenza la morte o invalidità permanente pari o superiore al 50%; la terza, "Protezione mutuo plus" estende la protezione all'ipotesi di perdita del posto di lavoro. Quest'ultima voce è un po' una novità sul mercato italiano, un prodotto nuovo per una nuova paura, quella della disoccupazione. Da sottolineare che per i mutui dedicati ai giovani atipici questo tipo di garanzia è quasi sempre obbligatoria. Spesso selezionare tutte le caselline può essere una buona idea: la variazione tra un tipo di copertura (solo morte), oppure un'altra (morte, malattia, invalidità), fa salire il premio di poche centianaia di euro sul premio unico, poche decine se contabilizzate rata per rata. Le somme corrisposte all'assicurazione sono esenti da Irpef e inoltre le somme date in garanzia vita non sono pignorabili nè sequestrabili.

Terzo e ultimo passo: come in ogni contratto è opportuno leggere con attenzione quello che è scritto, in piccolo, tra le righe. Ci sono infatti polizze che coprono solo fino a una certa somma (Il mutuo assicurato di Banca Sella garantisce fino a 103 mila euro, quello di Banca Intesa fino a 160 mila e fino a 300 mila salvo approvazione da parte di Banca Generali), altre che non considerano alcuni tipi di malattia o di incidente. Per tutte inoltre la richiesta è di un certificato medico o di una dichiarazione (dipende per quale importo si sta chiedendo l'assicurazione) di buona salute. Una piccola spesa in più da prevedere, chiedendo una visita con parcella al medico di famiglia (sui 50 euro circa) se la cifra coperta dall'assicurazione super il massimo previsto.

Quali vantaggi (reali)
Vediamo i vantaggi concreti, al di là di quello psicologico, di una polizza a protezione del credito? UniCredit Banca, che ha rinominato la sua “Creditor Protection” (il prodotto è firmato da Ras), ne elenca diversi. Primo vantaggioi: rimborso del debito residuo in caso di morte e di invalidità al 60%. In questo non c'è nulla di nuovo rispetto a tutte le proposte a protezione di un mutuo di altre banche. Da leggere con attenzione piuttosto il capitolo sulle esclusioni, ad esempio la morte o l'invalidità procurate da malattie come l'Aids, ad esempio. Oppure da sport eccessivi, da guida di natanti senza patente o per interruzioni di gravidanza. Attenzione anche se si pensa di rimanere giovani ricorrendo alla chirurgia estetica: se le cose dovessero andare male, l'assicurazione si riserva di non pagare assolutamente nulla. Da considerare anche che il premio versato non sarà mai restituito (se non nel caso di rescissione del contratto entro 30 giorni dalla firma). Secondo vantaggio: quella sul lavoro. Per i dipendenti si tratta di vedersi aiutare nel pagamento delle rate nel momento in cui si sia in difficoltà per perdita del lavoro. Per un lavoratore autonomo invece l'assicurazione pagherà le rate solo in caso di invalidità momentanea per incidente o malattia grave. Per tutti gli altri senza un lavoro (pensionati, casalinghe eccetera), si prevede l'aiuto a far fronte al pagmento delle rate solo in caso di malattia con ricovero ospedaliero. Anche in questo caso sono da leggere con attenzione le eccezioni, come, ad esempio, la perdita del diritto al pagamento della rata in caso il lavoro sia stato perso per licenziamento per giusta causa. E fin qui nulla di strano. Ma il problema esiste anche se a licenziare, ad esempio, è stato un parente. Oppure se il licenziamento avviene con progetti di ricollocamento forniti dall'azienda che ha rotto il rapporto di lavoro. La polizza di CBA-Cardif per Banca Sella, ad esempio, nel caso di mutui, ma anche di prestiti, prevede che la copertura per il rischio d'impiego decada o comunque sia esclusa in caso di cassa integrazione o altre formule di indennizzo. Ma si sa che l'indennizzo di disoccupazione riguarda una parte esigua dello stipendio, con serie difficoltà a far fronte alla rata.

E se perdo il posto?
Ecco allora che si sta pensando a fare qualche passo in più per aiutare chi ha perso il lavoro. Con al massimo 50 euro al mese si sta tranquilli anche se si riceve la famosa lettera di licenziamento e si ha più di 50 anni (la media per trovare lavoro sale in questo caso anche a 3 anni). La polizza di Vittoria Assicurazioni con Banca Woolwich può essere sottoscritta anche a chi ha più di 50 anni, fino a 60 anni di età. Quella fascia di lavoratori oggi a maggior rischio di perdita del posto. L'outplacement funziona così: l'assicurazione paga il servizio di una delle nove società accreditate dal Ministero del Lavoro che operano sia in modo collettivo (per gruppi di lavoratori con competenze analoghe), sia individualmente (nel caso di manager, ad esempio). Nel primo caso la percentuale di persone che hanno trovato un nuovo posto è pari al 70% dei disoccupati, nel secondo al 100%. Attenzione però: il periodo di discoccupazione comunque, per chi si assicura con un mutuo Banca Woolwich, non può superare 36 rate del mutuo pagate dall'assicurazione. Diverso è il caso degli atipici. In questo caso, ad esempio, la proposta di un'assicurazione diventa (quasi) obbligatoria.

