sabato, giugno 17, 2006

I MUTUI

Il mutuo è il contratto con il quale una parte (detta mutuante) consegna una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili ad un'altra (detta mutuataria) che si assume l'obbligo di restituire, al momento stabilito, altrettante cose della stessa specie e quantità. In genere il contratto è a titolo oneroso e la misura degli interessi, o è convenuta dalle parti, o si applica il saggio degli interessi legali stabilito dall'art.1284 Cod.Civ.Le parti possono convenire che la restituzione delle cose mutuate avvenga ratealmente, in tale ipotesi, la mancata corresponsione anche di una sola rata da parte del mutuatario consente al mutuante di chiedere la restituzione immediata dell'intero. La risoluzione del contratto può essere chiesta anche in caso di mancato pagamento degli interessi. I mutui aventi per oggetto una somma di denaro sono restituiti, di regola, in modo rateale e le singole rate, calcolate in base ad un piano di ammortamento, posso essere costanti, crescenti, decrescenti o predefinite nella loro entità.Se le parti hanno stipulato un contratto preliminare di mutuo, come avviene - ad esempio - nei mutui fondiari ed edilizi, il mutuante può rifiutarsi di stipulare il contratto definitivo quando sia peggiorata la situazione economico-patrimoniale del debitore al punto di rendere dubbia la restituzione, o non siano da quest'ultimo fornite le garanzie richieste. (Codice Civile art. 1813 - 1822). Quando i mutui vengono erogati da aziende di credito con mezzi finanziari propri ai sensi del Dpr. 29 settembre 1973, n. 601 deve essere applicata una imposta una tantum chiamata imposta sostitutiva pari attualmente allo 0,25% sul capitale erogato. Questa imposta a carico dell'azienda erogante può in taluni casi essere recuperata dal beneficiario del finanziamento. Il pagamento dell'Imposta sostitutiva consente di pagare diritti in cifra fissa per la registrazione degli atti e per le iscrizioni ipotecarie.I mutui si possono dividere in:
CHIROGRAFARIO: quando non è assistito da alcuna garanzia;
IPOTECARIO: quando è assistito da una garanzia ipotecaria;
PIGNORATIZIO: quando è assistito da un pegno;

fonte: http://it.biz.yahoo.com/mutui/guida.html

I FINANZIAMENTI

L'operazione mediante la quale un soggetto economico realizza la provvista di mezzi finanziari necessari alla realizzazione di investimenti o al soddisfacimento dei propri bisogni si chiama finanziamento. Lo scopo per cui si richiede un finanziamento differenzia in modo determinante la tipologia dello stesso, sia per quanto riguarda gli aspetti contrattuali, che per quanto riguarda le garanzie e la durata.I finanziamenti concessi per l'acquisizione di beni e/o servizi per il consumo corrente (ad es. il vestiario, le vacanze …) oppure nell'acquisizione di beni di consumo durevole (ad es. mobili, autovetture, elettrodomestici, barche…..) hanno in genere durate massime di cinque anni e richiedono prevalentemente garanzie personali. I finanziamenti per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di abitazioni hanno durate che vanno dai 10 ai 25 anni e richiedono garanzie reali (ipoteche e/o privilegi). I finanziamenti vengono prestati da Società Finanziarie e da Istituti di credito i quali, offrono prodotti finanziari differenziati. La differenziazione può riguardare la qualità, le modalità tecniche di presentazione, le attività di promozione, i servizi accessori ed ausiliari resi al cliente, le condizioni economiche ed i termini di pagamento e di consegna dei prodotti. Il termine finanziamento è poco usato, quotidianamente si parla di Prestito o Credito. A esempio Il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia - D.L. 1° settembre 1993, n. 385 specifica che tra le attività delle imprese bancarie vi sono "le operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria, etc)".Tutti i finanziamenti assumono comunque la forma di un contratto scritto che si perfeziona non con il semplice consenso, ma con l'effettiva consegna di quanto si vuole dare a prestito.

