giovedì, agosto 31, 2006

Dal 2007 mutui più costosi?

I tassi di interesse bancari sui prestiti continueranno a salire nonostante il fermo aumento degli ultimi mesi, almeno questa è l’opinione del quotidiano Finanza & Mercati.

Punto di riferimento un confronto storico tra l'andamento dei tassi attivi bancari sulle nuove operazioni di mutuo alle società non finanziarie e quello relativo ai rendimenti dei titoli di stato a breve e lungo termine.

Secondo il quotidiano finanziario "Il 2007 sarà un altro anno all'insegna del rialzo per i tassi bancari che dovrebbero crescere di circa mezzo punto percentuale a meno di un'imprevedibile inversione di tendenza della politica monetaria dell'aera euro"

Ma come arriva a questa conclusione?

Prima premessa. L'impostazione attualmente seguita dalla BCE é improntata al rialzo dei tassi di interesse.

Seconda premessa. I tassi bancari sulle nuove operazioni di prestito mostrano un’alta correlazione al rendimento dei Btp decennali mentre trovano nei Btp biennali una base al di sopra della quale lievitare, con uno scarto di circa 90 centesimi (la media degli ultimi sette anni e mezzo). Il rendimento dei titoli di stato di lungo periodo (i decennali) rappresenta per le banche un costo opportunità (ovvero quanto potrebbero ricavare da un investimento in obbligazioni di Stato in alternativa alla concessione di un prestito alle imprese) mentre il rendimento dei Btp a due anni costituisce per le banche una buona approssimazione delle tendenze del costo di finanziamento presso il sistema monetario.

Quindi: se aumenta il costo opportunità, rappresentato per le banche dai rendimenti dei Btp decennali (vedi sopra), allora aumenta il costo del finanziamento concesso dalle banche ovvero aumentano i tassi praticati dagli istituti bancari. Attualmente il differenziale tra Btp decennali e il tasso medio sui prestiti concessi dalle banche risulta mantenersi in condizioni di assoluta neutralità, per valori medi di lungo periodo il decennale è superiore di un terzo di punto.

E se aumenta il rendimento dei titoli di stato biennali cosa accade?

Il rendimento dei Btp a due anni costituisce per le banche una buona approssimazione delle tendenze del costo di finanziamento presso il sistema monetario. Il differenziale tra tasso medio attivo bancario e rendimento dei Btp biennali appare ad un livello dimezzato rispetto alla media di lungo periodo. Secondo gli analisti di Finanza e Mercati questo differenziale tenderà a diminuire ulteriormente nei prossimi mesi in seguito agli aumenti dei tassi monetari da parte della BCE ponendo le basi per un nuovo ulteriore aumento dei tassi.

Quindi, a meno di una netta inversione di tendenza della politica monetaria nell'area Euro, il 2007 sarà un altro anno all’insegna del rialzo per i tassi bancari.

Fonte: www.soldiblog.it

venerdì, agosto 11, 2006

L’euro-stangata per mutui, rate e debito pubblico

Mutui.Il costo del denaro aumenta e gli italiani sono preoccupati per la crescita delle rate di mutui, prestiti e revolving. Ma anche lo stato non sorride, aumentano anche i costi per il debito pubblico. Con questo nuovo rialzo il costo del denaro è tornato ai livelli del ‘99.

MUTUI
Adusbef all’attacco fa i calcoli del nuovo aumento. “le rate mensili e/o semestrali di un mutuo subiranno un aumento, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l'anno,per un mutuo di 100 mila euro con il rialzo Bce”. La stangata si farà sentire molto di più se il mutuo è di 200 mila euro con durata ventennale. Per questi la rata subirà una crescita da 326 euro a 656 euro l'anno.

Anche il Codacons chiede maggiore attenzione per le famiglie con l’abolizione dell’Ici sulla prima casa gravata da mutuo. RATE E REVOLVING Attenzione anche a prestiti e carte revolving. Secondo l’Adusbef “banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi”. ma, e questa è la nota positiva, verrà applicata per la prima volta la norma del decreto Bersani che obbliga le banche ad adeguare automaticamente i tassi attivi e passivi su depositi e libretti di risparmio.


Per quanto riguarda i prestiti è stato calcolato che l’acquisto a rate di un elettrodomestico costerà in media 93 euro in più per cinque anni. Grande attenzione alle carte revolving. Qui i tassi sono ormai prossimi al 20% e solo all’apparenza il rimborso rimane più agevole.

CESSIONE DEL QUINTO
Su questa tipologia di prestito si concentra l’attenzione delle associazioni dei consumatori che hanno lanciato un vero e proprio allarme. Il tasso di crescita di questa tipologia di prestito è stata incredibile con una punta del 265% negli ultimi cinque anni.

Questa crescita è stata favorita anche dalle leggi degli ultimi anni che invece di favorire la redistribuzione dei redditi hanno allargato la platea di coloro che possono avere accesso a questo tipo di prestito come pensionati e atipici. Ma all’allargamento dei potenziali clienti non si è avuta una discesa dei tassi rimasti ai limiti dell’usura.

“Se i tassi dipendono anche dalla rischiosità degli impieghi - sottolinea con preoccupazione l’Adusbef - far pagare il 20% la cessione del quinto sotto i 5 mila euro, per prestiti super-garantiti che non registrano alcuna sofferenza significa effettuare la più odiosa delle speculazioni sulla pelle di
milioni di famiglie in difficoltà economiche”.