L'atipico è assicurato
Mutuo atipico di Banca Intesa, ad esempio, è offerto solo con l'assicurazione che significa uno spread dell'1,75% in più sul tasso finito. Le motivazioni sono chiare: con questa maggiorazione si paga l'assicurazione che garantisce il pagamento della rata anche in mancanza di fondi per perdita momentanea del lavoro. Nel caso del Mutuo di Banca Intesa, l'assicurazione consente la sospensione del pagamento delle rate per tre volte fino a un massimo di 18 mensilità in totale, aiutando i giovani ad affrontare i disagi di un eventuale periodo di disoccupazione. Il primo "salto" della rata, senza penali o costi aggiuntivi di rinegoziazione, allunga automaticamente la durata del mutuo. Il secondo e il terzo "salto" sono coperti da un’assicurazione senza addebito di alcuna spesa. Banca di Roma-Capitalia risponde con altre garanzie: il differimento delle rate (da un minimo di 2 ad un massimo di 6) da rimborsare dopo sei mesi dalla scadenza dell’ultima rata dilazionata, in caso di perdita lavoro e, in caso di riduzione del reddito, il differimento della durata che ha un massimo di 10 anni dalla scadenza originaria e un massimo di 35 anni di durata del mutuo. “Noi non costringiamo nessuno a sottoscrivere anche l'assicurazione”, dice Stefano Bellini di Banca Woolwich, che però sottolinea che per l'atipico qualcosa in più si fa pagare e il tasso variabile sale con una maggiorazione pari allo 0,80% (sempre calcolando un tasso variabile sui 15 anni per 100 mila euro). Il mutuo per gli atipici di Banca Sella, mutuo Corallo, prevede delle ciambelle di salvataggio: si può sospendere il pagamento in caso di perdita di lavoro, negoziando il numero di rate da posticipare senza mora aggiuntiva, fino a un massimo di 5 anni (la durata massima del mutuo è 25 anni). Progetto Lavoro di UniCredit Banca non prevede alcuna maggiorazione nello spread rispetto agli altri prodotti, ma propone come per tutti gli altri mutui l'assicurazione a protezione del credito che comprende anche il rischio lavoro. Ma ad Of-Osservatorio finanziario tutti i principali operatori e banche hanno detto che presto ci saranno altre novità interessanti. Come quelle di Banca Mediolanum con il Mutuo Riflex che con la protezione totale comprende un'assicurazione praticamente su tutto. Maggiorazione intorno allo 0,90% per quella multirischi. Un ultimo consiglio: si è sempre liberi di scegliere una propria assicurazione e quindi vale la pena farsi fare un preventivo diverso prima di scegliere la proposta della banca o del consulente. Di solito quelle delle banche sono offerte competitive, ma la prudenza, soprattutto se si discute di assicurarsi la vita, non sono mai troppe. © Of-Osservatorio finanziario di Armanda Livi

venerdì, settembre 15, 2006

Mutui e assicurazioni per le abitazioni in crescita - Immobili meno cari

Mutui e assicurazioni per le abitazioni in crescita, mentre diminuisce la crescita al rialzo dei prezzi degli immobili. Alcune considerazioni sul mercato delle case vacanze

Roma - Secondo il rapporto Il Mercato immobiliare e creditizio nel 2006 pubblicato da Tecnocasa, la corsa al rialzo delle quotazioni immobiliari è in frenata. L'analisi dei dati, provenienti dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa riferiti alla compravendita per tipologia e per stato di conservazione, indica come la variazione percentuale dei prezzi relativi al primo Semestre del 2006 ha subito un incremento di soli 3,62 punti percentuale. Variazioni medie dei prezzi per capoluoghi di provincia che hanno toccato il minimo storico triennale, periodo caratterizzato dai picchi del 6,12 del II Semestre 2003 e del 5,95 del II Semestre 2004. Una frenata che "conferma una tendenza ad allinearsi a dei prezzi/parametri che si stanno standardizzando" - commenta Filippo Pasquali, CEO Domus & Event S.r.l. (D&E) - "Ci si attende, come sempre, un incremento nel secondo semestre, ma che non dovrebbe superare l'intervallo fissato dai due semestri del 2005".

Il Rapporto Tecnocasa evidenzia come il Mercato immobiliare rimanga comunque la prima scelta degli investitori. L'Osservatorio Mutui Kìron rivela un trend positivo per quanto riguarda l'erogazione dei mutui, evidenziato dall'analisi per Macroaree del I Semestre 2006 sul 2005, con conseguente crescita dell'indebitamento delle famiglie in Italia. Così, se le Erogazioni per Durata indicano un decremento per Mutui inferiori ai 25 anni, è anche vero che l'aumento di 4,41 punti percentuali per i Mutui superiori ai 26 anni tra il 2004 e il 2005 rappresenta la spinta propulsiva per l'intero settore che appiana il divario tra decrementi/incrementi, indicando di fatto una richiesta "giovane" che si riflette anche su altre categorie d'investimenti immobiliari.