fonte: http://it.biz.yahoo.com/mutui/guida.html

sabato, giugno 10, 2006

Cosa devi sapere per Chiedere un Prestito

CAPISCI LE CONDIZIONI
Quando devi valutare più offerte di finanziamento è bene che tu consideri l’onerosità complessiva di ciascuna operazione, senza limitarti alla valutazione della sola rata mensile.Valutare attentamente il costo reale di un prestito non è tuttavia un’operazione semplice, in quanto le voci di spesa di un finanziamento sono numerose (capitale erogato, interessi, oneri accessori, spese iniziali, spese assicurative) e non sono facilmente integrabili in una misura di costo unica.In generale, gli elementi che è opportuno esaminare prima di sottoscrivere un contratto di credito sono:
TAN (tasso annuo nominale)Il TAN rappresenta il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, applicato dalle banche o finanziarie all’importo lordo del finanziamento.Viene utilizzato per calcolare, a partire dall’ammontare finanziato e dalla durata del prestito, la quota interesse che il debitore dovrà corrispondere al finanziatore e che, sommata alla quota capitale, andrà a determinare la rata di rimborso.Il TAN è uno degli elementi che contribuiscono a definire una misura di costo complessiva dell'operazione di credito. Altri elementi da considerare sono le spese di istruttoria e le eventuali spese assicurative.
Spese di istruttoriaLe spese di istruttoria sono una voce di costo che l’ente finanziatore pone a carico del richiedente per la copertura delle spese di valutazione e di gestione della domanda di finanziamento. In genere sono corrisposte in un’unica soluzione, al momento dell’erogazione del finanziamento.
Eventuali spese assicurativePossono essere previste coperture assicurative, facoltative o obbligatorie, per la copertura del rischio di insolvenza.
TAEG (tasso annuo effettivo globale)Una misura del costo totale del finanziamento, utile nel confronto di più offerte di credito, è rappresentata dal TAEG.Il TAEG è il tasso annuo effettivo globale ed è una misura, espressa in termini percentuali, con due cifre decimali e su base annua, del costo complessivo del finanziamento.Diversamente dal TAN, il TAEG è comprensivo di oneri accessori quali spese di istruttoria, spese di apertura pratica, spese di incasso delle rate, spese assicurative, che il debitore deve pagare oltre agli interessi sul finanziamento.Tuttavia la normativa italiana consente, sotto alcune condizioni, una certa discrezionalità, escludendo od includendo nel calcolo alcune voci di costo: le spese assicurative, se facoltative, possono essere escluse dal calcolo del TAEG, il che conduce molte finanziarie a proporre assicurazioni facoltative ed esporre un TAEG inferiore.Fai quindi attenzione e considera attentamente la tua spesa complessiva, analizzando di volta in volta le singole voci dell’offerta di finanziamento che ti viene proposta (Esercitati con il calcolatore Qual è il tasso effettivo?).