STATO
Le ripercussioni si faranno sentire anche per il debito pubblico. In poco meno di un anno, infatti, i tassi sono aumentati dell’1% e per il futuro c’è da attendersi almeno un ulteriore ritocco di un quarto di punto entro la fine dell’anno. Se, invece, la Bce dovesse decidere di ritoccare i tassi anche a dicembre, allora si arriverebbe ad un costo del denaro pari al 3,50%.

Quest’ultima ipotesi farebbe salire il costo del rifinanziamento del debito pubblico italiano a circa 19 miliardi di euro, calcolando in 3,3 miliardi il differenziale ogni 25 punti base di ritocco dei tassi
europei.
Fonte: Economia & Mercato

BCE: CRESCITA "A DUE CIFRE" PER MUTUI CASA

Roma, 10 ago. - Sono sempre in 'pole position', nel settore del credito, i mutui per l'acquisto di una casa. Secondo quanto riferisce la Bce nel Bollettino mensile, i prestiti al settore privato su base annua "hanno continuato a registrare tassi di incremento a due cifre negli ultimi mesi, con una rapida crescita dei prestiti alle famiglie e alle societa' non finanziarie".
In particolare, spiega la Banca Centrale, "il protratto vigore del credito a favore delle famiglie seguita ad essere riconducibile ai mutui per l'acquisto di abitazioni". E va inoltre segnalato che "la forte espansione della moneta e del credito, in un contesto di liquidita' gia' abbondante, segnala un aumento dei rischi al rialzo per la stabilita' dei prezzi nel medio-lungo periodo. Pertanto - aggiungono gli analisti di Francoforte - gli andamenti monetari richiedono un'attenta osservazione, soprattutto alla luce della sostenuta dinamica dei mercati immobiliari".
Fonte: www.agi.it

giovedì, agosto 10, 2006

Casa: crescono ancora i mutui in Italia, +47% in tre anni

MILANO - Continua la corsa al mattone in Italia. In tre anni, tra il 2000 e il 2003, in concomitanza con lo scoppio della bolla speculativa in borsa, gli italiani hanno accolto come un male necessario l'indebitamento per l'acquisto della casa. I mutui sono aumentati infatti del 47,21%. Lo si apprende dall'analisi compiuta da Unicredit Banca per la Casa, sulla base dei dati raccolti da Bankitalia e Istat. Il Nord Est detiene il primato dei mutui con il 3,8%. Fanalino di coda la Basilicata con l'1,2%.
Fonte: Corriere della sera

mercoledì, agosto 09, 2006

Fondoschiena a tasso variabile

Bersani ha fatto delle liberalizzazioni leggere leggere. Senza toccare per ora i poteri forti. Le banche sono state solo sfiorate da punture di spillo come l’adeguamento contestuale, a seguito di decisioni di politica monetaria, dei tassi debitori e creditori di un cliente. Una richiesta che pare ovvia. Se aumenta il costo del denaro, aumenta sia per il cliente che per la banca. E la banca non può lucrarci sopra. Anzi, le banche avrebbero dovuto allineare i tassi senza aspettare che lo imponesse lo Stato.Il nuovo presidente dell’Associazione Bancaria Italiana non ci sta e rilascia un’intervista al Corriere che va interpretata.
Intervista: Parla il neo presidente Abi, Corrado FaissolaData: sabato 5 agosto 2006Testata: Corriere della Sera“Di questa norma non si sentiva proprio il bisogno”va letto:“Lucrare sui clienti è legittimo”“Non ha creato vantaggi per la concorrenza. Anzi fornisce ulteriori motivi di conflitto tra le banche e i clienti”va letto:“Adesso i clienti possono incazzarsi con le banche a norma di legge se li fregano”“Quanto all’applicazione delle nuove regole decideranno le singole banche. Voglio dire che non si tratta di una norma imperativa ma di indirizzo. Ed è suscettibile di molte interpretazioni, come accade per tutte le leggi”va letto:“Interpreteremo la legge, anzi l’indirizzo, e poi faremo un po' come ci pare”Faissola si è anche soffermato sull’aumento del tasso di interesse della Banca Centrale Europea e sugli aumenti dei mutui.Al giornalista che ha chiesto se le banche sono responsabili di aver suggerito il tasso variabile aumentando i rischi dei clienti di fronte ai rialzi dei tassi, ha risposto:“Il rincaro dei mutui sarà automatico visto che l’ammontare della rata fa riferimento al tasso di mercato”va letto:“Non faremo prigionieri”e“Mi pare strano che chi ha contratto un mutuo al 2% pensasse che i tassi sarebbero ancora scesi e non, come sta accadendo, saliti... Il cliente lo chiedeva (il tasso variabile), era troppo appetibile”va letto:“Noi pensiamo agli interessi della banca, non a quelli del cliente”Gli aumenti dei mutui saranno insostenibili per molte famiglie, che fine faranno le loro case? Chi ci guadagnerà da questa situazione?Italiani del mutuo variabile raccontate le vostre storie, le raccoglierò per inviarle all’Abi.
Fonte: www.beppegrillo.it

Prestiti e mutui più cari

ROMA - Stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo e per chi ha acquistato a rate. Il rialzo di un quarto di punto, al 3%, dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari pesanti. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce. L'aumento Bce, colpisce anche coloro che accenderanno nuovi prestiti, visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi. Ma per la prima volta dopo il decreto Bersani, le banche dovranno adeguare anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio.I servizi nella sezione In Primo PianoROMA - Sì definitivo della Camera alla manovra bis che contiene anche il decreto Bersani-Visco sulle liberalizzazioni e sulla anti-evasione. I voti a favore sono stati 278, 193 quelli contrari. Due deputati si sono astenuti. Sul provvedimento, il governo ha incassato la fiducia sia alla Camera sia al Senato. La manovra bis è stata approvata al termine di una giornata "difficile" per il governo battuto due volte alla Camera su due diversi ordini del giorno. Il primo presentato da Rifondazione comunista, il secondo da Forza Italia.
Fonte: www.liberta.it

Rialzo tassi BCE: mutui e prestiti più costosi.

