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venerdì, ottobre 06, 2006

Prestiti e mutui si cercano online

Finanza personale: la scelta si fa online
Prestiti e mutui si cercano sempre più spesso online, e chi ha effettuato investimenti pubblicitari sul web, non è di certo rimasto deluso.

Nel primo semestre 2006, stando ai dati DigitalFinance di Nielsen//NetRatings e Commstrategy, gli utenti italiani sui siti specializzati in consumer credits rappresentano il 20% dei 24 milioni su Internet.

Internet domostra così estremamente efficace su alcuni tipi di target. E chi ha investito ha potuto coglierne i frutti.

Il leader per share of voice, all’interno della categoria finance, è Agos che, nel secondo trimestre del 2006, ha visto crescere i suoi utenti del 280% rispetto allo stesso periodo del 2005, avendo effettuato investimenti in pubblicità pari a circa il 12% sul totale di settore, nel primo semestre 2006.

Anche American Express ha registrato una share of voice simile ad Agos e ha ottenuto le migliori performance nelle carte di credito registrando un +55% nell'utenza, con una quota di utilizzo dei servizi riservati ai titolari superiore al 50%.

ING Direct, con una share of voice pari a circa il 9% del totale investimenti nel finance nel periodo di riferimento, ha visto comunque crescere la propria utenza sull'area mutui del 60% in un anno.

Tuttavia, nel segmento dei mutui, ha un ruolo di rilievo anche Mutuionline.it, dal momento che funge da aggregatore delle varie offerte presenti sul mercato, consentendo agli utenti di confrontarle. Un sito che attire un utente su 10 del mercato credits e cioè quasi la metà di coloro che sono interessati ai mutui.

Il bacino degli individui che scelgono di informarsi su internet per il finanziamento di una casa nel primo semestre del 2006 arriva a 1 milione di individui, che equivale a circa due persone per ogni mutuo erogato in Italia in 12 mesi.
FONTE: www.i-dome.com

Rutelli: accesso ai mutui per il rilancio alberghiero

Le problematiche relative al mondo alberghiero sono state affrontate dalla Commissione Attività produttive della Camera insieme al vicepremier Francesco Rutelli. Nel futuro del comparto bisognerà favorire le proprietà alberghiere attraverso l'accesso ai mutui in un'ottica di rilancio del turismo. Il vicepresidente del Consiglio ha infatti sostenuto che "i dissidi tra gestori e proprietari non consentono o provocano il mancato adeguamento delle strutture". Rutelli ha parlato anche di esigenza di standard omogenei quando si parla di categorie alberghiere, sottolineando come la prima catena alberghiera italiana sia addirittura collocata al 131mo posto nella classifica mondiale, a conferma dei problemi del settore.
FONTE: www.ttgitalia.com

MUTUI Restare in Sella ai Tassi

Restare in sella a i tassi


Obbligazioni, fondi, mutui e prestiti personali sono sensibili all'andamento dei saggi d'interesse, che entro la fine dell'anno saliranno dello 0,5%. Ma la strada per difendersi c'è.

Le autorità monetarie europee, compreso il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, lo hanno detto a chiare lettere: i tassi d'interesse nel Vecchio continente, che da un po' di mesi a questa parte hanno imboccato un trend all'insù, sono ancora troppo bassi e cresceranno ulteriormente. Di quanto? Dello 0,25% nelle prossime settimane e di almeno mezzo punto percentuale entro la fine dell'anno, dicono gli esperti delle case d'affari. E il costo del denaro, oggi fissato al 3%, si avvicinerà alla soglia del 4% nel corso del 2007.
Niente di male, se tutto ciò serve a fermare le spinte inflazionistiche innescate dai rincari delle materie prime e dalla crescita economica. Certo è che i risparmiatori non possono rallegrarsi. È il caso di chi, durante gli anni passati, ha puntato sul settore obbligazionario e oggi vede i prezzi dei bond battere la ritirata. Oppure di chi si è indebitato ed è costretto a veder salire il peso delle rate. Quali sono le vie d'uscita per sfuggire alla morsa del caro-denaro? Economy lo ha chiesto agli esperti, prendendo in esame quattro categorie di strumenti d'investimento e di risparmio.



GLI EFFETTI SUI MUTUI


Se la Bce portera' il costo del denaro al 3,25%, decidendo domani un nuovo aumento dei tassi, ed interverra' con un ulteriore rialzo dello 0,25% prima della fine dell'anno, per i mutui a tasso variabile l'operazione costera' ''da un minimo di 146 euro (per un decennale di 100mila euro) ad un massimo di 670 euro (per un ventennale di 200mila euro).


Lo calcola l'Adusbef, indicando anche che ''si profila una ulteriore tegola su titoli del debito pubblico, mutui e prestiti''. Per prestiti personali e credito al consumo l'associazione di consumatori stima un aumento ''da 93 a 453 euro''.
Per lo Stato, sempre ipotizzando ''un tasso di riferimento che a fine 2006 si attestera' probabilmente al 3,50%'', l'Adusbef prevede ''un conto salatissimo'': ''Finanziare il debito pubblico italiano costera' a regime 16 miliardi di euro, 3,3 miliardi ogni aumento di 25 punti base''.



MUTUI. Secondo le simulazioni Adusbef, un mutuo di 100.000 euro a 10 anni al 4,75 per cento comporta una rata mensile di 1.048,48 euro o semestrale di 6.339,21. Un aumento del tasso al 5,00 comportera' un aumento di 12,18 euro sulla rata mensile (+146,16 annui) o di 75,50 euro sulla rata semestrale (+151,00 euro l'anno). Se dal 4,75 per cento il tasso dovesse passare al 5,25 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,43 euro (293,16 l'anno) o di 151,49 euro sulla rata semestrale (+ 302,04 l'anno).



Un mutuo di 200.000 euro a 20 anni al 4,75 per cento comporta una rata mensile di 1.292,45 euro o semestrale di 7.800,44. Un aumento del tasso al 5,00 comportera' un aumento di 27,48 euro sulla rata mensile (+329,76 annui) o di 166,80 euro sulla rata semestrale (+333,60 euro l'anno). Se dal 4,75 per cento il tasso dovesse passare al 5,25 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 55,23 euro (+662,76 l'anno) o di 335,42 euro sulla rata semestrale (+ 670,84 l'anno).



PRESTITI. Tra le diverse simulazioni dell'Adusbef, indica una nota del presidente Elio Lannutti, ''ricorrere a prestiti per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa (con un prestito di 6mila euro in 5 anni) comportera' un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro''. ''Per arredare casa, o acquistare una vettura di piccola cilindrata (prestito di 15mila euro in 5 anni) si sborseranno mediamente 228 euro in piu'.
''Per affrontare spese di maggiore entita' (30mila euro in 5 anni) occorrera' provvedere con 453 euro in piu'''.



RISPARMI. ''Per le famiglie (sempre meno) che invece di dover ricorrere al credito, possono risparmiare, cresceranno sia i rendimenti dei titoli di Stato (20.000 euro investiti in BoT annuali al 3 per cento - ultime assegnazioni - in crescita dal 2,5%) renderanno 525 euro netti, 87,5 euro in piu' dei precedenti. Ma tale guadagno minimo - indica l'Adusbef - e' destinato ad essere quasi totalmente azzerato dall'armonizzazione prevista delle rendite finanziarie con l'aliquota unica al 20 per cento). Mentre il decreto Bersani sulla reciprocita' dei tassi - se correttamente applicato, portera' circa 2 miliardi di euro, su base annua sui depositi bancari e postali e la minore tassazione sugli stessi (dal 27 al 20 per cento)''.

DOPPIO EFFETTO.
Il caro-tassi avrà un duplice effetto sul mercato dei titoli di Stato: renderà attraenti le prossime aste del Tesoro, che saranno sempre più generose nei rendimenti, e sarà invece una zavorra per le quotazioni dei bond già collocati sul mercato, assai poco competitivi in termini di cedole rispetto a quelli ancora da emettere.
Ormai da quasi un anno a questa parte, tra i gestori prevale una raccomandazione: quella di giocare in difesa, cioè di posizionarsi soprattutto sulle scadenze brevi, in particolare sui Buoni ordinari del Tesoro (Bot) trimestrali, semestrali e annuali, oltre che sui titoli a tasso variabile come i Cct. Per Massimo Lucco Borlera, direttore investimenti di Sella Gestioni, vi sono opportunità di acquisto anche tra le emissioni con vita residua tra i 18 e i 24 mesi.
Da alleggerire, invece, le posizioni sui Btp di durata intermedia, cioè tra 3 e 10 anni, secondo Alex Ricchebuono, co-head financial institutions di Janus International. Abbastanza limitati saranno i contraccolpi per le scadenze lunghissime, cioè i Btp fino a 30 anni, "i cui rendimenti dovrebbero stabilizzarsi, nei prossimi mesi, attorno alla soglia del 4%" dice a Economy Adam Cordery, strategist del fondo Sisf Fixed Income di Schroders.
Il rischio aumenta sulle obbligazioni societarie. Tuttavia, il segmento dei corporate bond ha retto bene di fronte agli ultimi rincari del costo del denaro. Il merito va soprattutto ai processi di ristrutturazione messi in atto da molte imprese, che sono riuscite a tenere sotto controllo l'esposizione finanziaria e a migliorare il proprio merito di credito.
Sarà così anche in futuro?
È difficile rispondere di sì, secondo i gestori, anche perché l'economia mondiale, benché in salute, si avvicina a un rallentamento che lascerà un segno negativo sugli utili societari. Risultato: per i corporate bond non si preannuncia una fase particolarmente brillante. Per Lucco Borlera bisogna scegliere con attenzione gli emittenti guardando a un merito di credito intermedio, cioè con un livello di indebitamento non troppo elevato e un rating attorno alla singola B o la tripla C.

FONDI PESANTI.
Come da copione, la crescita dei tassi d'interesse e il conseguente ribasso dei bond già collocati sul mercato rappresentano una zavorra per la performance dei fondi obbligazionari. Gli investitori devono mettere in conto il rischio di ottenere rendimenti negativi, evitando però di fare di ogni erba un fascio. Perché non tutti i fondi sono destinati a muoversi nella stessa direzione.
"In questo momento" dice Ricchebuono "vedo favoriti gli obbligazionari globali, che sono meno condizionati dalla dinamica dei tassi in Europa ed esposti su diverse aree geografiche, come i mercati emergenti o gli Usa, dove il rialzo del costo del denaro è ormai quasi al termine". Inoltre, secondo i gestori, le quotazioni dei bond soffriranno soltanto nel breve periodo.
Chi ha sottoscritto prestiti personali durante gli anni scorsi può stare tranquillo: il caro-denaro non avrà conseguenze sulle rate, perché questa categoria di finanziamenti, nella grande maggioranza dei casi, è a tasso fisso.
"Nel recente passato il settore del credito al consumo è divenuto sempre più competitivo e alcuni operatori hanno cercato addirittura di andare controcorrente, cioè di abbassare i costi dei prestiti per catturare nuovi clienti, mentre i tassi di mercato continuavano invece a salire" dice Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.

ADEGUAMENTI IN VISTA.
Ma sarà difficile che la storia si ripeta. Di fronte a ulteriori manovre rialziste della Banca centrale europea, molti intermediari si adegueranno al trend in atto. Dunque, chi ha intenzione di indebitarsi nel prossimo futuro è meglio che anticipi i tempi, per non rischiare di imbattersi in una rata un po' più pesante del previsto.
La soluzione non è altrettanto facile per i mutui. I finanziamenti immobiliari, in particolare quelli erogati negli ultimi anni, sono in gran parte a tasso variabile. Va da sé che il caro-denaro farà sentire il proprio peso sulle tasche dei debitori. Deve preoccuparsi chi non ha ancora acceso un mutuo, ma si appresta a farlo nei prossimi mesi. "Per non rischiare, si può optare per i prestiti a tasso fisso" dice Anedda "senza dimenticare, però, che i finanziamenti di questo tipo costano l'1% in più all'anno di quelli a interesse variabile".
La sicurezza ha dunque un prezzo, benché il differenziale citato da Anedda oggi sia molto ridotto rispetto al 2004, quando sfiorava addirittura il 3%. L'offerta sul mercato è articolata e, negli ultimi anni, sono arrivate sul mercato nuove categorie di prodotti studiati dalle banche proprio in vista del rialzo del costo del denaro: meglio scegliere con attenzione, magari con l'ausilio di un consulente.

di Andrea Telara
Panorama Economy
4/10/2006

Usa: Balzo (+11,9%) Indice Mutui-Casa

Le richieste di mutuo-casa negli Usa hanno registrato la scorsa settimana un balzo dell'11,9%, a 633,9 punti. Si tratta del secondo maggiore incremento nell'anno. Boom anche per i rifinanziamenti (+17,5%), ovvero la rivalutazione di mutui già in essere cui ricorrono i consumatori americani per sostenere il proprio tenore di vita.
Quanto alle richieste di mutuo per l'effettivo acquisto di un immobile, sono salite del 7,6%.
FONTE: investireoggi.it

Banca Europea Più Cari Mutui e Prestiti

BANCA CENTRALE EUROPEA

Ecco la prima stangata
Più cari mutui e prestiti

La Bce ha ritoccato i tassi d'interesse dello 0,25%. Con questo provvedimento il costo del denaro raggiunge così il 3,25% e, entro la fine dell'anno, salirà al 3,5%.