Fonte: http://prestiti.economia.alice.it/

Come chiedere un mutuo alla banca

Come chiedere un mutuo alla banca

Le parole da sapere

Isc (Indicatore sintetico di costo). Con questa sigla si indica oggi quello che è il Taeg del mutuo. Indica in termini percentuali annui il costo effettivo dell’operazione di mutuo. Tiene conto, oltre che dei tassi di interesse nominali (il Tan), anche della periodicità delle rate, dei costi di accensione e gestione e delle spese accessorie (tipo le spese assicurative obbligatorie). È sulla base dell’Isc che devono essere confrontate le varie offerte di mutuo.
Periodo di ammortamento. È il periodo che serve a ripagare il finanziamento, è quindi l’insieme delle rate, comprensive di quota capitale ed interessi, che servono a pagare l’intero importo finanziato.
Periodo di preammortamento. Se previsto all’inizio del mutuo, è caratterizzato da rate ridotte costituite dalla sola quota interessi. Così facendo le successive rate saranno più alte di quelle che sarebbero state senza il preammortamento. Può essere utile se all’inizio avete problemi di liquidità.
Ipoteca. Tutti i contratti di mutuo sono garantiti da ipoteca sull’immobile da acquistare, che garantisce la banca in caso di insolvenza del cliente: dà infatti la possibilità di espropriare il bene e di rivenderlo nel caso in cui il cliente non rimborsi il suo debito. L’ipoteca ha una durata pari alla durata del piano di ammortamento (non può comunque superare per legge i 20 anni, a meno che non la si rinnovi). L’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari avviene per un valore superiore al finanziamento erogato (viene iscritta per un valore compreso tra il 150% ed il 300% del finanziamento), questo perché serve a coprire oltre che il capitale erogato anche gli interessi (anche eventualmente di mora), i tributi, gli oneri notarili, le spese giudiziali per il recupero del credito da parte della banca.
Fideiussione. È una possibile garanzia aggiuntiva, prestata da una persona diversa da quella che ha chiesto il mutuo (per esempio un genitore), che garantisce il rimborso del debito in caso di mancato pagamento delle rate.
Pegno su titoli. Altra possibile garanzia, costituita da pegno su titoli (per esempio obbligazioni) di cui si può fare a meno per un certo periodo di tempo.
Prefinanziamento. Nella maggior parte dei casi la banca non eroga il mutuo finché non avrà certezza dell’iscrizione dell’ipoteca. Poiché l’ipoteca esiste solo dal momento in cui il notaio la iscrive nell’apposito ufficio, ciò significa dover aspettare due o tre settimane prima di poter disporre del denaro. Se il richiedente ha però bisogno dei soldi al momento del rogito, la banca può concedere una sorta di scoperto di conto corrente a termine (il prefinanziamento, appunto): il cliente paga gli interessi (è bene chiedere a quale tasso). Il prefinanziamento di solito dura fino alla fine del mese in cui il notaio consegna alla banca la relazione sull’iscrizione dell’ipoteca, dal mese successivo inizia l’ammortamento del mutuo.

Fonte: http://salvadanaio.economia.alice.it

martedì, giugno 06, 2006

REGOLAMENTO del Sito Prestitiemutui


  1. Gli articoli devono essere tematici, quindi devono riguardare esclusivamente il settore finanziario, prestiti, finanziamenti, credito al consumo, mutui, banche, borsa ecc...
  2. Articoli Spam, o comunque articoli non conformi alle regole del sito comporteranno l'eliminazione degli stessi oltre la cancellazione dell'account del responsabile della pubblicazione di tali articoli.
  3. Gli articoli devono essere ORIGINALI, non è consentinto pubblicare articoli copiati.
  4. Gli articoli devono essere COMPLETI, non è consentito pubblicare estratti di articoli presenti su altri siti o blog.
  5. Gli articoli devono rispettare la legislazione vigente e non devono contenere materiale osceno.
  6. Non è consentito ripubblicare lo stesso articolo più di una volta