Da oggi mutui e prestiti più costosi: la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di riferimento al 3%, operando una stretta monetaria di 25 basis pointTratto da http://www.soldiblog.it
Da oggi mutui e prestiti più costosi: la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di riferimento al 3%, operando una stretta monetaria di 25 basis point. (leggi) E' la quarta stretta monetaria nell'arco di 8 mesi, dal dicembre scorso infatti la Bce ha operato quattro rialzi, tutti di 25 punti base, riportando il costo del denaro in Eurozlandia ai livelli del novembre del 1999. (l'ultimo aumento) Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale sale al 4,0%, quello sui depositi overnight al 2,0%.Una stretta anticipata però, che gli economisti attendevano solo dopo la pausa estiva, ma Trichet sostiene di voler essere molto vigile per evitare che emergano a medio termine rischi sulla stabilità dei prezzi. Non si esclude che ulteriori rialzi saranno decisi prima di fine anno a Francoforte , considerando la congiuntura caratterizzata da una inflazione a livelli alti. Un richiamo alla cautela è giunto tuttavia, ieri, dal Fondo monetario internazionale secondo cui la Bce dovrebbe muoversi con prudenza sul costo del denaro, perchè la strada della ripresa non è ancora pienamente imboccata e non è così preoccupante l'andamento dell'inflazione nell'eurozona.
Fonte: http://www.soldiblog.it

TASSI: UNICREDIT BANCA CASA, OFFERTE MUTUO AL RIPARO DA RIALZI

Roma, 3 ago. - Porre un tetto massimo al tasso variabile di un mutuo gia' in essere per preservare i clienti da eventuali aumenti del costo del denaro. E' questa una delle nuove offerte messa a punto da Banca per la Casa (Ubcasa), la banca specializzata nei mutui alle famiglie del Gruppo UniCredit. Il servizio, informa Unicredit in una nota, consiste "nella possibilita' di porre al tasso variabile di un mutuo gia' in essere, un tetto massimo oltre il quale quest'ultimo non potra' andare. Il tetto puo' avere due durate: 5 o 10 anni. Alla scadenza del periodo il cliente scegliera' se rinnovare l'opzione che e' rivolta, sia ai vecchi che ai nuovi clienti". Il costo del servizio, spiega la banca, e' pari a 140 euro per 5 anni e 370 euro per 10 anni per ogni 10.000 euro di capitale protetto. L'offerta 'Mutuo Abs' a richiesta, invece, e' "un prodotto a tasso variabile che consente al cliente - spiega UbCasa - di attivare al 5* o al 10* anno una copertura per la durata residua del mutuo, applicando un tasso massimo oltre il quale quest'ultimo non potra' salire. Il tasso di vendita e' del 4,90%, con la garanzia che il tetto massimo non supera il 7,10%, e permette di finanziare fino al 100% del valore dell immobile con durate fino a 30 anni. Infine la terza soluzione offerta da Banca per la casa e' quella di un 'mutuo costante', estendibile fino a 30 anni "che consente di conoscere da subito l'importo della rata mensile e di avere la massima flessibilita' nello sfruttare l'andamento dei tassi di mercato. "Mutuo Costante - sottolinea la banca - e' un finanziamento a tasso variabile in cui l'importo della rata rimane fisso per tutta la durata"
Fonte: www.agi.it
MILANO - Tremano i debitori, ci guadagnano le banche, il ministero del Tesoro deve mettere mano al portafogli, il popolo dei Bot incassa qualche euro in più. Che cosa succede quando la Banca centrale europea (Bce) alza il tasso di sconto, cioè il costo del denaro? Le conseguenze sono tante e, a volte, anche pesanti. E coinvolgono davvero tutti, da chi ha un conto corrente a chi ha un piccolo deposito, da chi compra il televisore a rate a chi ha acceso un mutuo per comprare la casa. Davanti a questo scenario, ieri è scesa in campo l'Adusbef (una delle associazioni di consumatori) per attaccare le banche: sarebbero «colpevoli» di aver indirizzato milioni di italiani a sottoscrivere mutui a tasso variabile che adesso, con il rialzo dei tassi, vedono aumentare la rata mensile. Vediamo, comunque, alcuni casi più significativi.I mutui alle stelle - Il tasso ufficiale è al 3% ma i mutui variabili hanno tassi fra il 4,25% e il 4,75%. E adesso aumenta l'importo della rata mensile. L'Adusbef calcola che per un mutuo ventennale da 100 mila euro, le rate aumenteranno di 163 euro l'anno mentre per un mutuo di 200 mila si arriverà a pagare, in più, anche 656 euro l'anno. L'associazione dei consumatori punta il dito contro le banche. «Per speculare - dicono all'Abusbef - hanno consigliato i tassi variabili anzichè gli irripetibili tassi fissi. Per mutui di 20 o 30 anni, visto che il trend dei tassi era rialzista, dovevano consigliare i tassi fissi». Secondo i dati di Bankitalia, gli italiani hanno fatto un massiccio ricorso ai mutui per la casa: nel 2004 ne sono stati erogati per 184 miliardi di euro mentre nei primi sei mesi del 2006 siamo già arrivati a 225 miliardi. Inoltre le banche richiedono, quasi sempre, l'apertura di un conto corrente e, ad ogni rata, chiedono anche 6 o 7 euro.I depositi - Per la prima volta, dopo il decreto Bersani, le banche che adegueranno i tassi per il denaro prestato, dovranno fare altrettanto per il denaro che hanno in deposito. Quindi sui conti correnti o sui libretti al risparmio dovranno aumentare gli interessi dello 0,25% e questo porterà circa 2 miliardi di euro nelle tasche dei depositanti.Il popolo dei Bot - I milioni di italiani che hanno sottoscritto titoli di Stato (Bot, Certificati del Tesoro, ecc...) oppure hanno messo i soldi nei depositi postali, si vedranno riconoscere maggiori interessi. Questo, naturalmente, penalizza il debitore (cioè le casse dello Stato). In 8 mesi i tassi sono aumentati dell'1% e nuovi aumenti si profilano per ottobre e dicembre. A questi livelli lo Stato dovrà sborsare 19 miliardi di euro in più all'anno per pagare i maggiori interessi.Il popolo delle rate - Gli italiani ricorrono sempre più agli acquisti a rate. Siamo meno indebitati di americani e inglesi, ma negli ultimi anni abbiamo "recuperato" posizioni in classifica. Ormai gli elettrodomestici, le automobili e le motociclette, i computer, i mobili e tanti accessori, si comprano a rate. Però bisogna fare attenzione. Il rialzo dei tassi provoca l'aumento delle rate. Molti hanno le "carte revolving" che forniscono un credito rimborsabile a rate (l'importo speso viene automaticamente diluito in più mesi). Su questo denaro prestato si arrivano a pagare interessi fra il 15% e il 20%. Altri cedono un quinto dello stipendio. In cinque anni (dal 2000 al 2005) molti si sono fatti "ipotecare" parte dello stipendio (soprattutto lavoratori dipendenti pubblici o privati e pensionati) e adesso, su quei 3 miliardi di euro erogati dalle finanziarie (dietro ci sono sempre le banche) aumenteranno le rate di rimborso. «E' una speculazione - dice l'Adusbef - sulla pelle di milioni di famiglie in difficoltà».
Fonte: www.liberta.it (Gigi Furini)