In primo luogo le assicurazioni sulla Casa sempre più rivolte ad un portfolio clienti giovane e dinamico dove s'impone la massima cura nella ricerca di un equilibrio tra qualità e prezzo. "I progetti assicurativi per la casa sono una delle priorità cui puntano le nostre nuove offerte per una copertura a 360 gradi dei nostri clienti" - dichiarano alla Divisione SAI - "Sai Casa è oggi uno dei progetti su cui la Divisione sta puntando attraverso un'offerta promozionale che, a fronte di un costo annuo basso, offra una garanzia di copertura totale sia all'interno della casa che relativamente ai beni della persona in viaggio per piacere o per lavoro, così da tutelare anche gli effetti personali portati al di fuori del contesto abitativo, e non solo".
Coperture rivolte ad ogni fascia d'età ma che strizza per natura l'occhio alle fascie d'età dei trentenni e dei quarantenni, ossia a quel mercato che sembra rispondere meglio agli input commerciali delle aziende immobiliari e assicurative.

In secondo luogo il mercato delle case vacanze. Se infatti le dinamiche e tendenze del mercato immobiliare italiano, evidenziate da Guido Lodigiani nel Rapporto Tecnocasa, indicano un aumento dei tempi medi di vendita, come anche una buona disponibilità economica all'investimento, è anche vero che tale capacità d'investimento si riflette anche sul mercato i cui dati vengono utilizzati tra i parametri di valutazione della salute del turismo italiano. Il mercato delle Case Vacanze, core business di D&E, evidenzia come l'affitto degli appartamenti oggi coinvolga sempre più spesso la generazione dei trentenni. "L'anno scorso le richieste maggiori arrivavano da studenti o manager per brevi periodi" - dice Filippo Pasquali - "A partire dal Febbraio di quest'anno, invece, aumentano le richieste da parte di categorie professionali che richiedono location per periodi che vanno dalle due settimane fino ai tre mesi. Una media d'età di trentadue, trentatré anni, di potenziali clienti che comprendono, almeno per quanto ci riguarda, imprenditori, giornalisti e avvocati. Richieste che arrivano tanto dall'Italia che dall'estero. In particolare, per quanto riguarda l'estero, dall'Inghilterra, dal Belgio e dalla Polonia". "Questa tendenza" - conclude Pasquali - "è possibile solo a causa di un cambiamento delle esigenze dei proprietari. Alcune delle case che abbiamo promosso in passato erano state originariamente porposte per la vendita, poi i proprietari hanno deciso di cambiare target, proponendosi nella fascia di affitti a medio-lungo termine".
FONTE: www.advmagazine.net

Mutui più costosi a partire da ottobre?.

Mutui più costosi a partire da ottobre?
Domani all'Eurotower si riunisce il consiglio direttivo della BCE. Andrà tutto secondo copione?
Tratto da http://www.soldiblog.it

Domani all'Eurotower si riunisce il consiglio direttivo della BCE. Andrà tutto secondo copione?

Secondo gli analisti si. Non si attendono infatti grosse novità. Trichet non incontrerà la stampa il che vuol dire che il costo del denaro dovrebbe restare invariato. Piano a gridar vittoria, però, infatti anche se nella zona euro la ripresa sembra adesso sufficientemente forte per un ritorno verso posizioni monetarie neutrali ritocchi all'insù già si attendono invece per ottobre, quando il board si riunirà a Parigi e a dicembre. I falchi della BCE sono tornati alla carica per chiedere una politica ancora più aggressiva. Ai due rialzi dei tassi previsti nella riunione del 5 ottobre e del 7 dicembre che dovrebbero portare il costo del denaro dall'attuale 3% al 3,5%, sono attesi ora altri aumenti nel corso del 2007. Gli analisti di Société Générale hanno rivisto al rialzo le stime sui tassi europei indicando due ulteriori rialzi nel 2007, nel secondo e nel terzo trimestre che porteranno i tassi dell'eurozona al 4%.

La Banca centrale, il mese scorso, ha alzato le sue stime di crescita ed inflazione ed ora prevede un aumento dei prezzi al consumo tra il 2,3% ed il 2,5% quest'anno e tra l'1,9% e il 2,9% nel 2007. Il punto mediano è un 2,4% in entrambi gli anni, ben oltre, quindi il tetto del 2% indicato dalla Bce. "Alla luce di un restringimento nel divario riferito alla produzione, non sarei sorpreso di vedere l'inflazione nella parte alta di quelle fasce," ha detto ieri il capo della banca della Grecia, Nicholas Garganas. Secondo lui la crescita, prevista dalla Bce potrebbe anch'essa risultare "un po' più alta di quanto si stimi al momento". Fatto questo che, secondo Garganas, dovrà consigliare alla Bce di anadare ancora avanti ad aumentare i tassi.
Fonte: www.soldiblog.it