BRUXELLES (5 ottobre) _ La Bce ha ritoccato i tassi d'interesse dello 0,25%. Con questo provvedimento il costo del denaro raggiunge così il 3,25%. La decisione farà salire ancora le rate dei mutui, che saranno immediatamente adeguate dalle banche al nuovo livello del costo del denaro. Sembra comunque che entro fine anno ci aspetti un altro rialzo, che dovrebbe portare i tassi al 3,5%. Se Trichet ribadirà la necessità, a fronte di una crescita economica in linea con le previsioni, di "una graduale rimozione della posizione accomodante della politica monetaria", questo sarebbe un chiaro segnale, dicono gli esperti, che la Bce sta pensando di non fermarsi al 3,5% di dicembre. Questo è il quinto intervento della Bce sui tassi di interesse da quando è partita la stretta, nel dicembre scorso, e riporta il tasso di riferimento al livello del novembre 2002. Il 3,5% che dovrebbe essere raggiunto in dicembre si collocherebbe, secondo gli esperti, nella parte bassa di una gamma "neutrale" di tassi che viene considerata la più adeguata alla luce dei rischi per crescita e inflazione del 2007 e che potrebbe rappresentare il picco della stretta. "Il ciclo restrittivo" prevede Peter Vanden Houte di Ing "riprenderà soltanto dopo che il temporaneo rallentamento della crescita previsto per il 2007, si sarà concluso, probabilmente verso fine 2007".
FONTE: Il Resto del Carlino

La Bce alza i tassi e i Mutui

Il costo del denaro sale al 3,25%

La Bce ha rispettato le previsioni: i tassi d'interesse sono stati ritoccati al rialzo dello 0,25%, con il costo del denaro che raggiunge così il 3,25%. La decisione farà salire ancora le rate dei mutui, che saranno immediatamente adeguate dalle banche al nuovo livello del costo del denaro. Sembra comunque che entro fine anno ci aspetti un altro rialzo, che dovrebbe portare i tassi al 3,5%.

E se sul rialzo odierno gli analisti erano tutti d'accordo da giorni, restano i dubbi sull'orientamento per il 2007 della Banca centrale europea. Su un pool di 30 economisti interpellati dalle agenzie di stampa Afx News e France Presse, 28 ritengono che la Bce continuerà la stretta con un secondo aumento da un quarto di punto al 3,5% a inizio novembre.

Nelle scorse settimane Jean-Claude Trichet aveva parlato di un atteggiamento "molto vigile" per preparare l'attuale aumento. E se ora dovesse annunciare l'intenzione di "monitorare con molta attenzione" tutti i rischi inflazionistici, questa frase, secondo molti analisti, segnalerebbe l'intenzione di aumentare nuovamente i tassi di interesse fra due mesi, in dicembre.

Anche un lieve cambiamento di tono potrebbe essere indicativo: "un'espressione alternativa" dice Julian Callow di Barclays Capital "potrebbe essere 'monitorare con attenzione', il che suggerirebbe che la Bce non è sicura se aumentare nuovamente i tassi in dicembre".

Inoltre, se Trichet ribadirà la necessità, a fronte di una crescita economica in linea con le previsioni, di "una graduale rimozione della posizione accomodante della politica monetaria", questo sarebbe un chiaro segnale, dicono gli esperti, che la Bce sta pensando di non fermarsi al 3,5% di dicembre.

Questo è il quinto intervento della Bce sui tassi di interesse da quando è partita la stretta, nel dicembre scorso, e riporta il tasso di riferimento al livello del novembre 2002. Il 3,5% che dovrebbe essere raggiunto in dicembre si collocherebbe, secondo gli esperti, nella parte bassa di una gamma "neutrale" di tassi che viene considerata la più adeguata alla luce dei rischi per crescita e inflazione del 2007 e che potrebbe rappresentare il picco della stretta. "Il ciclo restrittivo" prevede Peter Vanden Houte di Ing "riprenderà soltanto dopo che il temporaneo rallentamento della crescita previsto per il 2007, si sarà concluso, probabilmente verso fine 2007".

Di recente, diversi esponenti della Bce hanno, comunque, ipotizzato la possibilità di nuovi aumenti dei tassi l'anno prossimo se la crescita continuerà a mostrarsi solida e anche a fronte di prezzi del petrolio meno elevati. Gli ultimi dati sull'economia e la fiducia dell'Eurozona confermano il quadro di robustezza congiunturale, in particolare l'indice sulla fiducia di imprese e consumatori che in settembre è balzato a 109,3, un nuovo massimo dal febbraio 2001, contro previsioni di un calo.

La crescita europea è sempre più trainata da forze interne e potrebbe ricevere una nuova spinta da una stabilizzazione del petrolio a livelli più ragionevoli. Attualmente la stima della Bce è di una crescita del 2,5% quest'anno e del 2,1% nel 2007 e previsioni aggiornate saranno diffuse nella riunione di inizio dicembre.

FONTE: TGCOM.it

sabato, settembre 16, 2006

Assicurazione MUTUI

MUTUI. Quando (e con chi) conviene assicurarli.
Il mutuo è un prestito che si allunga oltre i 30 anni e si allarga fino al 100% del valore dell'immobile. Cresce quindi l'ansia della rata, soprattutto di fronte a un mercato del lavoro sempre meno sicuro, a tutti i livelli e fasce di età. Meglio pagare qualche decina di euro in più al mese per stare tranquilli?

Il mutuo è un prestito che si allunga oltre i 30 anni e si allarga fino al 100% del valore dell'immobile. Cresce quindi l'ansia della rata, soprattutto di fronte a un mercato del lavoro sempre meno sicuro, a tutti i livelli e fasce di età. Il 14,4% delle famiglie italiane si ritrova almeno una volta l'anno in serie difficoltà per pagare la rata di un prestito e la percentuale sale al 25% per le famiglie al Sud. E se è vero che il tasso diminuisce al 4% (il 5% al Sud) se si tratta del mutuo (gli italiani ci pensano molto bene prima di decidere per l'acquisto di una casa), è anche vero che l'aumento del credito personale e al consumo (+36,5% nel 2005 secondo stime della Banca d'Italia) sta generando una nuova forma di ansia. Quella della rata saltata, della mora e del pignoramento. I quotidiani aumentano la foliazione per inseire annunci di aste immobiliari che stanno andando molto bene. Molto male quindi per le famiglie. Se si aggiunge poi il rischio dei tassi in aumento (si parla di quota 3% a fine 2006), su una popolazione che al 75% ha preferito un mutuo con il tasso variabile, allora si può parlare di vera e propria angoscia.

Voglia di sicurezza
La voglia di sicurezza si chiama assicurazione, ma non tutte le banche la propongono e spesso non con tassi congrui alle necessità delle persone. «E se mi ammalassi? E se perdessi il lavoro? E se morissi, come farebbero i miei familiari a continuare a pagare il mutuo?» Le domande angosciose sono riportate dal sito di Banca Woolwich. Che propone, tra le prime specializzate a farlo, la protezione della rata e quello della famiglia. In un caso come nell'altro si tratta di prodotti assicurativi di partner: nel caso della protezione della rata si tratta solo di Helvetia Assicurazioni, nel caso della protezione famiglia invece oltre ad Helvetia c'è il prodotto di Vittoria Assicurazioni, “Futuro Azzurro”: “Andiamo bene addirittura meglio di Francia e Germania”, spiega Paolo Turni, responsabile della divisione grandi clienti della Vittoria Assicurazioni. Forse perché questo prodotto garantisce anche chi perde il lavoro con un outplacement e con il pagamento della rata fino a quando non si è tornati a lavorare in modo conituativo. Ma quanto costa il premio per un vantaggio così interessante? Nel caso ad esempio si sia richiesto 100 mila euro per 15 anni per la polizza temporanea, facoltativa, che tutela in caso di morte, si pagherà 1.682 euro e nel caso si opti anche per quella disoccupazione il premio sale a 2.172 euro. Ben lontane da cifre piuttosto elevate (circa 9000 euro) richieste ad esempio dall'assicurazione di Banca Intesa (che solo da poco ha concluso un accordo con Generali per assicurare tutti i prodotti di finanziamento).

Passo, passo
Primo passo: quando si chiede un mutuo o un prestito, oltre al tasso e al piano di ammortamento, è bene domandare anche se, a garanzia, è prevista una polizza assicurativa vita. Meglio se inclusa nel pacchetto mutuo o prestito, in modo da risparmiare, ad esempio, su spese d'istruttoria e anche sul tasso applicato per pagare il premio. Perché, ad esempio, una polizza a tutela del mutuo che garantisce prima di tutto, in caso di premorienza per malattia o incidente, il riborso di quanto dovuto alla banca o alla finanziaria si attiva solo a fronte di un premio unico versato al momento della firma. Una somma che può diventare sostenibile se, prima di tutto, è considerata come parte del capitale del mutuo con tassi quindi inferiori di un prestito personale. Se ad esempio si richiede un mutuo di 120 mila euro in 20 anni con tasso variabile al 3,8% la rata mensile iniziale sarà di 714,69 euro. Se il mutuo viene assicurato con una polizza che la banca include nella quota capitale del mutuo, la rata mensile aumenta a 768,19 euro. Poco più di 50 euro al mese. E si sta tranquilli. La famiglia sarà tutelata in caso di premorte del capofamiglia o di un incidente che lo invalidasse mettendolo in condizioni di non fare più fronte al debito. Diverso è il caso in cui la banca chieda di affrontare, per pagare il premio all'assicurazione, un nuovo prestito personale, con tassi più elevati. In questo caso, infatti, la rata può salire (calcolando una media dell'8%) fino a 789,97 euro.

Attenzione: nel caso si richiesta oltre l'80% del valore dell'immobile dato in garanzia, quasi sempre la banca o la finanziaria calcolano nell'indice sintetico di costo (Isc) anche le spese di una polizza fidejussoria o di una polizza vita. Banca Popolare di Milano, che ha allungato al 100% le disponibilità di finanziamento dei suoi mutui, ad esempio, lo ha fatto solo a fronte di una spesa in più (pari a uno spread dello 0,10%) da corrispondere al partner assicurativo Genworth (Gruppo General Electric). Così come già avviene in altri istituti o specializzate, come Banca Woolwich. E ancora: il premio unico non viene mai restituito, nemmeno se si restituisce anticipatamente il debito, se la polizza firmata è di tipo pluriennale. Non vale la pena quindi sottoscrivere una poliza di questo tipo se si pensa di chiudere l'ipoteca in anticipo sul previsto. E al momento della richiesta quindi è bene anche informarsi se si tratta di una polizza con durata annuale o pluriennale e poliennale. Secondo passo: una volta deciso per la tranquillità, bisogna anche valutare se sia il caso di pagare un premio abbastanza elevato (anche se spalmabile sull'intera durata del mutuo o del prestito) selezionando tutte le caselle di una polizza multirischi: morte, malattia grave e invalidità, perdita del posto di lavoro. In alcuni casi si tratta di tre diverse polizze, come nel caso di Banca di Roma che propone, come facoltative, tre polizze: la prima, "Futuro vita mutuo unico"garantisce una somma per l'estinzione del mutuo in caso di decesso dell'assicurato; la seconda, "Protezione mutuo" per un periodo massimo di dieci anni, garantisce un capitale pari all'importo finanziato, per infortunio che abbia come conseguenza la morte o invalidità permanente pari o superiore al 50%; la terza, "Protezione mutuo plus" estende la protezione all'ipotesi di perdita del posto di lavoro. Quest'ultima voce è un po' una novità sul mercato italiano, un prodotto nuovo per una nuova paura, quella della disoccupazione. Da sottolineare che per i mutui dedicati ai giovani atipici questo tipo di garanzia è quasi sempre obbligatoria. Spesso selezionare tutte le caselline può essere una buona idea: la variazione tra un tipo di copertura (solo morte), oppure un'altra (morte, malattia, invalidità), fa salire il premio di poche centianaia di euro sul premio unico, poche decine se contabilizzate rata per rata. Le somme corrisposte all'assicurazione sono esenti da Irpef e inoltre le somme date in garanzia vita non sono pignorabili nè sequestrabili.