E adesso aumentano i mutui.

Come preannunciato ieri, la BCE ha innalzato di mezzo punto percentuale il costo del denaro, portandolo al 3%. Le ripercussioni sul nostro portafoglio non tarderanno a farsi sentire: naturalmente i mutui a tasso variabile aumenteranno. Quanto? Calcolando un finanziamento di 200 000 euro a dieci anni, il rincaro su base annua sarà di 298 euro; di 326 euro per la stessa cifra, ma con un frazionamento in quindici anni. Il consiglio migliore, visto che la Banca Centrale Europea non si fermerà qui, é di scegliere mutui a tasso variabile rinegoziabili che contemplano la possibilità di rivedere le condizioni del finanziamento in casi come quello di cui stiamo parlando. Se si sottoscrive un mutuo di questo tipo, la banca erogatrice é obbligata ad informare il cliente dell'avvenuta variazione dei tassi e ad accettare la possibilità che vengano rinegoziaziate le condizioni. Oltre ai mutui immobiliari,rincareranno anche i tassi (Taeg) degli acquisti rateali, carte revolving incluse: il credito al consumo, in forte crescita nel nostro Paese, ha anche questo rovescio della medaglia e non sfugge all'impietosa legge dei numeri. In positivo, come dicevo ieri, dovrebbero aumentare le rendite sia dei depositi (conti correnti), sia dei titoli di Stato.....a settembre é previsto un ulteriore ritocco!q
Fonte: http://contintasca.blogosfere.it

Mutui più cari a causa del rialzo dei tassi

Per ha chiesto un prestito da100mila euro ci saranno rincari che vanno dai 150 ai 163 euro all'anno. La Bce alza i tassi: di quanto aumenta la rata del mutuo secondo i calcoli di mutui online
ROMA - Stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo e per chi ha acquistato a rate.
Il rialzo di un quarto di punto, al 3%, dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari per i mutuatari fino a 656 euro l'anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce. A rimetterci sarà chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso variabile e chi si appresta a accenderlo. Mentre ci guadagnerà il popolo dei Bot people.MUTUI ALLE STELLE - «Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell'acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l'anno, per un mutuo di 100.000 euro con il rialzo Bce», spiega l'associazione dei consumatori Adusbef , sottolineando che «un mutuo di 200.000 con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l'anno, senza contare che la quasi totalità delle banche, impongono l'apertura del conto corrente per erogare il mutuo e che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di muti, in precedenza gratuite». L'aumento Bce, colpisce anche coloro che accenderanno nuovi prestiti, «visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi. Ma per la prima volta dopo il decreto Bersani, le banche dovranno adeguare anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio: un aumento dello 0,25 sulla loro totalità (depositi bancari,postali,certificati di deposito in scadenza pari ad oltre 830 miliardi di euro), porterà circa 2 miliardi di euro su base annua nelle tasche dei depositanti». COLPITO ANCHE IL POPOLO DELLE RATE - Ricorrere a prestiti per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro. Ripercussioni negative si avranno anche per i titolari di carte revolving, una sorta di nodo scorsoio, come la cessione del quinto dello stipendio sotto i 5.000 euro, al collo dei consumatori (oltre 6 miliardi di euro l'utilizzo) che forniscono un credito rimborsabile a rate (il pagamento delle quali ricostituiscono la possibilità di ulteriore scoperto), con tassi di crescita intorno al 24%.