Istat, allarme credito al consumo

Istat, allarme credito al consumo
Il 14,4% degli italiani in difficoltà

ROMA - Il ricorso al credito al consumo è aumentato in misura rilevante negli ultimi anni in Italia, ma non sempre rappresenta un vantaggio. Le famiglie italiane, rileva l'Istat nell'ultimo rapporto, si indebitano per comprare mobili o altri beni, ma spesso non riescono a far fronte all'onere delle rate. E così il 14,4% dei nuclei familiari si ritrova, almeno una volta nell'anno, in difficoltà alla scadenza dei pagamenti. Il fenomeno più incisivo al Sud e nelle isole, dove la percentuale di famiglie che non riescono a saldare il debito rateizzato sfiora il il 25%. E se le difficoltà riguardano le rate per il cosiddetto 'credito al consumo', non va molto meglio neanche la situazione per quanto riguarda altri pagamenti periodici. Primo tra tutti quello per le bollette della luce, del gas e dell'acqua che vede quasi una famiglia su dieci (il 9% la media nazionale) non riuscire, almeno una volta nel corso dell'anno, a saldare il conto. Sono invece quasi il 4% le famiglie che dichiarano di non essere riuscite a pagare l'affitto o la rata del mutuo. Una fotografia, quella scattata dalle tabelle dell'annuario dell'Istituto di Statistica, che nel Mezzogiorno assume dimensioni più preoccupanti: nelle regioni del Sud sono infatti il 15,3% (15,8% nelle isole) le famiglie che non riescono, a volte, a fare fronte al pagamento delle bollette, mentre per l'affitto e il mutuo sono in difficoltà il 5% dei nuclei (il 5,6% in Sicilia e Sardegna). "E' la società consumista che tende a far indebitare le famiglie perché ci induce a spendere, non i soldi che abbiamo, ma quelli che pensiamo di avere in futuro - commenta il sociologo Domenico De Masi - Ma per rinviare i pagamenti nel tempo, dobbiamo sperare che il nostro reddito resti quello che è attualmente. E purtroppo non è sempre così"
Ma se il fenomeno delle rate sembra destinato ad assumere il carattere dell'emergenza (anche a fronte del trend in crescita del credito al consumo che - secondo gli ultimi dati disponibili di Bankitalia - ha registrato nell'ultimo anno un +36,5% per i prestiti a più di cinque anni), è solo la punta dell'iceberg delle difficoltà delle famiglie a far quadrare i conti. Se, infatti, il 14,4% dichiara di trovarsi in difficoltà avendo "arretrati nel pagamento" di rate, affitti, mutui e bollette, percentuali a due cifre si ritrovano anche tra le famiglie che non riescono a fare i conti con altre voci dei propri bilanci. Prima tra tutte quelle per i "vestiti necessari" (il 17,6% dice di non avere i soldi) o, ancor peggio, per le spese mediche (il 12,2%). Il 5,3% delle famiglie italiane afferma, inoltre, di "non avere i soldi", almeno una volta l'anno, per l'acquisto del cibo: un dato che si riduce al 4,1% al Nord mentre sale al 7,7% al Sud. E, ancora, l'8% delle famiglie ha problemi con le spese per il trasporto ed oltre il 13% per le tasse. Il 10% afferma, invece, di non potersi permettere un riscaldamento adeguato nell'abitazione. Analizzando i dati Istat, sono poi quasi 4 su 10 le famiglie italiane che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie l'anno. Con punte che sfiorano il 50% tra i pensionati o i nuclei numerosi, da cinque componenti o più. L'abitazione, invece, "brucia" il 15% del reddito medio: una spesa media mensile di 302 euro contro un reddito di 2.079 euro, che sale a 473 euro in caso di affitto e scende a 232 in caso di casa di proprietà.

Fonte: www.repubblica.it

sabato, giugno 03, 2006

Perché chiedere un Prestito?

I motivi per richiedere un prestito sono svariati, dall'acquisto del telefonino all'automobile, dalla vacanza alla ristrutturazione del bagno di casa. Fatto sta che senza il cosidetto credito al consumo, molti acquisti non sarebbero possibili. Pensate ad esempio a dover acquistare un'automobile di 15000 euro pagandoli sull'unghia!
Benvenga l'utilizzo del credito al consumo ma che venga fatto con criterio altrimenti ci si trova subissati di rate che ci prosciugano il conto ogni fine del mese.

venerdì, giugno 02, 2006

Prestiti Finanziamenti e Mutui

Ciao,
questo blog, dedicato al mondo del credito al consumo ed in senso più generale ai prodotti finanziari.
E' nato dall'esigenza di fare un pò di luce ai consumatori finali, su questo mercato che ogni giorno ci propone offerte di ogni sorta.
Buona navigazione e buno Prestito!