Terzo e ultimo passo: come in ogni contratto è opportuno leggere con attenzione quello che è scritto, in piccolo, tra le righe. Ci sono infatti polizze che coprono solo fino a una certa somma (Il mutuo assicurato di Banca Sella garantisce fino a 103 mila euro, quello di Banca Intesa fino a 160 mila e fino a 300 mila salvo approvazione da parte di Banca Generali), altre che non considerano alcuni tipi di malattia o di incidente. Per tutte inoltre la richiesta è di un certificato medico o di una dichiarazione (dipende per quale importo si sta chiedendo l'assicurazione) di buona salute. Una piccola spesa in più da prevedere, chiedendo una visita con parcella al medico di famiglia (sui 50 euro circa) se la cifra coperta dall'assicurazione super il massimo previsto.

Quali vantaggi (reali)
Vediamo i vantaggi concreti, al di là di quello psicologico, di una polizza a protezione del credito? UniCredit Banca, che ha rinominato la sua “Creditor Protection” (il prodotto è firmato da Ras), ne elenca diversi. Primo vantaggioi: rimborso del debito residuo in caso di morte e di invalidità al 60%. In questo non c'è nulla di nuovo rispetto a tutte le proposte a protezione di un mutuo di altre banche. Da leggere con attenzione piuttosto il capitolo sulle esclusioni, ad esempio la morte o l'invalidità procurate da malattie come l'Aids, ad esempio. Oppure da sport eccessivi, da guida di natanti senza patente o per interruzioni di gravidanza. Attenzione anche se si pensa di rimanere giovani ricorrendo alla chirurgia estetica: se le cose dovessero andare male, l'assicurazione si riserva di non pagare assolutamente nulla. Da considerare anche che il premio versato non sarà mai restituito (se non nel caso di rescissione del contratto entro 30 giorni dalla firma). Secondo vantaggio: quella sul lavoro. Per i dipendenti si tratta di vedersi aiutare nel pagamento delle rate nel momento in cui si sia in difficoltà per perdita del lavoro. Per un lavoratore autonomo invece l'assicurazione pagherà le rate solo in caso di invalidità momentanea per incidente o malattia grave. Per tutti gli altri senza un lavoro (pensionati, casalinghe eccetera), si prevede l'aiuto a far fronte al pagmento delle rate solo in caso di malattia con ricovero ospedaliero. Anche in questo caso sono da leggere con attenzione le eccezioni, come, ad esempio, la perdita del diritto al pagamento della rata in caso il lavoro sia stato perso per licenziamento per giusta causa. E fin qui nulla di strano. Ma il problema esiste anche se a licenziare, ad esempio, è stato un parente. Oppure se il licenziamento avviene con progetti di ricollocamento forniti dall'azienda che ha rotto il rapporto di lavoro. La polizza di CBA-Cardif per Banca Sella, ad esempio, nel caso di mutui, ma anche di prestiti, prevede che la copertura per il rischio d'impiego decada o comunque sia esclusa in caso di cassa integrazione o altre formule di indennizzo. Ma si sa che l'indennizzo di disoccupazione riguarda una parte esigua dello stipendio, con serie difficoltà a far fronte alla rata.

E se perdo il posto?
Ecco allora che si sta pensando a fare qualche passo in più per aiutare chi ha perso il lavoro. Con al massimo 50 euro al mese si sta tranquilli anche se si riceve la famosa lettera di licenziamento e si ha più di 50 anni (la media per trovare lavoro sale in questo caso anche a 3 anni). La polizza di Vittoria Assicurazioni con Banca Woolwich può essere sottoscritta anche a chi ha più di 50 anni, fino a 60 anni di età. Quella fascia di lavoratori oggi a maggior rischio di perdita del posto. L'outplacement funziona così: l'assicurazione paga il servizio di una delle nove società accreditate dal Ministero del Lavoro che operano sia in modo collettivo (per gruppi di lavoratori con competenze analoghe), sia individualmente (nel caso di manager, ad esempio). Nel primo caso la percentuale di persone che hanno trovato un nuovo posto è pari al 70% dei disoccupati, nel secondo al 100%. Attenzione però: il periodo di discoccupazione comunque, per chi si assicura con un mutuo Banca Woolwich, non può superare 36 rate del mutuo pagate dall'assicurazione. Diverso è il caso degli atipici. In questo caso, ad esempio, la proposta di un'assicurazione diventa (quasi) obbligatoria.

L'atipico è assicurato
Mutuo atipico di Banca Intesa, ad esempio, è offerto solo con l'assicurazione che significa uno spread dell'1,75% in più sul tasso finito. Le motivazioni sono chiare: con questa maggiorazione si paga l'assicurazione che garantisce il pagamento della rata anche in mancanza di fondi per perdita momentanea del lavoro. Nel caso del Mutuo di Banca Intesa, l'assicurazione consente la sospensione del pagamento delle rate per tre volte fino a un massimo di 18 mensilità in totale, aiutando i giovani ad affrontare i disagi di un eventuale periodo di disoccupazione. Il primo "salto" della rata, senza penali o costi aggiuntivi di rinegoziazione, allunga automaticamente la durata del mutuo. Il secondo e il terzo "salto" sono coperti da un’assicurazione senza addebito di alcuna spesa. Banca di Roma-Capitalia risponde con altre garanzie: il differimento delle rate (da un minimo di 2 ad un massimo di 6) da rimborsare dopo sei mesi dalla scadenza dell’ultima rata dilazionata, in caso di perdita lavoro e, in caso di riduzione del reddito, il differimento della durata che ha un massimo di 10 anni dalla scadenza originaria e un massimo di 35 anni di durata del mutuo. “Noi non costringiamo nessuno a sottoscrivere anche l'assicurazione”, dice Stefano Bellini di Banca Woolwich, che però sottolinea che per l'atipico qualcosa in più si fa pagare e il tasso variabile sale con una maggiorazione pari allo 0,80% (sempre calcolando un tasso variabile sui 15 anni per 100 mila euro). Il mutuo per gli atipici di Banca Sella, mutuo Corallo, prevede delle ciambelle di salvataggio: si può sospendere il pagamento in caso di perdita di lavoro, negoziando il numero di rate da posticipare senza mora aggiuntiva, fino a un massimo di 5 anni (la durata massima del mutuo è 25 anni). Progetto Lavoro di UniCredit Banca non prevede alcuna maggiorazione nello spread rispetto agli altri prodotti, ma propone come per tutti gli altri mutui l'assicurazione a protezione del credito che comprende anche il rischio lavoro. Ma ad Of-Osservatorio finanziario tutti i principali operatori e banche hanno detto che presto ci saranno altre novità interessanti. Come quelle di Banca Mediolanum con il Mutuo Riflex che con la protezione totale comprende un'assicurazione praticamente su tutto. Maggiorazione intorno allo 0,90% per quella multirischi. Un ultimo consiglio: si è sempre liberi di scegliere una propria assicurazione e quindi vale la pena farsi fare un preventivo diverso prima di scegliere la proposta della banca o del consulente. Di solito quelle delle banche sono offerte competitive, ma la prudenza, soprattutto se si discute di assicurarsi la vita, non sono mai troppe. © Of-Osservatorio finanziario di Armanda Livi

venerdì, settembre 15, 2006

Mutui e assicurazioni per le abitazioni in crescita - Immobili meno cari

Mutui e assicurazioni per le abitazioni in crescita, mentre diminuisce la crescita al rialzo dei prezzi degli immobili. Alcune considerazioni sul mercato delle case vacanze

Roma - Secondo il rapporto Il Mercato immobiliare e creditizio nel 2006 pubblicato da Tecnocasa, la corsa al rialzo delle quotazioni immobiliari è in frenata. L'analisi dei dati, provenienti dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa riferiti alla compravendita per tipologia e per stato di conservazione, indica come la variazione percentuale dei prezzi relativi al primo Semestre del 2006 ha subito un incremento di soli 3,62 punti percentuale. Variazioni medie dei prezzi per capoluoghi di provincia che hanno toccato il minimo storico triennale, periodo caratterizzato dai picchi del 6,12 del II Semestre 2003 e del 5,95 del II Semestre 2004. Una frenata che "conferma una tendenza ad allinearsi a dei prezzi/parametri che si stanno standardizzando" - commenta Filippo Pasquali, CEO Domus & Event S.r.l. (D&E) - "Ci si attende, come sempre, un incremento nel secondo semestre, ma che non dovrebbe superare l'intervallo fissato dai due semestri del 2005".

Il Rapporto Tecnocasa evidenzia come il Mercato immobiliare rimanga comunque la prima scelta degli investitori. L'Osservatorio Mutui Kìron rivela un trend positivo per quanto riguarda l'erogazione dei mutui, evidenziato dall'analisi per Macroaree del I Semestre 2006 sul 2005, con conseguente crescita dell'indebitamento delle famiglie in Italia. Così, se le Erogazioni per Durata indicano un decremento per Mutui inferiori ai 25 anni, è anche vero che l'aumento di 4,41 punti percentuali per i Mutui superiori ai 26 anni tra il 2004 e il 2005 rappresenta la spinta propulsiva per l'intero settore che appiana il divario tra decrementi/incrementi, indicando di fatto una richiesta "giovane" che si riflette anche su altre categorie d'investimenti immobiliari.

In primo luogo le assicurazioni sulla Casa sempre più rivolte ad un portfolio clienti giovane e dinamico dove s'impone la massima cura nella ricerca di un equilibrio tra qualità e prezzo. "I progetti assicurativi per la casa sono una delle priorità cui puntano le nostre nuove offerte per una copertura a 360 gradi dei nostri clienti" - dichiarano alla Divisione SAI - "Sai Casa è oggi uno dei progetti su cui la Divisione sta puntando attraverso un'offerta promozionale che, a fronte di un costo annuo basso, offra una garanzia di copertura totale sia all'interno della casa che relativamente ai beni della persona in viaggio per piacere o per lavoro, così da tutelare anche gli effetti personali portati al di fuori del contesto abitativo, e non solo".
Coperture rivolte ad ogni fascia d'età ma che strizza per natura l'occhio alle fascie d'età dei trentenni e dei quarantenni, ossia a quel mercato che sembra rispondere meglio agli input commerciali delle aziende immobiliari e assicurative.

In secondo luogo il mercato delle case vacanze. Se infatti le dinamiche e tendenze del mercato immobiliare italiano, evidenziate da Guido Lodigiani nel Rapporto Tecnocasa, indicano un aumento dei tempi medi di vendita, come anche una buona disponibilità economica all'investimento, è anche vero che tale capacità d'investimento si riflette anche sul mercato i cui dati vengono utilizzati tra i parametri di valutazione della salute del turismo italiano. Il mercato delle Case Vacanze, core business di D&E, evidenzia come l'affitto degli appartamenti oggi coinvolga sempre più spesso la generazione dei trentenni. "L'anno scorso le richieste maggiori arrivavano da studenti o manager per brevi periodi" - dice Filippo Pasquali - "A partire dal Febbraio di quest'anno, invece, aumentano le richieste da parte di categorie professionali che richiedono location per periodi che vanno dalle due settimane fino ai tre mesi. Una media d'età di trentadue, trentatré anni, di potenziali clienti che comprendono, almeno per quanto ci riguarda, imprenditori, giornalisti e avvocati. Richieste che arrivano tanto dall'Italia che dall'estero. In particolare, per quanto riguarda l'estero, dall'Inghilterra, dal Belgio e dalla Polonia". "Questa tendenza" - conclude Pasquali - "è possibile solo a causa di un cambiamento delle esigenze dei proprietari. Alcune delle case che abbiamo promosso in passato erano state originariamente porposte per la vendita, poi i proprietari hanno deciso di cambiare target, proponendosi nella fascia di affitti a medio-lungo termine".
FONTE: www.advmagazine.net

Mutui più costosi a partire da ottobre?.