Fonte: www.corriere.it

Mutui più cari a causa del rialzo dei tassi

Per ha chiesto un prestito da100mila euro ci saranno rincari che vanno dai 150 ai 163 euro all'anno. La Bce alza i tassi: di quanto aumenta la rata del mutuo secondo i calcoli di mutui online
ROMA - Stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo e per chi ha acquistato a rate. Il rialzo di un quarto di punto, al 3%, dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari per i mutuatari fino a 656 euro l'anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce. A rimetterci sarà chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso variabile e chi si appresta a accenderlo. Mentre ci guadagnerà il popolo dei Bot people.MUTUI ALLE STELLE - «Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell'acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l'anno, per un mutuo di 100.000 euro con il rialzo Bce», spiega l'associazione dei consumatori Adusbef , sottolineando che «un mutuo di 200.000 con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l'anno, senza contare che la quasi totalità delle banche, impongono l'apertura del conto corrente per erogare il mutuo e che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di muti, in precedenza gratuite». L'aumento Bce, colpisce anche coloro che accenderanno nuovi prestiti, «visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi. Ma per la prima volta dopo il decreto Bersani, le banche dovranno adeguare anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio: un aumento dello 0,25 sulla loro totalità (depositi bancari,postali,certificati di deposito in scadenza pari ad oltre 830 miliardi di euro), porterà circa 2 miliardi di euro su base annua nelle tasche dei depositanti». COLPITO ANCHE IL POPOLO DELLE RATE - Ricorrere a prestiti per l'acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro. Ripercussioni negative si avranno anche per i titolari di carte revolving, una sorta di nodo scorsoio, come la cessione del quinto dello stipendio sotto i 5.000 euro, al collo dei consumatori (oltre 6 miliardi di euro l'utilizzo) che forniscono un credito rimborsabile a rate (il pagamento delle quali ricostituiscono la possibilità di ulteriore scoperto), con tassi di crescita intorno al 24%.

Fonte: www.corriere.it

Mutui: i rincari che ci aspettano

I rialzi arriveranno fino a 656 euro
Il rialzo dei tassi in Eurolandia porterà nuovi dolori al portafogli dei consumatori. Almeno a quelli che sono impegnati a rimborsare il mutuo per l'acquisto della casa. L'Adusbef ha già fatto i conti e ha scoperto che il rincaro delle rate andrà dai 150-163 euro l'anno per i mutui di 100mila euro ai 326-656 euro per i ventennali da 200mila. In questo secondo caso il ritocco potrà arrivare anche ai 54 euro al mese, con i tassi che passeranno dal 4,25 al 4,75%. Le simulazioni effettuate dall'associazione dei consumatori hanno dato dunque risultati preoccupanti. E la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi se, come l'Adusbef si aspetta, da qui a fine anno ci saranno ulteriori rialzi dello 0,50%, con un ritocco dello 0,25% a ottobre e un identica correzione a dicembre. In tal modo il costo del denaro arriverebbe al 3,5%. L'associazione dei consumatori lancia l'allarme e punta il dito contro "le responsabilità delle banche, che hanno consigliato,per speculare, mutui indicizzati invece che irripetibili tassi fissi". Secondo Adusbef gli ultimi dati di Bankitalia mostrano che i prestiti per l'acquisto di abitazioni dei residenti in Italia "hanno registrato un vero e proprio boom, passando da 184 miliardi di euro del 2004, a 225 miliardi di euro nei primi mesi del 2006, con un aumento del 22,3 per cento, oltre 41 miliardi di euro di mutui in più, erogati principalmente a tasso variabile per i cattivi, spesso interessati consigli delle banche, che avevano il dovere di consigliare, per il trend rialzista dei tassi, gli irripetibili tassi fissi per prestiti di così lunga durata come i mutui ventennali e perfino trentennali". I RINCARI PER I MUTUI DA 100MILA EURO...Secondo i calcoli dell'Adusbef un mutuo di 100mila euro a 10 anni al 4,25% comporta una rata mensile di 1.024,37 euro o semestrale di 6.189,69, per cui un rialzo del tasso al 4,50 produrrà un aumento di 12,01 euro sulla rata mensile (+144,12 annui) o di 74,52 euro sulla rata semestrale (+149,04 euro l'anno).
Se dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,11 euro (289,32 l'anno) o di 149,52 euro sulla rata semestrale (+ 299,04 l'anno)....E QUELLI PER I MUTUI DA 200MILANel caso di un mutuo di 200mila euro a 10 anni al 4,25%, con una rata mensile di 2.048,74 euro o semestrale di 12.379,38, l'aumento del tasso al 4,50 comporterà un aumento di 24,02 euro sulla rata mensile (+288,24 annui) o di 149,04 euro sulla rata semestrale (+298,08 euro l'anno). Se dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 48,22 euro (578,64 l'anno) o di 299,04 euro sulla rata semestrale (+598,08 l'anno). Per un mutuo di 100mila euro a 15 anni al 4,25% la rata mensile è di 752,28 euro e quella semestrale di 4.542,09: in questo caso l'aumento del tasso al 4,50 produrrà un aumento di 12,71 euro sulla rata mensile (+152,52 annui) o di 77,84 euro sulla rata semestrale (+155,68 euro l'anno). Se dal 4,25 per cento il tasso dovesse passare poi al 4,75, spiega l'Adusbef, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 25,55 euro (306,60 l'anno) o di 156,40 euro sulla rata semestrale (+312,80 l'anno). Un mutuo di 200.000 euro a 15 anni al 4,25% comporta una rata mensile di 1.504,56 euro o semestrale di 9.084,18: l'aumento del tasso al 4,50 si tradurrebbe in un aumento di 25,42 euro sulla rata mensile (+305,04 annui) o di 155,68 euro sulla rata semestrale (+311,36 euro l'anno)e se dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 51,10 euro (613,20 l'anno) o di 312,80 euro sulla rata semestrale (+ 625,60 l'anno). GLI ALTRI CASINel caso di un mutuo di 100mila euro a 20 anni al 4,25%, che comporta una rata mensile di 619,23 euro o semestrale di 3.736,18, l'aumento con un tasso al 4,50 sarà di 13,42 euro sulla rata mensile (+161,04 annui) o di 81,56 euro sulla rata semestrale (+163,12 euro l'anno). Se poi dal 4,25% il tasso dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 26,99euro (+323,88 l'anno) o di 164,04 euro sulla rata semestrale (+328,08 l'anno). Infine per un mutuo di 200mila euro a 15 anni al 4,25% la rata mensile è di 1.238,46 euro e quella semestrale di 7.472,36. In questo caso un rialzo del tasso al 4,50 significherà un aumento di 26,84 euro sulla rata mensile (+322,08 annui) o di 163,12 euro sulla rata semestrale (+326,24 euro l'anno)e se dal 4,25% si dovesse passare al 4,75 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 53,98 euro (+647,76 l'anno) o di 328,08 euro sulla rata semestrale (+656,16 l'anno).
Fonte: www.tgfin.mediaset.it

Cresce il mercato dei mutui in Calabria

I calabresi vedono la casa come un bene su cui investire. L’incremento maggiore in provincia di Cosenza
CATANZARO. Il primo trimestre 2006 conferma la decisa crescita del mercato mutui in Calabria. L’erogato della Regione è, infatti, fortemente cresciuto nel primo trimestre 2006, raggiungendo il +22,22% rispetto all’anno scorso. Il dato è stato rilevato l’Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit. Nel primo trimestre 2006 - è scritto in una nota - l’incremento maggiore di erogato si è registrato a Cosenza con 59 milioni di euro (+20,5%) rispetto al I trimestre 2005. In termini percentuali la provincia che ha erogato di più è stata Vibo Valentia con +57,6% (11 milioni di euro di erogato), seguono Reggio Calabria con +40% (41 milioni di euro di erogato). Crotone con +22% (15 milioni di euro di erogato), Catanzaro con +3,5% (39 milioni di euro di erogato). In riferimento all’Italia Meridionale, che comprende anche le regioni Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania e Puglia, la Calabria si colloca ad oggi al quarto posto per valore dell’erogato con 165 milioni di euro, confermando nel I trimestre 2006 una crescita del 22,22% rispetto allo stesso periodo nel 2005. In riferimento all’andamento nazionale, i mutui erogati nel nostro Paese, nel primo trimestre 2006 sono incrementati del +24,90% rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo un valore totale pari a 14.423 milioni di euro. Le consistenze (mutui in essere) rilevate alla fine del primo trimestre 2006 ammontano a 190.660 milioni di euro, con una crescita del +3,72% rispetto al periodo precedente (I trim 2005). “La crescita del 24,90% del mercato dei mutui nel primo trimestre 2006 - ha detto l’Amministratore Delegato di Banca per la Casa, Pasquale Giamboi - dimostra che i recenti rialzi dei tassi non hanno influenzato più di tanto il ricorso delle famiglie al finanziamento per l’acquisto della casa. La domanda dei mutui è del resto decisamente legata anche ad altri fattori quali l’evoluzione socio - demografica delle famiglie: incremento dei single, aumento delle separazioni, massiccia domanda da parte degli immigrati e l’uscita dalle grandi città verso i piccoli centri. Incidono, inoltre, la presenza e l’entità delle agevolazioni fiscali e non ultimo un mercato ricco nell’offerta di prodotti e che è diventato molto concorrenziale”. “La permanente incertezza economica - ha concluso - e la mancanza di alternative di investimento possono favorire il mercato immobiliare e l’indebitamento ad esso finalizzato”.
Fonte: www.giornaledicalabria.net

mercoledì, agosto 02, 2006

Cresce il mercato dei mutui nel Lazio.

Il primo trimestre 2006 conferma la positiva crescita del mercato mutui nel Lazio.
La cifra erogata della regione è infatti cresciuta nel primo trimestre 2006 del +16,08% rispetto al primo trimestre 2005, come rileva l'osservatorio Mutui casa alle famiglie di Banca per la casa, la banca specializzata nei mutui casa del gruppo Unicredit, su dati Bankitalia. Nel primo trimestre 2006, l'incremento maggiore è stato registrato a Roma con 1.530 milioni di euro (+14,4%) rispetto allo stesso periodo del 2005. In termini percentuali la provincia che ha erogato di più è stata Frosinone con +62,5% (45 milioni di euro di erogato), seguono Latina con +29,3% (95 milioni di euro di erogato), Viterbo con +20% (57 milioni di euro di erogato), Rieti con +9,3% (19 milioni di euro di erogato).
Fonte: www.iltempo.it