Mutui più costosi a partire da ottobre?
Domani all'Eurotower si riunisce il consiglio direttivo della BCE. Andrà tutto secondo copione?
Tratto da http://www.soldiblog.it

Domani all'Eurotower si riunisce il consiglio direttivo della BCE. Andrà tutto secondo copione?

Secondo gli analisti si. Non si attendono infatti grosse novità. Trichet non incontrerà la stampa il che vuol dire che il costo del denaro dovrebbe restare invariato. Piano a gridar vittoria, però, infatti anche se nella zona euro la ripresa sembra adesso sufficientemente forte per un ritorno verso posizioni monetarie neutrali ritocchi all'insù già si attendono invece per ottobre, quando il board si riunirà a Parigi e a dicembre. I falchi della BCE sono tornati alla carica per chiedere una politica ancora più aggressiva. Ai due rialzi dei tassi previsti nella riunione del 5 ottobre e del 7 dicembre che dovrebbero portare il costo del denaro dall'attuale 3% al 3,5%, sono attesi ora altri aumenti nel corso del 2007. Gli analisti di Société Générale hanno rivisto al rialzo le stime sui tassi europei indicando due ulteriori rialzi nel 2007, nel secondo e nel terzo trimestre che porteranno i tassi dell'eurozona al 4%.

La Banca centrale, il mese scorso, ha alzato le sue stime di crescita ed inflazione ed ora prevede un aumento dei prezzi al consumo tra il 2,3% ed il 2,5% quest'anno e tra l'1,9% e il 2,9% nel 2007. Il punto mediano è un 2,4% in entrambi gli anni, ben oltre, quindi il tetto del 2% indicato dalla Bce. "Alla luce di un restringimento nel divario riferito alla produzione, non sarei sorpreso di vedere l'inflazione nella parte alta di quelle fasce," ha detto ieri il capo della banca della Grecia, Nicholas Garganas. Secondo lui la crescita, prevista dalla Bce potrebbe anch'essa risultare "un po' più alta di quanto si stimi al momento". Fatto questo che, secondo Garganas, dovrà consigliare alla Bce di anadare ancora avanti ad aumentare i tassi.
Fonte: www.soldiblog.it

mercoledì, settembre 13, 2006

Mutui in crescita I più gettonati quelli al 100%

«Mutui in crescita I più gettonati quelli al 100%»
A milanesi e lombardi piace il mattone. Secondo Renato Londoni, amministratore unico di Kiron, la società di mediazione creditizia del gruppo Tecnocasa, nel primo trimestre di quest'anno i cittadini della nostra Regione hanno chiesto mutui per tre miliardi e 546 milioni di euro, con una crescita del 32,11% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. A Milano i finanziamenti richiesti ammontano invece a un miliardo e 822 milioni, il 32,6% rispetto al primo trimestre del 2005. Il 73% dei cittadini che si rivolge alla struttura di mediazione finanziaria di Tecnocasa sceglie di pagare un tasso variabile perché costa l'1,
25% in meno rispetto a quello fisso. «Complessivamente - spiega Londoni - negli ultimi nove mesi il tasso variabile è diminuito del 4% e i cittadini hanno potuto pagare rate di rimborso più leggere». Non solo. Il 25% delle persone che si sono rivolte a Kiron per la richiesta del mutuo hanno scelto di farsi finanziare il 100% della cifra necessaria all'acquisto della casa: «Il motivo è semplice - sostiene Londoni -, è la strada più interessante per le giovani coppie e comunque per chi non ha la somma necessaria per costituire l'anticipo e poi,perché in questo modo si allunga il periodo di rimborso e le rate pesano meno sul bilancio familiare». Oggi, per esempio, chi contrae un mutuo di 130mila euro per comprare un bilocale può contare su trent'anni per completare il piano di rimborso e una rata mensile di 673 euro. Una cifra che non basterebbe a pagare un monolocale in affitto oltre al fatto che si tratta di una somma decisamente abbordabile per una coppia che lavora. Comprare casa insomma è più conveniente che affittarla. Alla fine,
inoltre, se si acquista in modo intelligente si può anche contare sulla rivalutazione che aumenta il valore del bene.
Fonte: www.ilgiornale.it

martedì, settembre 12, 2006

I TASSI DEI MUTUI

I TASSI DEI MUTUI
Indebitarsi a tasso fisso o variabile? Rischi e opportunità delle due strategie: spendo meno e rischio?

Una buona parte della crescita verso l’alto del prezzo degli immobili, verificatosi in questi anni è dovuto al basso livello dei tassi di interesse. Questo non stupisce più di tanto, perché l’esperienza storica insegna che la componente monetaria, e di finanziamento bancario, ha sempre avuto un’importanza notevole nei cicli al rialzo, più o meno speculativi, nei mercati immobiliari ed azionari.

La domanda che ci si pone al momento di sottoscrivere un mutuo è: mi conviene scegliere il tasso variabile ed in questo modo risparmio rispetto al tasso fisso, ma mi assumo un rischio tasso, oppure preferisco dormire sonni tranquilli, mi indebito a tasso fisso e so in anticipo quanto spenderò per i prossimi anni?

La domanda non ha risposta univoca: se i tassi resteranno bassi avrà avuto ragione chi ha preferito il variabile, se i tassi dovessero aumentare si troverà in una situazione migliore chi ha optato per il fisso.
Presentiamo quest’analisi, perché in alcuni casi si sceglie il tasso variabile solo per un’esigenza di cassa, la rata costa meno di quella fissa, ed è conveniente rispetto all’affitto: i punti che intendiamo ricordare sono due: nel tasso variabile la rata può modificarsi e, al tempo stesso, il finanziamento del mutuo copre solo una parte del valore dell’immobile e, quindi, il confronto, può essere errato, in quanto si valutano due grandezze diverse (affitto pieno e mutuo sull’80% del valore della casa).
Siamo convinti che il rialzo dei tassi, sarà il grande problema dell’economia mondiale nel 2005 e faremo tutta una serie di approfondimenti sull’argomento, anche perché le conseguenza macroeconomiche saranno rilevanti, per il momento ci limitiamo a rispondere alla semplice domanda:

Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, di durata ventennale il primo gennaio del 2003, dopo due anni quale valore del tasso variabile renderà ancora conveniente la scelta fatta?
In parole povere: fino a che livello di tasso ho fatto un buon affare?
Il primo gennaio 2003: i tassi erano pari al 2,8% per il variabile ed al 5% per il fisso ventennale (non inseriamo per semplicità gli spread bancari di circa l’1,5%).
Dopo due anni, la quota di mutuo rimborsata è di quasi l’8%, residuo 92,29, (non molto perché la durata è di vent’anni) e se i tassi saranno inferiori al 5,2% la rata per gli ultimi 18 anni, sarà ancora più bassa rispetto all’iniziale ipotesi di tasso fisso (ricordiamo che per i primi due anni la rata variabile è stata più bassa).

Ovviamente, maggiore è la differenza tra le rate e minore la durata del mutuo: maggiore sarà il rialzo dei tassi necessario per rendere preferibile il tasso fisso.
Quello che intendiamo ribadire è che i tassi non sono fissi e, quindi, bisogna avere ben chiaro che la rata potrà variare in futuro (e vista la dinamica attuale è più facile che cresca e non diminuisca…).

Il prossimo approfondimento presenterà delle tabelle per valutare la convenienza e la rischiosità di mutui a tasso fisso e variabile, anche alla luce della dinamica storica delle grandezze monetarie.
In America il livello di indebitamento è elevato (ma in prevalenza a tasso fisso), mentre da noi è il contrario, la conseguenza è che rialzi dei tassi in USA si scaricano sul sistema, da noi sulle tasche degli Italiani…
FONTE: www.norisk.it

venerdì, settembre 08, 2006

Macquarie bank: mutui australiani sbarcano in città

Napoli, soldi & mattoni

I mutui australiani sbarcano a Napoli. Macquarie Bank Italia, la nuova banca specializzata nei mutui casa controllata dall’omonimo gruppo finanziario australiano, oggi inaugura il primo negozio finanziario in città. L’ufficio del promotore finanziario per i mutui casa Macquarie, questi gli elementi inseriti nel logo dell’istituto, sarà affidato a Massimo Didone. In Campania, in realtà, Macquarie Bank Italia già distribuisce i propri prodotti finanziari in tutti i capoluoghi di provincia attraverso sei promotori, di cui due a Napoli. L’inaugurazione del negozio avverrà alle ore 17 in via Santa Brigida, 20 alla presenza del direttore generale di Macquarie Bank Italia, Adrian Hill, del direttore commerciale, Maurizio Visconti, e del direttore marketing, Donatella Squellerio. Per l’occasione ci sarà anche Frank Ganis, global head mortgages (responsabile globale dell’area mutui, ndr) del gruppo australiano, che si colloca in posizione numero 120 a livello mondiale in termini di capitalizzazione di Borsa.
s.g.
Fonte: www.denaro.it

giovedì, settembre 07, 2006

Mutui per lavoratori a tempo determinato (Giovani)

Nonostante gli italiani siano noti come popolo di grandi mammoni, il 19 novembre la Banca di Roma ha annunciato a spron battuto il lancio dei mutui ai giovani.
La grande novità dell'Istituto di Credito è la possibilità di concedere mutui anche ai lavoratori a tempo determinato ormai sempre più numerosi (i dati sostengono che su ogni 100 nuovi posti di lavoro i contratti atipici ne rappresentano il 40%).

La notizia ha ovviamente ottenuto ottimi riscontri, dato che la possibilità di acquistare una casa è un desiderio molto diffuso, nonostante i prezzi degli immobili siano sempre più elevati. Probabilmente lo stesso Istituto non aveva previsto un numero così elevato di richieste, difatti il sito della Banca di Roma di giorno è praticamente inaccessibile (a causa del sovraccarico di utenti).

Quali requisiti occorre possedere per accedere a questo tipo di mutuo?
Banca di Roma ha stanziato 500.000.000 di euro per questi mutui, i cui destinatari sono i giovani fino ai 35 anni, che abbiano in corso un contratto a tempo determinato al momento della domanda e che abbiano avuto un' attività lavorativa di almeno 30 mesi nell'ultimo triennio. Altro requisito è un rapporto rata reddito (comprensiva di altri finanziamenti in corso) non superiore al 35%. Si può ottenere un mutuo fino a 150.000 euro con durate da 10 a 15, 20, 25, e 30 anni scegliendo fra il tasso fisso 5,03% per il decennale fino 6,18% per il trentennale.

Facendo richiesta entro il 28 febbraio sul www.bancadiroma.it o presso una filiale, si dovrebbe ottenere una risposta entro 3 giorni, ma visto lo stato del sito, forse conviene presentarsi fisicamente in Banca…

Invece per coloro che hanno la fortuna di avere un lavoro a tempo indeterminato, possono fare richiesta su Ing Direct: il sito è perfettamente funzionante e che con Mutuo Arancio la Zucca propone tassi molto competitivi.

[Fonte: GruppoAmiche.it]

Altri requisiti sono:

- condizione lavorativa: sussistenza del rapporto di lavoro alla data della domanda di mutuo;
- attività lavorativa complessiva (a carattere continuativo escluse le prestazioni occasionali) di almeno 30 mesi nell'ultimo triennio;

- numero richiedenti: massimo 2.

Il plafond dedicato dalla Banca di Roma alla proposta è limitato a 500.000.000 Euro: chi prima arriva... meglio alloggia!

Fonte: www.mutui.com

mercoledì, settembre 06, 2006

Mutui casa, 5mila euro alle giovani coppie

UN AIUTO DALLA REGIONE LOMBARDIA
Finanziamento a fondo perduto a disposizione di duemila nuovi nuclei familiari

FLAVIA MAZZA
Il via libera è scattato qualche ora fa e il risultato non è da poco: 2mila coppie lombarde potranno ottenere ben 5mila euro, a fondo perduto, come contributo per l'acquisto della prima casa. Tutto grazie all'ultima decisione del Pirellone in materia di mattone. E attenzione: il contributo è già esigibile e si potrà richiedere fino al prossimo 31 ottobre, semplicemente presentando regolare domanda presso i Centri di assistenza fiscale autorizzati (Caaf). E non finisce qui.
Tantissime sono le tipologie di alloggio, in più, ammesse al finanziamento: alloggi acquisiti da terzi a titolo oneroso, alloggi acquisiti, anche a titolo non oneroso, e recuperati, alloggi autocostruiti; alloggi acquisiti piuttosto che recuperati mediante varie tipologie di prestito di durata non inferiore a cinque anni. E l'alloggio o l'intervento edilizio può essere acquistato o realizzato entro il 6 luglio 2007.
Ma ecco i requisiti che bisogna poter vantare per richiedere il beneficio. La giovane coppia dovrà essere formata da due persone di sesso diverso che hanno contratto matrimonio o che intendono sposarsi e che non devono avere compiuto i 36 anni alla data del 6 luglio 2006. Il nucleo familiare della giovane coppia può comprendere anche altri componenti legati da vincoli di parentela di primo grado in linea retta. E' necessario, poi, poter vantare cittadinanza italiana o dell'Unione europea o cittadinanza extracomunitaria con carta o permesso di soggiorno almeno biennale. E si richiede di non aver usufruito di altre agevolazioni per la stessa finalità. Non solo: l'eventuale agevolazione usufruita dalla famiglia di origine non è rilevante ai fini di questo bando mentre non bisogna essere in possesso di altro alloggio adeguato nel territorio della Regione.
In quanto ai parametri economici il bando parla ugualmente chiaro: il nucleo familiare della giovane coppia che risiede o risiederà nell'alloggio oggetto di agevolazione deve avere un Indicatore situazione economica equivalente (Isee) massimo di 35.000 euro (reddito e patrimonio anno 2005). In quanto all'immobile, infine, dovrà essere situato nel territorio di uno dei comuni lombardi, non deve essere di lusso, potrà valere tra i 25.000 e i 200.000 euro ed essere di proprietà di uno dei due coniugi per almeno il 50 per cento, mentre il restante 50 per cento potrà essere di proprietà di parenti o affini anche non conviventi fino al secondo grado. Il mutuo dovrà, poi, essere intestato ad uno o ad entrambi i coniugi per almeno il 50 per cento e dovrà essere stato stipulato tra il 6 luglio 2005 e il 6 luglio 2007. Non solo: sull'alloggio potranno gravare più mutui ma l'importo complessivo potrà essere compreso tra i 25.000 e i 200.000 euro, così come il costo dell'immobile. Nel caso in cui il precedente titolare di immobile sia un privato, la data di stipula da considerare è quella dell'atto notarile di accollo per il capitale residuo, mentre il debito contratto non dovrà avere una durata non inferiore ai 5 anni dovrà, invece, essere acceso esclusivamente per l'alloggio oggetto del contributo. «Ancora una volta Regione Lombardia - commenta l'assessore alla casa e opere pubbliche, Mario Scotti - compie un considerevole sforzo economico, perché fare politica per la casa significa fare politica per la famiglia. Le famiglie e i giovani hanno bisogno di essere sostenuti e aiutati concretamente». Scotti conclude dicendo: «E' proprio per questo che dal 2002 ad oggi, grazie a un'attenzione sempre crescente alla persona che è parte fondamentale della politica sussidiaria voluta dal presidente Formigoni, siamo riusciti ad aiutare 32mila famiglie nell'acquisto della prima casa investendo la considerevole cifra di oltre 155 milioni di euro».
Fonte: www.lapadania.com

Bnl prepara Abs su mutui residenziali per 2,367 mld euro

MILANO, 5 settembre (Reuters) - Banca Nazionale del Lavoro si appresta a varare Vela Home 4, nuova cartolarizzazione costruita su mutui residenziali performing dell'importo di 2,367 miliardi di euro.

Lo annuncia una delle capofila della transazione suddivisa in quattro tranche, precisando che il roadshow di presentazione agli investitori prenderà il via lunedì prossimo.

Terminata la presentazione della transazione, guidata da Bnp Paribas nel ruolo di 'sole bookrunner' con Banca Imi, Hvb e Ubm in quello di 'joint lead', il collocamento delle obbligazioni dovrebbe seguire la settimana successiva.

Di seguito i dettagli finora noti sulla struttura:

classe A1, 1,581 miliardi, rating atteso 'Aaa'/'AAA' da Moody's e Standard & Poor's, vita media attesea 4,74 anni,

classe A2, 677,85 miliardi, rating atteso 'Aaa'/'AAA', vita media 5,6 anni,

classe B, 82,8 milioni, rating atteso 'Aa1'/'AA', vita media 18,5 anni,

classe C, 23,65 milioni, rating atteso ìBaa1'/'BBB+', vita media 18,5 anni.

Le quattro tranche destinate al pubblico verranno prezzate sul tasso Euribor trimestrale, aggiunge una delle capofila, mentre una quarta classe D, priva di rating, dell'importo di 1,73 milioni, verrà trattenuta dal cedente.

Fonte: Reuters

MUTUI - Acquisizione banca First Franklin per 1,3 miliardi di dollari


NEW YORK, 5 settembre (Reuters) - Merrill Lynch (MER.N: Quotazione, Profilo) acquisirà la banca First Franklin da National City (NCC.N: Quotazione, Profilo) per 1,3 miliardi di dollari.

Lo ha annunciato oggi la stessa Merrill Lynch, specificando che la transazione include i servizi di mutui per la casa dell'ottava banca americana per dimensioni e Nationpoint.

I servizi dovrebbero operare come unità distinte, mantenendo i nomi attuali. La transazione si completerà entro la fine dell'ultimo trimestre 2006, e secondo Merrill Lynch sarà accrescitiva per utili netti ed Eps.

In un accordo separato, National City ha comunicato un accordo per la vendita di circa 5,6 miliari di dollari in prestiti originati presso la First Franklin alla divisione prestiti di Merrill Lynch.

Fonte: Reuters

giovedì, agosto 31, 2006

Dal 2007 mutui più costosi?

I tassi di interesse bancari sui prestiti continueranno a salire nonostante il fermo aumento degli ultimi mesi, almeno questa è l’opinione del quotidiano Finanza & Mercati.

Punto di riferimento un confronto storico tra l'andamento dei tassi attivi bancari sulle nuove operazioni di mutuo alle società non finanziarie e quello relativo ai rendimenti dei titoli di stato a breve e lungo termine.

Secondo il quotidiano finanziario "Il 2007 sarà un altro anno all'insegna del rialzo per i tassi bancari che dovrebbero crescere di circa mezzo punto percentuale a meno di un'imprevedibile inversione di tendenza della politica monetaria dell'aera euro"

Ma come arriva a questa conclusione?

Prima premessa. L'impostazione attualmente seguita dalla BCE é improntata al rialzo dei tassi di interesse.

Seconda premessa. I tassi bancari sulle nuove operazioni di prestito mostrano un’alta correlazione al rendimento dei Btp decennali mentre trovano nei Btp biennali una base al di sopra della quale lievitare, con uno scarto di circa 90 centesimi (la media degli ultimi sette anni e mezzo). Il rendimento dei titoli di stato di lungo periodo (i decennali) rappresenta per le banche un costo opportunità (ovvero quanto potrebbero ricavare da un investimento in obbligazioni di Stato in alternativa alla concessione di un prestito alle imprese) mentre il rendimento dei Btp a due anni costituisce per le banche una buona approssimazione delle tendenze del costo di finanziamento presso il sistema monetario.

Quindi: se aumenta il costo opportunità, rappresentato per le banche dai rendimenti dei Btp decennali (vedi sopra), allora aumenta il costo del finanziamento concesso dalle banche ovvero aumentano i tassi praticati dagli istituti bancari. Attualmente il differenziale tra Btp decennali e il tasso medio sui prestiti concessi dalle banche risulta mantenersi in condizioni di assoluta neutralità, per valori medi di lungo periodo il decennale è superiore di un terzo di punto.

E se aumenta il rendimento dei titoli di stato biennali cosa accade?

Il rendimento dei Btp a due anni costituisce per le banche una buona approssimazione delle tendenze del costo di finanziamento presso il sistema monetario. Il differenziale tra tasso medio attivo bancario e rendimento dei Btp biennali appare ad un livello dimezzato rispetto alla media di lungo periodo. Secondo gli analisti di Finanza e Mercati questo differenziale tenderà a diminuire ulteriormente nei prossimi mesi in seguito agli aumenti dei tassi monetari da parte della BCE ponendo le basi per un nuovo ulteriore aumento dei tassi.

Quindi, a meno di una netta inversione di tendenza della politica monetaria nell'area Euro, il 2007 sarà un altro anno all’insegna del rialzo per i tassi bancari.

Fonte: www.soldiblog.it

venerdì, agosto 11, 2006

L’euro-stangata per mutui, rate e debito pubblico

Mutui.Il costo del denaro aumenta e gli italiani sono preoccupati per la crescita delle rate di mutui, prestiti e revolving. Ma anche lo stato non sorride, aumentano anche i costi per il debito pubblico. Con questo nuovo rialzo il costo del denaro è tornato ai livelli del ‘99.

MUTUI
Adusbef all’attacco fa i calcoli del nuovo aumento. “le rate mensili e/o semestrali di un mutuo subiranno un aumento, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l'anno,per un mutuo di 100 mila euro con il rialzo Bce”. La stangata si farà sentire molto di più se il mutuo è di 200 mila euro con durata ventennale. Per questi la rata subirà una crescita da 326 euro a 656 euro l'anno.

Anche il Codacons chiede maggiore attenzione per le famiglie con l’abolizione dell’Ici sulla prima casa gravata da mutuo. RATE E REVOLVING Attenzione anche a prestiti e carte revolving. Secondo l’Adusbef “banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi”. ma, e questa è la nota positiva, verrà applicata per la prima volta la norma del decreto Bersani che obbliga le banche ad adeguare automaticamente i tassi attivi e passivi su depositi e libretti di risparmio.


Per quanto riguarda i prestiti è stato calcolato che l’acquisto a rate di un elettrodomestico costerà in media 93 euro in più per cinque anni. Grande attenzione alle carte revolving. Qui i tassi sono ormai prossimi al 20% e solo all’apparenza il rimborso rimane più agevole.

CESSIONE DEL QUINTO
Su questa tipologia di prestito si concentra l’attenzione delle associazioni dei consumatori che hanno lanciato un vero e proprio allarme. Il tasso di crescita di questa tipologia di prestito è stata incredibile con una punta del 265% negli ultimi cinque anni.

Questa crescita è stata favorita anche dalle leggi degli ultimi anni che invece di favorire la redistribuzione dei redditi hanno allargato la platea di coloro che possono avere accesso a questo tipo di prestito come pensionati e atipici. Ma all’allargamento dei potenziali clienti non si è avuta una discesa dei tassi rimasti ai limiti dell’usura.

“Se i tassi dipendono anche dalla rischiosità degli impieghi - sottolinea con preoccupazione l’Adusbef - far pagare il 20% la cessione del quinto sotto i 5 mila euro, per prestiti super-garantiti che non registrano alcuna sofferenza significa effettuare la più odiosa delle speculazioni sulla pelle di
milioni di famiglie in difficoltà economiche”.

STATO
Le ripercussioni si faranno sentire anche per il debito pubblico. In poco meno di un anno, infatti, i tassi sono aumentati dell’1% e per il futuro c’è da attendersi almeno un ulteriore ritocco di un quarto di punto entro la fine dell’anno. Se, invece, la Bce dovesse decidere di ritoccare i tassi anche a dicembre, allora si arriverebbe ad un costo del denaro pari al 3,50%.