martedì, agosto 01, 2006

Cresce del 41 per cento il mercato ligure mutui

Il mattone resta sempre il bene rifugio più apprezzato dai liguri. Il primo trimestre 2006 conferma la decisa crescita del mercato mutui in Liguria. L'erogato della Regione è, infatti, fortemente cresciuto nel primo trimestre 2006, raggiungendo il +41,01% rispetto al primo trimestre 2005, come rileva l'Osservatorio mutui casa alle famiglie di Banca per la Casa,
la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit, su dati Bankitalia.Nel primo trimestre 2006 l'incremento maggiore di erogato si è registrato a Genova con 270 milioni di euro (+32,9%) rispetto allo stesso periodo del 2005.In termini percentuali la provincia che ha erogato di più è stata La Spezia con +106,7% (88 milioni di euro di erogato),
seguono Imperia con +36,3% (50 milioni di euro) e Savona con +27,1% (94 milioni di euro).In riferimento all' Italia Nord Occidentale, che comprende anche le regioni Lombardia, Valle d'Aosta e Piemonte, la Liguria si colloca ad oggi al terzo posto per valore dell' erogato con 502 milioni di euro.
Fonte: www.ilgiornale.it

Crescono mutui nell’Italia Nord Occidentale

Il primo trimestre 2006 conferma la decisa crescita del mercato mutui in Italia: è, infatti, di +24,90% la percentuale di incremento delle erogazioni nei primi 3 mesi 2006 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per un importo pari a 14.423 milioni di euro.
di: Rilevazioni Unicredit
E' quanto rileva l'Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit, su dati Bankitalia. "La crescita del 24,90% del mercato dei mutui nel primo trimestre 2006 - commenta Pasquale Giamboi, amministratore delegato di Banca per la Casa - dimostra che i recenti rialzi dei tassi non hanno influenzato più di tanto il ricorso delle famiglie al finanziamento per l'acquisto della casa. La domanda dei mutui continua Giamboi - è del resto decisamente legata anche ad altri fattori quali l'evoluzione socio-demografica delle famiglie: incremento dei single, aumento delle separazioni, massiccia domanda da parte degli immigrati e l'uscita dalle grandi città verso i piccoli centri". Secondo banca per la Casa incidono inoltre la presenza e l'entità delle agevolazioni fiscali e, non ultimo, un mercato ricco nell'offerta di prodotti e che è diventato molto concorrenziale. Prendendo in considerazione le macroaree, l'Italia Nord Occidentale, che rappresenta il 35,67% del totale delle erogazioni, ha fatto osservare per il primo trimestre 2006 rispetto a quello del 2005 una crescita del +32% (5.144 milioni di euro). L'Italia Nord Orientale si colloca a quota +11,48% (3.089 milioni), mentre l'Italia Centrale è cresciuta del 21,48% (3.286 milioni). Forte la crescita nell'Italia Meridionale e Insulare: rispettivamente con un +32,59% (1.896 milioni) e +35,30% (1.008 milioni). La Lombardia con il 24,61% ed il Lazio con il 12,11% mantengono infine la leadership nelle erogazioni, mentre il Veneto con un 9,40% passa al 3/o posto sorpassando l'Emilia Romagna (8,95%).
Fonte: www.infobuild.it/

Mutui e lavoro atipico

Cambia il gioco, cambiano le regole. Il mercato del lavoro negli ultimi anni é radicalmente mutato (merito o colpa della Legge Biagi). In Italia l’esercito dei giovani con contratto a termine (o progetto) conta circa 2,5 milioni di leve. Ed alla precarietà del posto di lavoro, in molti casi, si accompagna, con altrettanta incertezza, quella della costruzione di un progetto di vita, a cominciare dalla “prima casa”. (leggi)
Un tempo poteva accendere un mutuo solamente chi aveva un contratto a tempo determinato ma ora dato che, a quanto pare, il posto fisso é diventato ormai quasi una chimera, alle banche non resta che adeguarsi. La situazione attuale del mercato del lavoro impone delle condizioni decisamente diverse e quindi non c’è da stupirsi che gli istituti di credito guardino i lavoratori con occhi parzialmente nuovi.
Ecco spiegato il perché dei “mutui atipici” attraverso i quali le banche aprono le loro porte anche a chi non ha un contratto a tempo indeterminato.
Quali sono le caratteristiche di questa tipologia di mutuo? (Confronta le principali offerte)
Al di là delle differenze tra le singole banche si possono delineare alcuni tratti tipicamente distintivi del finanziamento atipico:
é destinato all'acquisto della prima casa;
è destinato a giovani di età non superiore a 35 anni con un contratto in essere ed un periodo minimo di mesi lavorativi alle spalle variabile da istituto a istituto;
copre normalmente l'80% del valore dell'immobile fino ad un massimo di 150.000 Euro ed una durata massima di 30 anni;
sull'abitazione é obbligatorio stipulare una polizza rischio incendi e scoppio che tuteli la banca in caso di deterioramento dell’immobile (è facoltativa quella per gli infortuni);
infine viene accesa un’ipoteca pari al 150%-200% della somma erogata.
Come è già facile immaginare sono prodotti più costosi rispetto a quelli tradizionali (d’altronde il rischio dell’Istituto è maggiore) il che spiega, solo in parte, l’insuccesso di queste "nuove" forme di mutuo. Ma siccome l’apertura del mercato dei mutui ai giovani precari è un fenomeno abbastanza giovane sicuro come l'oro che qualcosa cambierà.
Da segnalare che già avevamo dato notizia (leggi) dell'esistenza di Fondi di Garanzia finalizzati alla copertura dei rischi connessi all'erogazione di mutui per l'acquisto della prima casa. (chiedete nel vostro Comune)
Se, da una parte, è vero che alcune banche, attualmente, applicano al tasso di interesse per i mutui dedicati ai precari uno spread superiore alle offerte tradizionali impedendo così l’accesso al finanziamento “atipico”, altre si mantengono vicine alla media. Il vero limite dei mutui ad hoc tuttavia non è rappresentato dal tasso ma dal capitale finanziabile, che non supera i 150.000 euro, cifra davvero esigua quest’ultima, soprattutto nelle grandi città. E poiché l’importo massimo del finanziamento non può superare l’80% del capitale finanziabile, l’unica strada percorribile è quella di avere un capitale liquido residuo da aggiungere al prestito della banca.
Esattamente un anno fa Altroconsumo aveva denunciato una situazione pesantissima sul fronte mutui (leggi) chiedendo attenzione sulla peggiore situazione di chi non ha un lavoro fisso e fa parte dell’esercito dei lavoratori atipici, ma forse a poco a poco le cose stanno cambiando.
D'altronde, cambia il gioco e cambiano le regole.
Fonte: www.businessonline.it/