Quest’ultima ipotesi farebbe salire il costo del rifinanziamento del debito pubblico italiano a circa 19 miliardi di euro, calcolando in 3,3 miliardi il differenziale ogni 25 punti base di ritocco dei tassi
europei.
Fonte: Economia & Mercato

BCE: CRESCITA "A DUE CIFRE" PER MUTUI CASA

Roma, 10 ago. - Sono sempre in 'pole position', nel settore del credito, i mutui per l'acquisto di una casa. Secondo quanto riferisce la Bce nel Bollettino mensile, i prestiti al settore privato su base annua "hanno continuato a registrare tassi di incremento a due cifre negli ultimi mesi, con una rapida crescita dei prestiti alle famiglie e alle societa' non finanziarie".
In particolare, spiega la Banca Centrale, "il protratto vigore del credito a favore delle famiglie seguita ad essere riconducibile ai mutui per l'acquisto di abitazioni". E va inoltre segnalato che "la forte espansione della moneta e del credito, in un contesto di liquidita' gia' abbondante, segnala un aumento dei rischi al rialzo per la stabilita' dei prezzi nel medio-lungo periodo. Pertanto - aggiungono gli analisti di Francoforte - gli andamenti monetari richiedono un'attenta osservazione, soprattutto alla luce della sostenuta dinamica dei mercati immobiliari".
Fonte: www.agi.it

giovedì, agosto 10, 2006

Casa: crescono ancora i mutui in Italia, +47% in tre anni

MILANO - Continua la corsa al mattone in Italia. In tre anni, tra il 2000 e il 2003, in concomitanza con lo scoppio della bolla speculativa in borsa, gli italiani hanno accolto come un male necessario l'indebitamento per l'acquisto della casa. I mutui sono aumentati infatti del 47,21%. Lo si apprende dall'analisi compiuta da Unicredit Banca per la Casa, sulla base dei dati raccolti da Bankitalia e Istat. Il Nord Est detiene il primato dei mutui con il 3,8%. Fanalino di coda la Basilicata con l'1,2%.
Fonte: Corriere della sera

mercoledì, agosto 09, 2006

Fondoschiena a tasso variabile

Bersani ha fatto delle liberalizzazioni leggere leggere. Senza toccare per ora i poteri forti. Le banche sono state solo sfiorate da punture di spillo come l’adeguamento contestuale, a seguito di decisioni di politica monetaria, dei tassi debitori e creditori di un cliente. Una richiesta che pare ovvia. Se aumenta il costo del denaro, aumenta sia per il cliente che per la banca. E la banca non può lucrarci sopra. Anzi, le banche avrebbero dovuto allineare i tassi senza aspettare che lo imponesse lo Stato.Il nuovo presidente dell’Associazione Bancaria Italiana non ci sta e rilascia un’intervista al Corriere che va interpretata.
Intervista: Parla il neo presidente Abi, Corrado FaissolaData: sabato 5 agosto 2006Testata: Corriere della Sera“Di questa norma non si sentiva proprio il bisogno”va letto:“Lucrare sui clienti è legittimo”“Non ha creato vantaggi per la concorrenza. Anzi fornisce ulteriori motivi di conflitto tra le banche e i clienti”va letto:“Adesso i clienti possono incazzarsi con le banche a norma di legge se li fregano”“Quanto all’applicazione delle nuove regole decideranno le singole banche. Voglio dire che non si tratta di una norma imperativa ma di indirizzo. Ed è suscettibile di molte interpretazioni, come accade per tutte le leggi”va letto:“Interpreteremo la legge, anzi l’indirizzo, e poi faremo un po' come ci pare”Faissola si è anche soffermato sull’aumento del tasso di interesse della Banca Centrale Europea e sugli aumenti dei mutui.Al giornalista che ha chiesto se le banche sono responsabili di aver suggerito il tasso variabile aumentando i rischi dei clienti di fronte ai rialzi dei tassi, ha risposto:“Il rincaro dei mutui sarà automatico visto che l’ammontare della rata fa riferimento al tasso di mercato”va letto:“Non faremo prigionieri”e“Mi pare strano che chi ha contratto un mutuo al 2% pensasse che i tassi sarebbero ancora scesi e non, come sta accadendo, saliti... Il cliente lo chiedeva (il tasso variabile), era troppo appetibile”va letto:“Noi pensiamo agli interessi della banca, non a quelli del cliente”Gli aumenti dei mutui saranno insostenibili per molte famiglie, che fine faranno le loro case? Chi ci guadagnerà da questa situazione?Italiani del mutuo variabile raccontate le vostre storie, le raccoglierò per inviarle all’Abi.
Fonte: www.beppegrillo.it

Prestiti e mutui più cari

ROMA - Stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo e per chi ha acquistato a rate. Il rialzo di un quarto di punto, al 3%, dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari pesanti. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce. L'aumento Bce, colpisce anche coloro che accenderanno nuovi prestiti, visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi. Ma per la prima volta dopo il decreto Bersani, le banche dovranno adeguare anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio.I servizi nella sezione In Primo PianoROMA - Sì definitivo della Camera alla manovra bis che contiene anche il decreto Bersani-Visco sulle liberalizzazioni e sulla anti-evasione. I voti a favore sono stati 278, 193 quelli contrari. Due deputati si sono astenuti. Sul provvedimento, il governo ha incassato la fiducia sia alla Camera sia al Senato. La manovra bis è stata approvata al termine di una giornata "difficile" per il governo battuto due volte alla Camera su due diversi ordini del giorno. Il primo presentato da Rifondazione comunista, il secondo da Forza Italia.
Fonte: www.liberta.it

Rialzo tassi BCE: mutui e prestiti più costosi.

Da oggi mutui e prestiti più costosi: la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di riferimento al 3%, operando una stretta monetaria di 25 basis pointTratto da http://www.soldiblog.it
Da oggi mutui e prestiti più costosi: la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di riferimento al 3%, operando una stretta monetaria di 25 basis point. (leggi) E' la quarta stretta monetaria nell'arco di 8 mesi, dal dicembre scorso infatti la Bce ha operato quattro rialzi, tutti di 25 punti base, riportando il costo del denaro in Eurozlandia ai livelli del novembre del 1999. (l'ultimo aumento) Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale sale al 4,0%, quello sui depositi overnight al 2,0%.Una stretta anticipata però, che gli economisti attendevano solo dopo la pausa estiva, ma Trichet sostiene di voler essere molto vigile per evitare che emergano a medio termine rischi sulla stabilità dei prezzi. Non si esclude che ulteriori rialzi saranno decisi prima di fine anno a Francoforte , considerando la congiuntura caratterizzata da una inflazione a livelli alti. Un richiamo alla cautela è giunto tuttavia, ieri, dal Fondo monetario internazionale secondo cui la Bce dovrebbe muoversi con prudenza sul costo del denaro, perchè la strada della ripresa non è ancora pienamente imboccata e non è così preoccupante l'andamento dell'inflazione nell'eurozona.
Fonte: http://www.soldiblog.it

TASSI: UNICREDIT BANCA CASA, OFFERTE MUTUO AL RIPARO DA RIALZI

Roma, 3 ago. - Porre un tetto massimo al tasso variabile di un mutuo gia' in essere per preservare i clienti da eventuali aumenti del costo del denaro. E' questa una delle nuove offerte messa a punto da Banca per la Casa (Ubcasa), la banca specializzata nei mutui alle famiglie del Gruppo UniCredit. Il servizio, informa Unicredit in una nota, consiste "nella possibilita' di porre al tasso variabile di un mutuo gia' in essere, un tetto massimo oltre il quale quest'ultimo non potra' andare. Il tetto puo' avere due durate: 5 o 10 anni. Alla scadenza del periodo il cliente scegliera' se rinnovare l'opzione che e' rivolta, sia ai vecchi che ai nuovi clienti". Il costo del servizio, spiega la banca, e' pari a 140 euro per 5 anni e 370 euro per 10 anni per ogni 10.000 euro di capitale protetto. L'offerta 'Mutuo Abs' a richiesta, invece, e' "un prodotto a tasso variabile che consente al cliente - spiega UbCasa - di attivare al 5* o al 10* anno una copertura per la durata residua del mutuo, applicando un tasso massimo oltre il quale quest'ultimo non potra' salire. Il tasso di vendita e' del 4,90%, con la garanzia che il tetto massimo non supera il 7,10%, e permette di finanziare fino al 100% del valore dell immobile con durate fino a 30 anni. Infine la terza soluzione offerta da Banca per la casa e' quella di un 'mutuo costante', estendibile fino a 30 anni "che consente di conoscere da subito l'importo della rata mensile e di avere la massima flessibilita' nello sfruttare l'andamento dei tassi di mercato. "Mutuo Costante - sottolinea la banca - e' un finanziamento a tasso variabile in cui l'importo della rata rimane fisso per tutta la durata"
Fonte: www.agi.it
MILANO - Tremano i debitori, ci guadagnano le banche, il ministero del Tesoro deve mettere mano al portafogli, il popolo dei Bot incassa qualche euro in più. Che cosa succede quando la Banca centrale europea (Bce) alza il tasso di sconto, cioè il costo del denaro? Le conseguenze sono tante e, a volte, anche pesanti. E coinvolgono davvero tutti, da chi ha un conto corrente a chi ha un piccolo deposito, da chi compra il televisore a rate a chi ha acceso un mutuo per comprare la casa. Davanti a questo scenario, ieri è scesa in campo l'Adusbef (una delle associazioni di consumatori) per attaccare le banche: sarebbero «colpevoli» di aver indirizzato milioni di italiani a sottoscrivere mutui a tasso variabile che adesso, con il rialzo dei tassi, vedono aumentare la rata mensile. Vediamo, comunque, alcuni casi più significativi.I mutui alle stelle - Il tasso ufficiale è al 3% ma i mutui variabili hanno tassi fra il 4,25% e il 4,75%. E adesso aumenta l'importo della rata mensile. L'Adusbef calcola che per un mutuo ventennale da 100 mila euro, le rate aumenteranno di 163 euro l'anno mentre per un mutuo di 200 mila si arriverà a pagare, in più, anche 656 euro l'anno. L'associazione dei consumatori punta il dito contro le banche. «Per speculare - dicono all'Abusbef - hanno consigliato i tassi variabili anzichè gli irripetibili tassi fissi. Per mutui di 20 o 30 anni, visto che il trend dei tassi era rialzista, dovevano consigliare i tassi fissi». Secondo i dati di Bankitalia, gli italiani hanno fatto un massiccio ricorso ai mutui per la casa: nel 2004 ne sono stati erogati per 184 miliardi di euro mentre nei primi sei mesi del 2006 siamo già arrivati a 225 miliardi. Inoltre le banche richiedono, quasi sempre, l'apertura di un conto corrente e, ad ogni rata, chiedono anche 6 o 7 euro.I depositi - Per la prima volta, dopo il decreto Bersani, le banche che adegueranno i tassi per il denaro prestato, dovranno fare altrettanto per il denaro che hanno in deposito. Quindi sui conti correnti o sui libretti al risparmio dovranno aumentare gli interessi dello 0,25% e questo porterà circa 2 miliardi di euro nelle tasche dei depositanti.Il popolo dei Bot - I milioni di italiani che hanno sottoscritto titoli di Stato (Bot, Certificati del Tesoro, ecc...) oppure hanno messo i soldi nei depositi postali, si vedranno riconoscere maggiori interessi. Questo, naturalmente, penalizza il debitore (cioè le casse dello Stato). In 8 mesi i tassi sono aumentati dell'1% e nuovi aumenti si profilano per ottobre e dicembre. A questi livelli lo Stato dovrà sborsare 19 miliardi di euro in più all'anno per pagare i maggiori interessi.Il popolo delle rate - Gli italiani ricorrono sempre più agli acquisti a rate. Siamo meno indebitati di americani e inglesi, ma negli ultimi anni abbiamo "recuperato" posizioni in classifica. Ormai gli elettrodomestici, le automobili e le motociclette, i computer, i mobili e tanti accessori, si comprano a rate. Però bisogna fare attenzione. Il rialzo dei tassi provoca l'aumento delle rate. Molti hanno le "carte revolving" che forniscono un credito rimborsabile a rate (l'importo speso viene automaticamente diluito in più mesi). Su questo denaro prestato si arrivano a pagare interessi fra il 15% e il 20%. Altri cedono un quinto dello stipendio. In cinque anni (dal 2000 al 2005) molti si sono fatti "ipotecare" parte dello stipendio (soprattutto lavoratori dipendenti pubblici o privati e pensionati) e adesso, su quei 3 miliardi di euro erogati dalle finanziarie (dietro ci sono sempre le banche) aumenteranno le rate di rimborso. «E' una speculazione - dice l'Adusbef - sulla pelle di milioni di famiglie in difficoltà».
Fonte: www.liberta.it (Gigi Furini)

E adesso aumentano i mutui.

Come preannunciato ieri, la BCE ha innalzato di mezzo punto percentuale il costo del denaro, portandolo al 3%. Le ripercussioni sul nostro portafoglio non tarderanno a farsi sentire: naturalmente i mutui a tasso variabile aumenteranno. Quanto? Calcolando un finanziamento di 200 000 euro a dieci anni, il rincaro su base annua sarà di 298 euro; di 326 euro per la stessa cifra, ma con un frazionamento in quindici anni. Il consiglio migliore, visto che la Banca Centrale Europea non si fermerà qui, é di scegliere mutui a tasso variabile rinegoziabili che contemplano la possibilità di rivedere le condizioni del finanziamento in casi come quello di cui stiamo parlando. Se si sottoscrive un mutuo di questo tipo, la banca erogatrice é obbligata ad informare il cliente dell'avvenuta variazione dei tassi e ad accettare la possibilità che vengano rinegoziaziate le condizioni. Oltre ai mutui immobiliari,rincareranno anche i tassi (Taeg) degli acquisti rateali, carte revolving incluse: il credito al consumo, in forte crescita nel nostro Paese, ha anche questo rovescio della medaglia e non sfugge all'impietosa legge dei numeri. In positivo, come dicevo ieri, dovrebbero aumentare le rendite sia dei depositi (conti correnti), sia dei titoli di Stato.....a settembre é previsto un ulteriore ritocco!q
Fonte: http://contintasca.blogosfere.it

Mutui più cari a causa del rialzo dei tassi

Per ha chiesto un prestito da100mila euro ci saranno rincari che vanno dai 150 ai 163 euro all'anno. La Bce alza i tassi: di quanto aumenta la rata del mutuo secondo i calcoli di mutui online
ROMA - Stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo e per chi ha acquistato a rate.
Il rialzo di un quarto di punto, al 3%, dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari per i mutuatari fino a 656 euro l'anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce. A rimetterci sarà chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso variabile e chi si appresta a accenderlo. Mentre ci guadagnerà il popolo dei Bot people.MUTUI ALLE STELLE - «Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell'acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l'anno, per un mutuo di 100.000 euro con il rialzo Bce», spiega l'associazione dei consumatori Adusbef , sottolineando che «un mutuo di 200.000 con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l'anno, senza contare che la quasi totalità delle banche, impongono l'apertura del conto corrente per erogare il mutuo e che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di muti, in precedenza gratuite». L'aumento Bce, colpisce anche coloro che accenderanno nuovi prestiti, «visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi. Ma per la prima volta dopo il decreto Bersani, le banche dovranno adeguare anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio: un aumento dello 0,25 sulla loro totalità (depositi bancari,postali,certificati di deposito in scadenza pari ad oltre 830 miliardi di euro), porterà circa 2 miliardi di euro su base annua nelle tasche dei depositanti». COLPITO ANCHE IL POPOLO DELLE RATE - Ricorrere a prestiti per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro. Ripercussioni negative si avranno anche per i titolari di carte revolving, una sorta di nodo scorsoio, come la cessione del quinto dello stipendio sotto i 5.000 euro, al collo dei consumatori (oltre 6 miliardi di euro l'utilizzo) che forniscono un credito rimborsabile a rate (il pagamento delle quali ricostituiscono la possibilità di ulteriore scoperto), con tassi di crescita intorno al 24%.

Fonte: www.corriere.it

Mutui più cari a causa del rialzo dei tassi

Per ha chiesto un prestito da100mila euro ci saranno rincari che vanno dai 150 ai 163 euro all'anno. La Bce alza i tassi: di quanto aumenta la rata del mutuo secondo i calcoli di mutui online
ROMA - Stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo e per chi ha acquistato a rate. Il rialzo di un quarto di punto, al 3%, dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari per i mutuatari fino a 656 euro l'anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce. A rimetterci sarà chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso variabile e chi si appresta a accenderlo. Mentre ci guadagnerà il popolo dei Bot people.MUTUI ALLE STELLE - «Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell'acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l'anno, per un mutuo di 100.000 euro con il rialzo Bce», spiega l'associazione dei consumatori Adusbef , sottolineando che «un mutuo di 200.000 con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l'anno, senza contare che la quasi totalità delle banche, impongono l'apertura del conto corrente per erogare il mutuo e che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di muti, in precedenza gratuite». L'aumento Bce, colpisce anche coloro che accenderanno nuovi prestiti, «visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi. Ma per la prima volta dopo il decreto Bersani, le banche dovranno adeguare anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio: un aumento dello 0,25 sulla loro totalità (depositi bancari,postali,certificati di deposito in scadenza pari ad oltre 830 miliardi di euro), porterà circa 2 miliardi di euro su base annua nelle tasche dei depositanti». COLPITO ANCHE IL POPOLO DELLE RATE - Ricorrere a prestiti per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro. Ripercussioni negative si avranno anche per i titolari di carte revolving, una sorta di nodo scorsoio, come la cessione del quinto dello stipendio sotto i 5.000 euro, al collo dei consumatori (oltre 6 miliardi di euro l'utilizzo) che forniscono un credito rimborsabile a rate (il pagamento delle quali ricostituiscono la possibilità di ulteriore scoperto), con tassi di crescita intorno al 24%.

Fonte: www.corriere.it

Mutui: i rincari che ci aspettano

I rialzi arriveranno fino a 656 euro
Il rialzo dei tassi in Eurolandia porterà nuovi dolori al portafogli dei consumatori. Almeno a quelli che sono impegnati a rimborsare il mutuo per l'acquisto della casa. L'Adusbef ha già fatto i conti e ha scoperto che il rincaro delle rate andrà dai 150-163 euro l'anno per i mutui di 100mila euro ai 326-656 euro per i ventennali da 200mila. In questo secondo caso il ritocco potrà arrivare anche ai 54 euro al mese, con i tassi che passeranno dal 4,25 al 4,75%. Le simulazioni effettuate dall'associazione dei consumatori hanno dato dunque risultati preoccupanti. E la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi se, come l'Adusbef si aspetta, da qui a fine anno ci saranno ulteriori rialzi dello 0,50%, con un ritocco dello 0,25% a ottobre e un identica correzione a dicembre. In tal modo il costo del denaro arriverebbe al 3,5%. L'associazione dei consumatori lancia l'allarme e punta il dito contro "le responsabilità delle banche, che hanno consigliato,per speculare, mutui indicizzati invece che irripetibili tassi fissi". Secondo Adusbef gli ultimi dati di Bankitalia mostrano che i prestiti per l'acquisto di abitazioni dei residenti in Italia "hanno registrato un vero e proprio boom, passando da 184 miliardi di euro del 2004, a 225 miliardi di euro nei primi mesi del 2006, con un aumento del 22,3 per cento, oltre 41 miliardi di euro di mutui in più, erogati principalmente a tasso variabile per i cattivi, spesso interessati consigli delle banche, che avevano il dovere di consigliare, per il trend rialzista dei tassi, gli irripetibili tassi fissi per prestiti di così lunga durata come i mutui ventennali e perfino trentennali". I RINCARI PER I MUTUI DA 100MILA EURO...Secondo i calcoli dell'Adusbef un mutuo di 100mila euro a 10 anni al 4,25% comporta una rata mensile di 1.024,37 euro o semestrale di 6.189,69, per cui un rialzo del tasso al 4,50 produrrà un aumento di 12,01 euro sulla rata mensile (+144,12 annui) o di 74,52 euro sulla rata semestrale (+149,04 euro l'anno).
Se dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,11 euro (289,32 l'anno) o di 149,52 euro sulla rata semestrale (+ 299,04 l'anno)....E QUELLI PER I MUTUI DA 200MILANel caso di un mutuo di 200mila euro a 10 anni al 4,25%, con una rata mensile di 2.048,74 euro o semestrale di 12.379,38, l'aumento del tasso al 4,50 comporterà un aumento di 24,02 euro sulla rata mensile (+288,24 annui) o di 149,04 euro sulla rata semestrale (+298,08 euro l'anno). Se dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 48,22 euro (578,64 l'anno) o di 299,04 euro sulla rata semestrale (+598,08 l'anno). Per un mutuo di 100mila euro a 15 anni al 4,25% la rata mensile è di 752,28 euro e quella semestrale di 4.542,09: in questo caso l'aumento del tasso al 4,50 produrrà un aumento di 12,71 euro sulla rata mensile (+152,52 annui) o di 77,84 euro sulla rata semestrale (+155,68 euro l'anno). Se dal 4,25 per cento il tasso dovesse passare poi al 4,75, spiega l'Adusbef, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 25,55 euro (306,60 l'anno) o di 156,40 euro sulla rata semestrale (+312,80 l'anno). Un mutuo di 200.000 euro a 15 anni al 4,25% comporta una rata mensile di 1.504,56 euro o semestrale di 9.084,18: l'aumento del tasso al 4,50 si tradurrebbe in un aumento di 25,42 euro sulla rata mensile (+305,04 annui) o di 155,68 euro sulla rata semestrale (+311,36 euro l'anno)e se dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 51,10 euro (613,20 l'anno) o di 312,80 euro sulla rata semestrale (+ 625,60 l'anno). GLI ALTRI CASINel caso di un mutuo di 100mila euro a 20 anni al 4,25%, che comporta una rata mensile di 619,23 euro o semestrale di 3.736,18, l'aumento con un tasso al 4,50 sarà di 13,42 euro sulla rata mensile (+161,04 annui) o di 81,56 euro sulla rata semestrale (+163,12 euro l'anno). Se poi dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 26,99euro (+323,88 l'anno) o di 164,04 euro sulla rata semestrale (+328,08 l'anno). Infine per un mutuo di 200mila euro a 15 anni al 4,25% la rata mensile è di 1.238,46 euro e quella semestrale di 7.472,36. In questo caso un rialzo del tasso al 4,50 significherà un aumento di 26,84 euro sulla rata mensile (+322,08 annui) o di 163,12 euro sulla rata semestrale (+326,24 euro l'anno)e se dal 4,25% si dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 53,98 euro (+647,76 l'anno) o di 328,08 euro sulla rata semestrale (+656,16 l'anno).
Fonte: www.tgfin.mediaset.it

Cresce il mercato dei mutui in Calabria

I calabresi vedono la casa come un bene su cui investire. L’incremento maggiore in provincia di Cosenza
CATANZARO. Il primo trimestre 2006 conferma la decisa crescita del mercato mutui in Calabria. L’erogato della Regione è, infatti, fortemente cresciuto nel primo trimestre 2006, raggiungendo il +22,22% rispetto all’anno scorso. Il dato è stato rilevato l’Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit. Nel primo trimestre 2006 - è scritto in una nota - l’incremento maggiore di erogato si è registrato a Cosenza con 59 milioni di euro (+20,5%) rispetto al I trimestre 2005. In termini percentuali la provincia che ha erogato di più è stata Vibo Valentia con +57,6% (11 milioni di euro di erogato), seguono Reggio Calabria con +40% (41 milioni di euro di erogato). Crotone con +22% (15 milioni di euro di erogato), Catanzaro con +3,5% (39 milioni di euro di erogato). In riferimento all’Italia Meridionale, che comprende anche le regioni Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania e Puglia, la Calabria si colloca ad oggi al quarto posto per valore dell’erogato con 165 milioni di euro, confermando nel I trimestre 2006 una crescita del 22,22% rispetto allo stesso periodo nel 2005. In riferimento all’andamento nazionale, i mutui erogati nel nostro Paese, nel primo trimestre 2006 sono incrementati del +24,90% rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo un valore totale pari a 14.423 milioni di euro. Le consistenze (mutui in essere) rilevate alla fine del primo trimestre 2006 ammontano a 190.660 milioni di euro, con una crescita del +3,72% rispetto al periodo precedente (I trim 2005). “La crescita del 24,90% del mercato dei mutui nel primo trimestre 2006 - ha detto l’Amministratore Delegato di Banca per la Casa, Pasquale Giamboi - dimostra che i recenti rialzi dei tassi non hanno influenzato più di tanto il ricorso delle famiglie al finanziamento per l’acquisto della casa. La domanda dei mutui è del resto decisamente legata anche ad altri fattori quali l’evoluzione socio - demografica delle famiglie: incremento dei single, aumento delle separazioni, massiccia domanda da parte degli immigrati e l’uscita dalle grandi città verso i piccoli centri. Incidono, inoltre, la presenza e l’entità delle agevolazioni fiscali e non ultimo un mercato ricco nell’offerta di prodotti e che è diventato molto concorrenziale”. “La permanente incertezza economica - ha concluso - e la mancanza di alternative di investimento possono favorire il mercato immobiliare e l’indebitamento ad esso finalizzato”.
Fonte: www.giornaledicalabria.net

mercoledì, agosto 02, 2006

Cresce il mercato dei mutui nel Lazio.