+27% in Toscana nel mercato per mutui

31/07/2006 - Crescita del mercato dei mutui in Toscana nel primo trimestre 2006, con un incremento di erogato del 27,14% rispetto allo stesso periodo del 2005..Lo rileva un'indagine, condotta dall'Osservatorio mutui casa alle famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del Gruppo UniCredit (UbCasa), su dati Bankitalia. Secondo l'indagine, l'incremento maggiore di erogato nel primo semestre dell'anno in corso e' stato registrato a Firenze con 360 milioni di euro (+31,1%) rispetto allo stesso periodo del 2005. In termini percentuali, la provincia che ha erogato di piu' e' stata Massa Carrara con un aumento del 52,7% (41 milioni di euro di erogato), seguita da Livorno con il 38,9% (100 milioni di euro di erogato), Arezzo con il 35,3% (81 milioni di euro di erogato), Grosseto con il 26,3% (61 milioni di euro di erogato), Pisa con il 26% (94 milioni di euro di erogato), Prato con il 21,5% (86 milioni di euro di erogato), Siena con il 17,3% (77 milioni di euro di erogato), Lucca con il 14,4% (92 milioni di euro di erogato) e Pistoia con il 13,7% (77 milioni di euro di erogato).
Fonte: www.toscanatv.com

Mutui, il Lazio traina il mercato

Le famiglie continuano a investire nel mattone. Nonostante il rialzo dei tassi
di CLAUDIA ANTINORO SARÀ per la crisi internazionale, per le minacce del caro petrolio sull'economia, per la paura di una stretta fiscale: fatto sta che le famiglie italiane continuano a scommettere sul mattone impegnandosi in mutui decennali o addirittura ventennali. E questo nonostante gli ultimi incrementi dei tassi d’interesse e l’arrivo imminente di una nuova stretta da parte della Bce: nella riunione di giovedì, infatti, Jean-Claude Trichet dovrebbe annunciare un ulteriore rialzo di 0,25 punti che porterebbe il tasso base al 3%. La casa, però, resta sinonimo di sicurezza e così continua a correre la richiesta di mutui. Tra le regioni d'Italia a trainare la corsa al mattone figura la Regione Lazio seconda solo alla Lombardia che conferma la sua pole position con il 24,61% dei mutui accesi per l'acquisto dell'abitazione, pari a 46 miliardi di euro erogati dalle banche nel primo trimestre di quest'anno. Il Lazio invece con il 12,11% del mercato nazionale, con erogazioni pari 24 miliardi di euro, supera nettamente tutta l'Italia meridionale (21,9 miliardi di euro) e l'Italia insulare (10,9 miliardi di euro) dove però l'accellerazione del mercato incide su un dato di partenza molto basso. A mettere in evidenza questa tendenza è l'osservatorio mutui casa alle famiglie di Banca per la Casa, la banca specializzata nei mutui casa del gruppo Unicredit, su dati forniti dalla Banca d'Italia: il primo trimestre 2006 conferma una crescita del 24,90% delle erogazioni rispetto allo stesso periodo del 2005. A favorire questo andamento hanno contribuito il permanere delle agevolazioni fiscali sull'acquisto della prima casa e sui mutui immobiliari, ma anche un mercato ricco nell'offerta e soprattutto la concorrenza spietata tra le banche che offrono mutui. Prendendo in considerazione le macroaree, l'Italia Nord Occidentale, che rappresenta il 35,67% del totale delle erogazioni, ha fatto osservare per il primo trimestre 2006 rispetto a quello del 2005 una crescita del +32%. L'Italia Nord Orientale si colloca a quota +11,48% , mentre l'Italia Centrale è cresciuta del 21,48%. Forte la crescita anche nell'Italia Meridionale e Insulare: rispettivamente con un +32,59% (1.896 milioni) e +35,30% (1.008 milioni) . Secondo il bollettino statistico della Banca d'Italia nel primo trimestre di quest'anno sono stati erogati prestiti per 190 miliardi di euro contro 158 miliardi di un anno prima. Un'impennata dei prestiti per comprare casa partita già all'inizio del 2005. Ma che accelera ulteriormente anche in concomitanza con la crescita del costo del denaro partita negli ultimi sei mesi. Ma a sbalordire di più è il fatto che i mutui accesi dalle famiglie italiane non riguardino soltanto l'acquisto della prima abitazione ma anche altri immobili da destinare all'affitto.
Fonte: www.iltempo.it