Il primo trimestre 2006 conferma la positiva crescita del mercato mutui nel Lazio.
La cifra erogata della regione è infatti cresciuta nel primo trimestre 2006 del +16,08% rispetto al primo trimestre 2005, come rileva l'osservatorio Mutui casa alle famiglie di Banca per la casa, la banca specializzata nei mutui casa del gruppo Unicredit, su dati Bankitalia. Nel primo trimestre 2006, l'incremento maggiore è stato registrato a Roma con 1.530 milioni di euro (+14,4%) rispetto allo stesso periodo del 2005. In termini percentuali la provincia che ha erogato di più è stata Frosinone con +62,5% (45 milioni di euro di erogato), seguono Latina con +29,3% (95 milioni di euro di erogato), Viterbo con +20% (57 milioni di euro di erogato), Rieti con +9,3% (19 milioni di euro di erogato).
Fonte: www.iltempo.it

martedì, agosto 01, 2006

Cresce del 41 per cento il mercato ligure mutui

Il mattone resta sempre il bene rifugio più apprezzato dai liguri. Il primo trimestre 2006 conferma la decisa crescita del mercato mutui in Liguria. L'erogato della Regione è, infatti, fortemente cresciuto nel primo trimestre 2006, raggiungendo il +41,01% rispetto al primo trimestre 2005, come rileva l'Osservatorio mutui casa alle famiglie di Banca per la Casa,
la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit, su dati Bankitalia.Nel primo trimestre 2006 l'incremento maggiore di erogato si è registrato a Genova con 270 milioni di euro (+32,9%) rispetto allo stesso periodo del 2005.In termini percentuali la provincia che ha erogato di più è stata La Spezia con +106,7% (88 milioni di euro di erogato),
seguono Imperia con +36,3% (50 milioni di euro) e Savona con +27,1% (94 milioni di euro).In riferimento all' Italia Nord Occidentale, che comprende anche le regioni Lombardia, Valle d'Aosta e Piemonte, la Liguria si colloca ad oggi al terzo posto per valore dell' erogato con 502 milioni di euro.
Fonte: www.ilgiornale.it

Crescono mutui nell’Italia Nord Occidentale

Il primo trimestre 2006 conferma la decisa crescita del mercato mutui in Italia: è, infatti, di +24,90% la percentuale di incremento delle erogazioni nei primi 3 mesi 2006 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per un importo pari a 14.423 milioni di euro.
di: Rilevazioni Unicredit
E' quanto rileva l'Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit, su dati Bankitalia. "La crescita del 24,90% del mercato dei mutui nel primo trimestre 2006 - commenta Pasquale Giamboi, amministratore delegato di Banca per la Casa - dimostra che i recenti rialzi dei tassi non hanno influenzato più di tanto il ricorso delle famiglie al finanziamento per l'acquisto della casa. La domanda dei mutui continua Giamboi - è del resto decisamente legata anche ad altri fattori quali l'evoluzione socio-demografica delle famiglie: incremento dei single, aumento delle separazioni, massiccia domanda da parte degli immigrati e l'uscita dalle grandi città verso i piccoli centri". Secondo banca per la Casa incidono inoltre la presenza e l'entità delle agevolazioni fiscali e, non ultimo, un mercato ricco nell'offerta di prodotti e che è diventato molto concorrenziale. Prendendo in considerazione le macroaree, l'Italia Nord Occidentale, che rappresenta il 35,67% del totale delle erogazioni, ha fatto osservare per il primo trimestre 2006 rispetto a quello del 2005 una crescita del +32% (5.144 milioni di euro). L'Italia Nord Orientale si colloca a quota +11,48% (3.089 milioni), mentre l'Italia Centrale è cresciuta del 21,48% (3.286 milioni). Forte la crescita nell'Italia Meridionale e Insulare: rispettivamente con un +32,59% (1.896 milioni) e +35,30% (1.008 milioni). La Lombardia con il 24,61% ed il Lazio con il 12,11% mantengono infine la leadership nelle erogazioni, mentre il Veneto con un 9,40% passa al 3/o posto sorpassando l'Emilia Romagna (8,95%).
Fonte: www.infobuild.it/

Mutui e lavoro atipico

Cambia il gioco, cambiano le regole. Il mercato del lavoro negli ultimi anni é radicalmente mutato (merito o colpa della Legge Biagi). In Italia l’esercito dei giovani con contratto a termine (o progetto) conta circa 2,5 milioni di leve. Ed alla precarietà del posto di lavoro, in molti casi, si accompagna, con altrettanta incertezza, quella della costruzione di un progetto di vita, a cominciare dalla “prima casa”. (leggi)
Un tempo poteva accendere un mutuo solamente chi aveva un contratto a tempo determinato ma ora dato che, a quanto pare, il posto fisso é diventato ormai quasi una chimera, alle banche non resta che adeguarsi. La situazione attuale del mercato del lavoro impone delle condizioni decisamente diverse e quindi non c’è da stupirsi che gli istituti di credito guardino i lavoratori con occhi parzialmente nuovi.
Ecco spiegato il perché dei “mutui atipici” attraverso i quali le banche aprono le loro porte anche a chi non ha un contratto a tempo indeterminato.
Quali sono le caratteristiche di questa tipologia di mutuo? (Confronta le principali offerte)
Al di là delle differenze tra le singole banche si possono delineare alcuni tratti tipicamente distintivi del finanziamento atipico:
é destinato all'acquisto della prima casa;
è destinato a giovani di età non superiore a 35 anni con un contratto in essere ed un periodo minimo di mesi lavorativi alle spalle variabile da istituto a istituto;
copre normalmente l'80% del valore dell'immobile fino ad un massimo di 150.000 Euro ed una durata massima di 30 anni;
sull'abitazione é obbligatorio stipulare una polizza rischio incendi e scoppio che tuteli la banca in caso di deterioramento dell’immobile (è facoltativa quella per gli infortuni);
infine viene accesa un’ipoteca pari al 150%-200% della somma erogata.
Come è già facile immaginare sono prodotti più costosi rispetto a quelli tradizionali (d’altronde il rischio dell’Istituto è maggiore) il che spiega, solo in parte, l’insuccesso di queste "nuove" forme di mutuo. Ma siccome l’apertura del mercato dei mutui ai giovani precari è un fenomeno abbastanza giovane sicuro come l'oro che qualcosa cambierà.
Da segnalare che già avevamo dato notizia (leggi) dell'esistenza di Fondi di Garanzia finalizzati alla copertura dei rischi connessi all'erogazione di mutui per l'acquisto della prima casa. (chiedete nel vostro Comune)
Se, da una parte, è vero che alcune banche, attualmente, applicano al tasso di interesse per i mutui dedicati ai precari uno spread superiore alle offerte tradizionali impedendo così l’accesso al finanziamento “atipico”, altre si mantengono vicine alla media. Il vero limite dei mutui ad hoc tuttavia non è rappresentato dal tasso ma dal capitale finanziabile, che non supera i 150.000 euro, cifra davvero esigua quest’ultima, soprattutto nelle grandi città. E poiché l’importo massimo del finanziamento non può superare l’80% del capitale finanziabile, l’unica strada percorribile è quella di avere un capitale liquido residuo da aggiungere al prestito della banca.
Esattamente un anno fa Altroconsumo aveva denunciato una situazione pesantissima sul fronte mutui (leggi) chiedendo attenzione sulla peggiore situazione di chi non ha un lavoro fisso e fa parte dell’esercito dei lavoratori atipici, ma forse a poco a poco le cose stanno cambiando.
D'altronde, cambia il gioco e cambiano le regole.
Fonte: www.businessonline.it/

+27% in Toscana nel mercato per mutui

31/07/2006 - Crescita del mercato dei mutui in Toscana nel primo trimestre 2006, con un incremento di erogato del 27,14% rispetto allo stesso periodo del 2005..Lo rileva un'indagine, condotta dall'Osservatorio mutui casa alle famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit (UbCasa), su dati Bankitalia. Secondo l'indagine, l'incremento maggiore di erogato nel primo semestre dell'anno in corso e' stato registrato a Firenze con 360 milioni di euro (+31,1%) rispetto allo stesso periodo del 2005. In termini percentuali, la provincia che ha erogato di piu' e' stata Massa Carrara con un aumento del 52,7% (41 milioni di euro di erogato), seguita da Livorno con il 38,9% (100 milioni di euro di erogato), Arezzo con il 35,3% (81 milioni di euro di erogato), Grosseto con il 26,3% (61 milioni di euro di erogato), Pisa con il 26% (94 milioni di euro di erogato), Prato con il 21,5% (86 milioni di euro di erogato), Siena con il 17,3% (77 milioni di euro di erogato), Lucca con il 14,4% (92 milioni di euro di erogato) e Pistoia con il 13,7% (77 milioni di euro di erogato).
Fonte: www.toscanatv.com

Mutui, il Lazio traina il mercato

Le famiglie continuano a investire nel mattone. Nonostante il rialzo dei tassi
di CLAUDIA ANTINORO SARÀ per la crisi internazionale, per le minacce del caro petrolio sull'economia, per la paura di una stretta fiscale: fatto sta che le famiglie italiane continuano a scommettere sul mattone impegnandosi in mutui decennali o addirittura ventennali. E questo nonostante gli ultimi incrementi dei tassi d’interesse e l’arrivo imminente di una nuova stretta da parte della Bce: nella riunione di giovedì, infatti, Jean-Claude Trichet dovrebbe annunciare un ulteriore rialzo di 0,25 punti che porterebbe il tasso base al 3%. La casa, però, resta sinonimo di sicurezza e così continua a correre la richiesta di mutui. Tra le regioni d'Italia a trainare la corsa al mattone figura la Regione Lazio seconda solo alla Lombardia che conferma la sua pole position con il 24,61% dei mutui accesi per l'acquisto dell'abitazione, pari a 46 miliardi di euro erogati dalle banche nel primo trimestre di quest'anno. Il Lazio invece con il 12,11% del mercato nazionale, con erogazioni pari 24 miliardi di euro, supera nettamente tutta l'Italia meridionale (21,9 miliardi di euro) e l'Italia insulare (10,9 miliardi di euro) dove però l'accellerazione del mercato incide su un dato di partenza molto basso. A mettere in evidenza questa tendenza è l'osservatorio mutui casa alle famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del gruppo Unicredit, su dati forniti dalla Banca d'Italia: il primo trimestre 2006 conferma una crescita del 24,90% delle erogazioni rispetto allo stesso periodo del 2005. A favorire questo andamento hanno contribuito il permanere delle agevolazioni fiscali sull'acquisto della prima casa e sui mutui immobiliari, ma anche un mercato ricco nell'offerta e soprattutto la concorrenza spietata tra le banche che offrono mutui. Prendendo in considerazione le macroaree, l'Italia Nord Occidentale, che rappresenta il 35,67% del totale delle erogazioni, ha fatto osservare per il primo trimestre 2006 rispetto a quello del 2005 una crescita del +32%. L'Italia Nord Orientale si colloca a quota +11,48% , mentre l'Italia Centrale è cresciuta del 21,48%. Forte la crescita anche nell'Italia Meridionale e Insulare: rispettivamente con un +32,59% (1.896 milioni) e +35,30% (1.008 milioni) . Secondo il bollettino statistico della Banca d'Italia nel primo trimestre di quest'anno sono stati erogati prestiti per 190 miliardi di euro contro 158 miliardi di un anno prima. Un'impennata dei prestiti per comprare casa partita già all'inizio del 2005. Ma che accelera ulteriormente anche in concomitanza con la crescita del costo del denaro partita negli ultimi sei mesi. Ma a sbalordire di più è il fatto che i mutui accesi dalle famiglie italiane non riguardino soltanto l'acquisto della prima abitazione ma anche altri immobili da destinare all'affitto.
Fonte: www.iltempo.it